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2011
2
Ott

Intervista con Francesco Ferrazzo

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L'atteso disco d'esordio dopo gli ottimi riconoscimenti in premi come il Lunezia: il giovane musicista verbanese offre un progetto raffinato, un pop d'autore tra intimismo e tematiche sociali
Goccia dopo goccia: il nuovo album di Francesco Ferrazzo
 
Francesco Ferrazzo
 
è lieto di presentare:
GOCCIA DOPO GOCCIA
 
A testa in giù Records - 2011
  7 brani, 30 minuti
 
Goccia dopo goccia è il primo disco di Francesco Ferrazzo, sette brani che racchiudono l'orizzonte umano, culturale e artistico del giovane cantautore. Nato nel 1976 a Verbania, Ferrazzo ha una carriera densa di esperienze da apprezzato autore e compositore: nel corso degli ultimi anni ha partecipato a rassegne come Musicultura, Premio Lunezia e Premio De André, classificandosi sempre tra i finalisti.
Goccia dopo goccia è un lavoro dalla genesi triennale, elaborato minuziosamente dal suo autore, che ha coinvolto numerosi musicisti e collaboratori, imprimendo all'album una piacevole dimensione collettiva. Brani come A testa in giù, Di cosa ha bisogno la gente e Guardarsi dentro sono tra i più rappresentativi della storia di Ferrazzo, che racconta momenti di vita interiore, esprime riflessioni esistenziali e critiche sociali con un songwriting equilibrato e gradevole.
Caratterizzato da una sensibilità affine a Ivano Fossati e Niccolò Fabi ma anche a giganti stranieri quali Sting, Van Morrison e Peter Gabriel, Goccia dopo goccia è un'elegante raccolta di canzoni d'autore che guardano tanto al pop quanto alle possibili contaminazioni rock e classiche. Un album essenziale, ricercato e comunicativo, che Francesco Ferrazzo ha cominciato a presentare live dalla sua uscita, alla fine dell'estate 2011.

Info:
Francesco Ferrazzo:
http://www.francescoferrazzo.com
Ufficio Stampa Synpress44:

http://www.synpress44.com
 
 
FRANCESCO FERRAZZO - BIOGRAFIA
Francesco Ferrazzo nasce nel 1976 a Verbania; sin da piccolo si accosta al mondo della musica studiando pianoforte. A 13 anni la sua prima esibizione dal vivo. Si diploma in telecomunicazioni e farà poi parte di vari gruppi pop-rock. In seguito conosce la cantautrice Luisa Parrelli, con la quale collabora negli arrangiamenti musicali e produce il brano Temporale da un motel.
Colleziona esperienze come autore di canzoni e cantautore, arrangiatore di colonne sonore per spettacoli teatrali, partecipando a vari illustri concorsi, come il Premio Città di Recanati arrivando in semifinale nelle edizioni del 2001 e 2002, il Premio Lunezia 2002, classificandosi secondo con il brano Così (la divisa da militare), e il Premio De Andrè del 2005 con il brano Goccia dopo Goccia arrivando anche in questo caso in semifinale.
Realizza un primo cd-demo che prende il nome di uno dei suoi più significativi brani, A testa in giù. Sarà poi la volta del singolo Di cosa ha bisogno la gente inserito nella compilation Make Up, Not War, di artisti vari della provincia del Verbano, e patrocinata dal Comune di Verbania. Si è esibito successivamente in formazioni live acustiche.
Dopo una gestazione di 3 anni esce alla fine dell'estate 2011 il cd Goccia dopo Goccia, contente 7 brani scritti negli ultimi 10 anni e prodotto da Francesco stesso in collaborazione con Alberto Gallo e Marco Leo, e con la partecipazione di diversi musicisti. Attualmente è già partita con alcune date estive la presentazione live del cd.
 
