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2013
29
Apr

Intervista con i TUGS

media 5 dopo 2 voti
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La band livornese attiva dal 1978 torna con un'ambiziosa opera rock dedicata a un'idea "altra" di Europa, tra letteratura, arte, umanesimo e ideali. La piccola orchestra rock presenta un'affascinante operazione tra progressive e canzone d'autore, pubblicata in cd e vinile. In arrivo un tour promozionale
Europa Minor: il ritorno dei Tugs!
 
Todomodo Music-All
e
AMS/BTF
sono lieti di presentare:

EUROPA MINOR

Viaggio musicale attraverso otto secoli di storia, 
letteratura e teatro europeo

Ams/Btf
12 brani - 75 minuti
 
Un grande e atteso ritorno: lunedì 8 aprile Ams/BTF pubblica Europa Minor, il disco di debutto dei Tugs, la storica formazione rock livornese. Europa Minor è il punto di arrivo di un lungo e formidabile percorso caratterizzato da numerosi spettacoli di teatro rock del quale la band rappresenta un’eccellenza tutta nostrana: l’album è la colonna sonora di un’ambiziosa opera rock personale ed emozionante, incentrata su un'idea "umanistica" e "altra" di Europa. Dichiarano i Tugs: "Crediamo che occorra fare fronte comune contro l’idea predominante della mera Unione mercantile e finanziaria del nostro continente. Le ragioni del nostro stare insieme risiedono nella cultura millenaria che ci unisce, forgiata da una serie impressionante di lotte di emancipazione, idealità, sacrifici e purtroppo guerre. Il nostro stare insieme si chiama letteratura, cinema, danza, poesia, musica e non spread. Non vogliamo apparire sciovinisti o eurocentrici, la nostra è una tradizione nobilissima ma non l’unica e non la migliore. Semplicemente una tra le tante. Ecco perché abbiamo aggiunto il “diminutivo” Minor alla parola Europa. Una cultura tra mille culture".
 
Tugs sono una delle più importanti e amate band del ricco panorama rock livornese: nati nel 1978, hanno portato avanti la loro idea di teatro rock e di adesione ai principi del progressive anche durante i difficili anni '80; dopo una lunga pausa si sono riformati e finalmente sono arrivati all'album d'esordio Europa Minor. Rappresentato dal vivo con successo grazie alla suggestiva interazione tra band e attori, Europa Minor è un’opera rock appassionata e colta che ripercorre alcuni passaggi salienti della storia d’Europa tra guerre e ricostruzioni, tragedie e speranza, sangue e poesia. I Tugs rievocano la grande tradizione progressive – quella romantica e fiabesca dei Genesis, quella spumeggiante e mediterranea di PFM e Orme – fondendola con una vena folk, in piena atmosfera da cantastorie. Il disco – pubblicato da Ams/BTF, una delle case discografiche prog più attive a livello internazionale – ribadisce la vitalità di un’opera rock toccante e coinvolgente nella messinscena, sorprendente anche su cd e vinile.
 
Tugs hanno atteso il momento giusto per completare il loro progetto, rivitalizzando pezzi nati anni fa grazie a un nuovo organico di dieci elementi, una vera e propria "piccola orchestra rock". Dichiara la band: "Le composizioni sono assolutamente vintage, ma chi di noi in questi anni ha proseguito la carriera artistica ha portato tutto il proprio bagaglio di esperienze. Volevamo realizzare il sogno musicale della nostra gioventù: sognavamo violini, flauti, mandolini e violoncelli che a quei tempi non potevamo permetterci. Suonavamo, con la miserrima attrezzatura tecnica dell’epoca, in un fondo triangolare. Davvero. Il nostro fondo era composto di sole tre pareti, il suono era pessimo e certi timbri risuonavano solo nella nostra testa. Ora tutti i colori che sognavamo sono li: una piccola orchestra di 10 elementi con la quale ci siamo sbizzarriti come un pittore un po’ fuori di testa che mischia i colori. Il lavoro di cesello timbrico e sonoro nell’orchestrazione dei brani del nostro tastierista Marco Susini è stato fantastico". Europa Minor si appresta a calcare i palchi, i Tugs infatti sono pronti a una nuova stagione di concerti di cui segnaliamo le prime date: Livorno (Cavern Club - opening act per Osanna,11 aprile), Milano (Teatro Della Luna - opening act per The Wall Live Orchestra, 13 aprile); Livorno (Teatro delle Commedie, 18 maggio); Livorno (Cavern Club, 1 giugno).
 
