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Intervista con gli Steel Flowers

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STEEL FLOWERS are:
Vocals: Alessio D. Riz
Bass: Yano
Rhythm & Lead Guitars: Adriano
Drum: Kiry
Keyboards: Uzzo
Lead & Rhythm Guitars: Gas
Lead & Rhythm Guitars: Alex
 
 
Gli Steel Flowers sono una valida hard rock band milanese nata su iniziativa di Riz e di Yano nel 1999. A un repertorio iniziale di cover dei classici del rock, tra vari cambiamenti nel line up, si affianca un crescente numero di composizioni originali registrate negli anni e autoprodotto in vari promo e album fino al cd “12 tales from the life of Mr. Someone” (Primula records, 2009), acquistabile anche su iTunes e su tutti i migliori portali di musica digitale.

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Davide
 
Anzitutto chi è Mister Someone? Cosa distingue secondo voi un signor Qualcuno da un signor Nessuno o da un signor Tutti?
 
Steel Flowers
 
Il Signor Qualcuno può essere chiunque, proprio perché le tracce dell’album raccontano delle storie o dei sentimenti umani che potrebbero far parte della vita di qualsiasi uomo, dall’amore all’alienazione, alle ansie per il futuro alla rabbia contro le guerre e, perché no, i ricordi di una vacanza divertente.
In fin dei conti, questo signor “Qualcuno” si può assimilare con il signor “Tutti” o “Chiunque”; non è altro che un normale uomo qualsiasi con il suo bagaglio di vissuto e le sue speranze per il domani.
 
Davide
 
Perché la scelta di un genere così ben preciso per esprimervi, l’hard rock?
 
Steel Flowers
 
Non si tratta di una vera e propria scelta, ma di una naturale conseguenza delle nostre esperienze : sebbene tutti noi abbiamo background musicali piuttosto eterogenei, il genere che più ci accomuna è proprio l’hard rock, anche se con diverse sfaccettature ed influenze.
Se proprio dobbiamo parlare di scelta, dobbiamo per forza sovvertire il concetto stesso della domanda dicendo che, in realtà, è l’hard rock che ha scelto noi, e non viceversa.
 
Davide
 
L’hard-rock è anche e ancora un credo musicale ed esistenziale (una volta si diceva che appartenesse al guerriero proletario)?
 
Steel Flowers
 
Diciamo che può essere confortante nonché romantico pensarla ancora in questo modo… in effetti, parlando degli Steel Flowers si possono riconoscere in ognuno di noi sia i tratti proletari (in fondo siamo tutti dei lavoratori salariati, e, a volte, anche disoccupati), sia i tratti guerrieri, perché difficilmente ci arrendiamo alle avversità della vita e cerchiamo sempre di combattere per migliorare sia noi stessi sia ciò che ci circonda.
A ben vedere, direi che questi tratti distintivi traspaiono in modo anche non molto velato dalle nostre canzoni… e se qualche ascoltatore dovesse gradire il messaggio, tanto meglio!
 
Davide
 
Per quanto ormai logoramente noto, uno dei concetti programmatici dell’hard rock era davvero sesso, droga e rock’n’roll.  E’ risaputo infatti che sesso, droga e musica eccitano le medesime zone cerebrali… Riassumete in tre parole altrettanto immediate il vostro?
 
Steel Flowers
 
Divertimento, impegno e pazienza.
 
Davide
 
L’hard-rock si auto-interpreta come musica per maschi o in direzione (patrilineare o patriarcale) uomo-donna (più o meno come il pop è musica per femmine). L’hard-rock è l’unico genere o sottogenere rock a bandire programmaticamente la donna dalla sua interpretazione (dice Tommaso Franci e mi associo). Insomma, l’hard rock è spesso associato a machismo o, in altri termini, a un eccesso di mascolinità, di dominante virilità. Perché?
 
Steel Flowers
 
Innanzitutto dobbiamo considerare che, nonostante i contenuti spesso profondi e toccanti, le modalità espressive dell’ hr sono piuttosto “testosteroniche”, se mi passi il termine : distorsioni, suoni ruvidi, rombanti e taglienti, tempi in battere spesso veloci… è una musica “de panza” o ancora meglio “di basso ventre”, per non usare altre espressioni! C’è anche poi un discorso di immagine : il “vero rocker” è solitamente una persona molto giocosa che ama divertirsi, per questo sul palco gioca a fare il macho, il superduro, “l’uomo che non deve chiedere mai”; l’ascoltatore di hr lo sa bene e si diverte molto : l’uomo si identifica con il personaggio macho e privo di inibizioni, mentre la donna si sente come travolta e posseduta dalla “violenza” con cui il rocker si esprime.
E la cosa più bella, rispetto ai comportamenti artefatti e creati a tavolino solo “per vendere”, tipici di altri generi musicali, è che sia l’interprete che l’ascoltatore sanno bene che si tratta solo di un gioco, un bel gioco che rende il rock ancora più divertente e comunicativo e aiuta a spezzare la monotonia della vita.
 