Intervista
 
Davide
Ciao Francesco. Hai alle spalle già molte esperienze come autore, arrangiatore e musicista che precedono questo tuo raffinato esordio discografico. Com'è nato e maturato il tuo "Goccia dopo goccia"?
 
Francesco
Ciao Davide. Goccia dopo goccia è nato dalla volontà di fissare in un cd gli ultimi dieci anni della mia musica, dai primi lavori ad oggi, sintetinzando i momenti più importanti, disponendoli come in un percorso. Il cd inizia con uno dei primissimi brani che ho composto (Guardarsi dentro) e si conclude con una canzone scritta pochi giorni prima dell'ultima registrazione (Tranne che a te). È stato un lavoro lungo e a più riprese, senza mai però perdere di vista la rotta. Il tempo impiegato mi ha consentito di lavorare alla realizzazione di Goccia dopo goccia con la giusta maturità e serenità, potendomi dedicare alla produzione in tutti i suoi aspetti. Alcuni ottimi professionisti e musicisti di alto livello, hanno preso parte a questo progetto con grande passione e, grazie a loro, ho potuto realizzare il mio primo cd proprio come volevo che fosse.
 
Davide
Tre anni di lavoro perché sei un compositore che ha bisogno di costruire meticolosamente le proprie composizioni e di lavorarvi lentamente o per altri motivi? Come lavori alla composizione musicale, all'arrangiamento e come alla stesura di un testo?
 
Francesco
È inevitabile che nella realizzazione di un primo disco ci si scontra con le solite problematiche economiche e di ricerca di una produzione (tipiche dell'ambiente musicale italiano) che comportano una dilatazione dei tempi e in tanti casi anche il naufragio del progetto o pessimi compromessi. Nel mio caso non mi sono mai perso d'animo, e ho avuto la pazienza di aspettare.
Devo riconoscere che il mio stile compositivo, la stesura degli arrangiamenti di ogni mio lavoro, richiedono tempo, e soprattutto un fondamentale processo di "sedimentazione" delle idee, per consentire la giusta maturazione. C'è un grosso lavoro individuale ma un altrettanto fondamentale lavoro di confronto e collaborazione con altri musicisti, che completa e dà il giusto vestito ad un brano. Non sono certo il tipo di autore che riesce a scrivere una canzone in cinque minuti e un disco in un paio di settimane.
Spesso le "intuizioni" sono musicali, e in questo senso il mio primo approccio è molto istintivo, poi proseguo di pari passo con la stesura del testo. Altre volte invece annoto dei pensieri (singole frasi, concetti, che poi vengono approfonditi, lavorati, sgrossati, raffinati, proprio come una scultura).
 
Davide
Alessandro Gallo e Marco Leo alle chitarre, Christian Albano e Sergio Rigamonti alla batteria, Fabio Bonomi, Fabrizio Paggi e Ferdinando Mazzuca al basso, Maria Lapi e Ilaria Pastore ai cori… Ci presenti i bravi musicisti che ti hanno accompagnato in questo lavoro? La loro alternanza nelle diverse tracce è dovuta alla lunga gestazione del disco o è voluta per un qualche motivo?
 