Tugs:

Voce e Chitarra: Pietro Contorno
Chitarra: Nicola Melani
Tastiere: Marco Susini
Basso: Bruno Rotolo
Batteria: Fabio Giannitrapani
Violino: Francesco Carmignani
Flauto: Claudio Fabiani
Chitarre, mandolino e mandola: Antonio Ghezzani
Violoncello: Martina Benifei
Percussioni: Matteo Scarpettini

Informazioni:

Tugs:
http://it-it.facebook.com/pages/Tugs/141670019250720

BTF:
www.btf.it

Ufficio stampa Synpress44:
www.synpress44.com
 
Tugs
Europa Minor
Waterloo
Il Re  e il Poeta
(La Corte -  La Gloria)
La brigata dei dottori
Pietroburgo 1824
Le colline di Ems
Il pianto
Il sogno di Jennifer
Nostra Signora Borghesia
I bambini d’inverno
Canzone per un anno
Nanou
 
 
Intervista con Pietro Contorno
 
Davide
Ciao e bentornati. Nati nel 1978 e approdati al primo disco nel 2013. Come vi è   successo di ritrovarvi riuniti intorno al vostro vecchio sogno, con quale emozione e con quali nuove o rinnovate premesse?
 
Tugs
In maniera abbastanza banale. Una cena (la prima tutti nuovamente insieme dopo 20 anni!), una battuta ("se volete io ho le chiavi di una sala prove..."), e una telefonata 15 giorni dopo con la quale abbiamo fissato per una sera di prove. Due brani rispolverati per l'occasione e poi tanto divertimento. Tutti ci riprendiamo gusto, mettiamo su un programma e una serie di concerti in "crescendo", dal piccolo locale fino a Europa Minor (lo spettacolo teatrale) attraverso Storie di Francia, progetto presentato al festival "Effetto Venezia" nel 2011. Poi il contatto con Donato Zoppo prima e BTF a seguire. La proposta di un'uscita discografica... Ed eccoci qua. Inaspettatamente di nuovo on the road...
 
Davide
È tutto materiale composto anni fa o c’è anche qualcosa di scritto per l’occasione? Perché non riusciste agli inizi a concretizzare un album?
 
Tugs
È tutto materiale composto tra il 1978 ed i primi anni 80. Quelli sono stati anni particolarmente difficili per chi non si allineava al mercato imperante. Ho già avuto spesso modo di esprimere il mio disprezzo profondo per quegli anni, e non tanto perché non vi fossero proposte di valore (primo tra tutti il Peter Gabriel post-Genesis che resta per noi un faro musicale e ispirativo) ma perché non era concessa nessuna alternativa al suono plastificato del decennio. Oggi, con tutti i limiti del mercato globale, possono comunque convivere proposte tra le più alternative. Su internet puoi trovare Lady Gaga e i Tugs appunto. Questo permette a molti, moltissimi, di perseguire la propria strada, ritagliando si spazi espressivi e pubblico. Allora no. Presentarsi ad una casa discografica con un brano della durata di 10/15 min era semplicemente impensabile. Diciamo così: eravamo fuori tempo massimo…
 
Davide
Perché avete scelto la strada del teatro-rock, anni fa con “Rock in due atti”, oggi con “Europa Minor”?
 
