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Intervista con Hunka Munka

7 min read

Roberto Carlotto e Joey Mauro
“Foreste interstellari”

Hunka Munka è il nome di battaglia di Roberto Carlotto, tastierista progressive rock  di grande tecnica che iniziò giovanissimo la sua carriera in Italia e in Europa, suonando con i Big 66, I Cuccioli e con Ivan Graziani nell’Anonima Sound, poi come solista dal 1971, aprendo concerti di artisti come Colosseum e Rod Stewart. Negli anni ’70 incise alcuni 45 giri e un unico album dal titolo “Dedicato a Giovanna G.”, suonato con Ivan Graziani e Nunzio Favia degli Osage Tribe, oggi molto raro e ricercato, ricordato per la copertina con il coperchio di un WC sagomato e apribile. Con Nunzio “Cucciolo” Fava formò in seguito il duo “Carlotto & Cucciolo”. Dal 1973 si unì ai Dik Dik e nel 1984, dedicatosi alla musica elettronica e alla cosiddetta italo disco, incise l’album “Promise of Love” con lo pseudonimo di Karl Otto. Dal 2011 al 2016 ha suonato nei riformati Analogy. Riunitosi con Joey Mauro e altri musicisti, ha infine dato vita alla nuova versione degli Hunka Munka, realizzando nel 2021 l’album Foreste interstellari per l’etichetta genovese Black Widow.

Intervista

Davide

Ciao Roberto, ciao Joey. Già nel 2000 c’è stato un ritorno al progetto Hunka Munka, che però non ha prodotto materiale discografico. Come andò allora e come finalmente vi siete ritrovati intorno a “Foreste interstellari”?

Roberto

Ciao Davide e grazie.
Innanzitutto Hunka Munka, nome di un topolino inglese, è un mio pseudonimo, datomi da un mio produttore Gilberto Amati, titolare dell’Altro Mondo di Rimini, nel lontano 1968, che mi proponeva come “Uomo Orchestra” per i miei innumerevoli strumenti e voce solista.
Joey Mauro è un eclettico personaggio, musicista compositore, dalle mille idee vulcaniche, che obbliga il sottoscritto a decodificare il lavoro titanico e a mettere un po’ di ordine nel suo labirinto musicale. Molto spesso ci vediamo per le nostre passioni, ovvero auto vintage, così, tra un pistone e l’altro, parliamo anche di canzoni e, mettendo giù qualche idea, scribacchiamo e proviamo qualche suono da incidere, fino ad arrivare a “Foreste Stellari”.

Joey

Per quanto riguarda la genesi, di Hunka Munka ti ha già detto molto Roberto;  io ti posso dire che è quasi 20 anni che diversi brani del disco foreste interestellari girano in questo labirinto musicale. Finalmente due anni fa siamo riusciti a completarlo, e per ovvi motivi è uscito solo oggi

Davide

Ci presentate gli altri musicisti?

Roberto

Coordinatore e conoscitore di “truppe di musicisti”, che danno il loro grande apporto alle realizzazioni dei brani, è Joey.
Di seguito la formazione.
Joey Mauro: tastiere, mini moog e orchestrazioni
Roberto Carlotto alias Hunka Munka: testi e voce 
Marcantonio Quinto: batteria
Gianluca Quinto: chitarra
Andrea Arcangeli: basso

Joey

Roberto ti ha già dato i nomi dei musicisti che ci hanno aiutato a completare questo mastodontico lavoro. Oltre ad essere degli incredibili musicisti, sono anche delle ottime persone e cari amici; non dimentichiamo anche l’apporto vocale di  Tony Minerba e di Alice Castagnoli

Davide

Cosa sono le foreste interstellari? Qual è il tema principale di questo lavoro o, come si usa dire in ambito progressive, il concept?

Joey

Penso che Roberto sia la persona più adatta a rispondere sui testi della suite. Puoi ritrovare anche dei rimandi del concept negli strumentali e nello spirito che pervade il disco.

Roberto

Nei miei variegati voli aerei notturni solo con l’immenso, tra stelle e comete cadenti, l’ispirazione è una logica guerra e di conseguenza stellare. La sinuosità delle galassie sembra quasi uno spartito che ti penetra nel cervello e lì resta finché non diventa musica.

Davide

Come è nato questo materiale da voi composto? Qual è il metodo compositivo? Come infine, tra tante possibilità nel procedere, sentite che il pezzo sta procedendo nel giusto modo, è vostro ed è infine concluso, sia nella scrittura, sia nell’arrangiamento? Quando invece torni indietro a rivederne e rifarne qualcosa?

Roberto

Questo L.P. è nato, come già detto, lavorando sulle auto vintage, passione che accomuna me a Joey. Non ho un metodo per comporre musica, la mia guida è l’istinto. Le difficoltà sono diverse nel costruire un brano: per esempio le stesse parole da adattare ad una sincronizzazione musicale. Per non dire quante volte si ritorna alle prime idee. Il ripetuto ascolto dei brani e le successive modifiche, alla fine, apporteranno ad una selezione. 

Joey

Come ti dicevo questo disco ha una genesi molto lunga, per esempio il giro di tastiere che pervade ‘’I cancelli di Andromeda’’, l’ho scritto sul finire degli anni 90 su un organo Hammond spinetta, molti pezzi sono stati riarrangiati centinaia di volte, il lavoro per esempio sulle orchestre della suite può arrivare a 68 tracce contemporanee.

