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2012
12
Mar

Intervista con HUNO

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“Spessi muri di plastica”
L'ep di esordio della band di Cuneo, tra liriche italiane e sonorità alternative rock.
Disponibile in cd su www.huno.it
 
Un nome che rappresenta un richiamo all'unità del numero uno ma con una lettera in più, a ricordare i 4 componenti della band, le loro differenze e individualità.
La musica degli Huno nasce dall'incontro tra radici “alternative rock” e la volontà di cantare in italiano, senza lasciarsi imprigionare dalla classica forma canzone, privilegiando altre strutture.
Prima di arrivare alla registrazione dell'EP, la band si è esibita dal vivo in diverse situazioni, dal MEI di Faenza ai concerti in apertura di A Classic Education, Serpenti, Iosonouncane, ed è di nuovo pronta per tornare ad esibirsi e presentare il nuovo materiale.
Registrato da Massimiliano “Mano” Moccia al Blue Records Studio e con la partecipazione di Mattia Bonifacino (basso e contrabbasso) e del polistrumentista dei Marlene Kuntz Davide Arneodo (pianoforte elettrico, sintetizzatore). Il mastering è di Carl Saff per Saffmastering - Chicago (USA).
Tracklist: 1. Spessi Muri Di Plastica / 2. Giorno Grigio / 3. Profonde Tracce / 4. Pioverà / 5. In Duello Libero / 6. Le Mie Mani
 
Alessandra Barbero: basso, voce
Andrea Ceraso: chitarra, voce, synth
Armando De Angelis: batteria, percussioni, voce
Giacomo Oro: voce, chitarra, piano
 
 
L'EP track by track – raccontato dalla band:
Spessi Muri Di Plastica: I muri di plastica sono barriere più o meno tangibili che segnano il divario e il contrasto fra pensieri o entità divergenti all’interno di una stessa società, o meglio, di un vivere comune.
Giorno Grigio: Spesso le caratteristiche del luogo in cui si vive influiscono sulla condizione emotiva di un individuo. “Giorno Grigio” è provare a ribellarsi a questo tipo di costrizione. Sfidare il buio per non precipitare nel vuoto; “cambiare senso al tempo” per fuggire da luoghi comuni e da banali previsioni.
Profonde Tracce: Visione musicale stratificata: atmosfere definite lasciano spazio a momenti di sospensione. Le note di vibrafono in reverse spianano la strada a ritmi più incalzanti e a sonorità più tese, che si sfogano poi nel ritornello finale.
Pioverà: Una giornata di pioggia, non aver timore di bagnarsi ed uscire, accorgersi di come cambino le cose che ci circondano e di come la pioggia stessa possa rappresentare quelle che sono le nostre paure, che spesso cerchiamo di evitare osservandole semplicemente da un vetro e non essere in grado di affrontarle.
In Duello Libero: Quando il fragile contenitore della ragione e della diplomazia si rompe, ne scaturisce un potente sfogo corredato di rabbia che rende inevitabile lo scontro.
Le Mie Mani: Un viaggio introspettivo in acustico, una ballata che ruota attorno alle reazioni scaturite da situazioni comuni, giornaliere come un incontro o un litigio, dando rilievo a ciò di cui ci serviamo per rimanere attaccati ai nostri obiettivi: le mani.
 
Contatto band: info@huno.it
Contatto ufficio stampa: Govind Khurana – govindnml@gmail.com    
 
 
Intervista
 
Davide
Dalle ceneri di Hacienda nasce HUNO. Cosa ha determinato la fine degli Hacienda, il cambiamento e il passaggio nel 2011 a HUNO?
 
Huno
Sono stati eventi in qualche modo concatenati, uno la conseguenza dell’altro. Principalmente il cambio di un elemento e l’arrivo di altri due ha fatto scaturire in noi questa voglia di cambiamento che ha investito la formazione, la nostra musica e il nostro nome. Avevamo un Ep in uscita, e abbiamo deciso di presentarci con una nuova identità, troncando per certi versi con il passato.
 
