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Deviazioni – Roberto Cracco

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Deviazioni – Roberto Cracco

Deviazioni è la fredda rappresentazione della realtà di oggi,
frammenti di natura umana plastificata che viaggia allontanandosi dalla via originale,
schegge che ognuno di noi si porta dentro.


Chi di voi, tra il 12 ed il 19 dicembre, ha avuto modo di recarsi al More1, sarà sicuramente rimasto colpito dai quattro pannelli che Roberto Cracco ha realizzato ed esposto al pubblico tra la zona internet e la pista davanti al palco. Le {Ipfoto.kw}opere, che complessivamente prendono il nome di Deviazioni, sono state realizzate su lastre di plexiglass trasparente fissate con fili di ferro ad una più ampia cornice scura, a sua volta appena allo stesso modo al soffitto e alle colonne. L’idea "tecnica", ancor prima di arrivare a comprendere il vero messaggio di questa operazione artistica, è ottima: nella penombra consueta di un locale i filamenti scompaiono, per scintillare solo a tratti, e il tutto, strutturalmente solido ma mobile al tocco, fornisce una percezione dell’opera estremamente originale e personale. I pannelli, poi, nella loro complessiva trasparenza sono fruibili da entrambi i lati, facendo così cogliere diverse sfumature quando visti a breve distanza e ad altezza viso, e quando, invece, notati da più lontano, e dal basso della pista, sono maggiormente illuminati dai faretti.
Se si considera poi che ogni "quadro" raffigura una forma umana che fissa l’osservatore, e che è composto da due strati sovrapposti ma distanziati (sfasando così il busto dalle mani), e che in due di questi viene fatto uso di "bumps3", si può facilmente comprendere come l’atmosfera complessiva diventi ricca ed intrigante e come la spazialità dell’immagine, normalmente resa con artifizi grafici, qui sia il fulcro stesso della rappresentazione, e non possa lasciare indifferente anche l’avventore più distratto.
L’artista2 ha sapientemente voluto forgiare l’opera tenendo conto dello spazio in cui questa sarebbe stata posta, e anche il tema, forte, violento come i colori e le espressioni presenti in queste sue creazioni, sembra quasi studiato ad hoc per risaltare in un ambiente pieno di gente attiva ma per la maggior parte lì per altri motivi. Le quattro facce, le quattro schegge dell’uomo, sanno essere un vero pugno nello stomaco, sia per i brevi messaggi che su ogni cornice segnalano il passaggio narrativo, sia per la cupezza complessiva che riescono a "incarnare".
Un ottimo esempio di opera moderna e attuale che sa realizzare con strumenti "poveri" qualcosa di molto interessante e che mostra come ogni luogo possa diventare espositore quando le energie dell’autore sono utilizzate al meglio anche per questo scopo.

Marco Giorgini

1
uno dei circoli ARCI di Modena che si occupa in parte anche d’arte e di cultura

2
nato a Modena, ma con esperienze molteplici sia nel campo della pittura sia della fotografia di spettacoli teatrali a Milano

3
di rilievi cioè, ottenuti scaldando la superficie del pannello, e formandola in modo da diventare una parte del disegno anche senza colore

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