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Intervista con Francesco Ferrazzo

9 min read
 
L’atteso disco d’esordio dopo gli ottimiriconoscimenti in premi come il Lunezia: il giovane musicista verbanese offreun progetto raffinato, un pop d’autore tra intimismo e tematiche sociali
Gocciadopo goccia: il nuovo album di Francesco Ferrazzo
 
Francesco Ferrazzo
 
èlieto di presentare:
GOCCIA DOPO GOCCIA
 
A testa in giù Records – 2011
  7 brani, 30 minuti
 
Goccia dopo goccia è il primo discodi Francesco Ferrazzo, sette brani che racchiudono l’orizzonte umano,culturale e artistico del giovane cantautore. Nato nel 1976 a Verbania,Ferrazzo ha una carriera densa di esperienze da apprezzato autore ecompositore: nel corso degli ultimi anni ha partecipato a rassegne come Musicultura,Premio Lunezia e Premio De André, classificandosi sempre tra ifinalisti.
Goccia dopo goccia è un lavoro dalla genesitriennale, elaborato minuziosamente dal suo autore, che ha coinvoltonumerosi musicisti e collaboratori, imprimendo all’album una piacevole dimensionecollettiva. Brani come A testa in giù, Di cosa habisogno la gente e Guardarsi dentro sono tra i piùrappresentativi della storia di Ferrazzo, che racconta momenti di vitainteriore, esprime riflessioni esistenziali e critiche sociali conun songwriting equilibrato e gradevole.
Caratterizzatoda una sensibilità affine a Ivano Fossati e Niccolò Fabi ma anche agiganti stranieri quali Sting, Van Morrison e Peter Gabriel, Gocciadopo goccia è un’elegante raccolta di canzoni d’autore che guardanotanto al pop quanto alle possibili contaminazioni rock e classiche.Un album essenziale, ricercato e comunicativo, che Francesco Ferrazzo hacominciato a presentare live dalla sua uscita, alla fine dell’estate2011.

Info:
FrancescoFerrazzo:
http://www.francescoferrazzo.com
Ufficio Stampa Synpress44:

http://www.synpress44.com
 
 
FRANCESCO FERRAZZO – BIOGRAFIA
FrancescoFerrazzonasce nel 1976 a Verbania; sin da piccolo si accosta al mondodella musica studiando pianoforte. A 13 anni la sua prima esibizione dalvivo. Si diploma in telecomunicazioni e farà poi parte di vari gruppi pop-rock.In seguito conosce la cantautrice Luisa Parrelli, con la quale collaboranegli arrangiamenti musicali e produce il brano Temporale da un motel.
Collezionaesperienze come autore di canzoni e cantautore, arrangiatore di colonnesonore per spettacoli teatrali, partecipando a vari illustri concorsi, comeil Premio Città di Recanati arrivando in semifinalenelle edizioni del 2001 e 2002, il Premio Lunezia 2002,classificandosi secondo con il brano Così (la divisa da militare), e il PremioDe Andrè del 2005 con il brano Goccia dopo Goccia arrivandoanche in questo caso in semifinale.
Realizzaun primo cd-demo che prende il nome di uno dei suoi più significativi brani, Atesta in giù. Sarà poi la volta del singolo Di cosa ha bisogno lagente inserito nella compilation Make Up, Not War, diartisti vari della provincia del Verbano, e patrocinata dal Comune di Verbania.Si è esibito successivamente in formazioni live acustiche.
Dopouna gestazione di 3 anni esce alla fine dell’estate 2011 il cd Gocciadopo Goccia, contente 7 brani scritti negli ultimi 10 anni eprodotto da Francesco stesso in collaborazione con Alberto Gallo e Marco Leo,e con la partecipazione di diversi musicisti. Attualmente è già partita conalcune date estive la presentazione live del cd.
 