Davide
2011, anno in cui siete apparsi in pubblico per la prima volta il 21 giugno, in occasione di un concerto al Nuvolari Libera Tribù di Cuneo, solstizio d’estate e primo giorno d’estate, il più lungo e luminoso dell’anno… Un giorno di buon auspicio… Quali motivazioni e quali obiettivi vi hanno portato alla musica?
 
Huno
Le motivazioni sono molto semplici da individuare: innanzitutto la passione nei confronti della musica, intesa nelle sue molteplici fruibilità che vanno dall’ascolto al suonare uno strumento. In secondo luogo la voglia di comunicare qualcosa con i mezzi che avevamo e che abbiamo a disposizione.
Quanto agli obiettivi, ci piacerebbe che i nostri messaggi fossero apprezzati e condivisi da un grande bacino d’utenza.
 
Davide
Ma anche il 2011 come intero anno di festeggiamenti e memoria per l’Unità d’Italia… Quale significato avete consegnato al vostro nome? Due parole sul fare musica oggi in Italia a cominciare dalle vostre esperienze?
 
Huno
HUNO non ha un vero e proprio significato ma, come hai anticipato tu, siamo stati noi ad attribuirgliene uno. Il nome indica una singola unità composta a sua volta da quattro lettere quanti sono i membri della band:  tutto ciò, traslato nella nostra filosofia musicale, sta ad indicare quattro individui diversi  che mirano ad un sound compatto e unico.
Sono ormai diversi anni che siamo in “circolazione”. Tuttavia non possiamo parlare di veri e propri tour su tutto il territorio nazionale, quanto piuttosto di una buona attività a livello regionale e sporadiche uscite sul territorio italiano. Questo perché, nonostante i nostri sforzi ostinati, è sempre stato difficile emergere purtroppo. Il problema è che quello della musica è un mondo saturo, nel quale numerosi ostacoli impediscono una certa comunicazione che forse favorirebbe gruppi, locali e Associazioni che operano nel settore.
 
Davide
Cos’è il Condominio Rock?
 
Huno
Qualche anno fa, a Cuneo, abbiamo creato con altre due band della provincia (Diverba e Schneeflock) il “Condominio Rock” con il proposito di unire e condividere la forza e l’esperienza; si tratta di un collettivo di musicisti col proposito di darsi una mano a vicenda e di organizzare eventi, ricercando una continua comunicazione e collaborazione con l’esterno. La cosa ha funzionato e sta funzionando tuttora!
 
Davide
Cos’è per voi il rock, cosa il post-rock?
 
Huno
Sono espressioni utilizzate per catalogare e delimitare un qualcosa dai confini labili. Per svariati motivi è opportuno inserire una band in un contesto che la ospita, ma non sappiamo fino a che punto sia giusto creare categorie e sotto categorie di un genere, in questo caso il rock. Crediamo che una band matura, per essere tale, debba possedere una individualità propria, sviluppando una concezione che vada oltre a terminologie e classificazioni. Termini come “rock” o “post-rock”, quindi, dovrebbero essere solamente parametri generali di riferimento, niente di più.
 
Davide
George Steiner: “la musica può far impazzire e può curare la mente ferita”. Cosa vuol dire per voi ascoltare e fare ascoltare musica?
 
Huno
Essendo musicisti, spesso si tende ad ascoltare con orecchio esageratamente critico ciò che ci passa fra le mani, che siano nuove uscite o canzoni che appartengono al passato. Forse sarebbe meglio liberarsi da ogni preconcetto e tornare ad un ascolto “puro” se davvero vogliamo “impazzire” o “curare la mente ferita”. Premesso questo, l’ascolto rimane tuttavia un’importante fonte di ispirazione e una palestra fondamentale per un musicista. Sembrerebbe scontato ma non lo è. Il confronto, in questo campo, deve essere continuo e variegato.
 
Davide
La più grande soddisfazione ad oggi, ma anche la più grande delusione?
 
Huno
Anche qui probabilmente c’è un legame fra le due cose. Sovente le delusioni sono scaturite da occasioni precedenti, potenzialmente favorevoli, rivelatesi poi inconcludenti. Ad ogni modo non è il momento di bilanci, stiamo lavorando molto e siamo sicuri che imparando dalle “delusioni” giungeremo a soddisfazioni davvero grandi! Fino ad ora abbiamo avuto l’occasione di aprire nomi importanti e di suonare su palchi di rilievo, ma questo non deve essere che l’inizio di un lungo progetto lungimirante, basato su solide fondamenta.
 
