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Intervista con i Sursumcorda

12 min read
 
L'acqua, il cinema, la musica per le immagini: il nuovo disco della formazione milanese raccoglie brani per cortometraggi, documentari e altri lavori visivi. Una struggente raccolta di brani che spaziano tra folk, jazz, musica d'autore e ricerca 
Musica d'acqua: il nuovo album dei Sursumcorda!


A Cup In The Garden
è lieta di presentare:

MUSICA D'ACQUA
Le "immagini sonore" dei Sursumcorda
11 brani – 30 minuti

 
Sono vere e proprie "immagini sonore" quelle che caratterizzano Musica d'acqua, il nuovo album deiSursumcorda"Sculture di note" modellate assecondando la "liquidità" di un suono che solo una formazione così preparata, affiatata ed esperta poteva concepire e realizzare. In questo ultimo lavoro che raccoglie il meglio della più recente attività per il cinema e il piccolo schermo, l'acqua diventa il fil rouge, l'idea-forza che regge l'intera operazione: "Da sempre abbiamo cercato di dare estrema flessibilità al nostro stile – dichiara il gruppo – sia nelle colonne sonore che nelle canzoni. Flessibilità non vuol dire però inafferrabilità, perché pensiamo che la musica, come l’acqua, sia “comprensibile”. La musica applicata alle immagini deve avere la capacità di rendere più efficace il messaggio quindi adattarsi mantenendo una chiara identità, un suo stile. Ogni musicista nel gruppo diventa polistrumentista allo scopo di ampliare il linguaggio musicale, che diventa estremamente fluido".
Musica d'acqua non è affatto un'antologia: i Sursumcorda hanno messo insieme un lotto di brani composti per cortometraggi, documentari e spot di vario genere nell'arco di un anno e mezzo, rivisitando il tutto alla luce della sensibilità attuale, e lavorando a un'idea di musicalità ampia, sfaccettata e policromatica, da piccola orchestra. Non è un caso che, mai come questa volta, i Sursumcorda valorizzino ancora di più la loro disponibilità ad un organico aperto: folk, jazz, world music, scrittura d'autore e di ricerca, strumenti occidentali e orientali, popular e tradizionali, acustici ed elettronici, convivono in 11 brani dalla raffinata filigrana. Tra i pezzi spiccano le musiche realizzate per due cortometraggi che hanno fatto molto parlare di loro: il pluripremiato Francesco e Bjorn di Fausto Caviglia (migliore colonna sonora a Corti d'autore 2012 e Raccorti Sociali 2011) e Amir di Jerry D'Avino (attualmente in concorso al David di Donatello).
Musica d'acqua arriva in un periodo particolarmente fortunato per i Sursumcorda, che hanno trascorso un 2012 ricco di concerti su diversi tipi di palchi, dai teatri alle grandi platee all'aperto. Formazione con un passato da buskers e un presente di particolare attenzione a una musica libera da convenzioni e schemi, i sei lombardi vivono il live come ulteriore strumento per affinare il proprio rapporto con l'immagine, come ribadisce l'atmosfera struggente e levigata del nuovo album. Dichiarano i musicisti: "Per noi è fondamentale capire nei live se l'emozione che abbiamo provato nella fase di composizione sulle immagini è percepita anche dal pubblico. È davvero una sorpresa quando scopriamo che oltre ad aver provato le nostre emozioni, chi ci ascolta ne aggiunge altre: significa che il tentativo di “far viaggiare” con la musica è riuscito"
A Cup In The Garden:
Synpress44 Ufficio stampa:
http://www.synpress44.com
 
 
 
Bio
 
Nati come buskers, decisi nel costruire un nuovo stile musicale che fonda le sue basi sull’interazione tra musica, cinema, arte e cultura, i Sursumcorda realizzano dal 2007 ad oggi sei dischi e più di dieci colonne sonore destinate a documentari, spot e piccoli film grazie ai quali ottengono due premi come migliore colonna sonora a Raccorti sociali (Francesco e Bjorn di Fausto Caviglia) e a Corto d’autore (Amir di Jerry D’Avino).
Dopo un grande successo di pubblico e critica per il doppio album La porta dietro la cascata, i Sursumcorda si lanciano a capofitto nella realizzazione di un nuovo album. Musica d’acqua vede la luce nel marzo del 2013, dopo un tour di oltre 40 concerti in teatri, piazze, spazi culturali, espositivi e museali, conclusosi con un concerto in Piazza Castello a Torino per la festa del 25 aprile e un concerto nel prestigioso Piccolo Teatro di Milano, confermando grande flessibilità e novità nella proposta musicale e spettacolare.
Musica d’acqua
È un disco strumentale che contiene estratti di colonne sonore originali il cui filo conduttore è l’acqua. All’interno musiche estratte dalla colonna sonora del pluripremiato Francesco e Bjorn di Fausto Caviglia, insignito due volte come migliore colonna sonora, e di Amir, piccolo capolavoro cinematografico del regista Jerry D’Avino, attualmente in concorso al David di Donatello. Il disco nasce dall’interazione di 11 musicisti di estrazione musicale e culturale molto eterogenea, a ribadire lo stile che ha contraddistinto anche i precedenti lavori dei Sursumcorda.
 