Tugs
Ho nominato Peter Gabriel, e quella scelta fu molto condizionata dalle suggestioni che ci venivano dall'immaginario genesisiano. Era semplicemente quello che ritenevamo più giusto fare per completare visivamente ciò che suonavamo. E devo dire che per quei tempi eravamo sicuramente innovativi, non tanto nei contenuti (in effetti Rock in due Atti conteneva molte ingenuità espressive accanto ad una grande voglia di comunicare) quanto nei media usati, con un sistema "sincronizzato" di proiezioni video etc. Credo che solo i Cccp avessero ai tempi qualcosa di simile. Non potendo contare su un prodotto discograficamente appetibile provavamo a spostare la proposta sul live. Producevamo tutto in casa, grazie ad un gruppo di amici e artisti che ci sostenevano. Una sorta di "comune" artistica. Scene, costumi, video, grafica. tutto autoprodotto. Il risultato era alquanto "alternativo" a quanto accadeva in Italia ai tempi, e questo ci guadagnò  l'attenzione di Angelo Carrara, della Target e del Teatro Carcano. Sbarcammo a Milano per una settimana di concerti e per un periodo si è parlato di un doppio live. Poi, per motivi ancora oggi a noi ignoti, tutto si è arenato.
Per Europa Minor il discorso è un po' diverso. Negli anni quell'esperienza produttiva ha preso forma dando vita a Todomodo Music-All, la compagnia teatrale che sostiene l'operazione live i Europa Minor. Il cast di creativi e artisti che da anni producono per Todomodo hanno assicurato allo spettacolo un maggiore spessore artistico alla componente teatrale. Tutti siamo cresciuti professionalmente e artisticamente, ed è stato bello ritrovarsi a condividere insieme questa nuova avventura.
 
Davide
In cosa consiste lo spettacolo di “Europa Minor”? Ce ne fate una breve descrizione?
 
Tugs
È uno spettacolo concettuale, con un canovaccio "mobile". L'idea é quella di una carovana squinternata di musicisti che girovaga semiclandestinamente occupando spazi improbabili. Teatri dismessi, piazze, fabbriche abbandonate, discariche. Qui viene officiato una sorta di rito evocativo. Con le proprie note i musicisti danno vita, per qualche ora, a Europa. Una vecchia figura allegorica in stato di evidente decadimento. É lei che si racconta, tirando fuori da valigie, cassapanche e bauli oggetti e personaggi della sua antica magnificenza. Sono personaggi allegorici, costantemente in scena. Una scena "aperta" a performance che interagiscono con la musica. Ogni volta lo spettacolo cambia. Aperto a prendere forma scenica in ragione delle location che ci ospitano e pronto ad inserire in maniera anche estemporanea il contributo di artisti incontrati per strada. Nell'ipotesi di una tournée, vorremmo coinvolgere artisti e performers del luogo, contaminarci, proporre un percorso condiviso.
 
Davide
Se esiste una registrazione originale della vostra prima opera, Rock in due atti,  esibito live mi pare nel 1984, pensate che prima o poi possa essere data alle stampe?
 
Tugs
Non ci abbiamo in realtà mai pensato. I mezzi tecnici e finanziari di allora non ci permisero di fare una registrazione audio professionale. Esiste un video semiclandestino di quelle repliche... Chissà che un giorno...
 
Davide
Perché avete sentito il bisogno di imperniare questa opera rock intorno alla cultura europea? Ha a che fare anche col particolare e difficile momento che stiamo vivendo come Europa e come europei?
 
Tugs
Mi sembra un argomento quanto mai scottante. Se non vogliamo mandare in frantumi l'edificio comunitario occorre urgentemente rinsaldare le coscienze e la memoria intorno ai valori che chi hanno caratterizzato negli ultimi 800 anni. Non per spirito sciovinista, ma semplicemente per ricordare, primariamente a noi stessi, che l'Europa non è solo spread e mercati. Nessuno spirito sciovinista. La cultura (o forse sarebbe meglio dire "le" culture) Europea non è né la migliore, né la più importante delle espressioni umane, ma sicuramente ha la sua dignità, la sua grandezza, resa tale dal sacrificio di milioni di uomini e donne che si sono sacrificati per la sua emancipazione.
 
Davide
Da Waterloo alla struggente storia del partigiano di Nanou (tra l’altro San Pietroburgo 1824 si riferisce a una delle peggiori inondazioni capitate quell’anno a novembre a San Pietroburgo?), quali altre storie hanno ispirato, anche personali, il racconto di quest’opera e come, tutte insieme, tracciano infine il tema comune di “Europa Minor”?
 