Intervista
 
Davide
CiaoFrancesco. Hai alle spalle già molte esperienze come autore, arrangiatore emusicista che precedono questo tuo raffinato esordio discografico. Com’è nato ematurato il tuo “Goccia dopo goccia“?
 
Francesco
CiaoDavide. Goccia dopo goccia è nato dalla volontà di fissare in un cd gliultimi dieci anni della mia musica, dai primi lavori ad oggi, sintetinzando imomenti più importanti, disponendoli come in un percorso. Il cd inizia con unodei primissimi brani che ho composto (Guardarsi dentro) e si concludecon una canzone scritta pochi giorni prima dell’ultima registrazione (Tranneche a te). È stato un lavoro lungo e a più riprese, senza mai però perderedi vista la rotta. Il tempo impiegato mi ha consentito di lavorare allarealizzazione di Goccia dopo goccia con la giusta maturità e serenità,potendomi dedicare alla produzione in tutti i suoi aspetti. Alcuni ottimiprofessionisti e musicisti di alto livello, hanno preso parte a questo progettocon grande passione e, grazie a loro, ho potuto realizzare il mio primo cd propriocome volevo che fosse.
 
Davide
Treanni di lavoro perché sei un compositore che ha bisogno di costruiremeticolosamente le proprie composizioni e di lavorarvi lentamente o per altrimotivi? Come lavori alla composizione musicale, all’arrangiamento e come allastesura di un testo?
 
Francesco
Èinevitabile che nella realizzazione di un primo disco ci si scontra con lesolite problematiche economiche e di ricerca di una produzione (tipichedell’ambiente musicale italiano) che comportano una dilatazione dei tempi e intanti casi anche il naufragio del progetto o pessimi compromessi. Nel mio casonon mi sono mai perso d’animo, e ho avuto la pazienza di aspettare.
Devoriconoscere che il mio stile compositivo, la stesura degli arrangiamenti diogni mio lavoro, richiedono tempo, e soprattutto un fondamentale processo di”sedimentazione” delle idee, per consentire la giusta maturazione.C’è un grosso lavoro individuale ma un altrettanto fondamentale lavoro diconfronto e collaborazione con altri musicisti, che completa e dà il giustovestito ad un brano. Non sono certo il tipo di autore che riesce a scrivere unacanzone in cinque minuti e un disco in un paio di settimane.
Spessole “intuizioni” sono musicali, e in questo senso il mio primoapproccio è molto istintivo, poi proseguo di pari passo con la stesura deltesto. Altre volte invece annoto dei pensieri (singole frasi, concetti, che poivengono approfonditi, lavorati, sgrossati, raffinati, proprio come unascultura).
 
Davide
AlessandroGalloe Marco Leo alle chitarre, Christian Albano e Sergio Rigamontialla batteria, Fabio Bonomi, Fabrizio Paggi e FerdinandoMazzuca al basso, Maria Lapi e Ilaria Pastore ai cori… Cipresenti i bravi musicisti che ti hanno accompagnato in questo lavoro? La loroalternanza nelle diverse tracce è dovuta alla lunga gestazione del disco o èvoluta per un qualche motivo?
 
