Dimissioni UNODCCP
Premetto al lettore che facendo riferimento a testi e documenti di cui mi è difficile verificare la loro autenticità ed essendo tradotti in italiano da documenti in inglese, quindi con probabili errori di traduzione, riporterò quando possibile, i link da dove ho prelevato le informazioni affinché possiate verificare voi stessi la regolarità e correttezza dei documenti riportati
La maggior parte di questi documenti sono custoditi presso l’archivio elettronico di <www.radicalparty.org>. Questo non vuole essere un articolo a favore di un determinato partito politico , di una determinata ideologia o un personale appoggio a quanto sopra , ma semplicemente un’esposizione sovra parte di un fatto di cronaca internazionale.
Mi sono imbattuto, navigando in internet, in un documento curioso ed insolito.
Le dimissioni di un Direttore della Divisione Operazione ed Analisi presso l’UNODCCP.
Iniziamo con il chiarire che parliamo di un ente delle Nazioni Unite :
"Unodccp – United Nations Office for Drug Control and Crime Prevention
Istituito nel 1997, l’Un Odccp si compone di due organismi: l’Undcp (United Nations International Drug Control Programme) e il Cicp (United Nations Centre for International Crime Prevention). L’Odccp conta circa 350 dipendenti. Oltre alla sede centrale di Vienna, l’agenzia dispone anche di 22 "uffici sul campo" e di "uffici di collegamento" a New York e Bruxelles. Il 90% del suo budget è basato su contribuzioni volontarie, soprattutto da parte dei governi. Pino Arlacchi ne è "Executive Director" dal 1997. "
(http://www.fuoriluogo.it/arretrati/2001/feb_11.html )
Il fatto che mi ha colpito è stata la pensante critica di Mr. Michael Von de Schulenburg nei confronti del Direttore dell’ente: Dott. Arlacchi.
Preciso che sotto la voce Crime sono inclusi il terrorismo ed atti legati ad esso, quindi alla luce della tragica vicenda USA ho cercato di capire cosa faceva di preciso quest’ente.
Ne sono emersi tratti che definisco interessanti e che vi riassumo a seguire:
Ho prelevato il documento partendo dal link <http://www.fuoriluogo.it/arretrati/2001/feb_9.html> dove trovate un’ articolo dal titolo "La denuncia di un alto funzionario Onu: «l’Odccp è nel caos»
Guerrieri allo sbando Accentramento delle decisioni, impegni non mantenuti, scarsa qualità dei programmi: queste le accuse mosse a Pino Arlacchi, mentre da New York arriva un team di ispettori" da qui sono accessibili svariati link sull’ argomento, tra cui "Il Dossier su Arlacchi" che riporta a questo link <http://www.radicalparty.org/arlacchi/en_schulenburg.htm> trovate la traduzione in italiano riportata da radicalparty al link <http://www.radicalparty.org/arlacchi/it_schulenburg.htm>.
E’ possibile scaricare il documento di 23pp in formato rtf.
Data : 04-Dicembre-2000
"Rimetto il mio incarico come Direttore della Divisione Operazioni ed Analisi presso l’UNDCP dopo appena venti mesi di servizio, diventando così il settimo dirigente di livello D-2 a lasciare l’UNODCCP/UNOV nell’arco di tre anni. Quando, dietro Sua proposta, ho accettato l’offerta di lavorare per Lei, mi auguravo di trovare in Lei un direttore esecutivo non ortodosso ma determinato, una persona che racchiudesse in sé la visione e la forza di trasformare l’UNDCP in una organizzazione delle Nazioni Unite mirata, orientata al risultato, trasparente e rispettata a livello internazionale. Al momento attuale vedo un’organizzazione che ha accresciuto la sua visibilità internazionale, mentre, al tempo stesso, si sgretola sotto il peso di promesse che non è in grado di mantenere e di una linea di gestione che ha demoralizzato, intimidito e paralizzato il suo organico.
Credo che i problemi di gestione interna abbiano raggiunto un livello tale da trasformarsi in una potenziale minaccia per la credibilità di cui l’UNDCP gode da lungo tempo: la credibilità delle nostre promesse, di quello che stiamo facendo e del nostro modo di operare. Ma forse l’aspetto più importante è rappresentato dal fatto che la maggior parte dei nostri colleghi hanno perso fiducia nei confronti della correttezza e della gestione interna di questa organizzazione. È con questa convinzione in mente che io, in qualità di dirigente di alto livello, Le illustro le mie profonde preoccupazioni per il futuro di questa organizzazione."
