:: Home » Numeri » #188 » MUSICA » Intervista con i MODENA CITY RAMBLERS
2011
31
Mar

Intervista con i MODENA CITY RAMBLERS

media 4.40 dopo 304 voti
Commenti () - Page hits: 5600

 

MESCAL PRESENTA 

SUL TETTO DEL MONDO

Modena City Ramblers

 
È il dodicesimo capitolo discografico della saga ventennale dei Ramblers, formatisi nel 1991. Ed è anche l'ultimo disco inciso nella storica sala di registrazione dell'Esagono di Rubiera (RE), che col 2011 chiude i battenti e presso la quale la band ha realizzato gran parte dei suoi dischi. Registrato con Carloenrico Pinna, presente da sempre allo Studio Esagono, tra il novembre e il dicembre dell'anno passato, "Sul Tetto del Mondo" vive del suono degli ambienti dello studio, con incisioni volutamente mirate a catturare il respiro degli strumenti acustici di tradizione folk e il battito combat-folk della sezione ritmica nella sala di ripresa esagonale. Senza alcun ricorso a effetti e "trucchi" di studio.  La produzione, così come la scrittura e l'arrangiamento dei tredici brani presenti, è stata curata interamente dalla band, come già per il disco passato, mentre tra i pochi ospiti presenti spicca la figura del percussionista Tony Esposito, che impreziosisce con le sue ritmiche "Que Viva Tortuga!".
Rispetto ai precedenti lavori, in questo disco i MCR non rincorrono alcun progetto concettuale ai quali legare le canzoni. Esse vivono di vita propria e coesistono in un album dedicato a gran parte dei temi che, sia a livello di sonorità che di liriche, da sempre popolano il cosiddetto "universo Ramblers". Ci sono canzoni aggressive, dove il violino, la fisarmonica e il flauto si rincorrono nel classico stile della band, e brani più lenti dove la voce si stende melodicamente su paesaggi di chiara matrice ballad-folk. In generale, musicalmente, si riconosce chiaramente un largo spazio dei suoni di natura acustica rispetto a quelli elettrici.
Il titolo del disco prende spunto da una delle sue canzoni, la sognante "Seduto sul Tetto del Mondo", piccolo affresco intimista intriso di spiritualità celtica. 
Nei testi, a fianco di liriche ispirate e influenzate dagli accadimenti del mondo attuale ("AltrItalia", "I Giorni della Crisi"), si assiste al ritorno anche di tematiche più introspettive, fino ad entrare, in "Tra Nuvole e Terra" e la conclusiva "Specchio dei Miei Sogni" (impreziosita dalle  sonorità degli archi del quartetto Archimia) nel territorio della canzone d'amore. Come in quasi tutti i precedenti dischi, accanto all'italiano, compare anche il dialetto emiliano, come nella cavalcata "S'ciop e Picòun" e nel ritornello della trasognata "Camminare".
Nella folkeggiante "Il Posto dell'Airone" i MCR, infine, ricordano il luogo in cui sono nate molte delle loro canzoni, con un poetico affresco di molti personaggi che hanno legato la loro storia a quella dello studio Esagono.
Alla voce solista in tutti i brani del disco, Davide "Dudu" Morandi, è assecondato dagli storici componenti Franco D'Aniello ai flauti, Massimo "Ice" Ghiacci al basso, Francesco "Fry" Moneti al violino e ai plettri, Roberto Zeno alla batteria e percussioni. Come già nel precedente disco, Leo Sgavetti, ormai da tre anni in formazione, si occupa della fisarmonica e delle tastiere, mentre alla chitarra acustica debutta, dopo un anno di concerti dal vivo, Luca Serio Bertolini, già tecnico al seguito dei live della band e autore, come solista, di due album a suo nome. Infine, al banjo e al bouzouki, si segnala il ritorno dello storico membro fondatore Luciano Gaetani, rientrato in pianta stabile.
L'originale grafica è stata curata, come già per il precedente disco, dalla stessa band che, ispirata dalla costante visione di una ranocchia giocattolo posizionata proprio al centro del mixer nella sala regia dello studio, ha ben pensato di inserirla come figura protagonista di un disco che, più che gracchiare, vuole soprattutto balzare in cima agli amori musicali dei tanti fans in attesa...
Da marzo 2011 i MCR porteranno in tour le nuove canzoni, assieme ovviamente a vecchi successi e cavalli di battaglia.
 
