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Le Avventure di Robin Hood

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gioco per 2-4 persone
Autore: Michael Menzel
Editore: Giochi Uniti (www.giochiuniti.it)

Il personaggio di Robin Hood (e tutti gli aspetti classici della sua storia, o meglio, leggenda) ha ispirato un numero veramente notevole di film, ma anche di fumetti, canzoni, videogiochi, e anche giochi da tavolo. Michael Menzel, dopo aver realizzato la saga de “Le Leggende di Andor” (tre scatole base e un buon numero di espansioni) si è cimentato con queste atmosfere leggendarie (anche se collocate in un preciso contesto storico), sempre in un gioco dalla modalità cooperativa (no, nessuno potrà interpretare lo Sceriffo di Nottingham).
E per realizzare questo gioco l’autore ha utilizzato una serie di accorgimenti decisamente originali: la plancia (che rappresenta l’immancabile Foresta di Sherwood, con il villaggio e il castello di Nottingham) è costellata da tutta una serie di tasselli che si possono asportare o girare (simile ad un calendario dell’avvento), per rappresentare luoghi o persone che cambiano durante la partita (ad esempio un punto potrebbe essere vuoto, se si gira il tassello potrebbe esserci una guardia, ed infine se lo si toglie sotto potrebbe esserci un mercante); inoltre non ci sono caselle su cui spostarsi e tutti i movimenti vengono fatti liberamente, infatti ci sono delle pedine con una forma allungata, che vengono utilizzate come una specie di righello per stabilire di quanto un personaggio si possa muovere. Infine, per gestire tutte le situazioni variabili della partita e narrare le parti narrative si utilizza un libro (di più di duecento pagine) che porterà i giocatori attraverso una campagna composta da diversi scenari. Ma vediamo nel dettaglio (non troppo, per non rovinare la sorpresa) le meccaniche di questo gioco…
La scatola è di dimensioni standard (come quella de “I Coloni di Catan”), e contiene:
-una plancia (da assemblare come un puzzle),
-un libro,
-vari segnalini di legno,
-vari dischetti e cubetti di legno,
-un sacchetto di stoffa,
-una scheda introduttiva e il regolamento (in italiano).
I materiali sono robusti e illustrati molto bene, con i disegni eseguiti sempre da Michael Menzel (che prima di diventare autore ha illustrato un buon numero di giochi da tavolo), il libro è rilegato e con la copertina rigida, peccato che le pagine siano in bianco e nero (ma le illustrazioni a matita sono molto belle, e ci sono anche due comodi nastri per tenere traccia del punto in cui si è); notare che in questo gioco non ci sono carte, per cui non si pone il problema di imbustarle. Non ci sono scritte nel gioco, eccetto il libro, per cui conviene sicuramente giocare con la versione in italiano, a meno che non abbiate problemi a leggere tanto inglese (o tanto tedesco, francese, olandese, polacco o coreano).
La preparazione è praticamente istantanea, anche considerato che per la prima partita basta leggere solo la scheda introduttiva (un foglio fronte e retro). Ogni giocatore sceglie uno dei personaggi e si inizia a leggere il libro, che spiega la situazione in cui si trovano e quali sono i loro obiettivi (per lo meno quelli immediati); si può giocare da due a quattro persone, utilizzando altrettanti personaggi scelti tra Robin Hood, Little John, Lady Marian e Will Scarlet. Notare che nella prima avventura (a causa della trama) è obbligatorio che siano presenti Robin Hood e Little John. In teoria è possibile anche giocarlo da solo, ma ci sono situazioni in cui si deve “compartimentare” le informazioni per evitare che un personaggio agisca conoscendo quello che sa solo un altro personaggio. Notare che nel sito dell’editore originale del gioco (la Kosmos) è possibile scaricare una variante per giocare in solitario, ma per ora è solo in tedesco.
La scheda introduttiva è volutamente breve dato che le regole vengono spiegate man mano che si gioca la prima partita, in generale (senza fare troppi spoiler) ad ogni round vengono messi i dischetti corrispondenti ai personaggi (e uno rosso per i cattivi) nel sacchetto. Ogni volta che ne viene estratto uno il giocatore corrispondente svolge il proprio turno, che consiste in un movimento (utilizzando le sagome, e mettendo un cubetto bianco nel sacchetto se si evita di usare quella più lunga, ovvero “si risparmiano le forze”), seguito da un’azione a scelta tra:
-esplorare un tassello contrassegnato da un punto interrogativo e un numero: si legge la pagina corrispondente al numero e si scopre cosa si può fare in quel luogo (questo può portare a modificare la plancia in vari modi, attivando altre possibilità); notare che molti incontri sono legati allo scenario che si sta giocando, e quindi gli esiti possono variare tra una partita e l’altra.
-combattere contro una guardia: si pescano tre cubetti, ed in caso se ne pesca uno bianco la guardia è sconfitta; in caso contrario (tutti e tre viola) la guardia bloccherà il movimento del personaggio, facendogli perdere tempo perché per muoversi dovrà necessariamente riprovare a sconfiggerla nel round successivo. Un’alternativa al combattimento è quello di cercare di muoversi sempre nelle zone d’ombra della plancia; infatti, le guardie arresteranno i personaggi solo se si trovano allo scoperto quando queste si attivano.
Quando viene pescato il dischetto rosso la storia prosegue il suo corso (le guardie si attivano, ne possono arrivare di nuove, possono accadere diversi eventi particolari, ed infine vengono aggiunti tre cubetti viola al sacchetto) e soprattutto viene scartata una pedina clessidra dalla riserva iniziale. I giocatori dovranno cercare di portare a termine tutti gli obiettivi dello scenario prima dell’ultima clessidra, per poter vincere la partita (e di solito si dovrà anche cercare di capire come portarli a termine). E dato che spesso si interagisce con gli abitanti del villaggio e della foresta, spesso la sensazione è quasi quella di giocare un’avventura punta-e-clicca per computer. E man mano che si gioca vengono narrati dal libro tutti gli eventi della storia, che proseguirà partita dopo partita fino al suo compimento in una campagna che può presentare anche evoluzioni differenti in base alle imprese che i personaggi riescono a portare a termine (infatti sono presenti più scenari di quelli che effettivamente si giocherà in una campagna). Nel caso di sconfitta, bisogna rigiocare lo scenario ma potendo contare su alcuni cambiamenti che renderanno le cose più semplici ai giocatori.
Alla prova del tavolo questo gioco si rivela molto adatto alle famiglie: le regole sono semplici, la durata è tutto sommato contenuta (siamo su un’ora per ogni partita, dato che in ogni caso ad ogni round compiuto si toglie una clessidra e quindi ci si avvicina all’epilogo), scoprire le tessere sulla plancia e leggere i paragrafi del libro sono qualcosa di coinvolgente e si apprezza sempre la sorpresa di scoprire e che cosa si cela nell’ambientazione e che cosa avviene nella storia, a maggior ragione per la versione in italiano che permette a tutti di partecipare. I combattimenti non sono cruenti, al massimo si viene arrestati e si perde tempo. Infine, la modalità cooperativa ben si adatta su un gruppo coeso come gli allegri compari di Robin Hood (d’accordo, Will Scarlet non è di indole molto cooperativa, ma in generale si “ravvede” sempre prima della fine del film).
Naturalmente per i giocatori assidui il livello di sfida sarà minore, ma è comunque sempre divertente cercare di capire quali possono essere le soluzioni ai vari problemi che i nostri personaggi dovranno affrontare, studiando la plancia e pianificando tutti gli spostamenti cercando di eludere (o elidere) le guardie, e ottenere qualunque vantaggio ci possa tornare utile successivamente (spesso la mossa più utile è quella di “risparmiare le forze” aggiungendo un cubetto bianco, dato che un combattimento può essere risolto dalla sua presenza), ed anche gli oggetti che potremo aggiungere al nostro arsenale possono fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta, se usati al meglio e al momento giusto.
In conclusione, se vi piacciono i giochi di avventura, e quelli dove in ogni partita viene narrata una storia, e volete rivivere in famiglia o con gli amici le gesta dell’arciere leggendario (e dei suoi compagni), questo gioco è assolutamente consigliato. Certo, non potrete vestire i panni dello Sceriffo e abolire il Natale, ma se rimanete nell’ambito dei fuorilegge, il divertimento è assicurato.

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