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Intervista con Carmine Ioanna

8 min read

IOANNA MUSIC COMPANY non è solo un album, bensì un progetto di condivisione, umana e artistica. Credevo che l’emozione di registrarlo in un teatro dopo otto mesi senza concerti e un periodo così difficile alle spalle, andasse cristallizzata e condivisa con più persone possibili, come segno di speranza e resistenza. Quei giorni e questo album rimarranno indelebilmente impressi nei nostri cuori.

(Carmine Ioanna)

Sospeso / Courtain up / No border / Ioanna Music Company / Postcard from Dreamland / Momenti / Samu / Carioanna / Etnies / Café de Manhã  / Ablò

All compositions by Carmine Ioanna except “Ablò” by Eric Capone.

Carmine Ioanna: accordion
Gianpiero Franco: drums
Giovanni Montesano: bass, double bass.

Guests:
Sophie Martel: soprano sax
Francesco Bearzatti: tenor sax, clarinet
Gerardo Pizza: alto sax
Daniele Castellano: guitar

Abeat records, 2021

Precedenti interviste: http://kultunderground.org/art/18024/

V. anche : https://kultunderground.org/art/18513/

Intervista

Davide

Ciao Carmine e ben ritrovato su queste pagine. L’ultima nostra chiacchierata, che fu anche la prima, risale ormai a sette anni fa. Cos’è successo nel mentre da “Solo” a questo tuo nuovo lavoro?

Carmine

Bentrovato a te. Ne sono successe di cose, tantissime sia nel campo artistico che nella vita privata.
Potrei riassumerle dicendo che ho un figlio di 3 anni e mezzo, mi sono sposato, ho fatto un altro disco da leader nel 2018, ho collaborato con tantissimi musicisti sono stato in tour in piú di 40 paesi nel mondo e nei 5 continenti, ho collaborato con il Cirque du Soleil.

Davide

“Ioanna Music Company” arriva dopo la tua esperienza con il Cirque du Soleil bruscamente interrotta dal covid nel marzo del 2020 in Texas a El Paso e i successivi 8 mesi senza concerti. Come è nato e si è sviluppato “Ioanna Music Company”, da te descritto come un progetto di condivisione, umana e artistica?

Carmine

Sono stati mesi abbastanza difficili, soprattutto psicologicamente per me come credo per tanti altri che lavorano nel nostro settore, durante i quali non avevo cosí tanta voglia nemmeno di suonare. Ho avuto paura ad un certo punto che quasi si fosse spento quel fuoco dentro che ho fin da quando sono bambino ogni volta che imbraccio il mio strumento.
C’era bisogno di una rinascita, da qui l’idea di formare una compagnia, innanzitutto per condividere questa speranza di ritornare alla normalitá, prima ancora della musica e ho cominciato a scrivere.
È stata la genesi di questa bella avventura, ho chiamato a raccolta musicisti e tecnici e ci siamo rinchiusi 3 giorni nel teatro “Adele Solimene” a Montella tra i monti Irpini. Da li tutto è successo in modo naturale, in un attimo si è riaccesa quella magia per la quale amo il mio lavoro.  

Davide

Qual è il valore della musica nella società, soprattutto in questo particolare momento in cui la musica si è dovuta fermare per oltre un anno?

Carmine 

La musica, o almeno una parte di essa, è cultura, non solo svago. E come tale è un’attivitá essenziale per il benessere di una societá. Ancor di piú in un momento come questo. Devo dire che mi ha infastidito molto quando durante la pandemia veniva accomunata alle sale da gioco o ai centri scommesse. 

Davide

Ci presenti gli altri musicisti presenti in questo lavoro e come avete pianificato e condiviso questo lavoro dal punto di vista musicale? Cosa in particolare volevate o vi siete ritrovate a esplorare o riesplorare?