Davide

In 50 anni di carriera come tastierista avete sicuramente messo le mani su molti strumenti. Quali amate o avete amato di più tra organi, sintetizzatori e strumenti a tastiera in generale, vecchi e nuovi? Quali quelli da voi utilizzati in questo lavoro? 

Roberto

Potrei passare ore per elencare quanti strumenti mi sono passati per le mani e le modifiche che ho elaborato per trovare suoni nuovi. Ma rimangono nel mio cuore i miei primi Hammond e la mania della grande orchestra. Joey ha una collezione di strumenti vintage, Moog ed altro, dove codesto folle prova e riprova per dare una linea musicale, poi assembla il tutto e, come già detto prima, così nasce una canzone.

Joey

Nella mia vita ho messo mani su quasi tutte le tastiere vintage mai prodotte al mondo, qualcuno per riparazione, qualcuno per collezione, qualcuno molto raro solo come  prova. Ti parlo di centnaia di Hammond, string ensenble, sintetizzatori 80 analogici, clavinet, Rhodes etc. Col passare degli anni ho tenuto solo i pezzi ai quali sono più  legato, come il Minimoog model D del ’71 che puoi sentire nel disco “Foreste interestellari”.

Davide

Quali altri lavori avete realizzato di recente oltre a questo ritorno di “Hunka Munka”? 

Roberto

Joey mi propone sempre dei miei brani da rielaborare, perché secondo lui, rinverdire fa gioco alle nuove tendenze. In pratica propongo delle cover dei miei stessi brani già incisi in passato.

Joey

Caro Davide sei riuscito con questa domanda a farci rivelare un segreto, abbiamo in lavorazione un Ep con un nuovo brano e 3 brani del repertorio storico di Roberto, due incisi con una delle band con il quale ha collaborato e scritto tante hits, ma originariamenti appartenenti al filone Hunka Munka

Davide

Cosa in particolare distingue il marchio “Hunka Munka” dal resto della vostra più variegata produzione artistica? 

Roberto

Sicuramente il mio sound è stato un precursore della musica elettronica e tende ad essere sinfonico. 
Cosa dire di Hunka Munka e Roberto Carlotto: passare da musica rock prog a dolci note sentimentali. Ecco il magnetismo dei due opposti: H. M. e R. C.

Joey

Davide, come forse hai letto, io ho prodotto tra i piu grandi gruppi 80 della musica pop italo, e con Roberto abbiamo anche composto diversi successi su quel genere, ma il nostro cuore è sempre orientato al discorso progressive e rock.

Davide

Dopo più di cinquant’anni di storia di questo genere musicale, cosa rappresenta ancora per voi il connubio tra il “rock” e il “progressive” (quindi la progressione verso altra musica diversa dal rock)? 

Roberto

Secondo alcuni addetti ai lavori, io ho il dono di comporre molte musiche con sound completamente diverso e, sconvolgendo note e scale musicali, risulto versatile.

Joey

Io voglio solo aggiungere una cosa, in diverse recensioni internazionali hanno accostato il nostro sound a gruppi prog rock moderni che non ho mai ascoltato, i miei ascolti sono totalmente diversi, come sai le mie produzioni più quotate sono fuori dagli stilemi prog rock, e probabilmente questo disco ha più punti in comune con Pet sound dei Beach Boys o qualcosa dei Beatles che con i gruppi prog moderni che non ho mai ascoltato.

Davide

Quali sono stati i momenti che ricordi con più piacere e soddisfazione della tua carriera? 

Roberto

Quando sul palco, avvolto da amplificatori a perdita d’occhio, il mio amato Hammond 3 B, tastiere e i miei otto Leslie, il pubblico che ti inneggia… che spasso.
Tutti dovrebbero provare questa ebbrezza. “Io provai”.

Davide

So che siete appassionati di auto d’epoca e tu Roberto anche di aerei, che sai pilotare. Da appassionato anch’io di automobili d’epoca non posso non chiedervi quale siano le vostre preferite, quelle che vorreste avere sopra ogni altra, sempre che non le abbiate  già… Per ora io mi accontento di una (comunque notevole) collezione in scala 1:43…

Roberto

Io ho la mia adorata jaguar XK 140 da corsa che curo con grande pazienza. Nel tempo ho amato, smodatamente, la mia 300 SLR da competizione del 1952, acquistata super usata. Grande ricordo.

Joey

Io ho posseduto diverse auto d’epoca da ragazzo, ma il ricordo più caldo è quello della Ferrari anni 80 che mi si incendiò partendo dal tunnel, per fortuna, quasi a 10 metri dal garage di destinazione, un ricordo davvero molto bollente, sia per il fuoco che per il portafoglio

Davide

“Cerca di conservare sempre un lembo di cielo sopra la tua vita”, consigliava Marcel Proust. Tra l’altro mi torna in mente “Volando” (la cover di “Sailing”) al tempo dei Dik Dik… Cosa è per te il volo?

Roberto

Sei nel cielo lontano da ogni distrazione umana, vivi momenti ineguagliabili, appunto… “interstellari”

Davide

Cosa seguirà?

Roberto

I turbamenti dell’animo tradotti in musica…ripensamenti. Grazie Davide per questa chiaccherata. A presto.

Joey

Ti ho già svelato qualcosa sulla nuova produzione, e chissà si spera qualche live…

Davide

Grazie e à suivre…

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