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Palermo Roma A/R

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In collaborazione con i Ministeri dello sballo, dell’amore e della solitudine
 
Palermo Roma A/R è un progetto teatrale nato per le scuole superiori. Un progetto scolastico che però è spettacolo per tutti perché comprende un’indagine accurata sulla società, e quindi di denuncia di un integralismo commerciale forsennato e di una poetica della delusione che si scaglia contro i più giovani e spesso in genere li sconforta in seguito nelle situazioni lavorative.
Lo spettacolo che si divide in due: una prima parte che è stata curata dal Teatrolibero di Palermo, a tratti un po’ troppo descrittiva o stucchevolmente didattica, ci prepara alla seconda parte curata dalla Compagnia Ginepro Nannelli di Roma. Ed è allora che lo spettacolo comincia. Il testo scritto da Francesco A. Mucchi è di spettacolare suggestione: il drammaturgo scrive la sua opera per tre Ministri: il Ministro dello sballo, quello dell’amore e l’ultimo della solitudine, magnificamente interpretati da: Ludovico Nolfi, Patrizia D’Orsi e Patrizia Bernardini. L’idea forse ricalca un po’ il soggetto di Thank you for smoking ma è assolutamente originale e di impatto per la lucidità nel descrivere la società contemporanea e lo stato in cui si trovano i giovani d’oggi.
Gli attori sembrano usciti da un futuro prossimo e con le tre valige che portano con loro riescono a realizzare una sedia, un pulpito e dei podi. Per il resto la scenografia è inesistente e gli attori si muovono riempiendo tutto lo spazio sfruttando le diagonali nel palcoscenico, inseguendosi di tanto in tanto in atteggiamenti di dialogo riflessivo dove le parole si inseguono come le azioni. Riescono a creare anche ritmi coinvolgenti e veloci con il solo utilizzo del corpo: con le mani e con i piedi. E in questo la regia di Marco Carlaccini risulta ben calibrata al testo.
I tre Ministri ci conducono con loro nel discorso: ci guardano, si riferiscono a noi e ci ricordano di come le cose siano cambiate negli ultimi trent’anni e discutono sui progetti da attuare. Ecco allora che il Ministro dello sballo e quello dell’amore avanzano a braccetto mentre discutono sul da farsi: aumentare il quantitativo di stupefacenti e crearne di nuovi in modo da differenziare il mercato… Ma il Ministro della solitudine ha qualche riserva ed è lei che pian piano incomincerà a denunciare la situazione: gli adolescenti non si raccapezzano più tra i mille e più simboli che si mettono addosso, e tra una maglietta del Che Guevara che fuma una canna o una svastica rattoppata sullo zainetto chi ci capisce più niente? Chi sono loro veramente? I ragazzi forse hanno solo bisogno di attenzione? Mmm…  Forse le linee direttive del futuro che li aspetta sono così invisibili che hanno paura di fare un salto nel vuoto? Sballottati in un’aria di precarietà di rapporti, cosa evidente soprattutto nelle grandi città, si aggrappano ai jeans firmati da x. Sono questi i nostri ragazzi? È loro il problema o di qualcos’altro? Forse loro hanno solo voglia di vivere come tutti noi quand’eravamo giovani. E allora perché non farli vivere, ma farli vivere bene? 

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