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Intervista con Parris Hyde

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Dopo una carriera iniziata nel 1986 e che ha visto Paris Scaglione fondatore di band quali Bonecrusher, Middle Ages e Waywarson, nel 2013 Parris, stanco di dover dipendere da altri musicisti, decide di rimettersi in gioco e crea il suo progetto solista a nome Parris Hyde. Da subito è chiara l’intenzione di creare un personaggio più che un semplice musicista: da qui il nome Parris “nascosto”, un evidente riferimento al Dr. Jeckill e Mr. Hyde. Anche la musica segue la stessa direttiva e le prime canzoni sono provocatorie e disturbanti, così come l’immagine è shockante e Horror.

Sulla base di queste premesse viene registrato il primo EP di 4 brani “I killed my wife with a knife” nel 2014, realizzato principèalmente per cominciare a fare girare il nome su stampa specializzata e webzine. In occasione delle festività natalizie del 2014 viene pubblicato il singolo “Metral Bells”, una versione metal e dal testo stravolto di Jingle Bells.

Nel 2015, mentre sta lavorando al primo full length, Parris viene incoraggiato dai musicisti con i quali si trovava occasionalmente per delle jam session a trasformare il suo progetto in una vera band. Nasce così la prima formazione dei Parris Hyde, composta, oltre che dal medesimo, da Roby Kant alla chitarra, Max Dean al basso e Karl Teskio alla batteria.

Nel giugno 2016 viene quindi pubblicato, attraverso l’etichetta discografica “Free Mood Promottion” il primo album “Mors Tua, Vita Mea” che, nonostante debitorio del Metal classico, denota già un’originalità e varietà di contenuti, come evidenziato dalla stampa specializzata. A supporto dell’album vengono realizzati due video. Di pari passo inizia un’intensa attività live, con spettacoli dal forte contenuto teatrale.

Ad inizio del 2017 subentra alla chitarra Paul Crow.

L’anno successivo, nel maggio 2018, viene pubblicato l’EP “Undercover I”, contenente, oltre a un brano inedito, cover inusuali quali “Bad Romance” di Lady Gaga e “Living next door to Alice” degli Smokie.

Nello stesso anno viene realizzato l’ambizioso cortometraggio “Mors Tua, Vita Mea”, un vero e proprio trailer cinematografico la cui colonna sonora, composta da Parris Hyde, non consiste in una classica canzone, ma piuttosto in un brano orchestrale e sinfonico.

Una serie di avvicendamenti nella formazione portano alla situazione attuale in cui la bandè composta da Parris Hyde alla voce e alla chitarra, Roby Kant al basso e Karl Teskio alla batteria.

Negli anni successivi la band si impegna nella composizione e nella registrazione dei brani che andranno a comporre il nuovo album.

Proseguendo nella tradizione dei brani natalizi, per Natale 2020 viene realizzato il singolo inedito “Santa Weras No Mask”, una ironica critica alla situazione generata dalla pandemia da Covid19.

Il secondo album “Unlock your freedom” vede finalmente la luce nell’aprile del 2022, pubblicato dall’etichetta discografica ”Missleader Recors”: già dalla fantastica copertina, realizzata dallo studio grafico “Saber Core”, si capisce che questo è l’album della maturità per i Parris Hyde: i brani si fanno più particolari e strutturati: una sorta di Metal intelligente sia nei contenuti che lirici, con rimandi sia al moderno che al classico e con velati richiami allo Hard Rock. Fuori da ogni schema predefinito o cliché, non è contemplato alcun riferimento voluto né a gruppi, né a uno specifico genere musicale, che non possa essere catalogato se non nella più ampia accezione di “Metal”.

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Precedenti interviste

http://kultunderground.org/art/18424/

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Intervista

Davide

Ciao Paris e ben ritrovato/i su queste pagine. Partiamo dal titolo “Unlock your freedom”… Unlock rimanda a certe “chiusure” e “libertà soppresse” degli ultimi due anni. Cosa significa questo “scatenare la libertà”?

Parris Hyde

Sicuramente richiama il concetto del “Lockdown” causato dalla pandemia. Alla prima ondata ho creduto alle misura imposte e non sono uscito da casa fino al 5 maggio 2020, data che ben ricordo perchè sono andato a camminare alle 7:00 di mattina nelle campagne circostanti casa mia. Nelle successive ondate è stato un susseguirsi di disposizioni liberticide e direi ridicole. La title-track, posta in chiusura dell’album, non parla però di tutto questo, essendo un brano strumentale!

Davide

Com’è nato questo nuovo materiale?

Parris Hyde

Le mie composizioni, basate solamente su testo, melodia e giro armonico, rimangono “in cantiere” per anni. Tutto ciò che segue, chitarre, basso, batteria ed arrangiamenti avvengono in un secondo momento e, in questo caso , sono maturati appunto durante i vari periodi di lockdown

Davide

Quali gli argomenti prevalenti nei testi e, soprattutto, da quale prospettiva sono stati pensati e scritti, verso quale messaggio complessivo?

Parris Hyde

Un messaggio complessivo non c’è, forse un pessimismo di base permea tutto l’album. Un tema ricorrente è la violenza sulle donne ed il femminicidio, presente in due brani, in uno dei quali combinato alla critica verso la retrograda cultura islamica.

Unica canzone “positiva” direi è “The way”, in cui sono contenuti diversi riferimenti alla mia filosofia di vita, il taoismo.

Davide

Nel brano d’apertura citate Gene Simmons, i Manowar e Kate Moss. Perché questi tre celebri nomi in particolare?

