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Underwater

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ecco il secondo singolo di Franca Barone
Su tutte le piattaforme digitali da martedì 27 ottobre 2020
e in promozione radiofonica da venerdì 30 ottobre

Presente su tutte le piattaforme digitali da martedì 27 ottobre 2020, e in promozione radiofonica da venerdì 30 ottobreUnderwater è il secondo singolo della raffinata cantante e compositrice Franca Barone, in seguito alla pubblicazione del primo singolo Be Kind. Prodotto dall’etichetta discografica Irma RecordsUnderwater anticipa l’uscita dell’album intitolato Be Kind che sarà disponibile in copia fisica e in digitale da venerdì 20 novembre 2020. Brillantemente accompagnata da una sezione ritmica formata da Edoardo Maggioni (tastiere), Cesare Pizzetti (contrabbasso) e Vincenzo Barbarito (batteria), Underwater è un brano denso di groove, in pieno solco R&B, in cui la cantante spicca per la sua vocalità intrisa di fascinose colorazioni blue-eyed soul e inebrianti inflessioni bluesy. Un pezzo, questo, che provoca un’iniziale sensazione di smarrimento poi trasformata in determinazione e razionalità, dal quale emerge una tangibile autenticità comunicativa e un palpabile trasporto emotivo.

Biografia

Franca Barone, all’anagrafe Francesca Barone, nasce a Milano nel 1985. Si avvicina al pianoforte a soli quattro anni proseguendo con lo studio del repertorio classico, fino all’innamoramento per il jazz avvenuto intorno ai tredici anni. Da quel momento approfondisce il genere studiando con diversi insegnanti, prima attraverso lo strumento (pianoforte) e poi con la voce. Fino all’università frequenta alcuni seminari (tra cui Sondrio Jazz con Rachel Gould e Alatri Jazz con Rosario Giuliani), partecipa come cantante a concerti in varie formazioni (principalmente jazz e swing) e si presta come vocalist in produzioni musicali di vario genere. Nel 2016 esce Miss Apleton, suo album d’esordio pubblicato da Irma Records, che contiene sette brani spiccatamente jazz composti e interpretati dalla cantautrice. In questa occasione ha la possibilità di suonare in alcuni fra i jazz club più importanti del Nord Italia come il Milestone di Piacenza. Be Kind, brano che dà il nome al nuovo disco, è già disponibile online. Underwater, brano d’apertura del nuovo progetto discografico, sarà disponibile in digitale dal 27 ottobre e in radio dal 30 ottobre.

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Irma Records sito ufficiale: https://www.irmagroup.com/

Videoclip “UNDERWATER”

Intervista

Davide

Dopo il primo singolo “Be Kind”, è venuto dunque il momento del secondo album, anticipato dallo stesso “Be kind” e ora da “Underwater”, uniche tracce che ho potuto ascoltare al momento. Puoi parlarci di questo lavoro, dei brani che vi ascolteremo?

Francesca

“Be Kind” e “Underwater” sono i due brani scelti per anticipare il nuovo disco e rappresentano bene quello che ci si potrà trovare dentro. Sono due brani molto diversi sia come genere che come mood e racchiudono la maggior parte delle sfumature degli altri 8 brani dell’album, che avrà senz’altro un sapore jazz ma contaminato da soul, r&b e rap.

Davide

“Be kind” affronta il tema degli stereotipi sui ruoli di genere, quindi sulle donne (ma comunque sempre a scapito anche degli uomini). Su quali, in particolare, volevi porre l’accento?

Francesca

In “Be Kind” ho voluto affrontare il problema del sessismo e degli stereotipi di genere verso le donne e sono d’accordo con te, molti stereotipi sono diretti anche agli uomini e a mio parere sono ugualmente dannosi.
Tra gli altri (essere gentile, sorridere, vestirsi da “donna”, comportarsi bene, essere intelligente ma non troppo, lavorare senza voler far carriera, fare figli ma non ingrassare…), volevo porre l’accento sul fatto che donne per definizione non possano essere maschiliste. Purtroppo non è vero, insieme a molti uomini, anche molte donne alimentano tutti i dettami del patriarcato sia nei confronti delle donne stesse che degli uomini (vedi gli stereotipi verso i maschi di cui sopra). Il mio intento è quello di portare le persone a mettersi in discussione e a sviluppare l’empatia, che penso sia lo strumento giusto per comprendere e accettare sé stessi e gli altri.

Davide

Perché hai scelto “Underwater” per anticipare appunto l’uscita di “Be Kind”? Di cosa parla, cosa c’è di nascosto sotto la superficie dell’acqua?

