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La sanità cubana è la migliore del mondo…

4 min read

Tutto vero, però solo se sei straniero e con parecchi soldi in tasca
Per i cubani vale la regola della carne da macello

Meno male che non sono andato a vedere l’ultimo film di Michael Moore. Ho letto tante recensioni entusiaste e magari la pellicola dirà pure cose giuste, tipo la sanità statunitense fa proprio pena, se non hai denaro non ti muovi, nessuno ti cura e il povero cittadino vale meno di niente. Certo, tutto vero. Non sono andato a vedere il film perché ho letto che Moore prende la sanità cubana come metro di paragone per far capire ciò che non funziona nel suo Paese. Peggiore operazione di demagogia non la poteva fare, solo per strizzare l’occhio alla sinistra più becera e populista. La sanità cubana funziona alla perfezione, ma è proprio come quella statunitense: se hai soldi (e sei straniero) ti curano, ti disintossicano dalla droga, ti fanno anche operazioni estetiche in una stupenda clinica dell’Avana che si chiama Cira García. Se non hai una lira (e sei cubano), ti guardano appena, se hai bisogno di cure ti internano in un ospedale per poveracci, sudicio, senza ventilatori con quaranta gradi all’ombra e privo di attrezzature. Ti tengono dentro un po’ di giorni, poi ti rimandano a casa con una bella ricetta e il consiglio di trovare pesos convertibili (dollari o euro, per chi non conosce la lingua monetaria cubana) per comprare le medicine, ché nelle farmacie cubane non si trovano. Dico questo perché mi trovo a stretto contatto con la meravigliosa sanità cubana, non sono come il signor Moore che va a Cuba in gita di piacere e dopo parla bene di Castro. Vi racconto una storia personale. Forse parlare di casi concreti aiuta più che fare demagogia, magari qualcuno comprende e separa il grano dalla crusca.
Oggi telefona una cugina di mia moglie che vive in Italia, dice che ha parlato con la famiglia a Cuba, aggiunge che la madre di mia moglie ha avuto un principio di peritonite e l’hanno ricoverata d’urgenza in un ospedale per poveri dalle parti di Guanabacoa. Ha rischiato grosso, ma dopo un paio di giorni, visto che non correva pericolo di vita, l’hanno dimessa con una prescrizione medica. Mia suocera deve prendere un medicinale importante per la salute, ma si dà il caso che questo farmaco nelle farmacie per cubani non si trova. Pare che lo vendano solo nelle farmacie internazionali e che vada pagato in divisa, alla modica cifra di 20 pesos convertibili (circa 20 euro). Per noi italiani sembra una cifra irrisoria, ma si dà il caso che mia suocera riscuote una pensione pari a 40 pesos cubani mensili (circa 2 euro). Non si può permettere di comprare una medicina tanto costosa. Per fortuna che è una privilegiata, ha una figlia in Italia che può inviare denaro e magari in un secondo tempo pure le medicine. Mia suocera ha un’altra figlia che vive a Cuba, ma pure lei riscuote uno stipendio statale che si aggira intorno ai 5 euro mensili. Non può spenderne 20 per una medicina e l’unica soluzione praticabile sarebbe quella di prostituirsi con uno straniero per salvare la vita alla madre. Ho provato la stessa sofferenza quando è morto di cancro il nonno di mia moglie e anche allora il meraviglioso sistema sanitario cubano non aveva antidolorifici da somministrare. Sono stato io a sopperire a queste mancanze e a inviare scorte di medicinali ogni volta che potevo. Vorrei che certi comunisti d’accatto provassero certe esperienze prima di continuare a sostenere Fidel Castro. Vorrei anche che il Presidente della Camera dei Deputati si vergognasse per aver fatto gli auguri a un dittatore in occasione del suo compleanno. Bertinotti si definisce comunista, ma non sa niente della povertà e della sofferenza dei cubani che lottano per sopravvivere, altrimenti non scriverebbe a un dittatore che affama il suo popolo.
Il sistema sanitario cubano non è migliore di quello statunitense, perchè funziona solo per gli stranieri e non si preoccupa di realizzare una rete di cura, prevenzione e sicurezza sociale per tutto il popolo. Le cose vanno bene solo per chi possiede dollari, pesos convertibili, divisa internazionale, altrimenti sei soltanto carne da macello.

Sito internet: www.infol.it/lupi
Blog:
www.quasiquasifaccio.splinder.com
Cinema anni Settanta:
http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=84&color=maroon
Oblò cubano:
http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=65&color=blue
Commento alle opere edite a cura di G. Franchi: http://www.lankelot.eu/?p=1754

Tutti i libri di Gordiano Lupi su Cuba, i romanzi di ambientazione caraibica e i romanzi di Alejandro Torreguitart sono conservati presso UNIVERSITY OF MIAMI – CUBAN HERITAGE COLLECTION – c.a. Esperanza Bravo de Varona – Otto G. Richter Library – P.O. Box 248214 – Coral Gables – FL 33124 – 0320 – Phone 305 – 284 – 4900 – Fax 305 – 284 – 4901

