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Il Signore delle Mosche

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Il Signore delle Mosche
William Golding
pagine 239

E’ in atto un conflitto planetario e un aereo inglese cade su un’isola deserta. I superstiti sono unicamente dei bambini, i quali cercheranno di sopravvivere senza l’aiuto degli adulti. All’inizio tutto sembra andare per il meglio; col passare del tempo però, la mentalità tipicamente inglese dei bambini cede il posto a paure irrazionali e ad atteggiamenti animaleschi fino quasi ad arrivare alla follia. I due più grandi, Ralph e Jok, si contendono il ruolo di capo: il primo privilegiando il bisogno di mantenere perennemente vivo il fuoco che indichi la loro presenza sull’isola; il secondo dando priorità assoluta alla caccia. Sarà proprio Jok ad allontanarsi per primo dallo stile inglese ed avvicinarsi a quello dei selvaggi, attirando con il cibo molti bambini.
Il racconto fantastico a livello di ideazione, diviene realistico per la sua capacità di mettere a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. Il narratore è esterno ed onnisciente, il linguaggio è semplice. Anche se non si tratta di un testo leggero e se la narrazione si presenta piuttosto lenta a causa della minuziosa descrizione di ogni particolare, il racconto risulta interessante e abbastanza avvincente.

Francesca Orlando

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