Modena City Ramblers / Sul Tetto del Mondo
 
MESCAL/MCRecords (distribuzione Universal)
 
Gennaio 2011 
 

MODENA CITY RAMBLERS

BIOGRAFIA                                                                       

 
I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese, innamorati della musica e delle tradizioni dell'isola di Smeraldo. Dopo lo storico demotape  COMBAT FOLK (MCR, 1993), nel 1994 esce il primo album, RIPORTANDO TUTTO A CASA. Pubblicato dapprima per l'etichetta indipendente Helter Skelter, il disco diventa un piccolo caso per il suo successo a livello underground e, dopo pochi mesi, viene ripubblicato dalla Blackout/Mercury. È un disco con cui i Ramblers rivendicano la loro identità meticcia, fatta di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla Resistenza e degli anni Settanta, di viaggi e di lotte. Nel 1996 arriva nei negozi un secondo lavoro, LA GRANDE FAMIGLIA (Black Out/ Mercury). Il suono comincia a cambiare e il folk (fin dall'inizio suonato con attitudine punk) a indurirsi, contaminandosi col rock. Terzo capitolo discografico nel 1997: esce TERRA E LIBERTÀ (Black Out/ Mercury), fortemente influenzato dai viaggi nel continente latino-americano, dalla lettura e dalla frequentazione di molti scrittori di quelle terre. Il combat folk si arricchisce di suggestioni letterarie e suoni più elettrici. Con collaborazioni di prestigio quali quelle con Bob Geldof, Paolo Rossi, Paco Taibo II e Luis Sepulveda, la band si attesta come una importante realtà artistica nel panorama musicale italiano, ma è grazie soprattutto alle sue infuocate esibizioni live che si costruisce un solido consenso di pubblico.
Nel 1998, dopo tre dischi e cinquecento concerti, i Ramblers realizzano RACCOLTI (Black Out/ Mercury), album dal vivo registrato in un pub irlandese d'Emilia, completamente acustico e con un pubblico composto da pochi amici.
Dopo un prestigioso tour nei teatri, il gruppo si reca in Irlanda per la pre-produzione del nuovo album in studio, FUORI CAMPO (Black Out/ Universal), ultimato come i precedenti all'Esagono di Rubiera (RE) e pubblicato nel 1999, con il nuovo marchio Universal che si sostituisce al vecchio PolyGram. Nelle sue canzoni convivono l'amore per l'Irlanda e i suoni del folk irlandese degli esordi, le suggestioni africane e balcaniche, il recupero della tradizione popolare italiana e la nuova ricerca espressiva più "contaminata".
Poco dopo viene pubblicata la prima vera biografia dei Ramblers, Combat Folk: l'Italia ai tempi dei Modena City Ramblers, scritta da Paolo Ferrari e Paolo Verri (Giunti editore).
La band si conferma nella sua vocazione live. Dalle piazze italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dai campi Saharawi nel deserto con esibizioni solidali, dalla Bolivia e al Sudafrica all'interno di importanti festival, i Modena City Ramblers macinano chilometri e impegni, proponendosi come fenomeno non solo italiano. FUORI CAMPO viene pubblicato anche in Giappone, per la locale consociata Universal.
Divergenze artistiche e scelte personali portano due componenti storici della band, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, all'abbandono. I rimanenti membri integrano nella formazione Kaba Cavazzuti, da sempre dietro alla consolle nei dischi del gruppo in qualità di produttore. Il cantante Cisco Bellotti realizza proprio con Kaba la produzione dell'album d'esordio di un gruppo da sempre affine e amico, gli aretini "La Casa del Vento":  900 esce nel febbraio 2001 per l'etichetta Mescal.
Dopo un'importante e da tempo desiderata tournée "resistente" realizzata assieme ai Gang col nome di "Gang City Ramblers" ed una intensa serie di concerti estivi, i MCR vanno in quel di Napoli per intraprendere le registrazioni del nuovo album. Per la prima volta, la regia viene affidata ad un produttore esterno: Enzo "Soulfingers" Rizzo, scelto per i  lavori fatti, tra gli altri, coi Mano Negra e Les Negresses Vertes.
RADIO REBELDE esce nel febbraio 2002 per la Blackout/Universal. Nelle sue tracce il punk, l'elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani, latini e balcanici s'innestano nella originaria componente folk e popolare in maniera personale ed innovativa. Sulla scia dell'esperienza produttiva di Cisco con "La Casa del Vento", il gruppo inaugura una propria etichetta di produzione discografica: la Modena City Records. Il primo titolo pubblicato dalla MCRecords nel febbraio del 2002 è PAZIENZA SANTA dei "Paulem", folk band dell'Appennino modenese.
La tournée di RADIO REBELDE dura un anno e mezzo: i Ramblers si confermano senza dubbio come una delle più importanti realtà live italiane. Dal tour invernale che precede il viaggio in Chiapas e Guatemala all'inizio 2003, nella formazione è nel frattempo entrato Luca Giacometti, soprannominato per le sue origini genovesi "Gabibbo", esperto di plettri e cultura irlandese. Nel giugno 2003, viene pubblicato il mini-cd MODENA CITY REMIX (Black Out/ Mercury), un progetto per i dancefloor  con remix di artisti e dj particolarmente apprezzati per il loro stile dai Ramblers, come (tra gli altri)  i britannici Transglobal Underground e  i Feel Good Productions.
