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Nova Luna

6 min read

gioco per 1-4 persone
Autori: Uwe Rosenberg e Corné van Moorsel
Editore: Pegasus Spiele (www.pegasus.de)

Uwe Rosenberg ha già dimostrato in passato la sua passione per gli astratti (nella fattispecie ha appena completato una trilogia tutta sui polimini), e lo ritroviamo in questo Nova Luna dopo aver tratto l’ispirazione da un gioco di Corné van Moorsel (Habitats, per il quale lo ha citato tra gli autori). Astratto puro, nonostante i richiami selenici, e strutturato su due meccanismi ben delineati: la base è un piazzamento tessere con lo scopo di completare obiettivi creando connessioni di tessere di determinati colori, abbinato ad un sistema di turni che fa compiere turni più o meno rapidi in base alla complessità degli obiettivi scelti (ovvero, scegliere un obiettivo semplice farà passare più tempo prima della mossa successiva, mentre scegliere un obiettivo complesso permette di eseguire in breve tempo la prossima mossa). Ma vediamo nel dettaglio come è stato implementato il tutto…
La scatola è quadrata, di medie dimensioni (un po’ abbondanti), e contiene:
-una plancia circolare,
-tessere di cartoncino,
-un segnalino di cartoncino a forma di Luna,
-pedine di legno in quattro colori,
-il regolamento (in inglese e tedesco).
I materiali sono buoni: le tessere e la plancia sono robuste, e ben illustrate (notare che il tema delle fasi lunari sulla plancia è molto bello da vedere, ma assolutamente inutile). Curiosamente per la Luna non è stato utilizzato un supporto in plastica, ma in cartoncino, e questo lo rende un gioco completamente senza plastica. Non ci sono componenti in lingua, per cui potete giocare una qualunque versione di questo gioco, è sufficiente conoscerne le regole.
La preparazione di una partita è rapidissima: si mischiano le tessere, si piazzano tutte intorno alla plancia (nelle scanalature) a faccia in su, ogni giocatore prende le pedine in legno del proprio colore e tutti ne piazzano una nella prima casella del tracciato circolare (impilandole casualmente); si piazza il segnalino della Luna nella prima scanalatura della plancia, e si può iniziare.
Durante la partita non si segue un ordine prefissato, ma esegue il proprio turno il giocatore che ha la pedina più indietro nel tracciato circolare (se nella casella ci sono più pedine, si segue l’ordine dall’alto verso il basso): il giocatore deve prendere una tessera tra le tre successive, in senso orario, a partire dalla Luna, spostare la Luna nella casella della tessera, e fare avanzare la propria pedina di tante caselle quant’è il numero indicato sulla tessera.
La tessera presa va piazzata nella propria area di gioco, in modo che sia ortogonalmente adiacente alle tessere già piazzate, dopodiché il giocatore deve valutare se ha completato degli obiettivi, ovvero, sulle tessere possono esserci da uno a tre obiettivi, ognuno dei quali è rappresentato da un certo numero di cerchietti colorati (nei quattro colori delle tessere): l’obiettivo è completato se adiacenti alla tessera sono presenti tessere che corrispondono a quel numero e a quei colori, considerando che sono adiacenti tutte le tessere dello stesso colore (ad esempio, se un obiettivo indica quattro tessere rosse, è completato se a destra della tessera sono presenti tre tessere rosse, e una quarta è piazzata sopra alla tessera rossa più a destra). Per indicare il completamento di un obiettivo il giocatore vi piazzerà sopra una delle proprie pedine. Notare che è possibile completare più di un obiettivo con il piazzamento di una singola tessera, e lo scopo del gioco è quello di essere il primo a piazzare tutte le proprie pedine.
A questo punto il turno passa al prossimo giocatore (secondo la prima pedina sul tracciato circolare), in più se ci sono solo una o due tessere intorno alla plancia, il giocatore di turno può decidere di riempire nuovamente la plancia.
