KULT Underground

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Intervista con Daniele Brusaschetto

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Scrive Bruno Dorella (BarLa Muerte)…
 
Parlaredi Daniele Brusaschetto significa esplorare un mondo apparentemente chiuso,inaccessibile. La sua musica, dalla fine degli anni ’80 ad oggi, è lentamentepassata da un industrial intimista e partecipe dell’underground mondiale, ad uncantautorato trasversale e contaminato che ha deciso di chiamarsi fuori dallagiungla e dedicarsi alla musica senza pressioni e senza compromessi. Danieleera lì a scrivere canzoni prima della maggior parte dei fenomeni da socialnetwork contemporanei, e sono piuttosto certo che sarà lì anche dopo di loro.
Lasua musica fragile come la sua anima, i suoi testi ricchi di risvoltipsicologici ci accompagneranno ancora a lungo, beatamente indifferentiall’essere o meno un artista sottovalutato o di successo. E allora salutiamoquesto nuovo album, puntuale come ogni 18 mesi circa. Ecco “FragranzeSilenzio”, che sin dal titolo ci parla dei sensi e di come il silenzio possainebriarli e portarli alle vette più alte o alla più bassa autocommiserazione.Infatti si tratta di un disco delicato, come lo sono gli ultimi della suaproduzione, che si apre con il paesaggio ovattato de “La bambina intermittente”e prosegue tra glitch, percussioni fatte in casa, piani delicati e sognanti,chitarre che non suonano come chitarre ed una cura certosina nella produzionefai da te, e si chiude con l’apocalittica title track. E in mezzo a tutto (nelsenso che nulla sovrasta nulla, ma tutto è sussurrato) i suoi testi. Definirlioscuri è in qualche modo corretto, perché hanno un che di criptico. Ma d’altraparte è evidente che chiedono solo di ssere ascoltati, decifrati, e al di làdel significato che hanno per Daniele ne possono assumere uno ad hoc per ognunodi noi. Quasi sempre si tratta di piccoli episodi che aprono mondi, soprattuttointeriori. Se cercate spleen, qui ce n’è quanto ne volete. Ma non fermatevi lì,c’è da scavare e da scoprire. Prendetevi tempo“.
 
1.           La bambina intermittente
2.           Ali di mosca
3.           Clouds
4.           Raccontamelo come fosse una favola
5.           Il sole domani
6.           Fiori finti
7.           Cauterization
8.           Fragranze silenzio
 
Disponibilesu Chew-Z il singolo digitale che include “Clouds” e due esclusivi remix diBinary.
 
Bosco rec. www.boscorec.com
Bar La Muerte www.barlamuerte.com
 
 
 
Davide
Ciao Daniele. Riporto e condivido le parole di Bruno Dorella.Dei tuoi dischi mi colpisce sempre il rapporto tra suono e silenzio; e nelmezzo il tuo particolarissimo canto sussurro. Viviamo in un’epoca di crescentee invadente produzione di suoni e al suono siamo ormai quasi perennementeesposti. Forse tutto ciò indica anche un crescente rifiuto ancestrale delsilenzio, in quanto associato al silenzio della morte. Cosa pensi del silenziocome coscienza del suono?
 
Daniele
Ciao Davide.
Su internet ho trovato una possibile risposta di E. Giordani,nulla da aggiungere e complimenti a lui:
“Da sempre, la vita dell’uomo è scandita dall’incessantepresenza dei suoni e dalla loro alternanza con ciò che genericamente chiamiamosilenzio. Ma, mentre il suono è una precisa manifestazione sensoriale associataad uno stimolo fisico misurabile, viceversa  il silenzio è piuttosto lacondizione di quiete del mezzo che lo trasferisce. Il mondo dei suoni e quellodella musica in particolare, pongono ineluttabilmente il silenzio come sfondonecessario alla loro diretta manifestazione; e la distinzione tra suono emusica è fondamentale per tentare di mettere a fuoco una così complessarelazione”. 
Da “Il silenzio come coscienza del suono nel linguaggiomusicale elettroacustico”. 
 
Davide
Essere artisti poliedrici e di eterogenea ricerca magari nonaiuta ad avere o a conseguire con maggiore concentrazione un più ampiosuccesso, ma in fondo a te cosa importa più di tutto?
 
Daniele
La cosa che mi interessa di più è produrre musica. La musicache mi piace.
Il successo non è importante, il danaro si. Col danaro puoicomprare quasi tutto, compreso il successo, se è di tuo interesse.
Il mio unico sogno consiste nel potèr vivere senza esserecostretto a lavorare e far uscire tutti i dischi che mi pare tramite Bosco rec,indipendentemente da tutto e tutti.
 
Davide
Almios & Damios, altro recente lavoro cheti riguarda, se non sbaglio, è una raccolta di registrazioni improvvisate nel2004 (e oggi ricostruite) da Mirco Rizzi, Oscar Mucci, Alessandro Battezzati eda te. Mi è tornato in mente Ed Wood, quando nel film di Tim Burton, in sala dimontaggio, si rammarica nel constatare quanto spreco di girato viene buttatovia: “con tanto ben di Dio ci si potrebbe montare un film.” Qual è iltuo approccio all’improvvisazione e alla successiva scelta e montaggio delleregistrazioni delle improvvisazioni? Cosa cioè ti fa dire questo sì, questo no?
 