Parris Hyde

Gene Simmons è colui che ha detto che il Rock è morto, da cui il titolo Rock is dead (Long Live Metal). Per i Manowar , ironizzo su quanto siano diventati banali negli ultimi anni (pensare che ai tempi avevano scritto testi memorabili come “ All men play on ten” o “The cult of Guyana”). Kate Moss rappresenta la finta trasgressione del Rock mainstream e delle passerelle di moda.

In sostanza, una canzone non dal testo profondo, ma sicuramente più originale, già a partire dal titolo, delle solite canzoni inneggianti al Metal.

Davide

Il brano di chiusura, invece, elenca una serie di nomi per un requiescat in pace, da Lemmy Kilminster a Jeff Hannemann (Requiem – for all the fallen stars). L’arte è fondamentalmente un modo di emancipare l’uomo dalla morte, di ingannarla o cosa? È una ricerca dell’immortalità o cosa dal punto di vista di Parris Hyde?

Parris Hyde

Intanto vorrei precisare che ho inserito nel “requiescat” solo coloro che ho adorato come artisti, senza guardare all’importanza del nome (da qui l’assenza di tanti nomi illustri). La canzone vuole essere un tributo ai miei e nostri eroi del Metal, oltre a ricordare, come messaggio secondario, di non soffrire troppo perché tanto tutti stiamo morendo, dal primo respiro fino a quando ci troviamo faccia a faccia con la morte !

Davide

Alle 11 tracce “ufficiali” nel compact disc seguono tre bonus-tracks. Perché dunque farne tre bonus e non semplicemente integrarle nel corpus complessivo, ma in qualche modo farne episodi a sé stanti? Qual è la loro storia?

Parris Hyde

Partiamo dal concetto che, come detto, tutti stiamo morendo, e quidi ho voluto inserire tutte le composizioni che avevo in giro in questo album, perché non si sa mai…

Le ho volute tenere separate perchè nel caso di “Hard to find” la canzone si discosta esageratamente dal genere dell’album (trattandosi di Hard rock melodico) , “Santa Wears No mask” è il nostro brano natalizio inedito riproposto in versione Metal e “Mors tua Vita mea” è la nuova versione della title-track dell’album precedente, rifatta in occasione del nostro short-movie omonimo a tema zombie.

Davide

Nell’album sono presenti anche alcuni ospiti. Ce li presentate?

Parris Hyde

Luca Ballabio, virtuoso della chitarra, ci ha onorato di un suo meraviglioso assolo nel brano “Secret lover, cruel murder”, mentre Paul Crow, già nostro chitarrista e che probabilmente verrà reintegrato nella band, ha eseguito l’assolo di “The way”. Infine Roby Kant, che oltre ad essere nostro bassista, è anche uno stimato chitarrista, ha realizzato l’assolo di “Home is where the heart is”

Davide

La copertina, non c’è dubbio, è inquietante. Qual è la sua “chiave” di lettura?

Parris Hyde

La copertina è stata realizzata dal visionario artista “Saber Core”, del quale consiglio di andare a vedere i lavori, sia per le copertine di album che di libri.

La chiave di lettura si collega direttamente al titolo dell’album “Unlock your freedom”, del quale riassume l’altro significato (oltre a quello prima spiegato sul lockdown): una donna , il cui volto è trasformato in una serratura, che sta cercando appunto di “sbloccare” la sua libertà contro la viloenza e l’egoismo del genere maschile

Davide

Che differenza c’è per te, in quanto Parris Hyde, tra il musicista e il personaggio?

Parris Hyde

Prima riuscivo a tenere separati i due contesti e ritenevo che la parte cattiva fosse “Parris Hyde”, con la sua ascia sporca di sangue. Sempre più gli eventi avversi, fra Covid e guerre, hanno reso me più feroce del mio personaggio.

Davide

Cos’è per te una maturità artistica? In che modo “Unlock your freedom” la rappresenta rispetto al progetto e alla storia di “Parris Hyde”?

Parris Hyde

Mi fa piacere che mi parli di maturità artistica, non sei il primo a farlo a proposito di questo album. Ritengo che il mio modo di comporre non sia sostanzialmente cambiato rispetto al passato. Ciò che è cambiata è la consapevolezza dei nostri mezzi, l’utilizzo della voce, che ha acquiasito nuove sfumature, gli arrangiamenti più complessi e tecnici.

Davide

Alcuni dicono che il metal non si fa, ma si vive. Condividi questa visione? E com’è un vivere “metal” dal tuo punto di vista?

Parris Hyde

Non condivido. Perlomeno, se per essere Metal bisogna indossare t-shirt delle band, andare al pub a bere birra tutte le sere, odiare la musica dance, allora non mi sento Metal. Se significa andare contro corrente, sempre e comunque, essere “strani” nel modo di pensare, se significa rispondere alla violenza con la violenza, allora sì mi sento Metal: ma questi concetti sono passati da tempo, ormai mi pare che i Metallari siano abbastanza istituzionalizzati, per non parlare dei musicisti che fanno Metal.

Davide

Cosa seguirà?

Parris Hyde

Sicuramente andrò avanti a fare musica in questa direzione. Vorrei poi rifare alcuni brani dell’album precedente con questo nuovo stile, vorrei registrare e cantare io le canzoni del mio progetto passato “Wayward Son”, di cui non ero il cantante (si tratta di A.O.R.), inoltre sto collaborando con un altro musicista ad una suite medieval/gothic/dopm, dal titolo “On the road to Santiago”. Ah, poi, possibilmente se qualcuno ci proporrà qualche concerto decente, ben venga !

Da fare ce n’è …

Davide

Grazie e à suivre…

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