La partita termina quando il giocatore di turno piazza l’ultima pedina, e questo gli fa vincere la partita. Nel caso in cui un giocatore non possa più prendere una tessera, perché sono esaurite, allora la partita viene vinta dal giocatore rimasto con meno pedine, e in caso di pareggio vince il primo giocatore che avrebbe dovuto effettuare il proprio turno (tra quelli con meno pedine rimaste).
Le regole per il solitario sono leggermente differenti: la preparazione è la stessa ma non si utilizza il tracciato circolare, il giocatore sistema le sue pedine in due pile, una da otto e una da tredici. Nella prima fase di gioco il giocatore deve cercare di completare otto obiettivi con le sole tessere presenti attorno alla plancia, seguendo le regole standard. Al termine della prima fase conteggia tutti i valori delle tessere piazzate, aggiungendo dieci punti per ogni pedina non piazzata (nel caso in cui abbia usato tutte le tessere restando con pedine da piazzare), dopodiché riempie nuovamente la plancia di tessere, e passa alla seconda fase cercando di piazzare tutte le altre tredici pedine.
Al termine conteggia nuovamente tutte le tessere che ha piazzato, aggiungendo anche in questo caso dieci punti per ogni pedina non piazzata, e somma il valore al punteggio della prima fase: lo scopo della partita è ottenere il punteggio più basso possibile (inferiore a cento è un ottimo punteggio). In pratica il meccanismo principale, ovvero il piazzamento delle tessere cercando di raggiungere gli obiettivi, è stato mantenuto anche in questa variante, mentre il cambiamento maggiore è rappresentato dal fatto che bisogna operare con soltanto le tessere a disposizione in ogni fase, ovvero bisogna ragionare su come poter disporre le tessere in modo da conseguire subito determinati obiettivi, quali rimandare alla seconda fase, e a quali invece rinunciare, cercando in ogni caso di riuscire a completarli tutti e ventuno (il costo in punti di ogni obiettivo mancato è notevole), e tutto sommato rimane inalterato il rompicapo da risolvere. È stato eliminato l’aspetto del susseguirsi dei turni (difficilmente conservabile, dato che c’è un solo giocatore), sfruttando comunque il valore della tessera come punteggio finale. Notare che dal sito web dell’editor è possibile scaricare un bel (seppure francamente inutile) foglio segnapunti realizzato appositamente per il solitario.
Come vedere le regole sono semplici (il regolamento è di otto pagine, ma con molti esempi ed illustrazioni), tanto da poter spiegare il gioco in cinque minuti, ed una partita occupa un tempo contenuto (un’ora al massimo), ma soprattutto il gioco è molto stimolante, dato che mette alla prova la propria capacità solutiva: il rompicapo che ci troviamo davanti ad ogni turno va risolto nel migliore dei modi, considerando le tre opportunità di pesca delle tessere e le loro combinazioni con quelle già piazzate (oltre alle considerazioni sul costo), con magari un occhio anche alle altre, data la possibilità che rimangano a disposizione al prossimo turno; altro pregio sono le condizioni di vittoria assolutamente trasparenti e che non richiedono astrusi calcoli (basta un colpo d’occhio per valutare la situazione degli altri giocatori e confrontarla con la propria); anche l’impatto della fortuna è contenuto, dato che si limita all’assortimento di tessere pescate ogni volta che si rinnova la plancia. Tutte caratteristiche che, assieme alla limitata competitività (al massimo si può “rubare” una tessera ad un avversario), lo rendono ideale per essere giocato in famiglia o con giocatori alle prime armi, e la sua immediatezza permette di apprezzare maggiormente una buona mossa (che magari fa piazzare in un sol colpo più pedine e chiudere la partita). Tutte caratteristiche che non sono passate inosservate, dato che Nova Luna è tra i tre finalisti dello Spiel des Jahres 2020 (il gioco dell’anno in Germania). Uwe Rosenberg aveva vinto nel 2008 uno Spiel des Jahres “fuori concorso” per Agricola (come “gioco complesso”) e non aveva mai ricevuto candidature per lo SdJ ufficiale: chissà se stavolta la sua creazione è nata sotto una buona… Luna.

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