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2010
10
Mag

Il Nipote del Negus - Andrea Camilleri

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Pagg:277 Euro 13
Sellerio Editore
 
Il principe Grhane Solllassié Mbsssa,  nipote del Negus Ailé Sellassiè,  si iscrive, dopo alcuni anni di studio a Palermo, alla scuola mineraria di Vigàta. Siamo negli anni che vanno dal 1929 al 1932,  in pieno regime fascista, si deve  credere, obbedire, combattere, dimostrare la forza del fascismo, le sfilate in divisa di vigorosi giovani e il Duce ha interesse a non far mancare nulla al nipote del Negus in quanto impegnato in un'operazione diplomatica per delimitare i confini con la Somalia. Il giovane , non appena arriva a Vigàta, si fa portare in un bordello, le 18 lire di "marchette" le pagherà, non avendo il principe soldi, l'agente di pubblica sicurezza  Gaetano Testa che,non appena reclamerà la riscossione del debito, verrà trasferito in Calabria, si fingerà ammalato per poter andare ad abitare in casa di Ninetta Prestifilippo asserendo che " non mangia perché sente la nostalgia di casa". Consumerà amori e passioni con donne ed uomini e farà perdutamente innamorare il giovane Rainert Müller. Il principe ha necessità di  soldi:il vitalizio che gli passa il Banco di Sicilia  non gli basta e, per scrivere una lettera allo zio esaltando il fascismo e l'ospitalità ricevuta, pretenderà ingenti quattrini, spenderà una fortuna in vestiti, partite a carte, "romperà l'anima a tutti" come afferma il commissario di pubblica sicurezza di Vigàta Giacomo Spera. Il nipote del Negus è una persona diabolica e porterà a termine un suo piano coinvolgendo il poeta Gaetano Prestifilippo, padre di Ninetta e la scura zitella Michilina Butticé.  Ma tutto deve essere consentito al principe, tutti i capricci  debbono  essere perdonati e anche lo stesso Mussolini non sopporta i comportamenti del giovane, ma la ragione di Stato è più forte. Camilleri ci regala un finale originale, che disorienta il lettore. Questa, in sintesi, la trama narrativa dell'ultimo libro dello scrittore siciliano, che s rifà, come struttura narrativa a libri come  "La concessione del telefono" e La scomparsa di Patò." Lo scrittore alterna abilmente nel libro, articoli di giornali, carpette della documentazione alla quale intercala "frammenti di parlate", mescolando, come un abile falsario, documenti veri ad altri  falsi.  E' un libro dove si ride , dove le lettere fra il commissario Spera, il prefetto di Montelusa, il capo di gabinetto del Ministero degli Esteri, sempre a proposito del nipote del Negus,  sono impregnate di un'ironia dirompente, magistrale.  Camilleri ci regala un libro che parla  del passato, ma strizza un occhio al presente mettendo alla berlina un regime fascista che rappresentò una farsa grottesca,  ma  che seminò morte e distruzione. Questo, come gli altri libri dell'autore de " Il Birraio di Preston", il  migliore libro per la critica letteraria, è un testo  politico dove lo scrittore non fa mistero delle sue idee antifasciste, mettendo alla berlina un regime  beffato da "Il  nipote del Negus".
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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