Tugs
Esattamente. Pietroburgo 1824 è un piccolo ritratto impressionistico di quella sciagura. A 17 anni quella città per noi era un acquerello su un libro di storia. Ma quel quadro faceva sognare. Devo dire che quando ho avuto la fortuna nei primi anni novanta di visitarla, quella città manteneva intatto il suo fascino. È la storia di un uomo, un contemporaneo, che decide di farla finita gettandosi tra le acque gelide di un fiume, non meglio specificato. Viene tratto in salvo dai passanti, ma la sua rinascita ha come luogo Parigi e come anno il '43. Quella notte stessa conosce Nanou, una giovane partigiana parigina. Ma proprio mentre la vita gli offre una seconda opportunità, durante un rastrellamento viene scambiato lui stesso per un membro della resistenza parigina e ucciso.
Scrivevamo così trent'anni fa. Riversando un po' di cultura liceale, un po' di sogni adolescenziali e tanta immaginazione in quella cosa che si chiama musica. Ingenuamente, se calcoli i discografici. Quello che ci siamo ritrovati in mano qualche anno dopo era una sorta di pinacoteca musicale della cultura europea.
 
Davide
Il Progressive sta forse vivendo una nuova giovinezza? Cosa vuol dire oggi essere e fare “progressive”?
 
Tugs
Ti rispondo seccamente. Non ne abbiamo una minima idea. E questo per un motivo semplicissimo. Non suoniamo più, e non seguiamo più quel movimento da decenni. Io (Pietro) ho fatto Grunge e produco spettacoli da più di 10 anni, Marco suona jazz, Fabio gospel e Nicola e Bruno hanno ripreso in mano gli "arnesi" solo da un paio di anni. Mi sono fatto raccontare le ultime novità dall'amico Mauro Pini (Aurora Lunare, gruppo livornese che ci ha fatto da "incubatore", nonché grande amico), apprendendo che esiste una community internazionale intorno al genere. Rientriamo dalla porta di servizio, e siamo curiosissimi di capire che effetto farà il nostro neo-vintage.
 
Davide
Dieci elementi fanno di voi una vera e propria piccola orchestra rock. Come avete gestito gli arrangiamenti? Sono stati creati e scritti da chi ha composto i pezzi o c’è stato spazio per ciascuno di pensarsi e proporsi nell’orchestrazione col suo strumento?
 
Tugs
Le composizioni sono per la gran parte mie e di Nicola. Gli arrangiamenti, intesi come struttura del brano, e colori sonori sono del gruppo, che discute democraticamente sulle strade da seguire. Poi Marco, il vero musicista della banda, riassume i desiderata del gruppo nella meravigliosa orchestrazione dei brani. I temi contrappuntistici sono quasi tutti suoi. Per finire, un fantastico gruppo di amici musicisti che si sono messi a disposizione per la "causa". Una vera e propria gioia per le orecchie. Il suono che abbiamo sognato per anni e che oggi si concretizza in Europa Minor.
 
Davide
Cosa avete fatto in questi quasi trent’anni di pausa?
 
Tugs
Come detto prima io Marco e Fabio abbiamo seguito "carriere" estremamente diverse. Nicola e Bruno avevano definitivamente abbandonato l'attività musicale. Roba da non crederci...
 
Davide
Quali erano i vostri primi riferimenti? Sono rimasti gli stessi? Dopo trent’anni di storia della musica dagli inizi del gruppo, come sono cambiati e come o in cosa non sono cambiati i vostri gusti? Avete ritrovato tra di voi le stesse affinità di allora?
 
Tugs
Questa lunga "pausa" ha da un certo punto di vista congelato i punti di riferimento e Tugs rappresenta il punto di incontro di questi cinque musicisti. Usciti dalla sala prove, dove ci divertiamo moltissimo, ogni uno ascolta quella che ormai rappresenta la propria musica. Io i Soundgarden, Marco Chick Corea, Nicola i Rush e così via. Anche sui grandi del passato, sui nostri padri nobili esistono delle differenze. Genesis vs Yes, ma poi per tutti Pfm, Jethro Tull, Camel, Pink Floyd, Area, Mauro Pagani. Su loro raggiungiamo facilmente l'unanimità.
 
Davide
Come hanno avuto luogo i vostri incontri con Todomodo Music-All, che dal 2003 ha riportato in teatro musical come Jesus Christ Superstar, Tommy, Hair - e anche spettacoli originali - e con Ams/Btf, etichetta leader del prog-rock a livello internazionale?
 
