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Green Day – Warning

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Green Day
Warning

I Green Day, un tempo in prima fila assieme ai prime movers del revival punk, sono ancora in circolazione: proprio come i loro colleghi Offspring, non sono più però ragazzini ribelli ed arrabbiati. Il bassista Mike Dirnt ha infatti confessato di essere un felice padre di famiglia che ogni tanto sente l’esigenza di staccare la spina, allontanarsi dal circo del rock e rifugiarsi in casa a godersi moglie e figli. Proprio dopo un periodo come questo è nato Warning, uscito a tre anni di distanza dal precedente Nimrod.
Laddove però i cugini Offspring hanno pensato di ritornare ad un sound più diretto ed aggressivo, i Green Day hanno invece scelto la strada di un punk rock edulcorato di relativamente facile ascolto, ricco di melodie e ritornelli facilmente memorizzabili e capaci di conquistare immediatamente anche l’ascoltatore occasionale. La loro proposta si colloca a metà strada fra l’intransigenza di un tempo (anche se a ben vedere i Green Day non sono mai stati annoverabili tra gli esponenti più estremi del new punk e la loro musica, quasi sempre fresca e melodica, si è sempre tenuta abbastanza distante dalle influenze più espressamente hardcore) e le recenti prove smaccatamente commerciali di gruppi quali i Blink 182. A far da contorno a brani più o meno sulla falsariga del singolo Minority troviamo forse solo Misery, una ballata amara che di punk conserva poco o nulla. In generale comunque il sound è accattivante, e anche se magari una settimana dopo l’acquisto il CD comincerà già a prendere polvere su uno scaffale, quella settimana sarà stata almeno allegra e piacevole.

Green Day
Warning
(Reprise, 2000)

Fabrizio Claudio Marcon

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