Davide
 
L’unico hard rock nero di cui si parla è quello dark nichilista, eretico, politicamente scorretto, profanatore eccetera nato con i Black Sabbath e via dicendo. Una cosa che non riesco ancora bene a spiegarmi è perché invece non esista un gruppo hard rock di pelle nera…  Jimi Hendrix, apparentemente il più vicino all’hard rock, oltre che meticcio, non può essere considerato in modo così semplicistico, perché la sua fusione di diversi generi, in cui spingeva alle estreme conseguenze tecnico-formali il rhythm and blues, e il suo innovativo modo di suonare lo chitarra lo portarono ad essere altro da tutto e, soprattutto, uno sperimentatore. Secondo voi c’è un qualche motivo che fa piacere ai bianchi il blues e il rhythm and blues (da cui l’hard rock pure deriva insieme al rock’n’roll, che poi sempre dai neri viene) e che invece non fa piacere l’hard rock ai neri? L’hard rock è bianco? Anzi, WASP “White Anglo-Saxon Protestant”?
 
Steel Flowers
 
Parlando per sommi capi, anche senza scadere nei luoghi comuni, è evidente e sotto gli occhi (o meglio, le orecchie) di tutti come i musicisti neri siano generalmente più espressivi, più creativi ed abbiano un timing e un’interpretazione migliori. E’ ovvio che qualsiasi genere musicale nato in ambienti “neri” sia di più facile presa su chiunque ami ed apprezzi la musica.
Di contro, i generi sviluppatisi in ambienti “bianchi”, peccano in qualche modo proprio sull’interpretazione, sul portamento…
Basti pensare ai Living Colour : loro stessi si definiscono “hard rock”, eppure , essendo musicisti di colore, hanno qualcosa in più; la loro musica, rispetto a quella di altri gruppi hr tradizionali (tipicamente “white”) è più particolareggiata, più ricca, più creativa e… suonata meglio!
Alla fine dei conti c’è poco da fare, è una questione di cultura, di predisposizione : è ovvio e scontato che una musica creata da bianchi non riesca ad avere una particolare presa su un audience “nera”… i neri hanno sempre prodotto musica superiore, è un dato di fatto.
 
Davide
 
Con gli anni 70, l’hard-rock diviene adulto e dà tutto ciò che è in grado di dare. Cosa può dare ancora alle soglie del 2010?
 
Steel Flowers
 
L’hard rock, come qualsiasi altro genere già maturo e sviluppato può dare ancora molto : intanto il cultore dell’ hr non può che essere felice di sentire canzoni nuove e melodie fresche nell’ambito del suo genere preferito, e poi c’è sempre spazio per ulteriori sviluppi, inserendo nuovi linguaggi mutuati da altri generi o esperienze musicali, rendendolo più ricco e complesso pur mantenendo la matrice di base. Insomma, l’hr è ancora adesso un magnifico strumento creativo per provocare emozioni e sensazioni nuove, e resta anche un ottimo veicolo per raccontare e raccontarsi.
 
Davide
 
Quali sono le vostre prossime date per venirvi a sentire dal vivo?
 
Steel Flowers
 
Di sicuro ci potrete trovare il 6 giugno al “Blues House” di Milano, dove terremo il “release party” di 12 Tales from the life of Mr. Someone, mentre, per il futuro, stiamo cercando di organizzare un tour su palchi che abitualmente non frequentiamo, in modo da far conoscere di più la nostra musica ed ampliare la base di sostenitori. In ogni caso tutte le nuove date saranno comunicate sia sul nostro sito internet (www.steelflowers.net) che sulla pagina myspace (www.myspace.com/steelflowers).
 
Davide
 
Long live rock’n’roll… Pare che in media i gruppi hard rock siano i più longevi tra tutti (siamo ormai ai quarant’anni dimostrati di vita media)… E ciò che vi auguro. A’ suivre…
 
Steel Flowers
 
Grazie per l’augurio e alla prossima. E, naturalmente, ti aspettiamo il 6 giugno!

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