3 thoughts on “La sanità cubana è la migliore del mondo…

  1. Buongiorno, mi sono ritrovato, direi per sbaglio dopo aver letto il suo articolo, a leggere appunto di una sua visione della sanità di Cuba ed in generale di altre sue vicissitudini e punti di vista al riguardo. Generalmente non rispondo mai, ma in questo caso mi sento di farlo, soprattutto per chi dovesse malauguratamente inciampare in questa sua testimonianza.
    Io sono stato a Cuba, ovviamente solo in vacanza, e devo dire che oltre all’ambiente accogliente, pulito, disciplinato e sereno ho trovato anche molta cordialità nelle persone.
    Vorrei fare alcune precisazioni riguardo il suo pensiero scritto; durante il mio lungo soggiorno, dove ho potuto apprezzare la cultura e la natura umana del popolo cubano, ho avuto a che fare direttamente con la sanità: mia madre una notte si è sentita male, precisamente ha avuto un blocco intestinale, niente di che fortunatamente e, dopo aver contattato un’ambulanza, è stata trasportata all’ospedale de l’avana, dove è stata curata (con qualche antibiotico) e dimessa dopo un paio d’ore. Un’ospedale pieno zeppo di cubani. Tutti curati gratuitamente e senza distinzione di ceto. Come faccio a saperlo? Molto semplice. Durante l’attesa, ho iniziato ad interagire con alcune persone che, vedendomi un po’ scosso non sapendo ancora che aveva mia madre, mi hanno dato udienza, scambiandoci opinioni. Ed è stata una novità per me, perché da noi in Italia oltre a fregarsene del tuo stato d’animo, ovunque cercano di passare avanti in preda a crisi isteriche. Successivamente alle dimissioni, sono stato invitato ad andare in farmacia per comprare le medicine prescritte. Con prezzi esposti, non ho mai visto le cifre da lei indicate in una farmacia di “lusso” ed io per 4 confezioni tra antibiotici e vitamine all’avanguardia ho speso 0,40 dollari. Ho conservato lo scontrino, portandolo in Italia per avere una prova quando ne avrei parlato ai miei amici, anche se non ce n’era bisogno, visto che eravamo un gruppo vacanza di circa 30 persone.
    Detto questo, come ha lei la presunzione di dire che 20€ per una medicina possono essere, e cito testualmente, una cifra irrisoria per noi? Quanto guadagna lei? Ha un affitto o un mutuo da pagare? Bollette? Tasse? Benzina? Asilo? Assicurazione? O forse lei è uno dei rari italiani che mai si lamenta del caro vita e le va bene pagare le accise su qualsiasi cosa ed arriva senza pensieri a fine mese?
    Il governo degli Stati Uniti d’America, di fronte all’evidenza, si è dovuto arrendere nominando il sistema sanitario di Cuba il migliore al mondo. Lo sa questo? Lo sa che l’istruzione sull’isola è gratuita fino alla laurea? Lo sa che cuba è la nazione con meno analfabeti al mondo? Invece lo sa che qui da noi in Italia per fare un’esame del sangue ci vogliono 30€? Lo sa che qui da noi per una visita specialistica gratuita spesso servono mesi mentre a pagamento te la danno il giorno dopo?
    Mio padre è morto di cancro al fegato dopo un’agonia di 7 mesi. Portato all’ospedale circa due mesi prima di morire perché molto sofferente, è stato dimesso senza visite ne medicinali aggiuntivi perché incurabile dopo 3 giorni ne prescrizioni medicinali di alcun tipo e quindi non vedo particolari differenze con il lutto che ha colpito sua moglie.
    In tutta sincerità poi non ho idea se lei veramente vive in Italia ed è italiano; la sua idea del “chi ha dollari vive bene altrimenti sei carne da macello” può essere benissimo un’aforisma da usare qui da noi, cambiando soltanto la valuta monetaria da dollari ad euro, visto che è senza ombra di dubbio una sacrosanta verità.
    Il fatto che nel suo nucleo familiare nessuno ami la famiglia castro od il sistema politico vigente a Cuba non significa che sia una dittatura come vuol far intendere lei.
    Il suo articolo, fazioso oltre ogni limite, si aggiunge ad altri di qualsiasi natura riguardante qualsiasi argomento, di completa disinformazione, inesattezze e denigrazione che poi le persone leggono e, sfruttando la bassa cultura oggettiva della nostra nazione, spinge il cittadino a pensare ed indirettamente discutere delle presunte mancanze di diritti di un popolo piuttosto di pensare alla mancanza di democrazia dell’Europa.
    La mia risposta alla sua lettera, ci tengo a precisare, esula da qualsiasi preferenza politica ma è stata necessaria affinché chi legge possa avere una versione onesta ed obiettiva della realtà.
    Io non ho lauree, non ho scrivo libri ne tantomeno ho collaborazioni a livello cinematografico, ma sono una persona molto abituata alla sincerità e all’onestà intellettuale.

  2. Buongiorno, noto con molta delusione che, a distanza di 4 giorni, il mio commento in risposta a questo articolo non è stato pubblicato. La cosa mi dispiace molto, ci tenevo che la mia opinione fosse messa in evidenza. Ovviamente parlo senza conoscere tempi e modi per cui un commento possa essere on line, ma in risposta alla democrazia di cui parla questo pseudo giornalista, potrei lasciarmi andare ad una battuta sul caso. Ma siamo a Cuba o in Italia?
    Saluti e grazie per l’omissione

  3. I servizi segreti cubani godono di molte ramificazioni italiane. Ci sono persone che passano il tempo a controllare che cosa si scrive su Cuba e poi mandano mail con lettere dove incensano il sistema. Si tranquillizzi, Alessandro. Non scrivo più di politica cubana. Ogni popolo ha il governo che si merita. E i dissidenti come Yoani Sanchez sono peggiori di chi combattono, perché operano solo per soldi. Ho deciso di occuparmi solo di letteratura, la cosa che conosco meglio.

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