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2011
7
Feb

Intervista con Daniele Brusaschetto

media 3.87 dopo 98 voti
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Scrive Bruno Dorella (Bar La Muerte)…
 
"Parlare di Daniele Brusaschetto significa esplorare un mondo apparentemente chiuso, inaccessibile. La sua musica, dalla fine degli anni '80 ad oggi, è lentamente passata da un industrial intimista e partecipe dell'underground mondiale, ad un cantautorato trasversale e contaminato che ha deciso di chiamarsi fuori dalla giungla e dedicarsi alla musica senza pressioni e senza compromessi. Daniele era lì a scrivere canzoni prima della maggior parte dei fenomeni da social network contemporanei, e sono piuttosto certo che sarà lì anche dopo di loro.
La sua musica fragile come la sua anima, i suoi testi ricchi di risvolti psicologici ci accompagneranno ancora a lungo, beatamente indifferenti all'essere o meno un artista sottovalutato o di successo. E allora salutiamo questo nuovo album, puntuale come ogni 18 mesi circa. Ecco "Fragranze Silenzio", che sin dal titolo ci parla dei sensi e di come il silenzio possa inebriarli e portarli alle vette più alte o alla più bassa autocommiserazione. Infatti si tratta di un disco delicato, come lo sono gli ultimi della sua produzione, che si apre con il paesaggio ovattato de "La bambina intermittente" e prosegue tra glitch, percussioni fatte in casa, piani delicati e sognanti, chitarre che non suonano come chitarre ed una cura certosina nella produzione fai da te, e si chiude con l'apocalittica title track. E in mezzo a tutto (nel senso che nulla sovrasta nulla, ma tutto è sussurrato) i suoi testi. Definirli oscuri è in qualche modo corretto, perché hanno un che di criptico. Ma d'altra parte è evidente che chiedono solo di ssere ascoltati, decifrati, e al di là del significato che hanno per Daniele ne possono assumere uno ad hoc per ognuno di noi. Quasi sempre si tratta di piccoli episodi che aprono mondi, soprattutto interiori. Se cercate spleen, qui ce n'è quanto ne volete. Ma non fermatevi lì, c'è da scavare e da scoprire. Prendetevi tempo".
 
1.            La bambina intermittente
2.            Ali di mosca
3.            Clouds
4.            Raccontamelo come fosse una favola
5.            Il sole domani
6.            Fiori finti
7.            Cauterization
8.            Fragranze silenzio
 
Disponibile su Chew-Z il singolo digitale che include "Clouds" e due esclusivi remix di Binary.
 
Bosco rec. www.boscorec.com
Bar La Muerte www.barlamuerte.com
 
 
 
Davide
Ciao Daniele. Riporto e condivido le parole di Bruno Dorella. Dei tuoi dischi mi colpisce sempre il rapporto tra suono e silenzio; e nel mezzo il tuo particolarissimo canto sussurro. Viviamo in un'epoca di crescente e invadente produzione di suoni e al suono siamo ormai quasi perennemente esposti. Forse tutto ciò indica anche un crescente rifiuto ancestrale del silenzio, in quanto associato al silenzio della morte. Cosa pensi del silenzio come coscienza del suono?
 
Daniele
Ciao Davide.
Su internet ho trovato una possibile risposta di E. Giordani, nulla da aggiungere e complimenti a lui:
"Da sempre, la vita dell'uomo è scandita dall'incessante presenza dei suoni e dalla loro alternanza con ciò che genericamente chiamiamo silenzio. Ma, mentre il suono è una precisa manifestazione sensoriale associata ad uno stimolo fisico misurabile, viceversa  il silenzio è piuttosto la condizione di quiete del mezzo che lo trasferisce. Il mondo dei suoni e quello della musica in particolare, pongono ineluttabilmente il silenzio come sfondo necessario alla loro diretta manifestazione; e la distinzione tra suono e musica è fondamentale per tentare di mettere a fuoco una così complessa relazione". 
Da "Il silenzio come coscienza del suono nel linguaggio musicale elettroacustico". 
 
Davide
Essere artisti poliedrici e di eterogenea ricerca magari non aiuta ad avere o a conseguire con maggiore concentrazione un più ampio successo, ma in fondo a te cosa importa più di tutto?
 
Daniele
La cosa che mi interessa di più è produrre musica. La musica che mi piace.
Il successo non è importante, il danaro si. Col danaro puoi comprare quasi tutto, compreso il successo, se è di tuo interesse.
Il mio unico sogno consiste nel potèr vivere senza essere costretto a lavorare e far uscire tutti i dischi che mi pare tramite Bosco rec, indipendentemente da tutto e tutti.
 
Davide
Almios & Damios, altro recente lavoro che ti riguarda, se non sbaglio, è una raccolta di registrazioni improvvisate nel 2004 (e oggi ricostruite) da Mirco Rizzi, Oscar Mucci, Alessandro Battezzati e da te. Mi è tornato in mente Ed Wood, quando nel film di Tim Burton, in sala di montaggio, si rammarica nel constatare quanto spreco di girato viene buttato via: "con tanto ben di Dio ci si potrebbe montare un film." Qual è il tuo approccio all'improvvisazione e alla successiva scelta e montaggio delle registrazioni delle improvvisazioni? Cosa cioè ti fa dire questo sì, questo no?
 
