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Pulcinella, il pellegrinaggio dei comici immortali

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Macchina scenica, elementi e costumi: Giorgio De marchi
Maschere, marionetta e burattini: F.lli De Marchi
Narrazione corporea: Giorgio De Marchi, Alessandra Ceccarelli, Federico Gargagliano
Musiche: E. Grieg, Shostakovich, Debussy, Tchaikovskij, Rossigni, Respighi
Rappresentato a Montagnana nella chiesa di S. Benedetto sabato 21 aprile 2007

Timidamente tra gli spettatori si avvicina una maschera bianca: è Pulcinella, che quella sera, dopo tanto vagabondare, ha deciso di fermarsi in questa piccola piazza.
Lentamente viene illuminata la scena con torce e lumini, creando suggestioni oniriche, silenziose, quasi sonnambule. Dietro un grande lenzuolo bianco si nasconde il segreto: altri due Pulcinella appaiono ed entrano piano con la loro casa-valigia…La sensazione è quella di avere davanti due esseri quasi estranianti che però, nello stesso tempo, riconosciamo come parte di un nostro intimo mondo, fatto di sogni, ombre, nuvole. La magia delle loro azioni sta proprio nella semplicità: giocano, giocano come tutti i bambini e magari fantasticano su come raggiungere la luna o come entrare in una bolla di sapone.
Ma Pulcinella è anche una marionetta, coccolata, accarezzata, che osserva gli spettatori nella sua forza immobile.
Ecco, si apre una piccola finestrella del carro…la nostra fantasia arriva a toccare corde sempre più sottili: compaiono altri due Pulcinella, piccoli, piccolissimi, burattini che stanno in un dito.
Ad un certo punto esplodono i colori: il pubblico viene cosparso di pezzettini di carta luccicanti riportando la dimensione del gioco e del divertimento ad un innocenza, un ingenuità che ci ammorbidisce il cuore.
Tutto ha l’aria di essere sospeso, tutti siamo in attesa che accada qualcosa, ma non succede nulla, o forse, è già successo…
Piano, piano, questo viaggio giunge al termine, Pulcinella deve ripartire. Solo la marionetta rimane lì, inerte, a memoria di quell’attimo, a ricordo i quel bianco, di quel tempo lontano fatto di fantasie meravigliose che forse, per un momento, questi ‘comici immortali’ ci hanno fatto tornare alla memoria.

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