Sul finire dell'anno comincia anche la collaborazione tra i Modena City Ramblers  e la Coop, che li sceglie quali testimonial  per la sua  campagna  di solidarietà internazionale "Acqua per la Pace". In esclusiva per i supermercati della cooperativa, nel dicembre 2003 viene pubblicato il mini-cd GOCCE, i cui proventi vanno a finanziare i progetti sostenuti dalla  campagna.
Il nuovo album VIVA LA VIDA, MUERA LA MUERTE! Viene dato alle stampe nel gennaio 2004, sempre per la Blackout-Mercury/Universal.  I temi e le sonorità di RADIO REBELDE trovano qui ulteriore sviluppo e maturazione, grazie all'attenta produzione di Max Casacci (Subsonica),  in cabina di regia durante le registrazioni del disco, protrattesi per tutto l'autunno 2003 tra Rubiera (un ritorno allo studio Esagono) e Città di Castello. I Ramblers riprendono quindi i concerti con il nuovo tour che vede la band esibirsi in oltre cento date in Italia e proporsi in prestigiosi club e festival europei.
Nel 2004 viene anche pubblicato il primo DVD ufficiale della band: CLAN BANLIEUE: 1992-2004, la Grande Famiglia in Movimento (Universal/ Black Out) che sale ai primi posti nelle vendite italiane di questo tipo di supporto.
A tour appena concluso, i Ramblers si rimettono all'opera su un nuovo progetto discografico: l'idea è quella di lavorare a un "corpus" di canzoni, tra alcune del repertorio della band e altre appartenenti ad autori diversi, accomunate dall'essere legate o ispirate al periodo della Seconda Guerra Mondiale e della Lotta di Resistenza. La produzione del disco, seguita direttamente dai Ramblers, si svolge nei primi mesi del 2005 e vede, tra le tantissime collaborazioni di prestigio, la partecipazione di Francesco Guccini, Moni Ovadia, Piero Pelù, Goran Bregovic e la sua Wedding and Funeral Band e il britannico Billy Bragg. Durante due pause delle sessions di registrazione, i Ramblers trovano il tempo per un importante viaggio in Palestina, dove la collaborazione come testimonial di "Acqua per la Pace" con la  Coop  e l'o.n.g. toscana UCODEP permette al gruppo di inaugurare una cisterna d'acqua presso un villaggio palestinese, realizzata grazie all'intero ricavato delle vendite di "GOCCE", nonché di una parte di "VIVA LA VIDA!" e del tour seguente.
Mentre quest'ultimo cd diventa disco d'oro, superando le quarantamila copie vendute, APPUNTI PARTIGIANI (Mescal/ MCRecords) viene ultimato per essere pubblicato nell'aprile 2005, in coincidenza con il sessantesimo anniversario della Liberazione.
Il disco è il primo nella storia dei Ramblers a essere pubblicato dalla Mescal, fino a questo momento management e booking agency del gruppo, seppure con distribuzione Universal. Come già i precedenti due cd, RADIO REBELDE e VIVA LA VIDA!, l'album arriva nella Top Ten italiana di vendite discografiche, diventa disco d'oro e si accompagna ad un ennesimo tour che porta la band in giro per l'Italia.
Nel frattempo, la canzone "Ebano" vince il prestigioso premio "Amnesty – Voci per la libertà", come esempio di brano impegnato nell'ambito delle tematiche dei diritti umani.
Nel novembre 2005, in un momento di pausa nell'attività del gruppo, arriva l'abbandono del cantante Stefano "Cisco" Bellotti. Dopo quattordici anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili soddisfazioni, Cisco compie una scelta che, come in precedenza per altri abbandoni (Alberto Morselli, cantante assieme a Cisco nel primo album, Luciano Gaetani e Marco Michelini, musicisti nei primi due dischi della band), è figlia soprattutto di esigenze personali ed è compiuta con grande serenità e senza dissapori.
Il gruppo decide di mettersi subito al lavoro per tornare al più presto a suonare dal vivo e per cominciare a preparare un nuovo disco. Per il ruolo canoro si decide di tornare, dopo tanti anni, a un'originale formazione con doppio vocalist, come accadeva agli inizi.
I nuovi elementi provengono dalla cerchia di amici e compagni di strada dei Ramblers: Davide "Dudu" Morandi, cantante dei conterranei "Mocogno Rovers", fin dagli esordi dei Ramblers amico e ospite alla voce in varie occasioni (compare anche nella copertina di GRANDE FAMIGLIA) e, prima presenza femminile stabile nel gruppo, la cantante e attrice Betty Vezzani, già impegnata sia in varie collaborazioni musicali di matrice folk e rock che, sul set, con Guido Chiesa nel film-documentario "Partigiani".