Francesco
L'alternanza di alcuni di essi è legata alle varie fasi della produzione, avvenuta in luoghi e tempi diversi, ma anche e soprattuto alla tipologia dei brani.
Goccia dopo goccia, A testa in giù e Stai sereno sono stati realizzati in collaborazione con il bravo chitarrista e produttore Marco Leo (Bluescore Entertainment – Milano), mentre Di cosa ha bisogno la gente è un singolo pubblicato in precedenza e inserito poi in questo cd. Infine la registrazione di Guardarsi dentro, Tranne che a te, Departure, il mix e il mastering sono stati realizzati da Alberto e Alessandro Gallo (Digital Lake Studio – Gravellona Toce - VB). Il primo è responsabile di postproduzione presso Mediavivere nonchè bravo polistrumentista e produttore, e Alessandro invece ottimo chitarrista e produttore. Entrambi vantano collaborazioni con Mina, Radio Montecarlo Orchestra, Massimo Lopez, e hanno suonato/registrato/prodotto con i migliori musicisti italiani degli ultimi 20 anni.
Fabrizio Paggi, bassista, ha saputo interpretare al meglio e con una grande affinità empatica e sensibilità musicale Guardarsi dentro e Tranne che a te. Penso abbia costituito un elemento insostituibile in questi brani. Ferdinando Mazzuca, ottimo bassista, preciso, sensibile ed energico! Fabio Bonomi, bassita in Di cosa ha bisogno la gente, verbanese, perfettamente in sintonia con il brano.
Chirstian Albano: batterista, verbanese. Un amico e collaboratore di vecchia data, con cui lavoro davvero molto bene. Sergio Rigamonti, coproduttore di Marco Leo, e batterista, è stato fondamentale anche nella definizione di alcuni arrangiamenti ritmici nei brani da loro prodotti.
Le amiche e brave cantautrici milanesi Maria Lapi e Ilaria Pastore hanno prestato le loro voci per i "coretti" in Stai sereno.
Ho sempre cercato musicisti che fossero adatti, nello stile e nella sensibilità musicale, al mio genere, ma soprattutto che prendessero parte con passione e dedizione a questo progetto, facendolo proprio.
Parallelamente a questo progetto, con alcuni di essi ed altri nuovi musicisti sto portando avanti l'attività Live.
La conoscenza e condivisione della propria musica con altri musicisti è una cosa molto stimolante, che porta energia, e nuove idee. È una cosa che non deve mai mancare.
 
Davide
Cosa ti dà la musica, il canto? Com'è nato il bisogno di farne?
 
Francesco
C'è stato un momento, attorno ai 20 anni, in cui ho sentito l'esigenza di uscire dalla fase "cover band" dove mi esibivo come tastierista. Volevo iniziare a suonare e comunicare qualcosa di "mio";  quando mi esibivo dal vivo il fatto di ripetere canzoni di altri incominciava a starmi stretto... volevo sperimentare qualcosa di nuovo e, un po' per gioco, ho iniziato a comporre musiche. Mi riusciva particolarmente facile e ho iniziato a registrare minuti, ore ed ore di idee. Successivamente ho scoperto che queste musiche erano la "base" per poter realizzare qualcosa di più importante e concreto. Da qui ho voluto provare a scrivere delle canzoni, concentrandomi anche sui testi. Il risultato mi piaceva e mi emozionava... ed eccomi qui.
 
Davide
"Più che poesia sarebbe più giusto descrivere il mio modo di fare canzoni come parte della letteratura del mondo di oggi", ha detto De Gregori. In che rapporto ti poni rispetto alla letteratura quando scrivi il testo per una tua canzone?
 
Francesco
Parte della letteratura del mondo, è una bella definizione dei testi delle canzoni di De Gregori. Lo estenderei a quelli di De André, di Fossati, Battiato, Vecchioni, o di cantautori più giovani come Pacifico, Bersani, Silvestri, Capossela, e tantissimi altri, che considero inarrivabili.
Proprio i grandi come De Gregori e De Andrè non hanno mai gradito l'accostamento della parola Poesia ai testi delle loro canzoni, per un senso di rispetto per qualcosa che è diverso, ed immenso, come appunto la Poesia. Tantomeno io... dal mio piccolissimo punto di vista.
Non oso accostarmi a concetti così enormi quando compongo.
Diciamo che scrivo canzoni. Nel 2011.
Traggo spunto, più che da stili letterari o da determinati autori (pur avendo trovato una certa affinità con nomi come Pessoa, Montale, Neruda, ed altri), da "immagini". Mi considero più un fotografo che uno scrittore, ed è già una gran bella ambizione per uno che fa il cantautore...
 
