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2017
5
Dic

Intervista con Luca Bretta

media 5 dopo 2 voti
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Secondo album di inediti per il cantautore trentino/emiliano che, dopo il grande successo degli ultimi due singoli “Love Adventure” e “Basti Tu” (entrambi più di 100 mila visualizzazioni su YouTube) e gli oltre 200 concerti dal 2012 ad oggi, è pronto a lanciare il nuovo lavoro cambiando totalmente direzione.
 
Genere: pop/cantautorato
Label: All For Disconnected
Novembre 2017
 
 
 
È uscito a novembre del 2017 il secondo album di inediti di Luca Bretta. Il cantautore trentino-emiliano, dopo il grande successo dei suoi ultimi singoli Love Adventure e Basti Tu è pronto a lanciare il nuovo lavoro cambiando totalmente direzione. Come dichiarato da Luca stesso, il nuovo album avrà un'impronta completamente diversa dal precedente album Disconnesso, che dal 2015 gli ha permesso di calcare importanti palchi in apertura ad artisti come Luca Carboni, Noemi, Dear Jack, Francesco Gabbani, Zero Assoluto e molti altri. Luca Bretta vede così concretizzarsi il risultato del lavoro di oltre 9 mesi passati nel proprio studio di registrazione, nei quali ha gestito ogni aspetto artistico e tecnico dei propri brani. Il cantautore si è infatti occupato della realizzazione dell'album, non soltanto come autore (scrivendo testi e musica), ma anche come produttore, esecutore e arrangiatore, fino ad arrivare a curarne anche il sound design e il mixaggio. Un grande lavoro che non può che valorizzare ogni aspetto sonoro di questo nuovo e atteso album, disponibile su tutti i digital stores.
 
Love adventure
Solo per te (Sabato sera)
Basti tu
Niente da perdere
L'1%
Honey
Buonanotte
Giulia
Ho bisogno di te
Pronti ad esplodere
Depression call
 
 
Davide
Ciao Luca. Attivo dal 2007, quindi dall'età di sedici anni, quali sono stati i momenti salienti che ti hanno avvicinato alla musica come musicista e come autore e portato infine all'esordio?
 
Luca
Ciao Davide, sicuramente la mia indole per la scrittura comincia molto prima del 2007. Più precisamente intorno al 1999-2000, quando iniziai ad approcciarmi per gioco alla musica scrivendo testi che parlavano di “amore” per poi cantarli sulle basi strumentali dei videogiochi, registrandoli su alcune musicassette. Dal 2007 in poi tutto è cambiato, ho cominciato a fare sul serio con la mia prima band e sicuramente quello è stato il momento in cui ho capito che avrei voluto davvero percorrere questa strada.
 
Davide
Leggendo il comunicato stampa in merito al tuo nuovo lavoro, si parla di un cambiamento totale di direzione. Ossia?
 
Luca
Esattamente. Ho sempre scritto canzoni piuttosto leggere ed immediate. Stavolta invece ho deciso di guardarmi dentro un po' meglio e riscrivere qualcosa di più profondo, riflessivo, cosa che non ho mai fatto in passato. Mi è piaciuto l’esperimento e sono riuscito a trovare uno sfogo mai provato prima. Così mi sono convinto a pubblicare questo nuovo album ricco di nuove atmosfere.
 
Davide
Il disco è stato realizzato tutto interamente da te, a parte batteria e tromba (rispettivamente di Christian Vincenzi e Sebastiano Giudici). Perché questa scelta?
 
Luca
Ho voluto avere il completo controllo del progetto tra le mie mani. Ho deciso di mettermi in gioco non solo come artista, ma anche come produttore e “tecnico”, dal momento che il mondo della produzione musicale mi ha sempre affascinato molto. È stata una scelta che mi ha permesso di crescere parecchio sotto molti punti di vista. Sono orgoglioso di aver intrapreso questa strada,  accettando ogni pro e contro che ne deriveranno.
 
Davide
Combinazione ieri sera ho visto un film dal titolo “40% - Le mani libere del destino”: in quel caso era il 40% dei lavoratori di una cooperativa sociale di tipo B che ha trovato in essa possibilità di reinserimento al lavoro dopo un passato di emarginazioni e difficoltà di vario tipo. Cos'è invece il tuo 1%, oltre la omonima canzone, ripreso anche nel titolo dell’album?
 
Luca
L’1% è un brano che racconta la storia di un ragazzo che riesce a portarsi a letto una ragazza impegnandosi il minimo indispensabile per ottenere quel risultato, dandole appunto soltanto l’1% di se stesso. Tuttavia la ragazza in questione si innamora di questo piccolo assaggio della sua personalità, dal momento che nessuno prima è riuscito a darle “tanto”. Con questo volevo esprimere il concetto che “L’1%” per qualcuno può essere considerato il 100% da qualcun altro. È raro soffermarsi a riflettere su queste possibilità, ma sono situazioni che a mio parere accadono molto spesso.
 
Davide
Di cosa parlano sopra tutto i tuoi testi? Quali temi sono più presenti nelle tue canzoni?
 
Luca
L’amore è sicuramente in pole position. Non soltanto per ragazze, ma anche per esperienze che ci propone la vita. Inoltre cerco sempre di far arrivare un messaggio che vada oltre al tema “apparente” e “di superficie” delle canzoni.
 
Davide
Quali sono stati gli artisti più influenti? Come li ricordi e dimentichi o metti da parte quando scrivi una tua canzone cercando la tua cifra più personale?
 
Luca
Prendo spunto da tutto ciò che mi circonda, musicalmente parlando, in particolare dal pop internazionale. Non mi pongo mai l’obiettivo di fare musica in funzione di qualcosa o qualcuno, ma dò semplicemente libero sfogo alla mia creatività senza vincolarla a nessun genere o artista attuale o passato.
 
Davide
Colpisce leggere oggi di un singolo che sia stato visualizzato centomila volte, soprattutto le persone della mia generazione, vissute in un tempo in cui si parlava di centomila copie vendute e un solo passaggio nei pochi canali televisivi totalizzava in pochi minuti magari un milione o più di quelle che oggi vengono chiamate “visualizzazioni”. Oltre a ciò va detto che la musica ormai si può ottenere quasi tutta gratuitamente (eccezionali rarità a parte). Basta un software digital audio e un cavetto, o uno dei tanti convertitori tipo Youtube-mp3... Quindi le 100.000 visualizzazioni su YouTube o i 100.000 ascolti su Spotify possono diventare anche 100.000 dischi non venduti. Quali sono i tuoi obiettivi in questa situazione non facile per fare della musica una professione che consenta di viverci?
 
Luca
I miei obiettivi, al momento, sono sono quelli di fare buona musica e di farla prima di tutto per me stesso. Tutto ciò che viene dopo è in più. Se i risultati dovranno arrivare, arriveranno.
 
Davide
La musica è per te estetica o funzione? Quotidianità o trascendenza?
 
Luca
La musica per me è l’insieme di tutte queste ed altre cose. Nella musica è racchiuso il tutto, sia il bianco che il nero.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Luca
Spero di far conoscere la mia musica a più persone possibili.
 
Davide
Grazie e à suivre...
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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