A seguire iniziano tutta una serie di critiche e considerazioni sull’operato del Dott. Arlacchi e su come risolverli. Vi riporto le frasi chiave su cui riflettere, ma vale la pena leggerselo tutto.
"Nonostante la sostanziale crescita nell’attuazione dei programmi registrata nel 1999, l’UNDCP rimane uno dei programmi più piccoli delle Nazioni Unite. Anche nel corso dello scorso anno, che è stato eccezionalmente buono, il totale delle spese globali di programma ha raggiunto appena i 58.000.000 $ USA; se si detraggono le spese per gli organici delle sedi centrali e degli uffici sul campo, oltre che i contributi governativi dal Brasile, le risorse disponibili per le attività regionali ammontano a circa 38.000.000 $ USA. La maggior parte di questi fondi sono già stati assegnati, e, questo anno, la Sua autorità discrezionale sui fondi di programma non potrà superare i 3.000.000 $ USA. Sulla base di questi limiti economici, le promesse, frequenti e ad hoc, fatte in questi ultimi anni a proposito di nuovi programmi, conferenze internazionali e iniziative con molta probabilità non potranno essere portate avanti."
Praticamente non hanno una minimo di budget per far fronte a delle iniziative o aiuti. Vi ricordo che questo è il budget per l’anno 2000.
"Le promesse di nuovi programmi, in taluni casi di grandi proporzioni, sono state fatte raramente in accordo con i donors, cioè chi paga le spese, i quali spesso non sono stati neanche informati. Non c’è quindi da stupirsi se l’UNDCP non è in grado di mobilitare i finanziamenti necessari. Ne consegue che la maggior parte dei programmi vengono avviati con finanziamenti molto limitati oppure sono diluiti in lunghi periodi di tempo senza che ci sia una concreta possibilità che essi vengano attuati nella loro interezza. Programmi che sono stati a loro tempo annunciati al suono delle fanfare scivolano silenziosamente nell’oblio. Altri programmi promessi non raggiungono la fase della realizzazione. "
"In modo simile il nostro desiderio di svolgere un ruolo politico ha trasformato l’UNDCP in un’organizzazione che propone e prepara con regolarità conferenze internazionali e happening. Sotto questo aspetto siamo incredibilmente ambiziosi, invitiamo esclusivamente capi di governo o perlomeno alti ministri. Nonostante queste conferenze siano importanti nel campo della sensibilizzazione su questioni di interesse internazionale inerenti il crimine e la droga, la loro utilità in termini di concreti risultati è spesso discutibile. Molte conferenze hanno richiamato un livello di partecipanti sensibilmente più basso del previsto, alcune sono state addirittura cancellate all’ultimo momento per mancanza di adesioni da parte degli alti livelli."
"Nuovi programmi e iniziative non pianificati vengono presentati con la stessa velocità con la quale Lei sembra perdere interesse in loro. Troppe iniziative divengono priorità assoluta per un tempo molto breve, solo per essere successivamente dimenticate. Non esiste neanche un registro istituzionalizzato riguardante tutte queste promesse e iniziative. In realtà ho l’impressione che Lei faccia saltare l’UNDCP da un’iniziativa all’altra in parte per sfuggire ad ogni riferimento alle promesse non realizzate…."
"Non si tengono mai riunioni interne per discutere se queste iniziative si adattino ad una strategia globale per le attività operative o se siano tecnicamente ed economicamente solide. Dal Suo canto non fa alcuno sforzo per convincere il resto dell’organizzazione della validità delle Sue decisioni. In qualità di Suo dirigente di alto livello responsabile per le operazioni, sono venuto a conoscenza di molte di queste iniziative da un collega più giovane che L’ha accompagnato, da voci interne o addirittura dalla stampa e dai media. …… Con l’aumentare della preoccupazione sulle finanze disponibili e, in particolare, con la riduzione dei fondi per gli Scopi Generali, la situazione economica reale e completa non viene più discussa con i Suoi dirigenti di alto livello. La mia impressione è che questa informazione venga deliberatamente mantenuta vaga. Fra le conseguenze si annoverano limitazioni dei fondi per i programmi, restrizioni di rinnovi di contratti e l’improvvisa ridestinazione di membri dell’organico della sede centrale a progetti sul campo. Il processo della regolazione dei finanziamenti non segue alcuna strategia di programma e manca di trasparenza."
