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2012
5
Nov

Intervista con Dainocova

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"Fuga Da Scuola", in uscita il 18 Settembre 2012 in cd e formato digitale, da Moka Produzioni / New Model Label
 Primo video: "Perso In Campagna"http://www.youtube.com/watch?v=NIikhnUlAcE
 
 
 
Dainocova è il progetto solista di Nicola Porceddu, cantautore, batterista e sperimentatore.
 
Dopo aver suonato e collaborato con svariate band della scena indie sarda tra cui Trees of mint, Malatroxia, Diverting Duo, nel 2003 Nicola decide di allontanarsi temporaneamente dalle altre band ed inizia ad esibirsi sotto il nome d’arte Dainocova. Fino al 2008 viaggia per l'Europa dai Paesi dell'est fino a Parigi, passando per Vienna e la Germania. Successivamente si trasferisce per un anno in Australia, per due ad Atene e infine a Torino, continuando a comporre, affinando le tecniche e dedicandosi anche alla pittura per completare il proprio immaginario.
“Fuga Da Scuola” è il suo primo disco in studio, è stato registrato presso lo Sleepwalkers studio, ex location storica dell'Here I Stay festival e locale che in Sardegna per anni ha ospitato alcuni tra i migliori nomi nell'ambito indipendente sia a livello nazionale che estero.
Prodotto da Dainocova e registrato da Gabriele Boi (ex Rippers, Mojomatics) il disco è stato successivamente missato al Natural Head Quarter di Manuel Fusaroli (Max Stirner).
 
Tracklist: 1 Sirene e acciughe/ 2. Inverno contro tutti / 3. Stessa Compagnia / 4. Perso In Campagna/ 5. Proprio strani/ 6. Occhi da minatore/. 7. Caccia alle farfalle/ 8. Il tempo di un toast/ 9. Sulla Luna
 
 
Intervista
 
Davide
Ciao Nicola. L’album segue il singolo di quattro brani, come al modo dei vecchi “q-disc” “Ultimo banco”, a cui ora se ne aggiungono altri cinque. L'entusiastica Fantasia ha sempre marinato la scuola, affermò William Hazlitt. Perché lo hai intitolato “Fuga da scuola”? Tu da quale scuola rifuggi o prendi le distanze?
 
Nicola
Si esatto, per certi versi credo sia inconciliabile coltivare la fantasia e apprendere tramite un percorso di studi diciamo standard, le storie migliori le ho sempre scritte di nascosto durante lezioni preparate a stampino dai professori.
La scuola è una istituzione e come tale è facile aver voglia di andarci contro o scansarla. C'è chi è fatto per fare il primo della classe e chi è fatto per attaccare gomme da masticare nel registro di classe, cosi in musica, nell'arte, nella vita.
Io sinceramente mi annoio di fronte ai professori, ai primi della classe e ai cosiddetti “arrivati”  in musica, nell'arte e nella vita.
Il titolo  puoi anche considerarlo una suggestione che suona bene.
 
Davide
Perché la musica? Quando e in che modo hai iniziato a coltivare il desiderio di farne e di scriverne?
 
Nicola
La musica è un elemento naturale in cui stavo fin da piccolo; stereo, vinili, mio padre era un appassionato, lui ha pagato le prime conseguenze del mio avvicinamento alla musica.
Quando da bambini si facevano le bancarelle per la strada vendendo oggetti usati io non avevo mai niente da vendere, allora presi 50 dei suoi 45 giri “titoli come Jimi Hendrix, Black Sabbath, Led Zeppelin” e li vendetti a un passante che incredulo me li comprò immediatamente, chiaramente successe il finimondo e alla fine mio padre li riebbe indietro.
Decise allora una punizione terapeutica, mi fece ascoltare “Pinball Wizard” degli Who e funzionò, avevo 10 anni credo, qualche hanno piu tardi cercando di inventarmi una chitarra elettrica, usai la sua classica amplificata tramite una cuffia direttamente nell' impianto hi-fi, distrussi tutto, punizione meno terapeutica direi questa volta ma poco tempo dopo mi regalò la prima chitarra elettrica.
A scrivere canzoni ho iniziato intorno ai 15/16 anni, dai 24 in poi ho iniziato a migliorare, ne ho scritto e cestinate centinaia. Oggi la musica è un grande amore, ne ascolto tanta, il perché la faccia io invece non ha ragioni precise, ogni tanto me lo chiedo, forse perché mi permettere di esplodere, di buttare tutto fuori, odio rimanere in silenzio. 
 
