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Fire!

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gioco per 1-2 persone

Autore: Friedemann Friese

Editore: Stronghold Games (www.strongholdgames.com)

 “Space Invaders” è uno dei videogiochi più iconici della storia, e questo piccolo gioco lo vuole ricreare fisicamente sul nostro tavolo: infatti ne richiama l’ambientazione nelle inconfondibili fattezze pixelate dei nemici alieni che dovremo affrontare (e sconfiggere a suon di laser, come avrete potuto intuire dal titolo del gioco). Oltre alle classiche caratteristiche che l’autore (l’istrionico Friedemann Friese) inserisce sempre nei suoi giochi (come i titoli che iniziano con la F e il colore verde), in questo caso il gioco fa parte anche della serie “Fable Game System”, ovvero giochi le cui partite sono collegate in una campagna più articolata. Nella fattispecie, in questo gioco si inizia dal primo livello di difficoltà, e nel caso in cui si riesca a vincere (si può giocare da soli oppure collaborando con un amico), si potrà giocare le prossime partite ai livelli di difficoltà successivi, fino ad arrivare al nono, il più complesso (e completo, dato che ogni livello aggiunge qualcosa nelle meccaniche e nei materiali). E tutto questo utilizzando un solo mazzo di carte, che non va mischiato proprio perché le carte sono già predisposte nell’ordine in cui andranno utilizzate. Ma vediamo nel dettaglio la struttura di questo gioco…

La scatola è piccola (e quadrata) e contiene:

-un mazzo di carte (anch’esse quadrate),

-il regolamento (in inglese).

I materiali (o meglio, le carte) sono di buona qualità, robuste (e telate) per resistere ai numerosi rimescolamenti che subiranno (soprattutto le carte batteria), ma se volete comunque imbustarle dovrete superare due difficoltà: trovare le bustine adatte (quadrate) e farlo a occhi chiusi per evitare di vederle e rovinarvi la sorpresa. La grafica è molto lineare (e segue lo stile del videogioco) e fatta esclusivamente da simboli, infatti non ci sono scritte sulle carte, per cui è sufficiente riuscire a leggere il regolamento per poter giocare, e la scelta è tra l’inglese di “Fire!”, il tedesco di “Feuer frei!”, lo spagnolo di “¡Fuego!” e il giapponese di… beh, della versione in giapponese.

Per la prima partita si prendono le carte fino a che non si incontra la carta che indica il secondo livello (da non usare per ora), ovvero alcuni alieni, tre armi per sparare agli alieni e alcune carte batteria (con un numero da uno a cinque) che rappresentano l’energia per caricare le nostre armi. Notare che ci sono anche le carte per il secondo giocatore (che in una partita in solitario non verranno utilizzate). Gli alieni si dispongono secondo lo schema del primo livello, davanti a loro si piazzano le tre armi, si mischiano le carte e si può iniziare.

Nel proprio turno il giocatore scopre una carta dal mazzo e la piazza sotto una delle tre armi, si ripete l’operazione fino a che sotto un’arma non si totalizza un valore di dieci o più punti di energia, ovvero si fa fuoco con quell’arma: il numero di danni è pari al valore totale sottraendo dieci e moltiplicando per il numero di carte. Ad esempio, sotto un’arma ci sono quattro carte che totalizzano nove, aggiungo un quattro e ottengo tredici, a questo punto faccio fuoco, sottraggo dieci e moltiplico per cinque, per un totale di quindici danni. Notare che se si totalizza dieci si infliggono esattamente zero danni.

I danni vanno applicati ad un alieno, e se si riesce a battere la sua resistenza attuale (indicata sul lato inferiore della carta) la si può ruotare di novanta gradi, quando ha compiuto quattro rotazioni l’alieno è distrutto e si può capovolgere la carta.

Dopo il fuoco si raccolgono le carte utilizzate, se ne scarta permanentemente una (a scelta) e si mettono le rimanenti nel mazzo degli scarti. Si prosegue a questo modo (se si esauriscono le carte si ricostruisce il mazzo di pesca rimischiando le carte) fino anche non accade uno di questi due eventi:

-si riescono a distruggere tutti gli alieni, e la partita è vinta.

-non ci sono più carte da pescare (tipicamente perché le carte rimanenti sono piazzate sulle armi, ma nessuna pila ha un totale di dieci o più), e la partita è persa.

In due giocatori lo svolgimento è molto simile, ognuno ha il suo mazzo di carte e due armi, ci si alterna nei turni giocando carte e infliggendo danni agli alieni, e in più c’è la possibilità per due volte a testa nel corso della partita di giocare una carta su un’arma dell’altro giocatore. Se si riescono a distruggere tutti gli alieni la partita e vinta, mentre si perde (sia vittoria che sconfitta sono condivise) se non si hanno più carte da pescare (se solo uno dei due non ha più carte da pescare l’altro può comunque continuare a giocare da solo).

Come ho anticipato, vincendo una partita si potrà giocare al livello successivo, le cui regole sono descritte in varie sezioni del regolamento, e ogni livello aggiunge dei nemici (solitamente sempre più forti, ma non è la norma) e carte con regole particolari (da scoprire di volta in volta). Questo aspetto della sorpresa è anche uno stimolo per fare un’altra partita e cercare di vedere che cosa ci aspetta nel livello successivo, cosa che è agevolata dal fatto che la durata di una partita è molto contenuta (non si supera mai la mezzora), insomma, un minimo di otto partite (una per ogni livello) sono comunque garantite (naturalmente se volete scoprire tutto del gioco).

In conclusione, abbiamo un gioco semplice (ma non dovete avere problemi a fare un buon numero di basilari addizioni e moltiplicazioni), rapido da giocare, compatto da trasportare (ma ha bisogno di un po’ di spazio su cui poter giocare), e nel quale la fortuna svolge un ruolo tutto sommato limitato: infatti più che la sequenza di uscita delle carte conta le decisioni su come vanno disposte (essenziale sapere sempre quali carte devono ancora uscire), quali carte andranno scartate dopo un fuoco (decisione determinante) e quali alieni dovranno essere colpiti. Certo, manca la colonna sonora ossessiva dell’originale, ma così potete essere voi a sceglierne direttamente una adatta.

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