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Intervista con Savelli-Zanotti

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Il fondatore dei Pelican Milk e il batterista della Bertè e Ligabue in un clamoroso disco insieme. Coinvolti undici vocalist per un manifesto dell’Italia rock di oggi Italian Kidd: il nuovo rock italiano di Alex Savelli e Ivano Zanotti! 

ALEX SAVELLI | IVANO ZANOTTI 

Italian Kidd 

Radici Music Records 

15 brani | 73.41 

«Questo album è diventato un festival, uno di quei momenti di aggregazione e condivisione a cui purtroppo non siamo più abituati. Un festival con un filo conduttore rappresentato dalla scrittura e dalla produzione, che ha lasciato spazio ai cantanti di esprimersi e raccontare storie molto diverse, non da divi ma semplicemente da interpreti dei brani e soprattutto dell’epoca che stiamo vivendo. C’è una foto nel libretto che raffigura questo periodo storico: barchette ormeggiate al tramonto. Crediamo che si sentano così molti artisti e musicisti che aspettano di poter riprendere il largo». 

Un disco-festival, un’istantanea collettiva di un periodo storico difficile che ha stimolato alle sfide, alla resistenza culturale, alla creatività. Hanno affrontato così la creazione di Italian Kidd (Radici Music Records) Alex Savelli e Ivano Zanotti, per la prima volta insieme in un album importante per la genesi, lo sviluppo e il coinvolgimento di tanti colleghi musicisti, per la precisione undici cantanti, uno per ogni brano. Un album rock impegnato, travolgente, che si candida a una delle più significative uscite italiane del 2021. 

Polistrumentista e produttore di esperienza trentennale, fondatore a Londra del 1999 dei Pelican Milk, Alex Savelli ha collaborato con Eddie Kramer, Francesco Guccini, Paul Chain, Ares Tavolazzi e tantissimi altri. Dopo Gettare le basi (2019) con Massimo Manzi e Doing Nothing (2020) con i NoStress, Savelli intraprende la partnership con Ivano Zanotti, tra i più acclamati batteristi italiani degli ultimi anni. Attualmente batterista e direttore musicale di Loredana Bertè e batterista dal vivo di Ligabue, Zanotti vanta collaborazioni internazionali con giganti quali Brian Auger e Manolo Badrena e nazionali, sia live che in studio, con Vasco Rossi, Anna Oxa, Alan Sorrenti, Edoardo Bennato etc. 

Un disco rock tutto italiano che suona molto anglosassone: la natura dell’album ha ispirato il gioco di parole del titolo Italian Kidd (che non significa “bambino” ma “scherzare”). I brani firmati da Savelli sono recenti fatta eccezione per Rosita (tratta dal primo disco dei Pelican Milk), Dogman e The Shepherd (risalenti alla produzione londinese inedita dei primi anni 2000), e «sono stati scritti dopo avere conosciuto Ivano e pensando di suonarli insieme a lui. Per questo ho voluto coinvolgerlo nella produzione e nei mixaggi, e proprio per questo abbiamo deciso di dividere i diritti dei brani con gli ospiti in parti uguali; il lavoro di ognuno è stato assolutamente determinante per la riuscita del disco. In fondo chi ha scritto cosa, soprattutto per chi ascolta, ha un valore molto relativo e credo che se musicisti e interpreti fanno proprio un brano poi quel brano diventa più del pubblico che di chi lo ha scritto». 

Come accaduto in Gettare le basi, aperto a contributi di tanti musicisti diversi in ogni brano, anche Italian Kidd è arricchito dal coinvolgimento di tanti colleghi: Luca Fattori, Luciano “Luiss” Luisi (Bandabastard), Massimo Danieli, Jeanine Heirani (Nostress), Michele Menichetti (La Gabbia), Teresa Iannello, Lorenzo Giovagnoli (Odessa), Valentina Gerometta (Zois), Francesco Grandi e Omar Macchione (Qvintessence), Frederick Livi (Crownheads). Le undici voci di Italian Kidd compongono un mosaico che dà un’ottima impressione sullo stato di salute del rock italiano, sottolineano Alex e Ivano: «Il rock in Italia sta bene ma non sembra importare a molti che, ormai da tempo, hanno deciso di rinchiudere questo genere in pochi comodi stereotipi. Abbiamo tanti talenti in Italia che meritano più luce e che potrebbero fare la felicità di tanti ascoltatori se solo potessero raggiungerli. Siamo stati felici di offrire un contesto per esprimersi a tanti amici e talenti; dietro ogni cantante c’è almeno una band, almeno un progetto… ci sono tanti sogni. Sono già nate altre collaborazioni dopo Italian Kidd con gli ospiti e questo forse è il senso più profondo di questa produzione». 