 
Musica d'acqua
È il brano che dà il titolo al disco, quello più “ruvido”. Le chitarre classiche sono strappate e trascinate da un tango di colpi di cajon, mentre gli archi anticipano l'oriente.
 
Entropia
Rudimentale e storica discesa in acqua verso l'abisso entropico, alla ricerca dell'occidente.
 
Amir
Crepitii di vinile mescolati a sintetizzatori, viole e immersi in un liquido amniotico. È il tentativo di percezione dell'esterno per via osmotica, passando  dalla rarefazione alla definizione. Il pianoforte prepara i frammenti di ciò che succederà. Tutto diventa disperatamente maturo.
 
The promise of the merrow (La promessa della sirena)
Intrecci di chitarre alla “vecchia maniera Sursumcorda”, mentre un violino intona un canto di sirene.
 
Miraggi
I deserti si assomigliano e si trovano ovunque, come i miraggi. È il brano maggiormente “world” del disco: la bena cun zucca (Sardegna) si fa accompagnare dal dulcimer (Irlanda – Romania) e dal berimbao (Africa – Brasile) che danno il portamento. Uno sfondo sul quale il Guzheng (Cina) si libera sulla sua scala naturale, assieme al contrabbasso e alla viola.
 
Francesco e Bjorn
La storia di Francesco raccontata in un tema struggente, ma solare e consapevole al tempo stesso.
 
Il sogno di Amir
Un altro brano “world”. La viella (Asia – Europa) è sabbiosa, strappata su scale orientali mentre dialoga con un guzehng. Le chitarre classiche riportano tutto in occidente, mentre gli archi deviano ancora verso oriente.
 
Red Floyd
Titolo curioso. Nel lettore Cd giravano i Pink Floyd. Il colore trasmesso dal brano però tendeva al rosso. Un esperimento, un “road movie” di timbri eterogenei, potremmo essere in America: banjo, chitarra, contrabbasso e batteria si accordano e creano un tappeto sul quale arriva l'Hammond… ma la tromba dialoga stranamente con una viola d'amore di passaggio (Italia 1700).
 
Tang Lang
Rivisitazione di The promise of the merrow nella quale guzehng, arpe e udu spostano l'ambiente.
 
La scatola
Costruito intorno ad una scatola ikea®.
 
Behind a dripping window (Dietro un finestra gocciolante)
Danze di gocce sui vetri. Il salterio zampilla sull'arpeggio di chitarra classica, il freddo è in contrasto con il calore delle orchestrazioni, mentre il contrabbasso insiste sull'accavallarsi dei pensieri.
 
Giampiero Sanzari: chitarra classica, basso acustico, salterio, kalimba, sansula, xilofono, sintetizzatori.
Piero Bruni: chitarra classica, chitarra acustica, dulcimer, flauto a becco, banjo, kora.
Emanuele “Manolo” Cedrone: percussioni, mandolino, salterio.
Fabio Carimati: batteria.
Simone Rossetti Bazzaro: violini, viole, viola d’amore.
Alessandro Porro: contrabbasso.
Giulio Pomponi: pianoforte.
Aimone Gronchi: viella.
Alessandro Coppola: guzheng.
Raffaele Kohler: tromba.
 
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Sursumcorda. Cominciamo dal vostro nome: “In alto i cuori”… ma anche una predilezione per i cordofoni, più presenti rispetto ad altra strumentazione. Perché?
 
Sursumcorda
Ciao Davide. Il nostro nome trae origine più dal detto popolare che da quello latino. È come dire non “giù di corda”, ma “su di corda”, quindi è l'aspetto della positività del messaggio quello a cui teniamo di più. Inoltre, come dici tu, i cordofoni la fanno da padrone nel nostro stile anche se non disdegnamo l'uso di ottoni, di percussioni o addirittura di sintetizzatori, in buona sostanza di tutto ciò che serve per dare completezza a brani e orchestrazioni.
 
