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2012
28
Mar

Intervista con Fra Diavolo

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Il disco di debutto del cantautore torinese su Itunes ed in tutti gli store digitali
Era un Andrea qualunque che passa le sue giornate a strimpellare la chitarra su vecchi dischi di Jazz. Accadde che la sua donna, stanca di una mente disordinata, cercò sfogo nello scrivergli un messaggio con il telefono:  ho dimenticato, la pecorella… Fu la scintilla che risvegliò la sua vena compositiva, come un taglio mentre ci si fa la barba, gli sgorgarono le note della sua prima canzone. Rotti gli argini, bastò assecondare le melodie che  risuonavano nella sua testa per confezionare il repertorio del debutto da cantautore. Ma chi andrebbe a sentire un Andrea qualunque? Il nome d’arte “Fra Diavolo” gli viene donato durante la visione mistica dell’omonimo film, da Stanlio e Ollio che gli lasciano un grande insegnamento: “Ridendo”… Potete incontrarlo in giro per la sua città Torino, quasi sempre accompagnato dal suo alter-ego Armandino, lui vi dirà che è un cane: non ci credete!
Fra Diavolo – una presentazione in breve:
Nove brani originali composti da Fra Diavolo che vanno dallo swing, alla bossa nova al reggae fino al blues dei locali fumosi della New Orleans dei tempi d’oro. Canzoni sincere ispirate alla vita di tutti i giorni, composte fischiettando in macchina o al parco portando Armandino a fare la pipì. Il disco è stato registrato al GARAGE ERMETICO di Collegno da Cristiano Lo Mele (dei Perturbazione, chitarra e mandolino) e Stefano Danusso (basso, chitarre, effetti) avvalendosi della partecipazione di Walter Piatesi (Totò Zingaro), Enrico Allavena e Paolo Parpaglione (Bluebeaters), Ivan Bert (The Sabaudians), Enrico Allavena (trombone), Paolo Parpaglione (sax, flauto traverso), Domenico Graglia (theremin), Alex Baracco (basso), Fabrizio Sanna (batteria), Deian Martinelli (tastiere e synth), Luigi Bonizio (seconda voce e kazoo).
Attualmente si esibisce dal vivo accompagnato da Walter Piatesi alla batteria, Marco Segreto (The Chicless, Eugenio Rodondi trio) al basso e contrabbasso, Morris Gasperini (Nigloswing) chitarre, Tiziano Di Sansa (Ossi Duri, Daniele Li Bassi ) sax tenore.
 
Armando sta crescendo
1.            Ballata di un insetto
2.            Cavoli
3.            Ho dimenticato
4.            Ridendo
5.            Il sogno di Max
6.            Nocciolina
7.            Ettore
8.            Lamento a Manhattan
9.            Nottetempo
 
 
Davide
Ciao Andrea. Quando e come è nata la tua passione per la musica, quando hai cominciato a suonare?
 
Andrea
Ciao Davide, credo di eserci nato con questa passione. Ricordo che a sei anni i miei mi regalarono una chitarra giocattolo e io mi arrabbiai perchè non suonava. Quando poi mi comprarono la chitarra vera sfiniti dai miei capricci, iniziai ad assillarli perchè mi mandassero a lezioni, consapevole di non essere in grado di suonarla come avevo visto fare all'oratorio.
A soli otto anni ho iniziato a prendere lezioni di chitarra classica per poi arrivare a diciassette ad iscrivermi alla scuola civica di Torino per seguire i corsi di chitarra jazz con il maestro Mario Petracca.
 
Davide
Quali esperienze hai fatto prima di arrivare a questo tuo esordio?
 
Andrea
La musica ha accompagnato tutta la mia vita pur non essendo mai stata la mia professione, è stata piuttosto un’esigenza. Ho avuto il mio primo gruppo rock (Driving South) a quindici anni, suonavo il basso, eravamo pieni di entusiasmo (un po' meno di talento), abbiamo passato bei momenti sognando di diventare come i Led Zeppelin poi, crescendo, le nostre strade si sono divise, anche se ognuno di noi ha continuato a rapportarsi a suo modo con la musica. Io ho avuto occasione di suonare in un sacco di formazioni cimentandomi in vari generi musicali, dagli standard jazz alle cover dei Rolling Stones, dal folk irlandese al rock progressive  saggiando anche il mondo cantautorale ma solo da strumentista.
 
Davide
Quando e come hai scoperto di voler comporre e cantare le tue canzoni?
 
Andrea
In realtà qualche testo lo avevo già scritto in tenera età ma non mi sarei mai sognato di cantare, ancor più davanti a un pubblico, era già stressante esibirmi con la chitarra. L'esigenza di cantare le mie canzoni è maturata autonomamente durante un infinità di ore immerso nella musica in cui condividevo un’esperienza fantastica senza esserne mai però il "direttore". Ho iniziato cantando la mia prima canzone "ho dimenticato" (trasposizione musicale di un sms), era venuta fuori con una tale naturalezza che ho sentito il bisogno di farla sentire a qualcuno.
Riascoltandomi poi, ho capito di avere anche una voce piacevole (intonata è poi conseguenza degli studi musicali).
 
