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Intervista con Lica Cecato & Paolo Baltaro Orchestra

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CALL PORTER
A Time Warp into Cole Porter’s Music
di LICA CECATO & PAOLO BALTARO ORCHESTRA
 
Banksville records Company – Pkmp Communication London
 
 
Cole Porter come non lo avete mai sentito. “CALL PORTER” è un audace mosaico di inaspettati arrangiamenti dei capolavori di Cole Porter di stile jazz, rock progressivo, pop, chill out, electropunk, Mersy beat, metal, musica sperimentale e pillole di musica classica contemporanea.
La voce di Lica Cecato si adatta alla perfezione alle diverse situazioni e gli arrnagiamenti di Paolo
Baltaro conferiscono ai brani un aspetto totalmente nuovo. ogni brano è una piccola suite formata da un brano di Porter e parti complementari, per la maggioranza scritte ad hoc da Paolo e dagli altri membri del gruppo. 
La Paolo Baltaro Orchestra è formata da Luca Donini al sax, Andrea Beccaro alla batteria, Gabriele ferro alla chitarra e Paolo stesso, che oltre a curare la produzione e gli arrangiamenti suona il basso, le tastiere, chitarra e pianoforte.
 
Precedenti interviste con PAOLO BALTARO
 
 
Intervista
 
Davide
Ci siamo lasciati con Paolo Baltaro nel 2018 con “Live Pillheads”. Oggi siamo in compagnia sua e di Lica Cecato, per questo salto spaziotemporale in Cole Porter, ricordato insieme a Gershwin come uno dei 5 più grandi compositori statunitensi dell’era del musical. Cosa c’è di grande in Cole Porter dal tuo/vostro punto di vista?
 
Lica
La novità ha un nome, che parlando di Cole Porter ha un grande peso. Coraggio e libertà di pensiero. Cole Porter è stato un trasgressore. E negli anni ’30, i suoi musicals anche nella Broadway, hanno causato furore. Uno dei brani che abbiamo registrato, Love for sale, parla dell’amore in vendita, che tutti sanno, è la prostituzione. Era l’era del proibizionismo ,e lui se ne fregava, anzi, provocava. Paolo Baltaro è stato coraggioso e libero nel proporre, diciamo, un nuovo “vestito del re”, diverso in ogni brano, trasgredendo, diciamo, anche le regole del jazz, come se vedessi un Cole Porter viaggiando nel tempo, vestito con i nostri panni attuali.
 
Davide
Perché avete fatto in particolare questo esperimento con Cole Porter? È cioè un’operazione che, secondo te/voi, non riuscirebbe con chiunque ripescato dal passato? E perché ci sono eventualmente autori che è possibile rileggere in chiave contemporanea e altri no? Cosa fa la differenza?
 
Paolo
In realtà mi è venuto in mente di fare questo disco dopo aver visto Midnight in Paris di Woody Allen. Nel film si parla di macchine del tempo e, a margine, anche di Cole Porter. Sono uscito dal cinema con questa ispirazione e l’idea del disco mi era già molto chiara.
 
Davide
Paolo Baltaro e Lica Cecato, come vi siete conosciuti e come vi siete coinvolti in questo progetto? 
 
Lica
Ci siamo conosciuti ad un festival di jazz ad Amersfoort, in Olanda nel 2012, ed è stata una simpatia immediata. Una amicizia per sempre. Nel 2014, ho avuto bisogno di registrare delle voci su un disco di jazz, e l’ho fatto con Paolo, ho amato la sua maniera anche, in un certo punto di vista, di dirigermi. Mi sentivo libera di usare tutto il potenziale della mia voce. L’amicizia si consolida anche con la convivenza. All’epoca mi ha mostrato il progetto Porter, ho trovato speciale ma non me lo sognavo nemmeno di cantare. Fortuna la mia, in tutti i sensi!
 
Davide
Lica è una grande cantante (anche una pittrice e visual artist), ed è una cantante jazz, quindi di un genere ben definito, per quanto anch’esso ormai diramatosi e contaminato da altre musiche, da altri generi. Perché non avresti potuto fare la stessa cosa con una cantante pop, rock, classica ecc.?
 
Paolo
La voce di Lica, pur essendo nata per il Jazz, è una delle voci più eclettiche che io conosca. Mi piace molto lavorare con lei. Lica è la voce perfetta per questo progetto.
 
Davide
Numerosi gli ospiti invitati a questo lavoro. Ce li presenti?
 
Paolo
Garrison Fewell, uno dei più grandi chitarristi americani della scuola di Pat Martino, purtroppo mancato da poco, fu mio insegnante presso l’accademia di musica Jazz di Modena. Lo incontrai di nuovo anche perché all’epoca delle registrazioni collaborava con Boris, l’ex cantante dei miei SADO con il quale lavorai ad una prima stesura del lavoro, poi abbandonata. Poi c’è Pier Michelatti, bassista storico di Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato e Fiorella Mannoia, tanto per citarne una minima parte. Un grande amico di sempre. Come pure amici sono il direttore d’orchestrta Fabio Gurian e il grande blues man argentino Gabriel Delta. Tanti ospiti, tanti amici e grandi nomi con i quali sono fiero di aver collaborato, come Ruggero Pari, Fabio Gurian, Gabriel Delta, Sandro Marinoni e Vassilia Chachlakis.
 
Davide
Va detto che “Call Porter” è un disco divertente, ma tutt’altro che parodistico. Come non farsi prendere la mano in questo che potrebbe diventare un gioco fuori controllo e mantenere il focus su un prodotto misurato ed elegante?
 
Lica
Per me, quello che mette in piedi un disco così è il lavoro di base, basandosi in Porter come anche un compositore di musicals, niente più adatto che un viaggio nel tempo, dove ogni canzone è la scena di un film, o… appunto, di un musical.
 
Davide
Da collezionista di dischi torinesi e canzoni su Torino non mi sfugge una “Night and Day – A night in Turin – Disco Labirinto”. Cosa ti ha fatto “sposare” Night and Day a Disco Labirinto (dei Subsonica) e quindi a Torino?
 
Paolo
Lo stile dei Subsonica per me è unico, è uno dei gruppi italiani che a mio avviso entrano di diritto nei classici. E poi io amo tantissimo Torino, l’ho frequentata per anni. Dovevo assolutamente inserire qualcosa di loro in questo progetto.
 
Davide
The Steely Dan, Genesis, Jimi Hendix, Machine Head e John Zorn, Bluvertigo, Subsonica… Nel pensare a chi avrebbe rifatto cosa di Cole Porter e al suo modo, chi hai/avete messo da parte durante la ideazione e lavorazione del progetto?
 
Paolo  
A dire il vero non mi viene in mente un’idea scartata. Gli abbinamenti dei brani con i relativi “nuovi interpreti” sono avvenuti di getto in una notte, e non ci sono mai stati ripensamenti.
 
Davide
Ma infine va detta la cosa più importante: che Cole Porter è stato anzitutto riletto al modo di Lica Cecato e Paolo Bartaro and his Orchestra, cioè con la voglia di sperimentare non senza divertirsi e divertire? 
 
Lica
Certamente! Ma anche, senza false pretese, di fare divertire il nostro Porter nell’aldilà delle stelle.
 
Davide
Cosa seguirà?
 
Paolo
E chi lo sa? Si continuerà a navigare a vista, come sempre!
 
Davide
Grazie e à suivre…
 
Paolo
Grazie a te Davide!
 
Lica
Grazie a te e a Paolo, di farmi scoprire una cantante che non conoscevo.
 

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