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Intervista con Mafalda Minnozzi

9 min read

Pubblicato dall’etichetta MAMA Prod.Art., disponibile in Italia su tutte le piattaforme digitali e in copia fisica da venerdì 11 marzoCINEMA CITY – Jazz Scenes from Italian Film è il nuovo album della raffinata cantante Mafalda Minnozzi, un disco che rappresenta un appassionato e appassionante viaggio nelle musiche da film autografate da alcuni indimenticabili autori come RotaManciniMorriconeRustichelliCiprianiMartino, CalifanoLauzi e Rascel, che hanno apportato costruzioni musicali innovative al suggestivo mondo delle colonne sonore. L’artista, che vanta una lunga carriera internazionale sviluppata principalmente in Brasile e negli Stati Uniti, è accompagnata in questo nuovo progetto dal produttore e arrangiatore newyorchese Paul Ricci (chitarre) e da tre stelle del panorama jazzistico brasiliano quali Tiago Costa (pianoforte), Sidiel Vieira (contrabbasso), Riccardo Mosca (batteria).

Il quintetto è impreziosito dalla presenza di alcuni formidabili ospiti: Dave Liebman (sax soprano in Love Theme – Nuovo Cinema Paradiso), Graham Haynes (flicorno in La Dolce Vita, cornetta ed elettronica in Amici Miei), Art Hirahara (organo hammond in AmapolaAnonimo VenezianoE la Chiamano EstateL’Appuntamento-Sentado À Beira Do Caminho e Deborah’s Theme), Luca Aquino (flicorno in Nella Fantasia) e Jorginho Neto (trombone in Arrivederci Roma).

Da Cinema City – Jazz Scenes From Italian Film, la cui tracklist consta di quattordici brani, sgorga la classe cristallina di Mafalda Minnozzi, che usa il linguaggio del jazz e maliarde colorazioni di musica brasiliana per sfruttare appieno l’estensione vocale, la varietà dei suoi timbri, l’abilità nell’improvvisazione e il suo potere interpretativo nell’esprimere dramma, allegria e ironia con la stessa sincerità, proponendo un’affascinante lettura personale di queste composizioni senza tempo.

Guarda il video di Nella Fantasia: https://youtu.be/F_i_uutHuyc

In concerto

Nel live dal titolo Fotogrammi Mafalda Minnozzi canta la sua vita attraverso le canzoni e i compositori che l’hanno accompagnata e ispirata durante i suoi trentacinque anni di carriera.

Come nella pellicola di un film, fotogramma dopo fotogramma, l’artista costruisce sul palcoscenico la sua colonna sonora di forte impatto emotivo. È una sequenza narrativa confidenziale, in cui la platea empatizza naturalmente con l’artista in una sorta di alchimia che la rende partecipe e co-protagonista dello stesso film.

Da “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone a Edith Piaf, da “O Che Sarà” di Chico Buarque a Bruno Martino, da Cole Porter a “Via con Me” di Paolo Conte, da “Águas de Março” a “L’Appuntamento [Sentado à Beira do Caminho]” di Erasmo e Roberto Carlos, Mafalda svela la sua irresistibile storia di verità, passione e amore per l’arte.

Tre date simboliche che costituiscono un “grande slam” dei jazz club:

25 marzo BlueNote Sao Paulo

2 aprile Alexanderplatz di Roma

9 maggio Birdland Jazz Club di New York

La Dolce Vita / Loss of love / Metti una sera a cena / Love Theme – Nuovo Cinema Paradiso / Amapola / Amici miei / Anonimo Veneziano (Cuore cosa fai) / E la chiamano estte / Nella fantasia / L’appuntamento ( Sentado à beira do caminho) / Arrivederci Roma / Se – Nuovo Cinema Paradiso / Deborah’s Theme / Maturity – Nuovo Cinema Paradiso

Intervista

Davide
Buongiorno Mafalda. Dal tuo esordio discografico in Brasile nel ’96, inclusi i due album dal vivo, questo è il diciottesimo album, se non sbaglio. E poi numerose partecipazioni a compilation e colonne sonore. Quale elementi di continuità e novità vi sono in “Cinema City” rispetto alla tua passata discografia?

