Autostoppisti Del Magico Sentiero
Narci Scisma – La Lobotomizzazione Del Risveglio
Il nuovo album in CD e digitale dal 13 dicembre 2024
Nel nuovo Far West del selfie ad ogni costo si muovono le tracce che compongono l’ultimo lavoro discografico degli Autostoppisti Del Magico Sentiero, ensemble teatral/musicale friulano che senza paura affronta a colpi di drum machine e sordine bucoliche un presente che si dimostra sempre più schiavo della comunicazione fine a se stessa.
Alle soglie incandescenti della terza guerra mondiale il free jazz scomposto misto a residui di poesia reale immersa nell’elettronica più bieca e gutturale pare la giusta colonna sonora di un mondo dove i sempre più ingestibili livelli di ricerca di autocompiacimento tendono a creare raffinati gusci vuoti rivestiti da una patina di ipocrisia autoreferenziale in cui la ricerca costante della propria immagine riflessa dà vita ad un’inferno narcisistico in cui lo stesso Dante avrebbe faticato a trovare una via d’uscita.
Discografia:
Sovrapposizione di antropologia e zootecnia – 2020
Pasolini e la peste – 2021
Erasmus a Kiev – 2022
Narci Scisma – La Lobotomizzazione Del Risveglio -2024
La formazione:
Martin O’Loughlin
Marco Tomasin
Franco Polentarutti
Fabrizio Citossi
Federico Sbaiz
Stefano Tracanelli
Alessandro Seravalle
Precedenti interviste:
https://kultunderground.org/art/39313/ (Pasolini e la peste)
https://kultunderground.org/art/41282/ (Erasmus a Kiev)
https://kultunderground.org/art/38968/ (Sovrapposizione di antropologia e zootecnia)
Intervista
Davide
Ben ritrovati su queste pagine, nelle quali abbiamo parlato anche dei vostri tre precedenti lavori in occasione delle loro rispettive uscite. Come attributo matematico il “quattro” rappresenta la stabilità e la completezza. Cosa e come il vostro quarto lavoro stabilizza e completa della vostra estetica e della vostra poetica, cosa segue e cosa introduce di nuovo?
Autostoppisti del Magico Sentiero (Fabrizio Citossi)
È un grande piacere per noi Autostoppisti essere nuovamente qui assieme a te Davide sulle pagina di Kult Underground.
Il numero 4 è sicuramente rappresentativo di una forma di solidità che fissa e storicizza anche i lavori prededenti. In questo lavoro la cui genesi e il cui culmine sono entrambi egualmente sofferti ci siamo soffermati sulla nostra fragilità di esseri semisenzienti ed abbiamo preso consapevolezza del nostro lato mortale, in effetti mai disco fu per noi così difficile da partorire e ciò che di nuovo si afferma tra note e parole è in effetti la certezza acquisita della inutilità del creare in questi cupi tempi preapocalittici.
A prescindere da tutto non riusciamo comunque a resettare questa necessità impellente di sfornare canzonette.
Davide
Come è nato questo materiale, intorno a quali idee cardine? Cos’è il “Narci Scisma” e quindi il sottotitolo “La lobotomizzazione del risveglio”?
Autostoppisti del Magico Sentiero
Il materiale di questo disco è stato per metà riciclato dagli scarti sonori dei precedenti lavori, per metà invece sono state composte melodie base alla chitarra e al pianoforte.
Le idee cardine da cui siamo partiti sono essenzialmente delle poesie, degli appunti o anche delle immagini disegnate su qualche foglio rigenerate dalla tecnica del taglia e cuci alla buona e poi da lì, man mano che le strutture ideologiche del concept si rafforzavano, ci siamo ritrovati a considerare l’idea che parlare di noi stessi come musicisti era essenzialmente parlare di noi come di persone egoiste ed egocentriche seppure in un modo che non danneggia gli altri se non per trascuratezza.
Questo disco parla in fondo dell’inconsistenza del mondo dell’arte moderna in un momento come questo in cui i venti della storia cominciano a soffiare forte.
Davide
I testi sono cantati o declamati in un modo improvvisato? Ricordano, nell’improvvisazione, l’approccio di Damo Suzuki.
Autostoppisti del Magico Sentiero
La nostra è essenzialmente una incapacità di essere intonati declinata in un approccio necessariamente beefheartiano che poi a seconda della session più o meno ispirata produce delle forme di canto abbastanza personali ma decisamente limitate dal punto di vista tecnico.
Il nostro è un approccio alla Fugs, anche se una tendenza genetica di alcuni di noi al prog più sperimentale può in effetti avvicinarci all’estetica di Damo Suzuki.
Davide
E la musica? L’improvvisazione è troppo bella per essere lasciata al caso, secondo Paul Simon. Ma si potrebbe obiettare che può essere altrettanto bella o di più se lasciata al caso. Qual è invece il vostro approccio all’improvvisazione?
Autostoppisti del Magico Sentiero
L’improvvisazione è davvero un campo nel quale sguazziamo da 15 anni ormai e sebbene i diversi cambi di formazione ci portono di volta in volta a trovare nuove forme espressive, restiamo sempre comunque legati ad una sorta di approccio free jazz primitivista in cui dei punti di racccordo fissi all’interno dei brani ci permettono di risalire dalle paludi mononota in cui a volte rischiamo di impantanarci. La visione d’insieme soprattutto nelle esibizioni dal vivo è quella di una libertà totale da parte di ognuno di noi nel portare i pezzi a prendere direzioni a volte inverosimili.
Davide
Molti gli ospiti illustri. Ce li presentate?
