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Intervista con Marco Nocera

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Marco Nocera nasce a Brindisi, distinguendosi sin da piccolo per la sua curiosità verso la musica e le “cose creative”. Partendo da questa prospettiva, Marco inizia a intrufolarsi nelle radio locali e ad approfondire il suo interesse verso il mondo radiotelevisivo, ma soprattutto per la musica, ricevendo spesso in regalo strumenti musicali, in primis tastiere e anche impianti hi-fi, mixer e consolle per dj.
Questa passione lo porta a seguire corsi privati di solfeggio e canto, per potenziare le conoscenze tecniche e inizia a sperimentare i primi brani, grazie all’uso del suo PC autoassemblato su misura “per fare casino”, come spesso dicevano i suoi genitori. Il debutto avviene quasi in modo silenzioso con una versione di “Hate or love” presentata a gennaio del 2007 su Ciccio Riccio, nota emittente radiofonica di Brindisi, per proseguire con altri brani, rimasti in buona sostanza inediti, fino alla presentazione nel 2013, sempre grazie a Ciccio Riccio, di una anteprima del brano “Remember your sound”, poi lanciato ufficialmente a maggio del 2017 in commercio e inserito nell’album “Homeland Atmosphere” nel 2019.
Questo brano è frutto dell’espressione emotiva di Marco, che può contare della partecipazione della cantante e attrice pescarese Vanessa Marrama. Nello stesso album, in apertura, vi è il brano “Autumn sea”, una sonata in chiave chill-step, che è il primo singolo lanciato a livello commerciale su tutte le piattaforme musicali on line nell’ottobre 2015 e poi riproposto in un remix nella tarda primavera del 2016. Ma prima di questo brano Marco ha lavorato in silenzio per molto tempo, tra studi tecnici e lavori orientati soprattutto alla televisione, componendo anche colonne sonore per cortometraggi. Dopo aver lanciato “Deep breath” e “Silent spikes”, tra vari viaggi anche all’estero, Marco ha potuto confrontarsi con altre realtà musicali e perfezionare il suo stile, per spingersi con grande soddisfazione a lanciare il brano “Won’t be”, sia come singolo, sia inserendolo nell’album, con una ottima recensione dalla Gazzetta del Mezzogiorno e l’apprezzamento del pubblico.
Il 24 settembre 2021 esce con l’etichetta Music Force il secondo album “Look ahead”, progetto musicale con la partecipazione di altri artisti e con nuove sonorità.

Tracklist:

Silent emotion
Escape way to freedom
Without lights
Busted love
Spinning doors
Look ahead
Sunset over Miami
Still here
Nessuno c’è
Escape way to freedom (Extended)
Without lights (Extended)
Busted love (Extended)
Look ahead (Extended)
Sunset over (Skyscraper mix)
Still here (Extended)

www.marconocera.eu

Intervista

Davide

Ciao Marco. Come sono nati questi tuoi nuovi brani, da quale punto del tuo percorso creativo e musicale?

Marco

Ciao Davide, l’album Look Ahead è un percorso nato in modo molto tortuoso e randomico nella stesura dei brani. Direi che tutto il materiale è uscito spontaneo e dettato dall’ispirazione…
Qualcosa risale a quando ero abbastanza giovane, altri sono pezzi scritti in fase meditativa in questi ultimi due anni, qualcos’altro è stato realizzato di getto, o plasmato all’ultimo, prima di finalizzare il progetto.
Posso dire che sin da sempre ho vissuto con la musica nella testa, ed ho canalizzato le mie emozioni, sperimentando laddove possibile e plasmando i miei impulsi in qualcosa di concreto.
Le canzoni nascono da un excursus di esperienze creative tra radio e tv, viaggi e vita quotidiana dove il denominatore comune è la musica. Magari questo progetto nello specifico ha sonorità più ricercate, oserei dire quasi compilate su misura, partendo da una base tecnica.

Davide

“Look ahead”, guardare avanti via da cosa e verso cosa? Di cosa parlano i testi?

Marco

In buona sostanza, il contenuto dell’album lo svela proprio il titolo e la copertina è emblematica, con elementi simbolici che possono anche essere riconosciuti nei titoli dei brani. Guardare avanti, ovvero evolversi, raccogliere e fare un percorso di crescita continua, a braccetto con le emozioni e con le esperienze che ci caratterizzano nel quotidiano.
Il titolo dell’album si esprime in modo molto imperativo, quasi a dare un’indicazione. Non a caso, infatti, applicando il titolo dell’album per ogni canzone, si può ottenere una frase di senso compiuto che suona appunto come un’indicazione o un richiamo.
La scelta di partire con la promozione del progetto è stata affidata al brano “Without lights”, che è un invito alla fiducia in un contesto in cui di solito vi è incertezza e timore, ossia il buio.
Il percorso musicale dei brani è tracciato da una linea narrativa immaginaria in cui è possibile individuare desiderio, amore, passione, sogni, delusioni, che fa da collante ad un prossimo progetto musicale già in fase di ideazione.