A marzo 2006 i Ramblers si presentano con la nuova formazione dal vivo, dapprima nei club, poi nelle piazze italiane. Tra gli eventi più prestigiosi, l'ennesima apparizione sul palco del concertone romano del 1° Maggio, dove, probabilmente per l'ultima volta (e dopo non averla suonata e cantata per molti anni), eseguono "Contessa" di P. Pietrangeli modificandone alcune strofe. La risposta del pubblico a questo nuovo tour è come sempre calorosa ed entusiasta e, convinti che nonostante l'abbandono di una figura importante quale quella del frontman il gruppo conservi inalterato il legame coi propri fans, i Ramblers iniziano a lavorare a un nuovo disco. La pre-produzione avviene a Rubiera nel maggio 2006: i Ramblers scelgono di lavorare su un consistente numero di canzoni scritte in gran parte tra la conclusione del tour di APPUNTI PARTIGIANI e l'ultimo mese.  
Per la produzione artistica del disco la band chiama il noto produttore inglese Peter Walsh, già collaboratore, tra gli altri, di Simple Minds e Peter Gabriel.
Tutto il lavoro viene realizzato presso l'ormai classica "casa" dello studio Esagono. Tra gli ospiti di rilievo che partecipano alle registrazioni la brass band macedone Original Kocani Orkestar ed il famoso musicista irlandese Terry Woods, membro dei Pogues e tra i principali esponenti del folk irlandese dagli anni 70 ad oggi. 
A estate conclusa e disco finito, la band rimane in studio con Terry Woods per iniziare le registrazioni di un futuro progetto "internazionale". Coprodotto dal musicista irlandese, il lavoro prevede riletture di classici del repertorio MCR, alcuni dei quali trasposti in inglese, che andranno a comporre un disco pensato e proposto per il mercato straniero. Le sessions di registrazione si prolungano per due settimane allo studio Bunker di Rubiera (RE), altro classico luogo di "frequentazione" della band.
DOPO IL LUNGO INVERNO (Mescal/MCRecords) viene pubblicato nel novembre 2006 ed entra immediatamente in classifica all'undicesimo posto. In dicembre il gruppo  parte quindi con il nuovo tour che lo riporta nei club e nelle piazze d'Italia, con la sola pausa in febbraio, dedicata al ritorno in studio con Terry Woods per concludere le registrazioni del disco "internazionale". Il tour di DOPO IL LUNGO INVERNO prosegue per tutta la primavera e l'estate del 2007, con quasi cento tappe e una stima di oltre duecentomila presenze. In un momento di crisi del settore, i Ramblers appaiono sempre più come una realtà particolare, e felice, nel panorama musicale italiano.
A tour appena concluso, il 6 ottobre giunge inaspettata e crudele la tragica notizia della scomparsa, in seguito ad un incidente stradale, di Luca "Gabibbo" Giacometti, mandolinista e bouzoukista nella band dal 2002.  I Ramblers e Cisco lo piangono assieme a migliaia di fans giunti da tutta Italia nella cerimonia funebre che si tiene a Correggio (RE), dove "Gaby" aveva vissuto i suoi anni emiliani.
Col nuovo anno è pronto il disco "internazionale": BELLA CIAO, (in copertina, al titolo è abbinata una dicitura che vuole essere un simpatico manifesto d'intenti, nonché una presentazione della musica dei Ramblers: "Combat Folk for the Masses") viene inizialmente pubblicato nel gennaio 2008 dalla MESCAL/MCRecords in Italia e successivamente anche in Germania, Olanda e Svizzera. Il disco contiene alcune delle canzoni più significative dello stile e del percorso musicale dei Ramblers "rilette" con l'aiuto di Terry Woods, nonché alcuni inediti tradizionali incisi per l'occasione.
I Ramblers per tutto l'inverno, la primavera e l'estate del 2008 s'imbarcano quindi in un nuovo tour di presentazione del disco che li vede particolarmente impegnati all'estero, con concerti in club e festival.  Di proposito la band sceglie di non sostituire sul palco il compianto Luca Giacometti.
In seno ai Ramblers fin dal 2003 si alternano, comunque, anche diverse collaborazioni con fisarmonicisti e tastieristi che partecipano ai tour e alle registrazioni: Daniele Contardo, Franco Borghi, Massimiliano Fabianelli e, in questa nuova serie di concerti, Leonardo Sgavetti. 
Nel novembre 2008, Massimo "Ice" Ghiacci, storico bassista della band, pubblica per la Mescal/MCRecords il suo cd d'esordio solista COME UN MANTRA LUMINOSO, registrato l'anno precedente durante i mesi di pausa del tour. L'album si caratterizza per essere il primo disco "parallelo" al percorso della band licenziato da un membro che rimane a pieno titolo nella formazione.
Nello stesso periodo gli MCR tornano tra le mura amiche dello studio Esagono. Le registrazioni impegnano il gruppo fino agli inizi di gennaio 2009. La produzione torna a essere curata direttamente dai Ramblers, che scrivono e arrangiano tutte le dodici canzoni del disco, molte delle quali legate al concetto di libertà, in tutte le sue diverse declinazioni personali e sociali.
ONDA LIBERA (Mescal/ MCRecords) è l'undicesimo album nei sedici anni di attività discografica della band e viene pubblicato nell'aprile 2009, preceduto da una serie di concerti nei principali club della penisola.
 