Daniele
L'accostamento a Ed Wood è azzeccatissimo, durante le improvvisazioni di Almios & Damios il concetto è "va bene tutto". Puro trash.
Poi, durante la successiva fase dei tagli, si elimina il peggio veramente inascoltabile…
Un progetto per il nostro puro divertimento e perdita di tempo.
 
Davide
E poi prendiamo "Incerchio", realizzato con Mirco "Ashtool" Rizzi col nome di Ich niente… un bel cd ambient anche nel titolo. Segue "Ri_tagli" del 2004. Brian Eno utilizzò per primo il termine "Ambient" derivandolo dal verbo latino "ambire", "circondare". Ma entrando nel cerchio, al centro di Ich Niente, quali sono le procedure improvvisative alla base di queste performance con Mirco? O avere delle procedure improvvisative è già un modo di venir meno al concetto stesso di improvvisazione?
 
Daniele
Il progetto Ich Niente è basato sull'esclusivo feeling musicale che c'è tra me e Mirco Rizzi. Finora, durante le sessioni di registrazione e dal vivo, non ci sono state altre procedure.
Non è escludibile però che in futuro se ne applichino.
 
Davide
Torniamo a "Fragranze Silenzio". Ci sono frasi nei tuoi testi che colpiscono in modo quasi ungarettiano. Dure pietre, a volte quasi macigni. Come questa: povere madri di tutto il mondo che si ostinano a proliferare parassiti. Che tuttavia ritengo una delle cose più belle scritte in amore delle  madri, seconda solo a quei versi di Hans Jurgen Hise (Da quando so che tu in essa giaci / non so più poggiare / duro il piede sulla terra. / Non posso più correre, / non ho più voglia di saltare. / Penso sempre di farti male). Qual è la poesia che ti ha più colpito nella vita? Quale poeta e perché?
 
Daniele
Grazie per il complimento. Non sono mai stato un amante delle poesie, mi piace ascoltarle se sono musicate.
Mi vengono comunque in mente le più ciniche e disperate di Charles Bukowski.
 
Davide
Ci sarà occasione di vederti dal vivo? Hai fatto qualche tournée di recente o stai per intraprenderne una?
 
Daniele
Nessun concerto in previsione. E' diverso tempo che non suono dal vivo e per ora non ho intenzione di farlo.
 
Davide
Ho iniziato un progetto collettivo di musica dedicata a Torino, con artisti vari. Mi piacerebbe ci fossi anche tu… Ad ogni modo, se tu dovessi partecipare a un progetto di questo genere, quale personaggio, luogo, storia, atmosfera, pensiero o altro di Torino ti piacerebbe tradurre in suono? Quanto e come ha influito la nostra città sul tuo modo di pensare, ascoltare e fare musica?
 
Daniele
Tradurrei in suono la debole nebbia di periferia durante le sere d'inverno.
Torino, piccola città industriale dagli illustri passati. Ha sicuramente influito su di me in un milione di modi trasversali, vivo da sempre a Torino.
 
Davide
A te, anche nelle vesti di Bosco rec., piace ancora produrre bei cd, belle copertine, i testi, le immagini, la giusta e completa sequenza dei brani… Dalla distribuzione digitale via internet iTunes & C., a iniziative curiose come quella dei torinesi Blaugrana, distribuito esclusivamente su chiavetta USB riscrivibile… A me viene una certa tristezza quando vedo i ragazzi non sapere più da che album venivano per esempio le canzoni dei Beatles o dei Pink Floyd, l'associarli a copertine, a date e via dicendo. Cosa ne pensi?
 
Daniele
I tempi cambiano.. Io sono un fan della tecnologia, ma continuo ad acquistare moltitudini di albums in cd, vinile, cassetta.. Per la musica esigo il "supporto fisico originale".
Il web aiuta a trovare molto più materiale che in passato, scaricare, ascoltare, scoprire, acquistare.. Il mercato si è allargato talmente tanto che quasi non esiste più.
Gli addetti ai lavori, me compreso, stanno a galla come riescono.
 
Davide
Parliamo di "definizioni"… Sei più un outsider o non ti senti piuttosto un insider? E poi, detto tra noi, ma a te piace l'abusato e ambiguo  termine underground ed esservi ogni volta accostato (per es. cantautore underground)? 
 
Daniele
Eheh.. Diciamo che il termine "underground" può definire con una certa precisione quello che sono e da dove vengo.. Debbo dirti che in realtà non mi dispiace, forse proprio perché ambiguo e utilizzabile con successo in ogni circostanza.
 
Davide
Cosa farai ora?
 
Daniele
Dischi finchè vivo.. Probabilmente.
 
Davide
Grazie e… à suivre.
 
Daniele
Grazie a te!
 
 
 
 
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:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
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