Davide

Quali sono i tuoi punti di riferimento nella musica, gli artisti o i gruppi o i dischi che più ti hanno influenzato?

Marco 

Non saprei da dove partire, sinceramente. Ascoltando di tutto, ho una ampia visione come gusti musicali, ma posso dirti che sin da piccolo ho avuto un legame viscerale con la musica, che è stata il motore di tutta la mia esperienza creativa e professionale che mi porta fin qui. 
Potrei citare anche Vangelis, per passare ai Simple Minds attraverso i Queen, con riferimento ai Pooh in duetto con Gigi D’Agostino (che magari non azzeccano nulla), senza nulla togliere all’impronta magica dei Coldplay e al sound di ATB o di Dash Berlin con la loro EDM tedesco-olandese fino ad arrivare al blues di Pino Daniele.
Sono un divoratore di musica e colleziono CD originali non semplicemente per dire che “ce l’ho”, ma perché la musica la ascolto, la smonto con la mente e cerco di percepire tutte le varie sfumature.

Davide

L’attore e mimo Jean-Louis Barrault ha detto che danzare, è lottare contro tutto ciò che ci trattiene, tutto ciò che ci affonda, tutto ciò che pesa e appesantisce, è scoprire con il proprio corpo l’essenza, l’anima della vita, è entrare in contatto fisico con la libertà. Cos’è invece per te il far ballare? Perché hai scelto di esprimerti soprattutto attraverso l’elettropop dai ritmi danceable?

Marco

Nelle mie canzoni potrei rappresentare il ritmo in una danza passionale oppure per narrare la frenesia del tempo. Non ho ancora attribuito un genere certo alla mia musica, essendo una fusione di generi, basati sostanzialmente sulla sintesi dei suoni.
Ad ogni modo, per me ballare è dare sfogo alle proprie emozioni e fantasie attraverso il corpo. Anche fare l’amore è una danza per creare una nuova vita, se la vogliamo mettere così…
La scelta della musica elettronica, che sia elettropop, dubstep, EDM, è una scelta strategica per sperimentare nuove sonorità ed approfondire il mio percorso musicale. Inizialmente questo progetto era stato pensato come qualcosa di più acustico, con un riferimento a “Silent emotion” e “Spinning doors”.
La musica EDM mi è sempre stata vicina per il senso di euforia e di leggerezza che può trasmettere, pur modulando testi a volte molto complessi ma meglio digeribili con un ritmo che li accompagna. 
Danzando, la mente si apre e l’inconscio diventa più ricettivo quindi ci si emoziona di più quando viene passata una “track” melodica.
Non nego che ho provato a far girare qualcosa di mio in qualche serata ed ho visto che la gente ci ballava spensieratamente e questo mi soddisfa, anche se la mia musica la immagino più da ascolto e da canticchiare

Davide

Ci sono ospiti e featuring per dare voce ai tuoi brani. Ce li presenti?

Marco

Certo e con grande piacere. Parto da Federica Cesano, salentina, 21 anni, che è stata molto presente nei precedenti progetti. In questo caso dà la voce a “Spinning doors” caratterizzandola con la sua inconfondibile impronta soul. Ha da sempre avuto una voce mostruosa, ma la cosa ancor più bella è che lei è maestra pianista concertista con un repertorio musicale molto ampio. Attualmente continua a studiare al Conservatorio di Lecce “Tito Schipa”, per specializzarsi ulteriormente. È un talento!
Una persona a me molto cara è Max De Lorenzis, 26 anni di Brindisi. Potrei (molto teoricamente) vantarmi di averlo spinto io a seguire un percorso di canto 10 anni fa. Siamo prima di tutto amici da tantissimi anni e sin dai primi momenti ho capito che lui aveva un talento: la musica, la voce, con tonalità di soprano leggero. Max ha contribuito nella stesura dei testi dei brani da lui cantati nell’album ed attualmente lo sto aiutando a confezionare un suo progetto musicale di prossima uscita, facendogli da mentore, se così posso definirmi, e curandogli il mastering finale.
David Zeppieri, di Udine. L’ho conosciuto su una piattaforma di artisti e mi sono letteralmente innamorato della sua voce e si è creata una simpatica amicizia, seppure abbiamo finora collaborato solo a distanza.
Infine vi è il M° Fulvio Palese, un eccellente professionista della musica, conosciuto attraverso un mio amico parecchi anni fa. Nell’album ha partecipato alla realizzazione di “Still here”, arricchendola magistralmente con le note del suo sassofono. Seppure vi sia stata solo questa collaborazione con Fulvio, posso dire che era già da tempo nell’aria un tentativo di fare qualcosa insieme, anche prima della pandemia, come nel 2015, col suo pezzo “Palpal blues”, dove gli ho firmato la regia del videoclip.