Francesco
L’alternanzadi alcuni di essi è legata alle varie fasi della produzione, avvenuta in luoghie tempi diversi, ma anche e soprattuto alla tipologia dei brani.
Gocciadopo goccia,A testa in giù e Stai sereno sono stati realizzati incollaborazione con il bravo chitarrista e produttore Marco Leo(Bluescore Entertainment – Milano), mentre Di cosa ha bisogno la gente èun singolo pubblicato in precedenza e inserito poi in questo cd. Infine laregistrazione di Guardarsi dentro, Tranne che a te, Departure, il mix eil mastering sono stati realizzati da Alberto e Alessandro Gallo (DigitalLake Studio – Gravellona Toce – VB). Il primo è responsabile di postproduzionepresso Mediavivere nonchè bravo polistrumentista e produttore, e Alessandroinvece ottimo chitarrista e produttore. Entrambi vantano collaborazioni conMina, Radio Montecarlo Orchestra, Massimo Lopez, e hannosuonato/registrato/prodotto con i migliori musicisti italiani degli ultimi 20anni.
FabrizioPaggi,bassista, ha saputo interpretare al meglio e con una grande affinità empatica esensibilità musicale Guardarsi dentro e Tranne che a te. Pensoabbia costituito un elemento insostituibile in questi brani. FerdinandoMazzuca, ottimo bassista, preciso, sensibile ed energico! Fabio Bonomi,bassita in Di cosa ha bisogno la gente, verbanese, perfettamente insintonia con il brano.
ChirstianAlbano:batterista, verbanese. Un amico e collaboratore di vecchia data, con cui lavorodavvero molto bene. Sergio Rigamonti, coproduttore di Marco Leo, ebatterista, è stato fondamentale anche nella definizione di alcuniarrangiamenti ritmici nei brani da loro prodotti.
Leamiche e brave cantautrici milanesi Maria Lapi e Ilaria Pastorehanno prestato le loro voci per i “coretti” in Stai sereno.
Hosempre cercato musicisti che fossero adatti, nello stile e nella sensibilitàmusicale, al mio genere, ma soprattutto che prendessero parte con passione ededizione a questo progetto, facendolo proprio.
Parallelamentea questo progetto, con alcuni di essi ed altri nuovi musicisti sto portandoavanti l’attività Live.
Laconoscenza e condivisione della propria musica con altri musicisti è una cosamolto stimolante, che porta energia, e nuove idee. È una cosa che non deve maimancare.
 
Davide
Cosati dà la musica, il canto? Com’è nato il bisogno di farne?
 
Francesco
C’èstato un momento, attorno ai 20 anni, in cui ho sentito l’esigenza di usciredalla fase “cover band” dove mi esibivo come tastierista. Volevoiniziare a suonare e comunicare qualcosa di “mio”;  quando mi esibivodal vivo il fatto di ripetere canzoni di altri incominciava a starmi stretto…volevo sperimentare qualcosa di nuovo e, un po’ per gioco, ho iniziato a comporremusiche. Mi riusciva particolarmente facile e ho iniziato a registrare minuti,ore ed ore di idee. Successivamente ho scoperto che queste musiche erano la”base” per poter realizzare qualcosa di più importante e concreto. Daqui ho voluto provare a scrivere delle canzoni, concentrandomi anche sui testi.Il risultato mi piaceva e mi emozionava… ed eccomi qui.
 
Davide
“Piùche poesia sarebbe più giusto descrivere il mio modo di fare canzoni come partedella letteratura del mondo di oggi”, ha detto De Gregori. In che rapporto tiponi rispetto alla letteratura quando scrivi il testo per una tua canzone?
 
Francesco
Partedella letteratura del mondo, è una bella definizione dei testi dellecanzoni di De Gregori. Lo estenderei a quelli di De André, di Fossati,Battiato, Vecchioni, o di cantautori più giovani come Pacifico, Bersani,Silvestri, Capossela, e tantissimi altri, che considero inarrivabili.
Proprioi grandi come De Gregori e De Andrè non hanno mai gradito l’accostamento dellaparola Poesia ai testi delle loro canzoni, per un senso di rispetto perqualcosa che è diverso, ed immenso, come appunto la Poesia. Tantomeno io… dalmio piccolissimo punto di vista.
Nonoso accostarmi a concetti così enormi quando compongo.
Diciamoche scrivo canzoni. Nel 2011.
Traggospunto, più che da stili letterari o da determinati autori (pur avendo trovatouna certa affinità con nomi come Pessoa, Montale, Neruda, ed altri), da”immagini”. Mi considero più un fotografo che uno scrittore, ed è giàuna gran bella ambizione per uno che fa il cantautore…
 
Davide
Premessolapalissianamente che ogni canzone ha un autore, cos’è che definisce per te (oche definisce ancora) la cosiddetta “canzone d’autore”?
 