Davide
Non ho capito bene quale sia stato l’insegnamento ricevuto dalla visione di Fra Diavolo di Stanlio e Ollio
 
Andrea
"Ridendo" è il titolo della canzone in cui è contenuto il nome del disco. È un modo di affrontare la vita, non superficialmente da buffone, ma con una carica positiva che ti permette di crescere e fare tesoro delle esperienze, di trasformare i momenti brutti in spunti geniali per andare avanti.
 
Davide
A quali autori ti senti affine? O quali sono quelli che più ammiri e che hanno contribuito a formare il tuo stile?  
 
Andrea
Ovviamente in tanti anni di musica ho potuto apprezzare numerosi artisti dei più svariati stili a partire dai Beatles e gli Who dell'adolescenza, ai C.O.V. (storico gruppo punk-hardcore) ad una miriade di jazzisti (uno su tutti Bill Evans) a Pino Daniele, ai Mr.Bungle (geniale formazione con Mike Patton) a Bach, Ravel, ai Quinto Rigo ad arrivare a oggi che, completamente privo di pregiudizi, accendo la radio e mi soffermo sulla prima cosa che mi colpisce.
 
Davide
Diceva Čechov: è il quotidiano che ci logora… Cosa vuol dire per te ispirarsi alla vita di tutti i giorni?
 
Andrea
È molto semplice, è conseguenza del fatto che le mie composizioni nascono e si sviluppano al livello mentale in momenti e luoghi non propri destinati alla  scrittura, per esempio in macchina o in bicicletta, a spasso con il cane, o durante una serata in un locale pieno di gente.
È inevitabile che le stesse parole, oltre alla musica, mi vengano suggerite dagli eventi che sto vivendo.
 
Davide
Dopo l’industria Torino, secondo te, sta riuscendo nella sua scommessa di reinventarsi come capitale della cultura? Com’è cambiata la città per te negli anni anche e soprattutto per chi fa musica? 
 
Andrea
Se ne parlava giusto l'altra sera con il mio amico Max, tra l'altro coautore di alcuni dei testi del mio disco, ci si è trovati a constatare che, la lenta agonia della Fiat, dramma per molte famiglie Torinesi, è coincisa con una costante crescita della proposta culturale che ha contribuito a far moltiplicare i locali notturni, i circoli arci, le grandi manifestazioni come il salone del libro o il festival del cinema. In particolare per la  musica sono aumentati gli studi di registrazione, le sale prova, sono nate etichette discografiche indipendenti (Controrecords, INRI, Sounday etc.), realtà tese a valorizzare i nuovi autori (Minoranza d'Autore). Qualche locale in più ha iniziato ad investire nella musica live (purtroppo ancora molto tesa all'intrattenimento), si sono realizzati grandi festival con artisti fuori del giro  commerciale (Traffic, Spaziale, sotto il cielo di Fred). Certo per lo più grazie alla volontà dei singoli che all'appoggio della città, che continua ad investire in enormi buchi neri.
 
Davide
Armandino o Armando è il tuo cane? Posso chiederti perché gli hai dedicato questo titolo?
 
Andrea
Armandino ha presenziato a tutta la lavorazione del disco, dalle riprese in cui aspettava in sala regia talvolta commentando, al misssaggio che ha passato cercando una posizione comoda sul divano, al mastering in cui ha dormito beatamente. È diventato indispensabile, ha curato le pubbliche relazioni  con tutti  quelli  che per quasi un mese hanno orbitato attorno al Garage Ermetico. "Armando sta crescendo" è una frase che canto e più di tutte ci ha colpito durante la lavorazione, per me questo primo lavoro è un po' la prova che Armando/Io sta crescendo .
 
Davide
La musica è l'essenziale dell'uomo, il suo sguardo sul mondo, sosteneva Arthur Schopenhauer. Cos’è per te?
 
Andrea
La vedo un po' come un elemento fluido che è in grado di lubrificare e far girare senza attrito l'infinità di ingranaggi che compongono la nostra vita, il rapporto con gli altri, con il mondo. Quando riesci a sentire davvero la musica è come se stessi viaggiando a velocità folle senza consumare una goccia di benzina.
 
Davide
Prossimi appuntamenti live?
 
Andrea
Suonerò il 29 marzo al Mag Mell di Alessandria insieme a Stefano Amen e Mezzafemmina in una serata organizzata dall'etichetta Controrecords. Il 31 marzo sarò al csa La Talpa e L'Orologio di Imperia per Minoranza d'Autore.
 
Davide
Altri  progetti?
 
Andrea
Primissima cosa è la realizzazione del mio sito ufficiale  che sarà a breve on line. Ai primi di aprile tornerò in studio per la rergistrazione del singolo  "Plotoni" che sarà colonna sonora di un  videoclip  girato con i ragazzi della Valsusa.
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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