A un mese dalla pubblicazione del disco Ramblers e LIBERA, l'associazione di cooperative creata da Don Luigi Ciotti, portano in giro per l'Italia "Onda Libera in Libera Terra", un tour particolare che vede la band, assieme ad una serie di numerosi ospiti (fra i quali Dario Fo, Marco Paolini, Ned Ludd, A67, Casa del Vento),  esibirsi presso i beni confiscati alle mafie sui quali operano le cooperative di LIBERA. Da questa bellissima e originale esperienza Libera, in collaborazione col gruppo Abele, realizza un Dvd, edito da Giunti, dal titolo "Onda Libera", che ben documenta i giorni della carovana.
Dopo un'intensa estate di concerti, come di consueto caratterizzati da un ottimo riscontro di pubblico, arriva la notizia dell'abbandono della band da parte di Kaba Cavazzuti e Betty Vezzani. Per entrambi la decisione è dettata da scelte di vita strettamente personali.
Nel mese di novembre, a 15 anni dall'esordio discografico,  prende il via il tour celebrativo di "Riportando Tutto a Casa", che vede la band riproporre fedelmente il live set del 1994. Per l'occasione, fa il suo ingresso nella formazione il chitarrista Luca Serio Bertolini, cantautore e tecnico al seguito della band da diversi anni, mentre nel ruolo di suonatore di bouzouki, banjo e altri strumenti tradizionali ritorna per l'ennesima volta Luciano Gaetani.
Con questa formazione, i Modena City Ramblers nel 2010 proseguono nell'intensa attività live che li porta ad essere protagonisti prima in Europa, con un intenso tour che li vede "rimbalzare" da una capitale europea all'altra riempiendo ogni volta i club ospitanti, poi con un'ennesima estate di concerti su  e giù per la penisola.
Terminata la lunga serie di live, l'autunno vede il gruppo concentrarsi dapprima nella realizzazione e presentazione di uno spettacolo teatrale che da tempo era nel cassetto: "SALA D'ASPETTO – Storie e musiche di viaggiatori di terza classe", prodotto assieme all'attore Bruno Cappagli e alla compagnia bolognese La Baracca. Lo spettacolo ripercorre gli ultimi sessant'anni di storia del nostro Paese, attraverso le musiche dei MCR, mentre a Novembre e Dicembre la band si chiude tra le consuete mura dello studio Esagono di Rubiera (RE) per la registrazione del nuovo disco. 
 