Carmine

Comincio Da Gianpiero Franco batterista della provincia di Caserta, erano anni che cercavo di coinvolgerlo in un mio progetto senza riuscirci per svariate ragioni. Finalmente ce l’ho fatta, ogni cosa che tocca diventa musica, sinceramente uno dei miei batteristi preferiti di sempre, un vero sogno averlo con me in questo lavoro.
Al basso elettrico e al contrabbasso c’è Giovanni Montesano, un ragazzo talentuosissimo di Grottaminarda (Avellino), la prima volta che abbiamo suonato insieme eravamo adolescenti, siamo cresciuti insieme musicalmente, sai uno di quelli con cui basta uno sguardo e ci si capisce, non servono parole, ogni volta che suono con lui mi sento davvero a casa.
Altro mio grande desiderio era avere con me Eric Capone, pianista e tastierista francese di origini Italiane. Era difficile a causa delle restrizioni per il covid ma sapevo l’apporto che poteva dare.
Eric è un personaggio unico, è un’enciclopedia vivente, con una sensibilitá fuori dal comune, sia come musicista che come compositore.
Gli sono grato per aver donato a questo album la sua bellissima Abló. Inoltre ha anche curato i mixaggi e il mastering nel suo studio a Grenoble.
Gli ospiti sono Francesco Berazatti al Clarinetto e al Sassofono tenore,. Io sono cresciuto ascoltando i dischi di Francesco, un vero e proprio idolo per me. Dopo che è stato ospite nel mio album solo, e dopo aver inciso in duo Favolando con tanti concerti insieme, non poteva mancare nella mia nuova avventura: Daniele Castellano altro grande compagno di viaggio, giá presente nel mio album “Soli in viaggio” del 2018, chitarrista eclettico e mai scontato; Sophie Martel sassofonista (alto) di Grenoble che ha anche curato le registrazioni live, un vero e proprio jolly di altissimo profilo, indispensabile per la nascita di questo lavoro e Gerardo Pizza al sassofono contralto, un ragazzino di 18 anni per il quale davvero prevedo un futuro radioso nel mondo del jazz italiano e non solo.
La ciliegina sulla torta è la presenza di Morgana Grindel, anche lei reduce dall’esperienza al Cirque du Soleil (dipartimento tecnico) che ha curato l’allestimento scenografico del teatro durante le registrazioni e che sará in tour con noi con una scenografia ideata e costruita interamente da lei.
A tutto questo si aggiunge il fatto che tutti loro sono persone con cui ho un fortissimo legame affettivo, Gianpiero mi ha davvero guidato come un fratello maggiore fin da quando ero adolescente, Eric Sophie, Giovanni, Daniele sono per me famiglia, con kilometri e kilometri fatti insieme negli anni passati e tante storie di vita condivise, Francesco una persona speciale con la quale fin dal primo incontro è nata una amicizia vera e spontanea, Morgana che ho conosciuto durante l’esperienza al Cirque e con la quale ci siamo sposati lo scorso febbraio, e poi il piccolo della compagnia Gerardo che conosco da quando era un bambino.

Davide

Perché in copertina hai scelto una immagine di sapore vittoriano, quell’uomo con la testa di volpe e una mongolfiera d’epoca?

Carmine

Tutto è cominciato da quella immagina. È un opera di Romero Pasin, una ragazza Argentina, collega di lavoro di mia moglie al Cirque du Soleil. Ci ha spedito per il Natale 2020 una cartolina raffigurante la sua opera, appena l’ho vista ho capito che avevo in mano la copertina del mio nuovo album.
L’uomo in sala di attesa con la testa da volpe (che lei chiama Gino) e con abiti eleganti, mi dà una sensazione di un tempo sospeso, surreale, anche un po’ claustrofobico, che era esattamente quello che stavamo vivendo, e sullo sfondo una mongolfiera, l’unico posto al mondo che ti dà la sensazione di leggerezza, di libertá, da dove puoi osservare il mondo dall’alto, contemplarne la bellezza nel silenzio del soffio del vento che ti accarezza.
Da una parte la realtà, peraltro così surreale (accentuata dal sapore vintage), dall’altra i sogni pronti a spiccare il volo di nuovo..

