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Sotto le lenzuola

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Sotto le lenzuola

Il 22 aprile 2003, alle ore 21.00 si è tenuta al teatro Dadà di Castelfranco (MO) la
replica3 di "Sotto le lenzuola", commedia scritta e diretta da Massimo Fiorillo, e organizzata da "La compagnia dell’Eclisse".
Premesso che è sicuramente vero che scrivere una recensione di un evento non è mai utile quanto
preannunciarlo1, vale comunque la pena ricordare anche solo in due righe questo spettacolo per sottolinearne la trama e, ancor prima, la notevole capacità dei quattro attori che si sono proposti per circa un’ora e mezza sulla scena.

Roberto (Tommaso Lo Russo) e Luigi (Filippo Fabbri), amici, e rispettivamente amministratore e commercialista di una importante
fabbrica2, abitano insieme, e con loro, vive anche la cameriera tuttofare Piera (Conchita Feo).
Il carattere dei due non può essere più differente (serio e apprensivo quello di Luigi, scanzonato e superficiale quello di Roberto) e questo crea già qualche divertente problema di convivenza. Ma le cose diventano ancora più complicate quando qualcosa impedisce il sonno di Luigi, facendo prima preoccupare Piera e poi, avvisato dall’apprensiva domestica, incuriosire Roberto.
Il mistero delle notti insonni di fianco al telefono viene presto svelato: Luigi sta penando per il suo rapporto con una ragazza conosciuta da poco, che sembra divertirsi a lasciarlo sulle spine. E mentre lei tarda ad accettare di rivederlo, Roberto si innamora di un’altra ragazza incontrata per caso sull’autobus, e decide che non gli importa più nulla del suo lavoro e del suo ruolo di dirigente.
Senza arrivare a svelare il finale "a sorpresa" possiamo aggiungere che le differenze tra i due amici si annullano quando si scoprono entrambi follemente innamorati… almeno fino al giorno della prima cena a quattro a casa loro.

Anche se dal riassunto probabilmente non risalta, la trama è divertente e brillante, con dialoghi giovanili e azzeccati. E del resto perfetti sono anche i due attori nei panni degli amici, e la cameriera meridionale, specializzata nel preparare crostate e sempre pronta a raccontare alla sorella lontana – per telefono – l’evolversi della situazione della "sua" casa, è un’autentica "fotografia" di come ci si immagina che siano i rappresentanti di questa categoria di persone. Molto brava, nonostante una parte più corta e dei dialoghi forse un po’ meno coinvolgenti, anche l’altra attrice (Ambra Stefani) che interpreta il "doppio" ruolo di Vittoria.
Molto interessante infine la scelta dei passaggi musicali – prevalentemente blues – e lo stacco "danzato", poco prima del finale, con due ballerini del Florida, che ha aggiunto un’ulteriore nota di colore alla già gradevole atmosfera.

Marco Giorgini

1
…cosa che per ignoranza non abbiamo fatto…

2
…i loro genitori hanno avviato l’uno l’attività rilevata dal figlio dell’altro…

3
…la prima si è tenuta alcuni mesi prima al Teatro delle Passioni (a Modena)

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