Francesca

“Underwater” è un brano particolare, che si discosta molto dal mio primo album “Miss Apleton” ma anche dal singolo “Be Kind”. L’ho scelto per far capire bene che nel nuovo album non si troverà lo stesso mood del primo, che c’è stata un’evoluzione sia a livello musicale che di contenuti. “Underwater” è il luogo in cui ti puoi trovare quando non hai più strumenti per capire il mondo, che in ogni caso non ti rispecchia. è la descrizione di una sensazione di smarrimento e di rifiuto, che al tempo stesso ti permette di guardare le cose da un altro punto di vista, di prenderti del tempo per capire, magari, che “non appartenere”, ogni tanto, non è poi così male.

Davide

Hai cominciato presto a conoscere e a suonare la musica. Quando invece è cominciato il tuo interesse verso il jazz nella musica e nel canto, attraverso quali dischi o cantanti e, soprattutto, attraverso quali particolari emozioni che te lo hanno fatto prediligere rispetto a qualunque altro genere o linguaggio musicale?

Francesca

Il jazz me l’hanno fatto ascoltare da piccola i miei genitori, mio padre in particolare, ma ho cominciato a sceglierlo verso i 13-14 anni dopo aver sentito per caso una raccolta di brani di Sarah Vaughan che conteneva alcuni pezzi in quartetto con Oscar Peterson, Joe Pass, Louie Bellson e Ray Brown, ovvero “Midnight Sun”, “More Than You Know” e “My Old Flame”, ancora tra i miei brani preferiti di sempre. Ne sono rimasta folgorata, prima negativamente (la sua voce mi disturbava ma non potevo smettere di ascoltarla), poi me ne sono innamorata. Percepivo istintivamente una grande emozione data dalla natura del jazz, ovvero la verità del suono, dell’interpretazione e dell’improvvisazione. Il jazz non ti lascia scampo, ti costringe ad esprimerti sempre, non puoi improvvisare in “playback”.

Questo non mi ha impedito di amare molta altra musica, a prescindere dal genere, che mi comunicasse la stessa “verità”.

Davide

In che modo mantieni ferma la bussola sul jazz pur deviando o contaminando la tua musica con altri generi più o meno affini, dal pop al soul bianco o “dagli occhi blu” eccetera?

Francesca

Non pensando mai a quello che scrivo. il mio intento non è quello di scrivere brani jazz, ma quello di mettere in musica la sensazione del momento, di qualsiasi genere musicale sia. Non mi do mai limiti o direzioni prima di comporre, anche perché quando metto giù un’idea per un nuovo pezzo lo so solo nel momento in cui lo faccio, mai prima.

Davide

Tue le musiche e tuoi i testi: l’ideale è quando le due cose nascono insieme? Oppure, se nati in momenti diversi, come si incontrano una tua musica e poi un tuo testo o il viceversa? Come ne cerchi il rapporto, il dialogo, la completezza?

Francesca

L’ideale per me è quando le cose avvengono con naturalezza, anche in momenti diversi. La cosa importante è che le parti concave e convesse combacino senza forzature. Ho provato a recuperare testi cercando di incastrarli su brani già scritti, lo capisci sempre se la cosa funziona o no. Melodia e testo hanno la stessa dignità, nessuna parte può sacrificarsi.

Davide

“When I sing, troubles can sit right on my shoulder and I don’t even notice” (Quando canto, i guai possono anche sedersi su una mia spalla e nemmeno me ne accorgo), disse Sarah Vaughan. Perché scrivere e cantare canzoni? Cosa vuol dire per te esprimerti attraverso la musica e la voce?

Francesca

Bellissima domanda a cui è difficile rispondere a parole. Per me scrivere è un’esigenza espressiva, ho conosciuto la musica e quindi mi esprimo così, avessi saputo disegnare avrei dipinto credo, non so, ho scelto lo strumento per cui mi sentivo più portata. Cantare è una cosa meravigliosa, è pazzesco come ti porti in uno stato ultraterreno, un momento in cui non esiste nient’altro se non il qui e ora. La voce umana poi ha un potere enorme di far emozionare, è magia.

Davide

Viviamo tuttavia in un paese e in un’epoca in cui la musica difficilmente consente all’artista di viverci. Quella di cantante e autrice la consideri una tua prima o una tua seconda vita?

Francesca

Purtroppo è la mia seconda vita, sono un’agente sotto copertura! Per farlo di mestiere (a certi livelli) ci vuole una buona situazione finanziaria di partenza, un discreto coraggio e tanta, tantissima fortuna. Amo cantare e scrivere ma non amo il rischio con incognite troppo grosse.

Davide

Cosa seguirà, oltre all’uscita dell’album?

Francesca

Sto lavorando a varie collaborazioni musicali e non che spero vedano presto la luce, cerco anche di trovare più date possibili per suonare dal vivo il disco. Incrociamo le dita! Per me e per tutti quanti.

Davide

Grazie e à suivre…

Francesca

Grazie a te Davide, davvero delle belle domande. a presto!

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