Alex Savelli: basso, chitarre, tastiere 

Ivano Zanotti: batteria 

Italian Kidd Singers: 

Luca Fattori (1, 10) 

Luciano “Luiss” Luisi (2, 15) 

Massimo Danieli (3) 

Jeanine Heirani (4) 

Michele Menichetti (5, 9) 

Teresa Iannello (6) 

Lorenzo Giovagnoli (7) 

Valentina Gerometta (2, 8, 15) 

Alex Savelli (11) 

Francesco Grandi e Omar Macchione (12) 

Frederick Livi (13) 

www.facebook.com/ivanozanotttithebigdrummer 

www.facebook.com/alexsavelli

ALEX SAVELLI 

Polistrumentista e produttore di esperienza trentennale, fondatore a Londra del 1999, tra le altre, della band Pelican Milk, Alex Savelli nel corso degli anni ha collaborato con Eddie Kramer, Francesco Guccini, Simon Painter, Paul Chain, David Eserin, Alex Elena, Ares Tavolazzi, Davey Rimmer, Pippo Guarnera, Andrea Giomaro, Antonio Stragapede, Gianpiero Solari e tantissimi altri. Dopo Gettare le basi (2019) con Massimo Manzi e Doing Nothing (2020) con i NoStress, riprende la partnership con Ivano Zanotti in Italian Kidd. 

IVANO ZANOTTI 

Batterista, arrangiatore e produttore a richiesta. Si destreggia in tutte e tre le pratiche con accortezza e passione totale per la musica. Vanta collaborazioni internazionali con giganti quali Brian Auger e Manolo Badrena e nazionali, sia live che in studio, con Vasco Rossi, Luciano Ligabue, Loredana Bertè, Anna Oxa, Alan Sorrenti, Edoardo Bennato etc. Attualmente è batterista e direttore musicale della Bertè e live è batterista di Ligabue. Dopo aver suonato in uno degli undici brani di Gettare le basi (Savelli/Manzi), si dedica a un disco tutto con Savelli dal titolo Italian Kidd. 

Comunicato stampa di Synpress 44

Intervista

Davide

Ciao Alex, ciao Ivano. Com’è nato questo incontro e come si è sviluppata questa vostra perfetta intesa?

IVANO 

È nato dalla volontà di Alex di incontrarmi per coinvolgermi in un suo vecchio progetto e dopo invece è nata questa collaborazione per il nuovo.

ALEX

Esatto, stavo lavorando al disco Gettare le basi del duo Savelli-Manzi, un altro progetto nato con un grande batterista su cui abbiamo poi coinvolto tanti ospiti, avevo sentito suonare Ivano in vari progetti e l’occasione mi sembrava buona per incontrarlo. Da quel momento abbiamo suonato in studio a più riprese e abbiamo registrato molto materiale… la musica ha fatto il resto. 

Davide 

In quale particolare momento storico personale arriva questa vostra collaborazione? Come completa e riassume o rimescola le vostre molte importanti esperienze?

IVANO

Il momento storico non c’era perché è avvenuto tutto prima della pandemia, però coi tempi dilatati che abbiamo avuto alla fine l’abbiamo concluso in pandemia. Quindi è stato significativo per coinvolgere tanti cantanti e per far questo festival in un momento di distacco.

ALEX

Si, non eravamo ancora in questa situazione, si parla di un album iniziato nel 2019, con calma… solo col tempo abbiamo capito, sicuramente anche spinti dal periodo di isolamento forzato, che il disco sarebbe diventato un festival.

