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Assenza di fisicità

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(racconto selezionato dalla giuria per In Xanadu 2 – sezione prosa)

Gli odori si perdono presto. Ombre. Illusori ed effimeri, credi di sentire ancora un’essenza fisica, reale, ma ti confondi presto. Aspirando, sospirando non sai più se stai già cominciando a ricordare. Cerco te, ma tu chi sei.
Le immagini negli occhi, la pelle sulla pelle, rumore sordo di strofinio, le parole nelle orecchie anche in testa che girano senza tregua, e nel cuore.
L’odore no. Speri che le cose, gli oggetti, lo custodiscano, speri che te lo restituiscano quasi intatto, tangibile. Ma le cose non hanno anima, dimenticano l’odore che hanno posseduto e ti tradiscono.
A volte per strada o in un posto qualunque, mentre fai una cosa qualsiasi, un odore venuto da chissà dove ti colpisce, inatteso e insperato. Come un piccolo schiaffo ti sveglia o ti perde,dipende. Ti riporta esattamente la fisicità di ciò che conosci bene, te ne restituisce intatta l’immagine in un incredibile attimo di generosità. E non sai come possa accadere una cosa del genere e mentre aspiri e cerchi è già andato. Un attimo.. poi svanisce di nuovo, di nuovo ti tradisce.
E allora lo cerchi nella memoria, ma l’olfatto è il più bastardo di tutti i sensi, il più faticoso da descrivere, il più difficile da ricostruire e quando ci provi quello che ti rimane è solo una sensazione rabbiosa: la potenza dell’assenza.
Ho preso le lenzuola, ultimo residuo, le ho lavate, le aspiro e sanno di pulito, lo stesso odore di sempre, e il tuo qual è?

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