Davide

E tu non canti?

Marco

Aspetta che ci provo… A parte gli scherzi sì, so cantare, ma al di fuori delle lezioni di solfeggio e di canto, non ho mai avuto la giusta opportunità per dare… fiato.
Ci sarà l’occasione giusta, ma possibilmente con brani di altri artisti. Con i miei non ci riesco: andrei in paranoia per le manie di perfezione (possibilmente senza autotune).
Ad ogni modo, la mia è una voce da “baritono drammatico”, che può anche richiamare sonorità soul. Sono abbastanza autocritico: ci devo lavorare sopra e ancora non trovo il tempo giusto per farlo, ma ci riuscirò.

Davide

La sezione “Move” con gli extended e remix, di solito affidati ad altri, presenta anche un Marco Nocera nelle vesti di DJ. Qual è il tuo approccio nel rivedere le tue stesse tracce da questo punto di vista?

Marco

Tutti i miei brani dall’impronta EDM hanno la versione principale ed una versione estesa o remix, pensata proprio come DJ per possibili utilizzi per live entertainment in console, laddove serve un ritmo pressoché continuo per far ballare chi ha l’anima scatenata. 
Molte volte mi proietto davanti ad una consolle e penso che sia bello far ballare la gente con la mia musica, o quantomeno inserirla in una playlist di hits EDM di sicuro successo in pista.
Ma non solo… la mia mente creativa si basa anche su un background radiofonico, in quanto so quanto sia importante avere un “intro” e un “outro” senza spezzare il brano con altri tappeti musicali quando lo speaker interviene e, spesso, quando si annuncia un brano dance è giusto utilizzare versione extended, in quanto aiutano a mantenere vivo il ritmo di una trasmissione radiofonica e l’entusiasmo di chi ascolta.

Davide

L’album è stato realizzato con il contributo di Aerum, una holding di aziende italiane coinvolte in attività strategiche di progettazione e produzione industriale, con un forte orientamento all’ecosostenibilità, al benessere e alla sostenibilità psicosociale anche attraverso varie forme d’arte. Puoi approfondirci questa idea, questa iniziativa?

Marco 

È una sponsorizzazione arrivata quasi inaspettatamente, perché il manager ha gradito molto la mia musica, i miei progetti precedenti e l’approccio scelto per la distribuzione fisica di quest’ultimo (cartoncino ecosostenibile, di cui ho ricevuto privatamente la certificazione di provenienza) ma anche il valore creativo, l’intento e il coraggio a sfidare le circostanze scomode (la pandemia) e credendo nella qualità del prodotto finale, che ha superato le aspettative di chiunque, me compreso.

Davide

Cosa seguirà?

Marco

Di sicuro, a stretto giro completerò la realizzazione dei videoclip musicali, in quanto finora ho girato solamente “Spinning doors” e “Busted love”.
C’è già in cantiere un nuovo progetto musicale, molto più intenso e faticoso stavolta, che potrebbe essere il seguito di “Look ahead” o stravolgere totalmente lo scenario costruito finora… Posso dire che esiste già il titolo, direi definitivo, e una tracklist quasi pronta e forse, ma proprio forse, anche la mia voce. Ma non posso anticipare nulla per scaramanzia e perché è tutto «work in progress».
Prima di ciò, vi è in cantiere una serie di remix che rientrano nelle mie sperimentazioni sonore che porto avanti da molto tempo, oscillando tra drum’n’bass, jungle ed altre sonorità.
Non nego che starei anche valutando l’idea di comporre colonne sonore per film, serie tv e cortometraggi: l’ho fatto con miei precedenti progetti (corti “L’ombra nascosta” e “Lei non esiste”). Anzi, questa sarebbe anche un’occasione per dare la mia disponibilità a quanti registi e filmmaker alla ricerca del sound adatto siano visitatori e lettori abituali di Kult Underground.
Per il resto ho abbastanza idee creative, ma voglio valutare quella che sia la più opportuna, da ora a quando completerò il prossimo progetto musicale.
Nel frattempo potete seguirmi sul sito della mia etichetta Music Force https://www.musicforce.it/catalogo-produzioni/2608-marco-nocera-look-ahead in cui troverete tutti gli aggiornamenti, videoclip, link a recensioni e interviste, link all’acquisto del cd e sulla mia pagina artista Fb marconocera.marconocera.

Davide

Grazie e à suivre…

Marco

Grazie a voi!

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