Davide
Perché la musica e l’acqua a comporre il titolo del disco?
 
Sursumcorda
L'acqua è il filo conduttore dei brani del disco ed è anche l'elemento che caratterizza il nostro stile, che ha nella forte adattabilità alle immagini e nella capacità di far viaggiare attraverso i continenti la sua principale caratteristica.
 
Davide
L’acqua è simbolo della vita stessa. E la musica, invece, è secondo voi altrettanto importante, vitale per l’uomo e l’umanità? A cosa serve la musica è una domanda che pongo spesso a chi ne compone e ne suona… Soprattutto di questi tempi “assordanti” in cui il suono artefatto invade e pervade ogni attimo e ogni angolo di casa e del mondo…
 
Sursumcorda
La musica può avere tanti scopi, la musica è ovunque, e nasce prima della comparsa dell'uomo, se intendiamo per linguaggio musicale anche l'insieme dei suoni della natura. Conosco alcune persone che non sentono musica per propria indole, ma prova ad immaginare un mondo senza musica per tutti, sarebbe come un film fatto di sole parole e rumore, i silenzi potrebbero diventare ancora più assordanti.
 
Davide
Perché avete scelto di lavorare soprattutto applicando la musica alle immagini, siano di un film, di un documentario o di uno spot? E perché invece avete scelto di lavorare poco o nulla con la parola, recitata o cantata?
 
Sursumcorda
Dopo il disco doppio “La porta dietro la cascata”, fatto per metà di canzoni e per metà di strumentali, abbiamo deciso di far uscire un disco strumentale che raccogliesse quanto fatto nel corso di un anno  e mezzo, dopo un tour di 40 concerti e due premi vinti come migliore colonna sonora a Raccorti Sociali 2011 e a Corto d'autore 2012 con (Francesco e Bjorn di Fausto Caviglia) era doveroso dare corpo in un disco a idee e lavori che ci hanno dato molte soddisfazioni. Abbiamo comunque sempre lavorato in modo parallelo sia con le canzoni che con la musica per le immagini, decidendo di volta in volta in base alle priorità.
 
Davide
Che significato ha per voi mischiare sonorità della più diversa provenienza geografica e storica, come – a esempio – un berimbao brasiliano a una bena sarda e a un dulcimer irlandese? Oppure di un guzheng cinese a un tamburo udu africano (bellissima, per altro, Tang lang)?
 
Sursumcorda
Da sempre utilizziamo un gran numero di strumenti molto eterogenei per luogo e nascita, addirittura accostando strumenti cosiddetti “nobili” come viola e violino a strumenti rudimentali di origine africana o brasiliana. Tutto nasce dall'idea che ogni strumento a una sua voce che, anche quando è elementare, ha insieme la forza di far viaggiare e la forza della coralità. In particolare “Miraggi” è il brano che esalta l'eterogeneità dei timbri a livello massimo. La bena cun zucca è uno strumento inventato dai pastori sardi, dà un senso di solitudine, che si sposa alla perfezione con la sensazione di spazio aperto generata da minimali intrecci di dulcimer, berimbao e salterio. In “Tang Lang” invece il Guzheng del bravissimo Alessandro Coppola reinterpreta in chiave orientale “The promise of the merrow”. 
 
Davide
A proposito di strumenti musicali… La scatola? È così intitolato perché la percussione suonata nel brano è davvero una scatola dell’Ikea?
 
Sursumcorda
Si è proprio una scatola Ikea. Il brano nasce per uno spot per un seminario su i corti sociali organizzato da Cosma Ognissanti e Cesvot. Nello spot una ragazza estrae degli oggetti da una scatola di cartone. La scatola è l'elemento principale del video e del brano, quindi ne abbiamo cercata una che avesse un bel suono “cartonato”, quella dell'Ikea ha vinto su tutte le altre..
 
Davide
È stato calcolato che nell'acqua la velocità di propagazione delle onde sonore è di 1480 m/s, mentre nell'aria è di 340 m/s… Eppure l’acqua è spesso associata al silenzio, a creature mute, megattere e cetacei notoriamente a parte… A proposito delle megattere i bioacustici marini hanno registrato più volte canti in tutto ugualmente ricantati e lunghi anche 10 o 20 minuti… Come avessero un loro vero e proprio repertorio musicale che si ricantano. Tutto questo mi è venuto in mente guardando la copertina, da un acrilico su tela di Franco Sumberaz… Cosa sono per voi il suono e il silenzio?
 
