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Insider

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gioco per 4-8 persone
Autori: Akihiro Itoh, Kwaji, Daichi Okano, Kito Shinma
Editore: Oink Games (www.oinkgms.com)
 
La scatola di questo gioco colpisce per il fatto che sul fronte c’è solo un occhio su uno sfondo rosso fuoco, una grafica un po’ inquietante che rende bene l’idea di un’ambientazione un po’ paranoica ma decisamente astratta: a differenza di altri giochi dello stesso genere (ovvero di comitato, come “Lupi Mannari”), qui i giocatori sono chiamati a ricoprire i ruoli di “Infiltrato” (l’Insider del titolo, che i giocatori dovranno cercare di individuare), di “Master” (che, a differenza del sopracitato Lupi Mannari, può vincere o perdere come gli altri giocatori) e di tanti “Comuni” (che, come suggerisce il nome, sono ruoli senza alcuna particolarità). Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta…
La scatola è molto piccola (tascabile, stessa dimensione di altri minigiochi della giapponese Oink Games), e contiene:
– otto tessere di cartoncino plastificato,
– un mazzo di carte,
– una clessidra (da cinque minuti),
– il regolamento.
I componenti sono pochi, ma ottimi, a partire dalla scatola, robustissima come le tessere e le carte (non vanno manipolate più di tanto, per cui si possono non imbustare). Dato che tutto ruota sulle parole che si trovano sulle carte, conviene giocare con la versione che contiene l’italiano, o con una lingua che tutti i giocatori possono capire. Da quello che ho visto nei negozi online, oltre alle edizioni in giapponese e coreano ci sono due versioni, una con italiano, francese, e tedesco (quella consigliata), e una con inglese, spagnolo, e olandese (su cui si può ripiegare, se tutti conoscono l’inglese).
La preparazione è molto rapida: si mischiano le tessere (master, infiltrato, e tante tessere comune per arrivare al numero di giocatori), e se ne dà una a ognuno, che la guarda, e la tiene nascosta. Il master si rivela, e detta i tempi per la fase successiva. Tutti chiudono gli occhi, il master mischia le carte e ne scopre una, la parola che i giocatori dovranno indovinare è quella indicata dal numero presente sul dorso del mazzo (su ogni carta sono presenti sei parole, e questo metodo permette di risparmiare sul numero delle carte, dato che su 42 carte sono presenti 252 parole, senza dover avere 252 carte). Il Master chiude gli occhi, e chiede all’infiltrato di aprirli e guardare qual è la parola, poi l’infiltrato li richiude e tutti possono riaprirli.
Il master fa partire una clessidra, durante la quale tutti possono fargli domande per cercare di capire qual è la parola. Le uniche risposte che il master può dare sono “sì”, “no”, “non so”, oppure “giusto” quando viene indovinata la parola. Se nei cinque minuti nessuno è riuscito a indovinare la parola, tutti perdono (e plausibilmente si fa un’altra partita). Se qualcuno ha indovinato, il master gira la clessidra, e si inizia una fase durante la quale si può discutere per cercare di capire chi è l’infiltrato.
Al termine della clessidra e quindi della discussione il master chiama una votazione per alzata di mano per decidere se la persona che ha indovinato la parola è o non è l’infiltrato, se la maggioranza vota a favore, possono accadere due cose:
– se il giocatore che ha indovinato è veramente l’infiltrato, il master e i comuni vincono,
– se il giocatore non è l’infiltrato, l’infiltrato vince (è stato condannato un innocente).
Se la maggioranza non è a favore, allora possono accadere due cose:
– se il giocatore era veramente l’infiltrato, l’infiltrato vince (è riuscito a eludere tutti),
– se il giocatore non era l’infiltrato, si procede con una seconda votazione.
Nella seconda votazione tutti indicano la persona che pensano sia l’infiltrato, se la maggioranza indica correttamente l’infiltrato allora il master e i comuni vincono, in caso contrario vince l’infiltrato (se ci sono dei pareggi, dovrà decidere la persona che ha indovinato la parola).
Come vedete le regole sono molto semplici, in pratica sono una variazione del classico gioco delle domande, ma in questo caso il master ha un ruolo decisamente interessante, dato che non deve solo rispondere passivamente, ma (dato che non deve cercare di indovinare la parola) può concentrarsi sul capire chi è l’infiltrato (in base alle domande che fa). Da parte sua, l’infiltrato deve cercare di mimetizzarsi ma al tempo stesso deve cercare di indirizzare i giocatori sulla strada giusta, altrimenti anche lui perde assieme a tutti gli altri, se nessuno indovina la parola (e per evitare di attirare le attenzioni, dovrebbe cercare fino all’ultimo di non dare lui la risposta giusta).
Dopo le prime partite si capisce come il divertimento maggiore si ha quando la parola non è troppo semplice, né troppo complicata: nel regolamento viene anche spiegato come giocare senza le carte, il master deve semplicemente scrivere la parola su un foglio di carta. In più è anche indicata una variante che mette da parte una delle tessere (detta “esiliata”), in pratica si può verificare la situazione in cui nessuno è l’infiltrato, e se i giocatori deducono correttamente che la sua tessera è quella esiliata, vincono tutti.
Se state cercando un’alternativa al classico Lupi Mannari (naturalmente deve piacere il genere), che permetta di giocare anche con un gruppo ristretto di persone, e che sia veloce, semplice, e comunque stimolante, questo Insider si rivela un ottimo titolo. Tra parentesi, potrebbe sembrare strano che un gioco così semplice abbia richiesto ben quattro autori, ma pensando che quattro è il numero di giocatori minimo, è una stranezza pienamente giustificata.

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