Davide

“Café de Manhã” si intitolava anche una canzone di Roberto Carlos. C’è qualche attinenza? Un omaggio al grande cantante brasiliano? 

Carmine

Café de Manhã e Carioanna (che nasce mettendo insieme carioca e Ioanna), sono un piccolo omaggio alla cultura carioca, che oramai fa parte della mia famiglia,visto che mia moglie Morgana è di Rio de Janeiro. 

Davide

Il disco è aperto dal brano intitolato “Sospeso”. Ci descrivi il significato dei diversi titoli come a dipanarne un racconto dalla prima all’ultima traccia, “Ablò”?

Carmine

In questo album si intrecciano storie personali, racconti e sensazioni. È una bella fotografia di questo periodo della mia vita, raccontata da me e dagli altri musicisti. Sospeso come detto è esattamente Gino, la volpe della copertina. Courtain up è la mongolfiera, il momento in cui prima o poi si sarebbe rialzato il sipario (fortunatamente è successo). No border è l’unico brano che avevo giá registrato con Francesco Bearzatti in duo nell’album favolando, ci ho rimesso mano e mi piaceva immaginarlo suonato dal pianoforte nelle mani di Eric. Ioanna Music Company credo rappresenti benissimo la nostra compagnia, eccentrica, un po’ matta, ci sono tante fasi di interplay puro come nella parte free verso la fine dove la via maestra è ascoltarsi e respirare insieme, sentendosi liberi di esprimersi senza troppe formalitá, che è esattamente quello che succede quando siamo insieme anche senza gli strumenti in mano. Postcard from Dreamland l’ho scritta durante il primo lockdown. Non ero in Italia, ma in Costarica, a Manuel Antonio sulle sponde del Pacifico, con mia moglie, siamo rimasti bloccati li per tre mesi ed è venuta fuori questa melodia. Momento è uno spettacolo che prima o poi porteremo in scena con François Guilleme, un clown canadese con cui ho lavorato insieme, una delle tante cose che a causa della pandemia è rimasta in… sospeso. Samu per me è speciale… credo di pronunciare questa parole almeno 100 volte al giorno. Chiamo cosí mio figlio di 3 anni e mezzo che in realtà si chiama Samuel. Un po’ perché sono separato, un po’ per il lavoro che faccio, capita che passino anche tre mesi senza che ci vediamo…  Ecco c’è il mondo intero per me dentro queste note, la malinconia di ogni volta che ci separiamo, la felicità di ogni ritorno, la sua dolcezza, il suo odore… insomma sono corde davvero intime. Che bello avere la musica per raccontarle! Carioanna e Cafe da Manhã come giá detto sono la parte brasiliana della famiglia, mentre etnies per me ha significato tornare a casa, portando con me tanti suoni, costumi, una sorta di musica folk del mondo. In fine il racconto di Eric Capone per un suo caro amico scomparso che si chiamava Abló

Davide

Quali grandi della fisarmonica ti sono stati e ti sono ancora di stimolo? Cosa ricerchi tu oggi in particolare attraverso questo strumento che ha ormai una notevole tradizione nella musica jazz, ma di solito è associato a generi musicali molto più popolari?

Carmine

Sicuramente Antonello Salis con il quale ho avuto la fortuna di dividere il palco qualche volta e poi Richard Galliano. Ultimamente ho ascoltato tanto Sivuca.
Io cerco di trovare e capire me stesso..la musica è una grande forma di introspezione per me.
Il jazz è la musica piú inclusiva della storia, o almeno dovrebbe esserlo dato che è nata e si è evoluta per la maggior parte dei casi grazie a delle contaminazioni e delle mescolanze.
Il fatto che la fisarmonica si stia pian piano liberando da certi retaggi culturali credo che sia una cosa buona, e alla quale spero di contribuire.  

Davide

Cosa seguirà?

Carmine 

Bella domanda..per ora resto focalizzato sul futuro prossimo..avró un bel po di concerti fino a fine anno in Italia e in Europa..sperando che tutto vada per il meglio e non ritornino le restrizioni.

Davide

Grazie e à suivre…

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