"Dato che le entrate dell’UNDCP consistono quasi interamente in contribuzioni volontarie, tale argomento è di importanza fondamentale. È quindi sorprendente quanto poco venga fatto per assicurare lo sviluppo delle nostre capacità tecniche e sostanziali…"
"Invece di istituire una Commissione di Revisione Progetti più efficiente, Lei ha abolito tale commissione nel 1998 senza sostituirla … l’assenza di un qualsiasi organo di revisione è molto più dannosa di un sistema incrinato. Ciò ha teso esclusivamente a mettere in evidenza la natura centralizzata e ad hoc delle decisioni prese all’interno dell’UNDCP."
"La Sua avversione per le consulenze esterne (che curiosamente sembra non riguardare i consulenti ai quali è legato sul piano personale) e per i panel di esperti internazionali ci ha trasformato in una organizzazione ripiegata su se stessa. Le discussioni sulle politiche riguardanti le droghe non hanno luogo."
"Allo stesso tempo è chiaro che le modalità di esecuzione dell’UNDCP accelereranno la tendenza a mantenere tutte le decisioni sotto un’unica persona (ndr: riferito a Dott. Arlacchi) senza alcun controllo o equilibrio così da inquinare la trasparenza del nostro operato. Ciò conduce a conseguenze quali il nebuloso pagamento al capitano Oren a Las Palmas tramite il nostro ufficio di Mosca (sebbene noi non abbiamo alcun progetto in quella zona), i confusi finanziamenti ai nostri uffici sul campo, effettuati impiegando fondi per i progetti, e l’assegnazione arbitraria alle sedi generali di cariche nell’area dei progetti sul campo."
E questo punto appena letto è fondamentale.
"All’interno della famiglia delle Nazioni Unite i problemi nello stabilire le priorità, nel gestire i contributi da parte dei donors, di difficile previsione, e nello sviluppo delle competenze tecniche non sono una prerogativa assoluta dell’UNDCP. Ma ciò che ci distingue da molte altre organizzazioni delle Nazioni Unite è che noi non abbiamo alcun meccanismo trasparente che si occupi di questi aspetti……Di fatto, fino ad oggi, Lei continua a prendere decisioni nel più totale isolamento. All’organico viene semplicemente comunicato, la maggior parte delle volte tramite il Suo segretariato, di metterle in atto. Oggi, non soltanto Lei prende decisioni sulle politiche e sui programmi, ma addirittura su argomenti minori quali i workshop di progetto, i viaggi del personale, il reclutamento a breve termine di consulenti e perfino la destinazione dei volontari ONU legati a singoli progetti e degli stagisti. Tutte queste decisioni vengono prese senza che abbia luogo alcuna consultazione con i dirigenti responsabili. Essi considerano il fatto di essere informati dal Suo segretariato una fortuna, ma spesso vengono a conoscenza delle decisioni prese solo per via indiretta. Può addirittura accadere che si ritrovino de facto non più responsabili del progetto, ancora una volta senza esserne stati debitamente informati. I Suoi alti dirigenti non costituiscono un’eccezione a questa regola."
"Molti dei Suoi dirigenti di alto livello non L’hanno mai incontrato. Pochissimi tra noi, neanche tra i Suoi alti dirigenti, sanno quando Lei è a Vienna(ndr:sede centrale) o la destinazione dei Suoi viaggi."
"In particolare, quando Lei percepisce anche una minima differenza di opinione o valutazione con uno dei Suoi dirigenti di alto livello, tende a risolvere il problema aggirando la persona in questione e/o rimuovendola da ogni flusso informativo."
"Invece di stabilire chiari obbiettivi per i nostri responsabili di settore e delegare conseguentemente l’autorità, Lei esercita una "direzione per esclusione". Chiunque esca dalle Sue grazie viene semplicemente escluso dagli incontri, dalle informazioni e dalle decisioni. Questo accade ai Suoi dirigenti oltre che ad altri colleghi di alto livello."