Tugs
TodoModo Music-All è la compagnia teatrale che io dirigo, e di cui Marco, Nicola e Bruno sono da un po' di tempo sostenitori per le produzioni più importanti, prima tra tutte il musical Spring Awakening che sarà in tournée nazionale il prossimo anno. BTF ha ricevuto il nostro materiale dopo la recensione di Europa Minor fatta nel 2011 da Donato Zoppo. Si sono fidati del progetto e del promo di quattro brani presentato nella primavera dello scorso anno. Speriamo tutti non abbiano motivo di pentirsi di questa scommessa.
 
Davide
Uto Ughi ha detto che la musica ha una fondamentale componente spirituale. Rende meno arida, meno egoista, meno violenta la società. Cos’è per voi la musica?
 
Tugs
Io a 16 anni avevo bisogno di capire chi fossi, dove collocarmi nel mondo. Avevo i soliti pruriti giovanili e gli anni settanta offrivano mille strade, non tutte propriamente "salutari". I Beatles hanno fatto il resto, caricandomi la testa di sogni e voglie. Andavamo tutti allo stesso liceo (allora con Claudio Cecconi alla batteria e Michele Lippi alle tastiere) e quando nel 1976 occupammo l'istituto io e Nicola andammo a finire nel seminario del "Rock romantico inglese". Erano anni convulsi, e la realtà quotidiana non ci bastava. Devo dire che l'amicizia è stata una componete sostanziale di tutta l'avventura. Nei primi anni '80 eravamo una sorta di tribù che si aggirava per la città. Il nostro fondo era sulla strada, e nei giorni di sciopero diventava il punto di incontro di mezza scuola. Anni straordinari.
 
Davide
Perché sceglieste di chiamarvi come i terribili adoratori della Dea Kalì, i Tugs poi duramente repressi dagli inglesi e dal capitano Sleeman, all’apparenza persone insospettabili, che conducevano una vita normalissima, ma la cui segreta appartenenza alla setta era ispirata dalla convinzione che compiendo sacrifici  umani alla dea avrebbero ottenuto il modo di sfuggire al ciclo della reincarnazione? Una reminiscenza salgariana o cosa? Cosa volevate evocare con questo nome?
 
Tugs
Come al solito la casualità. L'idea fu di Bruno. In una striscia di Handy Capp, il buontempone si giustifica del rientro a casa a notte fonda con l'agguato di un gruppo di Tugs all'uscita dal pub. Propose il nome al gruppo. Al momento non c'era niente di meglio. Così lo prendemmo come nome provvisorio ed è rimasto quello per 32 anni...
 
Davide
Quali erano ieri i sogni di un gruppo di ragazzi ora divenuti uomini e quali sono oggi i  sogni di un gruppo di uomini tornati “ragazzi”?
 
Tugs
Paradossalmente gli stessi. Salire su un pulmino e andare a suonare in giro. Con più esperienza e con qualche disillusione in più, ma anche con la consapevolezza del valore primario dell'amicizia che ci unisce e del ruolo sociale che l'arte DEVE rivestire. Condivisione, empatia, rispetto dell'altro, ricerca del giusto. Tutto qua.
 
Davide
Cosa seguirà ora?
 
Tugs
Europa Minor è fresco di stampa e non sarebbe bello parlare del titolo successivo. Occorre rispetto per le "signore". Vorremmo comporre il nuovo materiale tra un'esibizione e l'altra. Il tema c'è già, ma ne parleremo tra qualche mese.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
 
TUGS - Biografia
 
 
I Tugs sono un vero e proprio gruppo “cult” del progressive rock livornese. Nel corso delle numerose incarnazioni che si sono alternate durante gli anni, i Tugs hanno all’attivo centinaia di esibizioni live in tutta Italia e un vasto repertorio originale. Insieme ad Aurora Lunare e Quasar rappresentano una delle realtà musicali storiche di Livorno, animatori per quasi trent’anni della scena cittadina.
 