Davide
« Tutto è fermo nel giorno / l'archetto si è sfrangiato nel cantare / troppo acuto di urgenze non espresse ancora / dal tuo fragile violino / nell'urlo di una Thunderbird ferita. / Canteremo da soli il tuo ricordo. » Così recita una poesia di Leo Chiosso dedicata all’amico fraterno Fred Buscaglione. Avete partecipato all’ultima edizione del concorso “Sotto il cielo di Fred”. In che modo, attraverso i vostri brani, ne avete cantato o, appunto, partecipato un ricordo? Cosa colpisce ancora oggi nella musica di Buscaglione?
 
Huno
Ad essere sinceri la nostra musica e i nostri brani si discostano parecchio da Buscaglione e in parte dal concorso stesso. Abbiamo però deciso di partecipare ugualmente: sono comunque iniziative in cui si ha la possibilità di fare conoscere la propria musica e di condividere esperienze. Per quanto ci riguarda, una qualità di Buscaglione che ci colpisce tutt’ora è la sua spontaneità nei testi, conditi da una gustosa ricerca strumentale.
 
Davide
Come vi ponete concettualmente o istintivamente di fronte alla forma canzone che prende il nome di Intro A A B A B C B Coda (dove A sta per strofa, B per ritornello, C parte orchestrale o di assolo)?
 
Huno
Ci chiamiamo fuori da questi schemi. La maggior parte dei nostri brani non segue forme strutturali precise e consolidate. Riteniamo sia più giusto infrangere, o meglio, essere indifferenti a questo tipo di regole nel genere che facciamo, provando a sperimentare nuovi percorsi e cercando di prendere le distanze da tutto ciò che a nostro avviso possa sembrare ripetitivo o banale. Questo è un discorso generale che vale per noi; chi sceglie di fare affidamento alla forma canzone tradizionale con esiti positivi, è giusto che continui a fare così!
 
Davide
Un disco, il più grande, che metta d’accordo tutti e quattro e perché… oltre al vostro ovviamente…
 
Huno
Premettendo che il nostro disco non mette d’accordo tutti quanti (stiamo scherzando!), questo tipo di domande sono sempre troppo difficili! Tanti  dischi, per svariati motivi, possono essere considerati dei grandi lavori e mettere quindi d’accordo tutti. Un esempio potrebbe essere Showbiz, perché pubblicato agli sgoccioli del millennio scorso, ha dato la scossa al rock degli zero. Ma sarebbe sbagliato tenere “fuori dai giochi” altri dischi importantissimi per la storia della musica, alcuni davvero illuminanti.
 
Davide
E questa è Cuneo / femmina città del Piemonte / col sole di fronte / Parlo di Cuneo, ti prende il corpo e la mente / non puoi farci niente / Si tratta di Cuneo… Omaggio scherzoso di Paola Cortellesi e Claudio Bisio, ma sincero. Cos’è Cuneo per voi? Cosa cantate o cantereste soprattutto della vostra città?
 
Huno
Cuneo è la realtà con cui ci incontriamo e scontriamo ogni giorno. Un posto che offre molto se sei in cerca di un week end di relax, ma molto poco per chi come noi ha bisogno di appoggi, opportunità e spazi nel mondo della musica e della cultura in generale. Musicalmente, quindi, può e deve rappresentare solo un punto di partenza; per il resto, è una dimora accogliente ma non abbastanza stimolante.
Della nostra città cantiamo (anzi, canteremo) una canzone sul suo lungo viale alberato (“Viale degli Angeli”), sul quale si affacciano case in stile Liberty. Il pezzo al momento è in fase di rifinitura, ma a breve sarà pronto!
 
Davide
Spero di poterlo ascoltare presto….
Non penso mai al futuro, arriva così presto, diceva Einstein. Voi, per il futuro, a cosa state pensando?
 
Huno
Stiamo pensando che aveva ragione Einstein!
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Huno
Grazie a te Davide, a presto!
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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