"L’aspetto più sconvolgente della Sua linea di gestione consiste nella Sua indifferenza, se non addirittura disprezzo, nei confronti del personale. Sono sconvolto dall’insensibilità del Suo modo di agire nei confronti del personale, specialmente se si considera che Lei proviene da un partito politico che si vantava di mettere in cima alle sue priorità i diritti dei lavoratori.(ndr: ex comunista)… Talvolta, in realtà, sono state attuate azioni che sanno più di vendetta personale piuttosto che di decisioni obbiettive e razionali, addirittura nei confronti di personale di livello più basso. … I membri del personale vengono avvisati che i loro contratti non verranno rinnovati senza che sia data una motivazione. In nessun caso che io mi ricordi queste persone hanno precedentemente ricevuto valutazioni PAS negative o qualsiasi altro tipo di avvertimento. Nonostante la decisione sia esclusivamente Sua, successivamente Lei si rifiuta di incontrare questi colleghi faccia a faccia. Lei non fa alcuno sforzo per rispondere alle loro lettere. Molti dei colleghi di livello più basso che hanno perso il lavoro sono allibiti in quanto non L’hanno mai visto né incontrato e avevano l’impressione che Lei fosse del tutto all’oscuro della loro esistenza. In alcuni casi il posto liberato con il licenziamento è rimasto scoperto per lunghi periodi, rendendo ancora più difficile comprendere le Sue azioni o le Sue motivazioni. Per i colleghi indesiderati che possiedono un contratto ancora in corso, la "penalità" consiste nell’essere destinati altrove, spesso con poco preavviso. La Nigeria sembra essere una delle destinazioni "preferite" per gli indesiderati. I membri dello staff che si trovano a dover affrontare questo impegno possono scegliere se accettare l’incarico o rassegnare le dimissioni. In alcuni casi Lei non ha neanche aspettato il consenso del collega interdetto, ma ha semplicemente diramato una circolare che annunciava il suo trasferimento. Non c’è alcuna considerazione per le situazioni familiari difficili. Un collega che attraversa una crisi personale, uno che ha appena perso un membro stretto della famiglia, un altro la cui moglie si è ammalata gravemente vengono tutti licenziati senza esitazione. Lei si rifiuta categoricamente di incontrare le persone alle quali tanto spietatamente ha modificato in peggio il futuro. Per i rapporti con i colleghi Lei si serve dei servizi dell’esiguo gruppo di colleghi "leali" che provvedono a comunicare le brutte notizie."
"Nonostante il mio personale disappunto, sono ancora convinto che Lei sia un uomo dotato di energie e qualità politiche eccezionali. Però Lei è anche il peggior dirigente che io abbia mai incontrato. Si dice che le gare automobilistiche vengano vinte ai box. Questo principio credo che si possa applicare anche a noi. Se Lei vuole vincere una corsa, deve avere il supporto di un’organizzazione ben gestita, di un organico motivato e qualificato e di dirigenti sui quali poter e voler contare. Per questo non ho mai compreso la Sua mancanza di considerazione nei confronti dell’organizzazione, il Suo disprezzo per i colleghi, e il Suo comportamento verso i dirigenti di alto livello. Non riesco a comprendere l’intensità della sfiducia e della diffidenza che sembrano dominare il Suo modo di comportarsi e che La spingono a prendere decisioni, a mio parere, irrazionali. Probabilmente si dovrebbe scavare nella Sua personalità per trovare una risposta.
Distinti Saluti
Michael v.d. Schulenburg
Direttore della Divisione Operazioni e Analisi "
A seguito di questa lettera vengono messi degli elenchi e dei dati a conferma di quanto dichiarato, diciamo come prova verificabile dalle Nazioni Unite.
Vi riporto , anche in questo caso , alcune parti prese sempre da <http://www.radicalparty.org/arlacchi/it_schulenburg.htm>
Promesse e impegni non mantenuti
Programmi nazionali e regionali:
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Programmi e iniziative globali:
Conferenze internazionali:
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Gale Dale, speechwriter, M.R. Amirkhizi, consigliere politico, S. Tucci, portavoce, B. Znamensky, questioni di protocollo, G. Quaglia, Direttore delle Operazioni, T. Pietschmann, responsabile per il World Drug Report, Roberto Arbitrio, responsabile per le operazioni in Tagikistan, signora De Ledda, Rappresentante in Tashkent, V. Fenopetov, responsabile per l’Afghanistan e l’Asia Centrale
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