Il gruppo originale, formato da Pietro Contorno (Voce e Chitarra), Nicola Melani (Chitarra), Bruno Rotolo (Basso), Michele Lippi (Tastiere) e Claudio Cecconi (Batteria) è nato nel 1978. I primi approcci musicali avvengono con un repertorio beatlesiano, ma in pochi mesi la band passa alla composizione originale. La fine degli anni settanta è un periodo particolarmente caotico della scena cittadina: Livorno è da sempre una città ricca di fermenti musicali, il numero di gruppi è al di sopra della media nazionale ma tra il 1978 ed i primi anni ‘80 tutto cambia. Si vanno rapidamente ad esaurire esperienze di collettivi musicali di base, il panorama artistico resta congelato in attesa della confusa transizione al nuovo decennio, così si trovano a convivere proposte estremamente eterogenee: dall’hard rock di stile anglosassone al jazz sperimentale, dal punk ai primi vagiti della New Wave labronica. In questo panorama un manipolo di gruppi “resistenti” continua un proprio, sempre più difficile, percorso artistico di matrice prog: anche i Tugs si orientano verso il progressive melodico con testi in italiano, con suoni che rimandano a PFM e Orme, con puntate di stampo cantautorale alla Branduardi e De Andrè.
 
Il gruppo si distingue per un grande dinamismo organizzativo e progettuale, legato da sempre all’intento di dare rappresentazione scenica alla musica eseguita sul palco. Discograficamente non si trovano sbocchi, visto che i plastificati anni ‘80 irrompono con il loro precipitato di elettronica e pop da classifica, quindi il gruppo si concentra sul progetto live. Nel 1983 i Tugs partoriscono Rock in due Atti, un’opera rock di stampo prog: si tratta di un musical ante litteram (almeno per l’Italia), con un concept che riunisce in un’unica narrazione gran parte delle composizioni del gruppo. Negli anni infatti la band ha collezionato un repertorio di stampo storico-descrittivo, un quadro eterogeneo e composito di quadri, narrazioni, citazioni letterarie che lasciano presagire il naturale confluire in un concept teatrale. Si unisce alla formazione il tastierista Marco Susini, il gruppo si vede impegnato nella fusione tra musica e teatro in una formula molto efficace. Grazie alla presenza attiva di un completo entourage di tecnici e collaboratori che coadiuvano costantemente il lavoro dei Tugs, Rock in due Atti debutta a Livorno nel 1984 e approda a Milano al Teatro Carcano nel 1985. È una delle prime volte che la musica progressive viene suonata in un teatro. La produzione è di Angelo Carrara (Battiato, Alice, Finardi), il gruppo replica per una settimana con buone critiche (su tutte quella di Mario Luzzatto Fegiz sul Corriere della Sera  l’11 dicembre 1985). L’esperienza si arresta per difficoltà della Target, i Tugs risentono del contraccolpo e dopo un periodo di sbandamento cambiano nome, formazione e genere.
 
Negli anni ‘90 Pietro Contorno, in un periodo di rinascita del rock internazionale, attraversa un decennio grunge con il progetto Cyber Circus e l’Associazione Sonorabilia, che organizzano collettivi di musica di base, festival alternative (quattro edizioni dal 1997 al 2001) e moltissimi concerti. Nel 2003 nasce Todomodo Music-All, che rianima la passione per il teatro grazie a una serie di produzioni come Jesus Christ Superstar (su licenza ufficiale Relly Usefull Group), Tommy, Hair, e anche spettacoli originali (Pinocchio Superstar!, Alice di carta, Tre quadri in piazza) rappresentate in tutta Europa.
Dopo oltre 20 anni arriva il tempo di una reunion: i Tugs ripropongono brani storici in chiave teatrale, prima in Storie di Francia (Festival Effetto Venezia 2011) e finalmente in Europa Minor. Nuovi arrangiamenti, un parco musicisti che compone una mini orchestra di 10 elementi, incursioni in puro stile progressive nella storia passata e recente della terra di Europa tra guerre, re, amori e poesia... Il sound è quello della metà degli anni settanta (Pfm, Banco, Genesis) con testi in italiano, ma il tutto suona contemporaneo. Mediterraneo e Mitteleuropa, vecchio e nuovo, melodia e rock, in una nuova fusione dal sapore antico. Nel mese di aprile 2013 Ams/Btf, etichetta leader del prog-rock a livello internazionale, pubblica Europa Minor in cd e 33 giri, con la promozione di Synpress44 ufficio stampa.
 

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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