Davide

Il disco è molto vario e ci dice che fare del buon rock, non solo in Italia, è ancora possibile. Il rock non è morto, ma sicuramente è morto quello che i Tazenda chiamarono “il popolo del rock” con la sua forte identità socio-culturale, l’anticonformismo, l’anticonsumismo, un certo modo di intendere non solo la musica, ma anche la vita in tutte le sue sfaccettature, sostanzialmente ribelle e alternativo. Tutte cose relegate poi a “stereotipi”, magari anche così volutamente sminuite dai corsi e ricorsi storici. Che tipo di compendio avete realizzato del rock, per ripartire (e bene, per altro) da quale punto?

IVANO

In effetti lo slogan più famoso del rock’n’roll è che deve essere uno stile di vita e non solo un genere musicale. Ti dirò che un po’ di verità c’è in questa frase ma non è tutto, perché la musica buona e del sano rock non si fa solo con questo. In tutto ciò anche gli stereotipi della droga e stravizi vari comunque si smontano in fretta, perché non è quello lo stile di vita che intende il rock. è la passione vera, primordiale e sanguigna che uno ha dentro e che ci deve mettere nel comporre musica.  

ALEX

Il popolo del rock non è morto magari non è più giovanissimo! 

La gente ha ancora bisogno di rock… certamente tanti film, spot, sigle televisive fanno ancora leva sul rock classico per procurare certe passioni negli spettatori, fateci caso.

Penso sia riduttivo fare riferimento al rock parlando di Italian Kidd proprio per la sua estrema varietà. Il rock può anche essere il filo conduttore ma a volte può fuorviare, specialmente chi riconosce il rock solo in certi modelli o stereotipi si trova spiazzato da quanto sia ampia per noi la sua accezione.

Davide

Avete scelto le voci di molti cantanti diversi e diverse. Nel farlo avete realizzato dei brani “cuciti su misura”, quindi pensati per ciascuno e ciascuna di loro, o l’invito a interpretarli è arrivato dopo? 

IVANO

No, è arrivato tutto dopo e quindi abbiamo scelto i cantanti in base alle canzoni e dei loro arrangiamenti.

ALEX

Si, avevamo varie idee su come finire il disco, ma questa è stata quella giusta sicuramente.

Davide

Chi ha scritto i testi? Cosa narrano in particolare e qual è il filo conduttore principale?

ALEX

Le storie sono tante, molto diverse tra loro ma ala fine perfettamente in sintonia con il periodo storico, anche se molti di questi testi sono precedenti. Una casualità curiosa, un fortunato allineamento planetario. Testi molto vari che letti oggi assumono anche valore sociale come evidenziato da alcuni giornalisti.

Davide

Tutte le tracce sono cantate in inglese, tranne l’ultima in italiano (Non siamo soli). Perché, quando la scelta di una lingua o dell’altra?

IVANO

Nasce tutto in inglese, l’unica traccia in Italiano è un brano che si prestava e abbiamo deciso di produrre come Savelli-Zanotti anche il lavoro solista del  grande Luciano Luisi.

ALEX

L’inglese è sicuramente la lingua che meglio si presta allo stile di Italian Kidd,

Nel caso di Not alone presente in entrambe le lingue, è stato un caso particolare e infatti la traduzione letterale del testo funzionava perfettamente anche in italiano e ci piacevano molto entrambe le interpretazioni di Luciano Luisi.

Inoltre anticipa il disco che produrremo prossimamente.

Davide

Ultimamente sto ricevendo molti dischi italiani di grande levatura, tra cui certamente anche il vostro, in una percentuale significativamente superiore rispetto agli anni passati. Ho pensato che ci possa essere un qualche legame con il lungo “stop” a cui siamo stati tutti costretti negli ultimi due anni. O forse è solo un caso. Per chi fa musica, in tutto quel che c’è stato di negativo, secondo voi è successo qualcosa forse anche di positivo nel fermare la musica così a lungo e nella sua ripartenza?

IVANO

Forse è dovuto che ci hanno pensato di più prima di farli uscire e così non hanno buttato fuori cavolate a raffica come il trend stava facendo. 

ALEX

Sicuramente arriveranno anche dischi brutti, chi suonava solo live con il lockdown si è messo a lavorare in studio/casa e sono sport molto diversi… un po’ come il tennis e il ping pong.