Sursumcorda
La propagazione del suono d'acqua ha ispirato uno dei brani più delicati del disco: “The promise of the merrow” (La promessa della sirena). Il suono degli esseri che vivono in acqua sono qualcosa di incredibile e insondabile, tant'è che nel brano abbiamo lavorato e messo in nota con un sintetizzatore il canto di un delfino che si fonde col violino. L'opera di Franco Sumberaz ci ha ispirato inoltre in tutta la lavorazione del disco, dal momento in cui abbiamo deciso da subito che rappresentava alla perfezione il senso più intimo del disco.
Credo che il silenzio assoluto non esista, c'è sempre qualcosa che emette un suono anche se vivessimo in una stanza perfettamente insonorizzata, sono sicuro che, dopo qualche tempo, l'udito diventerebbe così fine da percepire anche un micro spostamento dell'aria.
 
Davide
Si stanno facendo molte ricerche sul suono delle cellule, quasi – potrei azzardare – il suono più profondo e segreto della vita. L’Università della California e quella di Bologna, per esempio, stanno lavorando a esperimenti pilota che potrebbero portare a differenziare le cellule staminali attraverso l’uso di suoni specifici. È stato infatti dimostrato che le cellule, i suoi organuli, DNA, tubuli e filamenti, nel corso della loro attività metabolica, pulsano e oscillano producendo onde meccaniche che generano frequenze sonore e fenomeni di risonanza con le altre cellule. L’onda sonora passa quindi da una cellula all’altra, persino più rapidamente dei messaggi chimici.
Che influenze, immediate e/o profonde, cercate di trasmettere in chi ascolta la vostra musica? Che tipo di messaggio, di emozioni…?
 
Sursumcorda
Le emozioni sono soggettive, quindi una stessa fonte sonora può creare emozioni diverse in soggetti diversi. Non è possibile prevedere la reazione di un ascoltatore perché la sua abitudine all'ascolto è il risultato delle proprie esperienze di vita. Noi conosciamo bene le nostre emozioni, ma non è detto che coincidano con chi ci ascolta, anche se speriamo che almeno in parte succeda. Se volessimo capire a livello biochimico, in modo più o meno assoluto, che sensazione provoca una musica piuttosto che un'altra, forse bisognerebbe usare come campione neonati o bambini molto piccoli, che hanno reazioni naturali e spontanee.
 
Davide
Una parte di voi si è dedicata al “polistrumentismo”. Chi suona sa bene come una musica sia differente quando è suonata con uno strumento piuttosto che un altro. Ciò che si può suonare in modo bello e suggestivo con un guzheng o una kalimba potrebbe diventare poca cosa, se non brutta del tutto, al pianoforte o con una tromba. Cosa significa imparare a suonare e usare più strumenti e quanto incide sul processo compositivo?
 
Sursumcorda
Essere polistrumentisti significa avere una visione più ampia della musica intesa come linguaggio tra i linguaggi. Incide molto sul processo compositivo perché aumentano le possibilità di cambiare le ambientazioni e di scegliere lo strumento migliore per esprimere determinate melodie.
 
Davide
Ascoltandovi, pur con differenze, ho pensato anzi tutto a Simon Jeffes. A quali altri musicisti o gruppi vi sentite più affini?
 
Sursumcorda
I Penguin Cafe Orchestra di Simon Jeffes sono molto bravi e versatili, ci hanno affiancato però anche a molti altri bravi autori (davvero molti, ho qui una bella lista!). I Sursumcorda però, come hanno scritto in molte recensioni, non hanno un riferimento preciso perché ogni musicista ha il suo background musicale e quindi porta in dote, attraverso le proprie dita, il suo stile che si fonde con quello del gruppo.
 
Davide
Spesso la musica mi porta via come fa il mare, scriveva Baudelaire. Dove vorreste che vi portasse in futuro e dove vi ha già portato?
 
Sursumcorda
La nostra musica ci ha portato fisicamente in molti posti, abbiamo viaggiato vivendo di musica già come buskers e abbiamo continuato a viaggiare sui palchi di molte città, palchi eterogenei come i nostri strumenti: teatri, piazze, circoli, addirittura spazi museali.
 
Davide
A seguire?
 
Sursumcorda
Dopo questo quinto disco ufficiale, continueremo a crearne altri, finché ne avremo le forze, grazie a questi continueremo a viaggiare.
 
Davide
Grazie per l’intervista e per la bella musica che ho potuto ascoltare in questa occasione. À suivre…
 
Sursumcorda
Grazie a te per la chiacchierata, speriamo di rivederci in qualche parte del mondo.

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