Davide
Cantautore, batterista polistrumentista e sperimentatore. Cosa vuol dire per te sperimentare, ricercare?
 
Nicola
Ci sono due componenti per cui “sperimentatore”… una per certi versi è più una questione stilistica, è come un timbro che metta dei paletti per delimitare dal  solito pop-rock.
Ho avuto vari progetti e ora faccio spesso della musica strumentale che ovviamente parte da una sperimentazione, successivamente viene naturale darle un senso o una forma, forse questa seconda fase si può considerare ricerca.
In questo disco direi che la fase di sperimentazione si è concentrata principalmente sui testi, nei prossimi lavori ho intenzione di gestire diversamente la parte musicale .
  
Davide
Parlaci dei musicisti che hanno collaborato e come in questo tuo disco, ma anche di Gabriele Boi e Manuel Fusaroli.
 
Nicola
La band con cui ho registrato è un band che si è formata man mano: abbiamo iniziato con Andrea Siddu il Batterista, grande uomo dai mille progetti, abbiamo fatto una serie di live in duo, chitarra, voce e batteria minimale, man mano che la cosa girava si sono aggiunti Anche Luigi Zoccheddu al basso e Luca Gambula alla chitarra elettrica, ci conoscevamo appena e siamo diventati presto amici, abbiamo fatto un po’ di live e quando ci siamo sentiti pronti siamo entrati in studio.
Diciamo che non ho una band fissa, ruotano attorno al progetto sempre diverse persone anche perchè spesso siamo sparpagliati in diversi territori e abbiamo bisogno di una certa programmazione per fare dei tour, attualmente  collaboro con Mirco Pilloni che è un polistrumentista con cui facciamo un bellissimo live, comunque sia ne faccio sempre da solo anche perché è così che la maggior parte delle persone mi hanno conosciuto e si sono avvicinate alla mia musica.
Con Gabriele ci conoscevamo da un po', lui era il padrone dello Sleepwalkers, un locale dove si andava spesso, una volta durante una serata mise una mia demo, mi sentii maledettamente imbarazzato da quel fuori programma, poco dopo si avvicinò dicendomi “beh lo registriamo il disco?”, li per li rimandai per un annetto poi tornato da Torino mi ci buttai dentro, da Manuel Fusaroli ci sono arrivato tramite Gabriele, ha curato il missaggio e premaster.
 
Davide
Hai viaggiato e hai vissuto in molti luoghi del mondo. Perché a un certo punto hai lasciato la Sardegna e perché hai scelto infine di fermarti, o almeno per ora, a Torino?
 
Nicola
Io in Sardegna ci sto molto bene e la amo ma è necessario spostarsi per conoscere nuove cose, migliorarsi e perché no portarle dietro e integrarle, è un’isola molto dedita alla cultura e allo spettacolo ma la gente continua a puntare su industria e l'estrazione delle materie prime, non ha ancora capito che la soluzione è veramente a portata di mano e potrebbe farlo senza distruggere l'ambiente o regalare la terra in cambio di un finto e temporaneo benessere.
Il fattore che porta al muoversi via dall'isola credo sia una sorta di saturazione che sfocia in una temporanea forma di odio e rigetto, una cosa tutta isolana questa, ne ho preso coscienza parlando con due colleghi, uno irlandese e l'altro jamaicano,  c'era molta sintonia, tre caratteri diversissimi ma veramente vicini nelle fughe dall'insularità compresi i successivi rientri in ginocchio davanti alla propria amata.
A Torino ci ho vissuto per un periodo, ora vado e vengo a seconda degli impegni, è un bel posto, ho tanti amici, ci sono anche i demoni se li vuoi vedere e c'è una bella scena musicale.
 
Davide
Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone (John Steinbeck). Come i tuoi anni di viaggi hanno influito sulla tua musica? Cos’è per te il viaggio?
 
Nicola
Mi piace molto viaggiare ma è necessario un certo equilibrio, cosa non facile.
Il viaggio per me è piu un flusso dove stato mentale e fisicità si incontrano in  un ritmo sinergico, i pensieri vanno a tempo con i piedi e il cuore.
Se il viaggio è duro o problematico entrambe gli elementi si rilasciano a vicenda per dare massima flessibilità ma senza mai perdere elasticità.
È molto romantico viaggiare, ti può portare a pensare tante cose e darle una forma poetica ma i viaggi fanno le persone solo se queste hanno un certo stato mentale, si potrebbe anche camminare per 2 anni e venire colpiti nel profondo da una banalità incontrata nel cammino o addirittura solo al ritorno a casa.
Sulla musica non so dirti sinceramente, è probabile che gli stati d'animo da viaggiatore o post viaggiatore abbiano influenzato pezzi come sirene e acciughe, stessa compagnia, inverno contro tutti e altri fuori dal disco però parlando proprio di canzoni spesso ho la sensazione che siano gia pronte e il viaggio possa solo accelerare o rallentarne l'uscita.
 