Autostoppisti del Magico Sentiero
Il bazar degli ospiti degli Autostoppisti è sempre affollatissimo, in questo caso particolare abbiamo avuto la fortuna di poter collaborare con jazzisti di valore assoluto come Mirko Jimi, Giorgio Pacorig, Mirko Cisilino e Marco D’Orlando e con cantautori originalissimi quali i goriziani Ambra Drius e Alberto Blasizza, eppoi le voci poetiche dello scrittore piemontese Andrea Balzola e dell’artista totale Paola Mongelli, l’apporto recitativo del poeta friulano Maurizio Benedetti e l’ugola d’oro della cantante pordenonese Anna Comand, ed infine non dimentichiamo l’apporto elettronico dello splendido partigiano appenninico Aldo Becca.
Davide
Tra i crediti spicca la “elettronica educativa e rieducativa” di Alessandro Serravalle. Perché dunque è stata la sua elettronica è stata definita così?
Autostoppisti del Magico Sentiero
Alessandro Seravalle è uno dei migliori artisti italiani in ambito rock/eletttronica, ormai con noi da già ben tre dischi, è una persona che come me (Citossi Fabrizio) si guadagna da vivere come educatore in una cooperativa sociale, quindi la cosa assume prevalentemente carattere ironico derivato da uno scambio di battute reciproco sulla realtà lavorativa da entrambi esarcitata e subita.
Davide
“Ned Ludd vs. I.A. in tal Plan da Sine”… Citate qui il personaggio da cui prese nome il luddismo, che alcuni ritengono non sia mai esistito veramente, eroe ottocentesco del proletariato che distrusse per protesta contro i bassi stipendi e la disoccupazione distrusse un telaio, costituendo un precedente nella distruzione delle macchine industriali come segno di protesta, dando poi vita al movimento insurrezionale cosiddetto luddismo. E lo contrapponete alla Intelligenza Artificiale. Cosa pensate dunque della I.A., specialmente se applicata alla stesura di testi poetici, alla composizione musicale e se usata nell’arte?
Autostoppisti del Magico Sentiero
Stenderei sin da subito un velo pietoso sull’impiego dell’intelligenza artificiale non solo nella musica e la estenderei ad ogni altro ambito. Non ripongo una grande fiducia nell’uso di una tecnologia che prensde spunto dal comportamento della razza umana.
Ora capisco che nel nostro caso sia una pecca arcaica tramandabile geneticamente quella di creare problemi per poi dover risolverli attribuendosi della genialità nel farlo ma adirittura trasferire questa virtù a un’entità di calcolo macroscopico in grado forse un giorno di prendere autocoscienza in puro stile James Cameron mi pare uno sgarbo eccessivo che non mi permetterei mai di fare neanche al mio peggior nemico.
Per quanto concerne Ned Ludd invece credo sarebbe doveroso semmai non fosse esistito dargli la possibilità di esistere ai nostri tempi in cui il suo apporto distruttivo nei confronti di tecnologie inutili e rincoglionenti sarebbe di gran lunga apprezzabile.
Davide
Tra i titoli emergono diverse sostanze psicotrope, antidepressivi e ansiolitici sorpattutto e un oppioide, da “Il peyote è una benzodiazepina” a “Amilsupride Overdrive”, da “Il Fentanyl allevia lo stress” al “Blues immerso nell’iperico”… Secondo una ricerca cinese la musica classica sarebbe un ottimo antidoto contro la depressione, perché sincronizzerebbe le onde cerebrali prodotte dai neuroni dell’amigdala estesa. La vostra musica si propone invece come l’antidoto a cosa?
Autostoppisti del Magico Sentiero
Vi è un sacco di infelicità e solitudine in giro per le strade di Babilonia, credo che anestetizzarsi non sia tanto una scelta quanto una necessità per gran parte dell’umanità oramai.
Ritengo che la qualità delle droghe in circolazione dovrebbe essere migliorata visto il livello di sottosviluppo psichico e culturale a cui élites e plebi sono soggette.
La musica di qualità è sicuramente un antidoto alla depressione alla solitudine e a volte anche alla disonestà intellettuale in quanto di fronte alla bellezza sublime del classico anche le bugie più vili e invadenti si sgretolano.
Davide
“Beat Vipassana”… Vipassana, nell’antica lingua indiana, è una parola che significa “vedere le cose in profondità, come realmente sono”, ed è usata anche per denominare una tecnica di meditazione o un’arte di vivere riscoperta e insegnata da Buddha, la quale servirebbe per uscire da ogni tipo di sofferenza esistenziale. Oggi, invece, o per lo meno dal mio punto di vista, la tendenza è quella di creare una società in cui gli individui, per non sentire la sofferenza esistenziale, vengono “educati” a vedere le cose in modo sempre più veloce e superficiale…
Autostoppisti del Magico Sentiero
La mia insegnante di yoga dei bei tempi andati una volta mi disse che la meditazione è efficace solo se si riesce a metterla in pratica anche in mezzo al caos assoluto e al rumore assordante. In effetti anche Cristo disse che nell’amare solo i nostri amici vi è ben poco coraggio.
Sono convinto che la velocità con cui ci interfacciamo con i dispositivi mobili sia assolutamente agli antipodi di quella che è la tradizione orientale del cogliere l’attimo e quindi diventa una sorta di educazione a vedere le cose in modo spiccio e superficiale come dici giustamente.
Davide
Cosa seguirà?
Autostoppisti del Magico Sentiero
Stiamo approntando un progetto in cui cercheremo di mescolare musica da camera, influenze tekno, spoken word, trap concettuale e blues del Delta.
Il tutto frullato in un sovrapporsi di collaborazioni che vanno dalla lontana Cina all’Africa Australe per tornare infine al nostro amato e freddo Friuli, terra di confine con l’esteuropeo e fonte continua d’ispirazione per la nostra opera di poesia reale e missionaria.
Davide
Grazie e à suivre…
Grazie infinite a te Davide…