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2011
2
Giu

La Ragazza Perduta - Salvatore Mannuzzu

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Pagg.131 Euro 14,00 Einaudi Editore
 
Pubblicato nel 1992, il racconto si chiamava "Dedica"e faceva parte della raccolta "la Figlia perduta",  lo scrittore lo ripropone, oggi,  riscritto, con  il titolo "La cattiva ragazza".  Un libro che Geno Pampaloni defini', al suo apparire, " uno dei racconti piu' intensi e memorabili del Nocevento".  Si tratta di un racconto che un giudice scrive come regalo di compleanno per la moglie e per il loro anniversario di matrimonio , di fatto,  finito.  Un magistrato che , inviato in un'isola,è chiaro il riferimento alla Sardegna, terra di Mannuzzu e alla sua professione di magistrato, che  conduce un' esistenza" grigia e grama".  Tornano, nel racconto,  serate  di freddo e di neve, quando il  giovane magistrato all'inizio della sua carriera arriva dal continente su un'isola. Dentro una precaria camera d'affitto, gli tocca lavorare e soffrire la solitudine. Ma una sera la telefonata di una sconosciuta irrompe nella sua tranquilla,  fin troppo, esistenza umana.  Sembra un errore, uno scherzo, e invece è l'inizio di una relazione. Chi lo chiama è Zezi, una diciassettenne  ("una squaw bambina"), persino bella e a suo modo infelice. Dice che necessita di compagnia, che è sola, che è un po' buttana e continua a telefonargli , fino a proporgli d andare a lavorare nello studio del padre, un magistrato morto suicida. Sfacciata, puerile, ironica, narcisista, un pò folle, ama definirsi una ragazza perduta. Parla sola al telefono, è cresciuta con le tate, nel racconto un ruolo importante riveste Toia,  che ha cresciuto la ragazza. Presto il magistrato non riesce a fare a meno di quelle telefonate e si innamora di Zezi, imbattendosi in una realtà a lui sconosciuta, l'opposto del suo modo di essere, di vivere e, forse per questo,  si sente attratto dalla ragazza. Ma cosa cerca Zezi? Perché vanta amori di ogni genere , perché dice di avere abortito a Londra? La ragazza ha un passato non idilliaco. Morto il padre, la madre si é risposata ed è andata a vivere in California, dietro la sua apparente spensieratezza nasconde un'esistenza tormentata. Deve cercare di recuperare quello che non ha avuto  nell'adolescenza, necessita di protezione, di affetto, di tanto amore.  E' una donna sola e quando fanno l'amore il giudice scopre che è vergine. Il finale è sorprendente. Mannuzzu ci regala una bellissima figura di donna, una storia d'amore tormentata, i rapporti non  idilliaci fra marito e moglie, cercando di esplorare l'animo umano. Si avvale di una scrittura densa di stupore, dolore, sbigottimento, anche se è la malinconia del passato che permea questo romanzo molto poetico.  
 
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:: Giuseppe Petralia
Pubblicista iscritto all'Ordine dal 1984. Sposato, due figli, 47 anni, dipendente del comune di Trapani. Svolge, dal 1981, il ruolo di corrispondente da Partanna (Trapani) per il ''Giornale di Sicilia'', collabora al sito libri.brik.it, cura una pagina di libri sul periodico ''Il Belice'', ha collaborato al sito, oggi chiuso, della scrittrice Francesca Mazzucato e alla rubrica ''I libri della settimana'' curata da Giancarlo Macaluso sul sito de ''Il Sicilia'' anch'esso chiuso. Non si considera un critico letterario, solo una persona che ama i libri.
 
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