La maggior parte di questi non sa bene cosa sia un produttore, uno studio cablato etc..

Sicuramente è positivo che molti musicisti abbiano vinto la loro pigrizia e per necessità o per noia si siano messi a produrre, ma questo inevitabilmente mette in circolazione una mole consistente di proposte di livello molto variabile, probabilmente anche delle belle sorprese…

Poi ci sarebbe un lungo discorso su perché si fa un disco… ma rientra in una dimensione più filosofica.

Davide

Da certi sondaggi pare che durante il lockdown la musica sia stata considerata come una delle cose più capaci di tirare su il morale. La speranza è dunque che questo periodo possa essere servito anche a riavvicinare gli ascoltatori alla musica di qualità, ad ascoltare in modo più attento e approfondito, al farne una propria esperienza e non solo un prodotto di consumo usa e getta sullo sfondo, per altro sempre più gratuito. Cosa pensate voi dell’attuale situazione musicale italiana? 

IVANO

è venuta fuori questa cosa nel lockdown, ma sicuramente se ne sono già scordati. La Situazione attuale non è facile perché c’è troppa roba messa fuori solo per far numero. Speriamo che sia servito il lockdown per ragionare davvero più sulle uscite e più mirate. Il rock ci salverà sempre.

ALEX

Come dimostra Italian Kidd, mi interessa poco la scena mainstream italiana, mentre nel sottobosco riesco a vedere molte cose interessanti.

Il beneficio dell’ascolto della musica inteso come gesto d’amore e attenzione per sé stessi è immenso, dobbiamo tornare a trovare il tempo come si trovava una volta. Dobbiamo imporcelo, se necessario, come facciamo con l’esercizio fisico o l’alimentazione sana o il riposo, in quanto il beneficio è veramente enorme ed è un modo impareggiabile per stimolare la fantasia e quindi la resilienza.

Davide

Nel titolo (Italian Kidd), così come nei bambini o ragazzini fotografati per la copertina, io vi ho ricordato una frase di Nietzsche, cioè che la maturità dell’uomo significa avere ritrovato la serietà che si metteva nel gioco da bambini. E nel vostro lavoro si sente tanta serietà ma anche tanto gioco o, se preferite, divertimento. Cosa volevate esprimere attraverso questo titolo e queste fotografie?

ALEX. 

Pensiamo che la frase di Nietzsche che hai citato sia perfetta!

Davide

“Italian Kidd” è anche ottimo materiale da godersi a un buon concerto rock. Immagino che portare dal vivo questo lavoro possa però essere un po’ complicato, annoverando così tante voci diverse. Ci state pensando?

IVANO

Non c’è problema, canta tutto Alex eh eh eh!

ALEX. 

Speriamo di riuscire a trovare sempre il budget per portare in scena lo show completo (il festival con le 11 voci), in alternativa possiamo uscire in formazioni ridotte, ogni volta diverse all’evenienza. Anche in duo acustico, chiaramente il senso di tutto il progetto sta nella condivisione, quindi vedremo. La band di base è comunque Savelli-Zanotti.

Davide

Cos’è innanzitutto una buona musica? Cosa, invece, una cattiva musica?

IVANO

Quella che ti piace è buona e quella che non ti piace no, semplice. 

Però se sei anche un po’ esperto c’è anche tutta la parte tecnica che allora può essere riconosciuta buona o meno.

ALEX

I gusti sono gusti ma possiamo dire che esistono una bellezza e una bruttezza quasi oggettive nell’arte, nella musica ma direi nelle cose della vita in generale.

Ci sono musicisti e produttori con una musicalità veramente superiore, forse bisognerebbe chiedere a loro o forse al primo ascoltatore che passa per strada. Difficile rispondere, la sensibilità resta individuale.

Davide

Cosa seguirà? 

IVANO

Progetto solista con Luciano Luisi. 

ALEX

Il prossimo progetto che produrremo come Savelli-Zanotti è il disco di Luciano Luisi. 

E personalmente ho quasi finito un nuovo disco di cui sono entusiasta con il produttore Alex Elena.

Davide

Grazie e à suivre…

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