Mafalda
Buongiorno, Davide. Il mio è stato davvero un lungo cammino sulla grande strada della musica, in cui ho cercato di valorizzare ogni incontro, ogni indicazione, ogni segnale per proseguire dritto, per andare avanti, ad ogni passo sempre più consapevole e convinta di essere a servizio della musica stessa, una sua “missionaria”. Tutti gli album sono accomunati dalla stessa cura dei dettagli e dalla stessa passione che ho loro dedicato nel pensarli e nel realizzarli. Un altro comune denominatore è la collaborazione nella produzione artistica e negli arrangiamenti del chitarrista newyorchese Paul Ricci, che io definisco il mio “architetto” perché è sui suoi disegni e sulle sue “impalcature” musicali che ho costruito tutti i miei progetti e le mie idee. In ogni nuova produzione discografica ho anche potuto contare sulla partecipazione di grandissimi musicisti e sulla loro esperienza creativa. “Cinema City” ha qualcosa di diverso perché la pandemia ne ha condizionato la realizzazione: l’impossibilitá di viaggiare e di incontrarsi mi ha costretto infatti a fare uso per la prima volta di sopra-incisioni per quanto riguarda la partecipazione di Dave Liebman, Graham Haynes, Art Hirahara, Jorginho Neto e Luca Aquino, ovvero gli ospiti dell’album, perché non è stato davvero possibile averli in studio.

Davide
“Cinema City” è una compilazione di brani da svariate colonne sonore. Rappresenta a sua volta la colonna sonora ideale di un tuo film altrettanto ideale e immaginario? Cosa racconterebbe? C’è inoltre una tua ideale “Cinema City” come una sorta di città fantastica, e come ci si vivrebbe?

Mafalda
Davide, hai colto nel segno! Ogni brano di Cinema City ha segnato momenti della mia vita e tutti insieme ne costituiscono la colonna sonora. Il concerto che porterò sui palchi del mondo per promuovere l’album si intitola FOTOGRAMMI proprio perché cercherò di cantare la mia vita attraverso le canzoni e i compositori che l’hanno accompagnata e ispirata, come nella pellicola di un film, fotogramma dopo fotogramma, in cui spero che il pubblico si identifichi e diventi co-protagonista. Sinceramente non ho concepito e non riesco a pensare a Cinema City come una città fantastica ma come una città reale, in cui momenti di sacrificio e sofferenza convivono con l’allegria e la speranza di altri meravigliosi momenti.

Davide
Il cinema ha dato vita a una infinità di grandi brani musicali. Come hai scelto questi specifici temi? Cosa li accomuna e come li hai sentiti più tuoi rispetto a tutto il resto?

Mafalda
Li lega la bellezza delle composizioni e la possibilità di essere proposti in quartetto, un classico quartetto jazz. Alcuni temi da film erano maestosamente “orchestrali”, altri non avevano spazio per l’improvvisazione, altri ancora non mi rappresentavano nel percorso intimo e riflessivo di cui ho parlato nella mia risposta precedente. Insomma la selezione è avvenuta quasi spontaneamente. Ho sentito due brani “più miei” degli altri perché ho trovato rarissime versioni pubblicate, nonostante la loro bellezza: “Loss of Love” del grande Henry Mancini, dal film “I Girasoli” di De Sica e “Amici Miei” di Rustichelli, il cui tema é stato cantato solamente da Gilda Giuliani.

Davide
Ci sono stati dei brani che avevi o avresti scelto per questo lavoro, ma che hai dovuto poi escludere per ovvie ragioni di spazio?

Mafalda
Tanti! Ma non te li svelo… perché vista l’accoglienza del publico e le recensioni che Cinema City sta ricevendo non escludo la possibilitá di un secondo album che dia continuità al progetto

Davide
La parte del leone, diciamo, la fa comunque la colonna sonora di “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone e di suo figlio Andrea (Il “Tema d’amore”), da cui hai reinterpretato ben tre brani. Perché ti sei soffermata maggiormente su questa colonna sonora che segnò l’inizio della fortunata e preziosa collaborazione tra Morricone e Tornatore? E poi, nel tuo disco, sono presenti ancora altri brani di Morricone…

Mafalda
Perché Morricone è Morricone, unico, toccante, geniale. “Nuovo Cinema Paradiso” in particolare ha contribuito a dare una svolta importante nella mia carriera. Sulla scia del successo del film infatti, tre importanti imprenditori dell’editoria brasiliana aprirono uno storico locale a Rio de Janeiro nel 1996 chiamandolo proprio “Paradiso”, a cui venni invitata per una serie di concerti, che divennero un album, che mi aprí le porte ai programmi televisivi di maggior audience, che il pubblico brasiliano conobbe ed amò… e nacque cosÌ la mia storia d’amore con il paese piú musicale del mondo! Un’ulteriore conferma che il cinema è parte integrante della mia vita.