Davide
Premesso lapalissianamente che ogni canzone ha un autore, cos'è che definisce per te (o che definisce ancora) la cosiddetta "canzone d'autore"?
 
Francesco
Sono sempre un po' restio a classificare troppo o mettere delle etichette a qualsiasi cosa. Anche perchè ormai credo che al giorno d'oggi una cosa fondamentale, e non parlo solo di musica, sia l'integrazione e la "contaminazione" delle culture, dei popoli, delle idee, degli stili, e in tutto questo le classificazioni "chiuse" risultano ormai troppo strette. Diciamo solo che, a mio parere, la "canzone d'autore" è un genere di musica dove c'è un rapporto diretto, viscerale, tra l'autore del brano, il brano stesso e chi lo esegue, "come se fosse" (non deve esserlo per forza) un'entità unica. Comunque sia, un genere scaturito più da un'esigenza comunicativa che da regole di mercato. E in questa idea della canzone d'autore mi riconosco molto. Un genere in estinzione? Non so... vedremo.
 
Davide
Che ruolo ha avuto il tecnico del suono e musicista Marco Olivotto?
 
Francesco
Marco è stato un grande amico e consigliere, in diversi momenti della realizzazione. È un bravissimo e sensibilissimo tecnico del suono, ma è anche musicista e cantautore, fisico, sistemista informatico, ed esperto in postproduzione fotografica. Un genio insomma, nonché una persona di una straordinaria dote umana.
In questo cd ha lavorato al progetto grafico, in cui è riuscito ad interpretare e tradurre in immagini l'esatta idea che avevo. Ha fatto un lavoro eccellente e non scontato (nelle immagini ci sono alcune trovate geniali che danno ancora più valore al cd). Spero in un futuro progetto di poter lavorare con lui anche alla produzione audio.
 
Davide
"Di cosa ha bisogno la gente" è tratta dalla compilation Make Up Not War nata sotto il patrocinio del Comune di Verbania con l'obiettivo, tra l'altro, di valorizzare la realtà musicale odierna di Verbania. Ci descrivi la scena musicale nel verbano, come ne descriveresti il "suono" e "l'umore" predominante, e quali altri musicisti o gruppi ci consiglieresti di ascoltare?
 
Francesco
Nel VCO ci sono tante realtà musicali che gravitano attorno all'ambito rock - hard rock e sinceramente non mi sembra di vedere, soprattutto tra i giovanissimi, un grande interesse a coltivare la musica "cantautorale", tuttavia ho notato una particolare attenzione, in alcuni ambienti, per il mio progetto e questo mi ha fatto molto piacere. 
In generale però chi fa il cantautore o il musicista è costretto ad uscire dall'ambito locale Verbanese che al momento è ancora un po' troppo chiuso e ha pochi sbocchi. Esiste comunque una realtà nutrita di ottimi musicisti che suonano ad alti livelli in Italia, con alcuni dei quali ho avuto il piacere di collaborare nel disco o dal vivo (Alberto Gallo, Alessandro Gallo, Michele Guaglio, Lorenzo Erra, e molti altri).
 
Davide
Se sapessi fare musica costringerei Dio ad abitare in mezzo agli uomini disse il Rabbi Pinchas di Korez… Tu che ne sai fare, cosa ti "accontenteresti" di raggiungere in chi la ascolta?
 
Francesco
La loro sensibilità.
 
Davide
A seguire?
 
Francesco
A seguire: la promozione live partita già l'estate scorsa sperando possa andare avanti il più possibile anche grazie al passaparola di cui abbiamo tanto bisogno. Ne approfitto per segnalare il sito www.francescoferrazzo.com dove è possibile acquistare il disco con Paypal o su iTunes e collegarsi a tutti i social networks (Facebook, Myspace, YouTube, ecc...) per il preascolto e le news sulle date dei vari eventi in continua evoluzione.
 
Davide
Grazie e a presto.
 
Francesco
Grazie mille a te. A presto.
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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