Daniele
L’accostamento a Ed Wood è azzeccatissimo, durante leimprovvisazioni di Almios & Damios il concetto è “va bene tutto”. Purotrash.
Poi, durante la successiva fase dei tagli, si elimina ilpeggio veramente inascoltabile…
Un progetto per il nostro puro divertimento e perdita ditempo.
 
Davide
E poi prendiamo “Incerchio“, realizzato con Mirco”Ashtool” Rizzi col nome di Ich niente… un bel cd ambient anche nel titolo.Segue “Ri_tagli” del 2004. Brian Eno utilizzò per primo il termine “Ambient”derivandolo dal verbo latino “ambire“, “circondare“. Ma entrandonel cerchio, al centro di Ich Niente, quali sono le procedure improvvisativealla base di queste performance con Mirco? O avere delle procedureimprovvisative è già un modo di venir meno al concetto stesso diimprovvisazione?
 
Daniele
Il progetto Ich Niente è basato sull’esclusivo feelingmusicale che c’è tra me e Mirco Rizzi. Finora, durante le sessioni diregistrazione e dal vivo, non ci sono state altre procedure.
Non è escludibile però che in futuro se ne applichino.
 
Davide
Torniamo a “Fragranze Silenzio”. Ci sono frasi nei tuoi testiche colpiscono in modo quasi ungarettiano. Dure pietre, a volte quasi macigni.Come questa: povere madri di tutto il mondo che si ostinano a proliferareparassiti. Che tuttavia ritengo una delle cose più belle scritte in amoredelle  madri, seconda solo a quei versi di Hans Jurgen Hise (Da quando soche tu in essa giaci / non so più poggiare / duro il piede sulla terra. / Nonposso più correre, / non ho più voglia di saltare. / Penso sempre di farti male).Qual è la poesia che ti ha più colpito nella vita? Quale poeta e perché?
 
Daniele
Grazie per il complimento. Non sono mai stato un amante dellepoesie, mi piace ascoltarle se sono musicate.
Mi vengono comunque in mente le più ciniche e disperate diCharles Bukowski.
 
Davide
Ci sarà occasione di vederti dal vivo? Hai fatto qualchetournée di recente o stai per intraprenderne una?
 
Daniele
Nessun concerto in previsione. E’ diverso tempo che non suonodal vivo e per ora non ho intenzione di farlo.
 
Davide
Ho iniziato un progetto collettivo di musica dedicata aTorino, con artisti vari. Mi piacerebbe ci fossi anche tu… Ad ogni modo, se tudovessi partecipare a un progetto di questo genere, quale personaggio, luogo,storia, atmosfera, pensiero o altro di Torino ti piacerebbe tradurre in suono?Quanto e come ha influito la nostra città sul tuo modo di pensare, ascoltare efare musica?
 
Daniele
Tradurrei in suono la debole nebbia di periferia durante lesere d’inverno.
Torino, piccola città industriale dagli illustri passati. Hasicuramente influito su di me in un milione di modi trasversali, vivo da semprea Torino.
 
Davide
A te, anche nelle vesti di Bosco rec., piace ancora produrrebei cd, belle copertine, i testi, le immagini, la giusta e completa sequenzadei brani… Dalla distribuzione digitale via internet iTunes & C., ainiziative curiose come quella dei torinesi Blaugrana, distribuitoesclusivamente su chiavetta USB riscrivibile… A me viene una certa tristezzaquando vedo i ragazzi non sapere più da che album venivano per esempio le canzonidei Beatles o dei Pink Floyd, l’associarli a copertine, a date e via dicendo.Cosa ne pensi?
 
Daniele
I tempi cambiano.. Io sono un fan della tecnologia, macontinuo ad acquistare moltitudini di albums in cd, vinile, cassetta.. Per lamusica esigo il “supporto fisico originale”.
Il web aiuta a trovare molto più materiale che in passato,scaricare, ascoltare, scoprire, acquistare.. Il mercato si è allargato talmentetanto che quasi non esiste più.
Gli addetti ai lavori, me compreso, stanno a galla come riescono.
 
Davide
Parliamo di “definizioni”… Sei più un outsider o non ti sentipiuttosto un insider? E poi, detto tra noi, ma a te piace l’abusato e ambiguo termine underground ed esservi ogni volta accostato (per es. cantautoreunderground)? 
 
Daniele
Eheh.. Diciamo che il termine “underground” può definire conuna certa precisione quello che sono e da dove vengo.. Debbo dirti che inrealtà non mi dispiace, forse proprio perché ambiguo e utilizzabile consuccesso in ogni circostanza.
 
Davide
Cosa farai ora?
 
Daniele
Dischi finchè vivo.. Probabilmente.
 
Davide
Grazie e… à suivre.
 
Daniele
Grazie a te!
 
 
 

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