Davide
Nel disco ci sono grandi e più che ottimi musicisti. Come sono nati gli arrangiamenti, o meglio riarrangiamenti di questi brani, seguendo quale direzione condivisa e quali parole-chiave?

Mafalda
Il tempo a disposizione, l’isolamento, l’impossibilità di suonare e cantare hanno fatto sí che Paul ed io, bloccati entrambi a Sao Paulo, abbiamo avuto modo di immergerci in ogni brano, di arrivare al suo contenuto più profondo. Li abbiamo per cosí dire spogliati, per poi dare loro una nuova veste rispettandone l’essenza e filtrandola attraverso le nostre esperienze personali di tanti anni di concerti e musica dal vivo sui palchi di vari paesi del mondo. Parlando di arrangiamenti parlo al plurale perchè sono stati costruiti a quattro mani con Paul Ricci. La parola chiave è emozione: i brividi ascoltando il brano nella sua prima versione creata chitarra elettrica e voce sono per noi il segnale che é stata toccata la corda giusta

Davide
Un disco di respiro internazionale fin dalla sua genesi, essendo stato registrato tra Bahia, Sao Paulo, New York City e Napoli. Del resto la musica, come l’arte in genere, è un linguaggio universale: per comunicare cosa in questo nostro particolare e non felice momento storico?

Mafalda
Che la musica unisce e che la missione di noi musicisti e artisti in generale è quella di diffondere bellezza e armonia, integrando culture e tradizioni diverse. Specialmente in momenti come questi in cui violenza, ignoranza, sopraffazione e arroganza dominano la scena oscurando la buona volontà.

Davide
Tre date simboliche quelle a New York, Sao Paulo e Roma. Simboliche perché immagino rappresentino le tre nazioni più significative della tua vita e nelle tappe fondamentali della tua carriera. Ci puoi presentare la formazione che ti ha accompagnata e qualche altro particolare?

Mafalda
Richiamo il concetto espresso sopra, ossia che la musica è strumento di integrazione e comunione spirituale. Infatti i tre concerti hanno visto musicisti straordinari ma ovviamente diversi per formazione e cultura. Al Blue Note di San Paolo, lo scorso 25 marzo, oltre all’insostituibile Paul Ricci alle chitarre ho condiviso il palco con Tiago Costa al piano, Jorginho Neto al trombone e Sidmar Vieira alla tromba… il 2 aprile all’Alexanderplatz di Roma con Paul, Danilo Blaiotta al piano e Alessandro Marzi alla batteria e percussioni… il 9 maggio al Birdland di New York con Paul, Helio Alves al piano, Eduardo Belo al contrabbassso acustico, Franz Hackl alla tromba e Rogerio Boccato alla batteria e percussioni. Sapori e colori diversi quindi per gli stessi brani che il pubblico ha accolto con lo stesso entusiasmo e partecipazione. Difficile trovare le parole per esprimerti la gioia che ho provato.

Davide
Accosterei il tuo stile a quello delle più grandi crooner femminili o chanteur de charme. Quali sono state le cantanti più importanti nel tuo percorso artistico e formativo?

Mafalda
Nomi forti ed importanti: Edith Piaf, Elis Regina, Caterina Valente, Ornella Vanoni e poi tante voci del jazz americano come Shirley Horn e Sarah Vaughan e il meraviglioso Jimmy Scott.

Davide
Le tue reinterpretazioni sono particolarmente eleganti e non v’è mai nulla di superfluo. Miles Davis chiese una volta “perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?”. In che modo riconosci le note migliori escludendo la tentazione o possibilità di aggiungerne di superflue? Qual è la qualità estetica insita in una melodia che più ti emoziona e ti fa preferire un brano o una sua versione?

Mafalda
Sono affascinata dal disegno primitivo del brano, la colonna vertebrale che lo regge e che scopri dopo averlo ascoltato e ascoltato e ascoltato. Per fare questo scelgo inizialmente la versione originale poi associo la mia sensazione a quella degli altri interpreti che hanno letto quello stesso brano e percepito altre sfumature e poi inizio a cantarmelo dentro, a respirarlo per giorni. Anche il testo, sia per quanto riguarda il significato sia per la poetica e la musicalitá delle parole usate, influenza molto le mie scelte e mi porta naturalmente verso un brano e non un altro.

Davide

Cosa seguirà?

Mafalda
Musica, tanta musica, tanti nuovi incontri, collaborazioni, viaggi, palchi, sfide, sogni … tanta vita, sempre “on the road”!

Davide
Grazie e à suivre…

Mafalda
Grazie a te per questo spazio prezioso e grazie ai tuoi lettori, curiosi e appassionati.

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