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The Great Dalmuti

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The Great Dalmuti

gioco per 4-8 persone
Autore: Richard Garfield
Editore Inglese: Wizards of the Coast (
www.wizards.com)
Editore Tedesco: Amigo Spiele (
www.amigo-spiele.de)

Si sta ormai avvicinando l’estate, che ci porterà sospirate vacanze, serate afose e repliche in TV; per meglio sopportare queste ultime, cosa c’è di meglio di una partitina a qualcosa di leggero, magari a qualcosa che permetta di far giocare tante persone? Questo “Grande Dalmuti” è proprio la risposta giusta, un gioco di carte semplice e veloce che vi farà trascorrere il tempo facendovi dimenticare la TV e tutto il resto.
Il mazzo che compone questo gioco è formato da ottanta carte, che riportano ognuna un valore, un nome e un disegno; ai fini del gioco l’unica cosa importante è il valore numerico, per cui si può giocare tranquillamente anche con l’edizione tedesca; il valore numerico indica anche il numero di carte presenti nel mazzo, per cui ci sarà una carta di valore uno, due carte di valore due, fino a dodici carte di valore dodici, in aggiunta ci sono anche due jolly.
Graficamente le carte sono abbastanza belle, e rappresentano varie classi sociali: dai contadini fino al Grande Dalmuti, passando per cavalieri, sarte e cuoche (e le varie carte non sono completamente uguali, dato che cambiano i colori di alcuni elementi). Se volete giocarci e non siete riusciti a trovarlo, avete due strade: o vi accontentate di giocarci con un normale mazzo di carte francesi (ed in effetti Richard Garfield si è basato su un gioco “tradizionale” che negli gli Stati Uniti ha vari nomi, tra cui “Bum” e “Emperors”), oppure potete ricrearlo fedelmente con tre mazzi di carte francesi (dai dorsi uguali, possibilmente), da cui prenderete dodici regine, undici fanti, e così via, fino a prendere un asso e due jolly.
Tutto il gioco è caratterizzato dalle gerarchie che si istituiscono tra i giocatori con l’attribuzione di vari titoli: inizialmente questa attribuzione avviene in modo casuale, in seguito avverrà in base al successo ottenuto durante la partita. Ogni giocatore estrarrà dal mazzo una carta, che stabilirà la gerarchia per la prima mano, in una partita a quattro giocatori i ruoli saranno, in ordine:
– Grande Dalmuti,
– Piccolo Dalmuti,
– Piccolo Peone,
– Grande Peone.
Se ci sono più di cinque giocatori, si inseriranno tra Piccolo Dalmuti e Piccolo Peone un certo numero di Mercanti, da uno in una partita a cinque giocatori, fino a quattro in una partita a otto giocatori. I giocatori si dovranno disporre intorno al tavolo in ordine di gerarchia, in senso orario a partire dal Grande Dalmuti, che alla fine si troverà il Grande Peone alla propria destra.
Le regole del gioco sono abbastanza semplici: all’inizio della mano il Grande Peone distribuisce in senso orario tutte le carte, iniziando dal Grande Dalmuti, dopodiché si passa alla fase di tassazione, in cui il Grande Dalmuti dà al Grande Peone due carte qualsiasi, e riceve da lui le sue due carte migliori (notate la differenza). Uno scambio analogo avviene tra il Piccolo Dalmuti e il Piccolo Peone, scambio che però riguarderà una sola carta. Tra gli altri giocatori non avviene alcuno scambio di carte.
A questo punto inizia la mano il Grande Dalmuti, che deve mettere sul tavolo un numero qualsiasi di carte uguali, il giocatore successivo in senso orario dovrà rispondere con lo stesso numero di carte, ma di valore inferiore, e così via. Ad esempio, se il Grande Dalmuti apre la mano con tre carte di valore sei, allora un giocatore successivo dovrà rispondere con tre carte di valore cinque, o di valore inferiore. Se un giocatore non è in grado (o non vuole) rispondere, allora salterà quel turno e la parola passerà al giocatore successivo. Se viene effettuata una giocata a cui nessuno è in grado di rispondere, allora il giocatore a cui è tornata la mano potrà ricominciare con una nuova serie di carte.
Lo scopo del gioco è quello di riuscire a scartare tutte le carte che si hanno in mano, il primo giocatore che ci riesce potrà iniziare la partita successiva con il rango di Grande Dalmuti, il secondo sarà il Piccolo Dalmuti e così via, fino al penultimo e all’ultimo giocatore, che inizieranno rispettivamente come Piccolo e Grande Peone. Nella variante giocata a punti, il nuovo Grande Dalmuti riceverà un numero di punti pari ai giocatori meno uno, il nuovo Piccolo Dalmuti ne riceverà uno in meno e così via, fino al Grande Peone, che non riceverà punti.
A questo punto i giocatori dovranno spostarsi per rispecchiare la nuova gerarchia, e si potrà iniziare una nuova mano. Il gioco termina quando si sono giocate le mani prestabilite (si consiglia da un minimo di dieci mani per una partita standard ad un massimo di trenta, per una partita lunga); chi ha accumulato il punteggio più alto è dichiarato vincitore.
La particolarità più innovativa di questo gioco è che le regole autorizzano espressamente un comportamento “vessatorio” dei ranghi più alti nei confronti dei ranghi più bassi, ad esempio le carte vengono sempre raccolte e distribuite dal Grande Peone, il Grande Dalmuti può scegliere la posizione migliore e la poltrona più comoda, mentre i Peone possono essere costretti a servire da bere agli altri o a giocare in piedi. Naturalmente non bisogna esagerare, anche perché nella partita successiva i ruoli possono essere invertiti e le vendette possono essere veramente crudeli, soprattutto quando sono “coltivate” da diversi turni.
Essendo un gioco di carte che si basa sulla distribuzione iniziale, la fortuna gioca un ruolo importante; nonostante questo è possibile riuscire a compensare la sua mancanza con un po’ di accortezza nel gioco; ad esempio, non sempre è vantaggioso rispondere a tutte le mani, soprattutto nei primi giri, e conviene tenere i gruppi migliori per le fasi successive del turno; se si hanno set di carte uguali non è mai buona norma “romperli” per riuscire a giocare carte. Ad esempio, se ho quattro carte di valore nove, e devo rispondere ad una giocata di tre carte di valore dieci, non vale la pena usare solo tre delle mie carte, dato che rimarrei con una carta difficilmente utilizzabile nel proseguo della partita. Si troverà avvantaggiato a questo gioco chi riesce a memorizzare le carte già uscite: non è difficile, soprattutto se ci si limita alle carte di valore più elevato, che sono poche.
Se volete acquistare questo gioco, tenete presente che la versione della Wizards of the Coast non è di facile reperibilità, mentre quella della Amigo si può trovare facilmente nei negozi on-line tedeschi a prezzi veramente bassi (dell’ordine di 5-6 Euro). Oltre alla versione classica la Wizards of the Coast ha realizzato la variante “Dilbert’s corporate shuffle”, in cui le carte ripropongono i personaggi delle strisce di Dilbert (il popolare fumetto di Scott Adams).
In ogni caso, se lo trovate non fatevelo sfuggire, perché non è facile trovare un tale concentrato di divertimento ad un prezzo così basso; e se non riuscite a trovarlo, non sentitevi in colpa di “costruirvelo” con tre mazzi di carte normali; del resto, una volta che sarete il Grande Dalmuti, sarete al di sopra di qualunque accusa.

Andrea Nini

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