Francesco
Sonosempre un po’ restio a classificare troppo o mettere delle etichette aqualsiasi cosa. Anche perchè ormai credo che al giorno d’oggi una cosafondamentale, e non parlo solo di musica, sia l’integrazione e la”contaminazione” delle culture, dei popoli, delle idee, degli stili,e in tutto questo le classificazioni “chiuse” risultano ormai troppostrette. Diciamo solo che, a mio parere, la “canzone d’autore” è ungenere di musica dove c’è un rapporto diretto, viscerale, tra l’autore delbrano, il brano stesso e chi lo esegue, “come se fosse” (non deveesserlo per forza) un’entità unica. Comunque sia, un genere scaturito più daun’esigenza comunicativa che da regole di mercato. E in questa idea dellacanzone d’autore mi riconosco molto. Un genere in estinzione? Non so…vedremo.
 
Davide
Cheruolo ha avuto il tecnico del suono e musicista Marco Olivotto?
 
Francesco
Marcoè stato un grande amico e consigliere, in diversi momenti della realizzazione. Èun bravissimo e sensibilissimo tecnico del suono, ma è anche musicista ecantautore, fisico, sistemista informatico, ed esperto in postproduzionefotografica. Un genio insomma, nonché una persona di una straordinaria doteumana.
Inquesto cd ha lavorato al progetto grafico, in cui è riuscito ad interpretare etradurre in immagini l’esatta idea che avevo. Ha fatto un lavoro eccellente enon scontato (nelle immagini ci sono alcune trovate geniali che danno ancorapiù valore al cd). Spero in un futuro progetto di poter lavorare con lui anchealla produzione audio.
 
Davide
Dicosa ha bisogno la gente” è tratta dalla compilation Make Up Not War natasotto il patrocinio del Comune di Verbania con l’obiettivo, tra l’altro, divalorizzare la realtà musicale odierna di Verbania. Ci descrivi la scenamusicale nel verbano, come ne descriveresti il “suono” e “l’umore” predominante,e quali altri musicisti o gruppi ci consiglieresti di ascoltare?
 
Francesco
NelVCO ci sono tante realtà musicali che gravitano attorno all’ambito rock – hardrock e sinceramente non mi sembra di vedere, soprattutto tra i giovanissimi, ungrande interesse a coltivare la musica “cantautorale”, tuttavia honotato una particolare attenzione, in alcuni ambienti, per il mio progetto equesto mi ha fatto molto piacere. 
Ingenerale però chi fa il cantautore o il musicista è costretto ad usciredall’ambito locale Verbanese che al momento è ancora un po’ troppo chiuso e hapochi sbocchi. Esiste comunque una realtà nutrita di ottimi musicisti chesuonano ad alti livelli in Italia, con alcuni dei quali ho avuto il piacere dicollaborare nel disco o dal vivo (Alberto Gallo, Alessandro Gallo, MicheleGuaglio, Lorenzo Erra, e molti altri).
 
Davide
Sesapessi fare musica costringerei Dio ad abitare in mezzo agli uomini disse il RabbiPinchas di Korez… Tu che ne sai fare, cosa ti “accontenteresti” di raggiungerein chi la ascolta?
 
Francesco
Laloro sensibilità.
 
Davide
Aseguire?
 
Francesco
Aseguire: la promozione live partita già l’estate scorsa sperando possa andareavanti il più possibile anche grazie al passaparola di cui abbiamo tantobisogno. Ne approfitto per segnalare il sito www.francescoferrazzo.comdove è possibile acquistare il disco con Paypal o su iTunes ecollegarsi a tutti i social networks (Facebook, Myspace, YouTube, ecc…) peril preascolto e le news sulle date dei vari eventi in continua evoluzione.
 
Davide
Graziee a presto.
 
Francesco
Graziemille a te. A presto.

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