Davide
C’è stato in questi ultimi anni un ritorno al genere “cantautore” (se ha senso ancora questa definizione), specialmente a Torino. Cosa ne pensi?
 
Nicola
Penso che in buona parte il ritorno al “cantautorato” non sia altro che il ritorno alla canzone in genere, le nuove tecnologie hanno permesso a chiunque di mettere su quattro accordi scrivere e cantare un testo, poi il fatto che si rimanga da soli per continuare a cantarle non fa certo il cantautore, quest'ultimo è una persona con un urgenza enorme di stendere la sua linea di pensiero, vivere raccontando e criticando la società contemporanea con le sue controversie e le sue fascinazioni.
Io non ho questo tipo di urgenze ne ho altre più grette e altre più trascendentali quindi non mi ritengo un cantautore anche se mi piace molto cantare e suonare quello che scrivo.
A Torino ci sono alcuni bravissimi cantautori che stimo molto come Matteo Castellano e Stefano Amen, Altri come Alessandro Romeo in uscita per la mia etichetta Moka Produzioni o altri come Cane e Deian che scrivono pezzi molto belli, ce ne sono tantissimi altri e Torino si sta proponendo come fucina da questo punto di vista ma a parte i pochi citati il resto per me è troppo  cabarettistico o suona troppo chansonnier.
 
Davide
Cosa vuol dire “Dainocova”? Come e perché hai scelto questo pseudonimo?
 
Nicola
È un personaggio di un mio romanzo giovanile, non vuol dire niente in particolare ma ha un sacco di elementi se ci pensi e lascia spazio all'immaginazione, alcuni amici hanno iniziato a chiamarmi così e io mi sono limitato a fare una ricerca su google per verificarne l'inesistenza e scriverlo sui manifesti ogni volta che suono, ora però tanta gente mi chiama direttamente Daino.
 
Davide
Tuo il disegno in copertina (leggo tra l’altro che un’altra tua passione è la pittura). È forse un fenicottero che sta per spiccare il suo bellissimo volo, in un decollo che avviene dopo una corsa sul pelo dell'acqua?
 
Nicola
Si, l'ho fatto qualche anno fa quando stavo in Grecia, proprio là ho visto un livello altissimo, giovani pittori che si sbattono per anni studiando e che fanno dei lavori bellissimi, niente da invidiare alla Germania, la Francia o gli Stati uniti, vedere così tanta roba mi ha ispirato ma proprio la ho deciso che non mi sentivo all'altezza e ora la considero una pura passione privata.
 
Davide
Il dolore fa il poeta; ma la gioia fa il pittore?
 
Nicola
Io personalmente ho iniziato a dipingere per dolore, quando quel dolore è passato ho smesso temporaneamente di dipingere.
Potrei dire che fondamentalmente con certezza è una questione di approcci personali, a grandi linee direi che la poesia, spesso e volentieri può sfociare nel puro egocentrismo, riaprendo e giocando con vecchie ferite, privandosi così di un elemento importante come l'ironia, la pittura invece è sicuramente più curativa perché rende esteti e fortemente narcisisti, per cui è più semplice gioire di una cosa che ha preso forma e colore non facendo più parte della propria essenza metafisica, c'è una sorta di liberazione dietro la pittura.
 
Davide
Qual è il tuo obiettivo musicale o artistico primario?
 
Nicola
Un tempo divertirmi per poi morire in maniera eroica e esemplare ma ora che mi sono accorto siamo tantissimi bisogna darsi una mossa, vorrei lasciare più tracce possibili, ricavare un mio spazio con una discografia, curare tutte le mie passioni artistiche e naturalmente dare agli altri quello che voglio ricevere.
 
Davide
Cosa farai prossimamente per promuovere il tuo lavoro?
 
Nicola
Ancora un po' di promozione tramite riviste blog e radio, il video di un altro singolo, qualche promo live, un tour solo da gennaio per l'Italia e in primavera invece con Full Band.
 
Davide
Grazie Daino e à suivre…
 
 

 

 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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