SUL TETTO DEL MONDO è stato pubblicato da MESCAL/MCRecords (con distribuzione Universal) il 15 Marzo 2011 anticipato dal singolo "Dieci Volte".
È questo il dodicesimo capitolo della vicenda artistica della band, nata esattamente vent'anni prima. Tredici sono le canzoni del CD; tutte scritte, arrangiate e prodotte dai MCR stessi. Tra gli amici musicisti ospiti nelle canzoni, spicca il nome di Tony Esposito, storico percussionista napoletano.
 
I MODENA CITY RAMBLERS SONO:
Luca Serio Bertolini: chitarra acustica, cori
Franco D'Aniello: tin whistle, flauto, sax, tromba, cori
Luciano Gaetani: banjo, bouzouki, mandolino
Massimo "Ice" Ghiacci: basso, chitarra, cori
Francesco "Fry" Moneti: chitarra elettrica, violino, plettri vari, cori
Davide "Dudu" Morandi: voce
Leonardo Sgavetti: fisarmonica e tastiere
Roberto Zeno: batteria, percussioni, cori
 
INTERVISTA
(con Franco D'Aniello) 

Davide
Ciao MCR. Questo è un disco dei Modena City Ramblers ed è intitolato Sul Tetto del Mondo…
Bella copertina, bella musica, bei suoni, bei testi… Ma cominciamo dal titolo e dalla copertina. Il tetto del mondo è notoriamente l'Himalaya; l'arancione dello sfondo, simbolo buddhista del punto di equilibrio tra spirito e fisicità, ricorda, insieme al porpora, quello dei monaci tibetani (colore addirittura censurato dalla Cina nell'ultimo motomondiale); la rana medita nella postura perfetta del Siddhâsana, adatta alla contemplazione e a una perfetta padronanza della mente… La rana, infine, è simbolo in Giappone di buona fortuna… La parola "rana" in giapponese si pronuncia come la parola "ritorno"… Ma l'arancione, il verde della ranocchia e il bianco del titolo rimandano certo anche ai colori della bandiera irlandese…
Perché avete scelto questo titolo e questi riferimenti? 

MCR
Per tutte le cose che hai detto tu. A parte gli scherzi, ti ringraziamo di aver fatto dei riferimenti così belli, in realtà volevamo una copertina che desse il senso al titolo ma allo stesso tempo lasciasse un po' spazio all'immaginazione. La rana è arrivata un po' per caso ma ricollegando i fili ci siamo detti che era un simbolo abbastanza forte del posto dove per quindici anni abbiamo registrato. La posizione zen è perché in quella posizione, sul tetto di un mondo immaginario, si vedono bene le cose con calma. I colori poi, danno un senso di allegria e di pace al tempo stesso.

Davide
La musica attinge all'Irlanda, ai Balcani, al Messico dei mariachis… ma anche un po' al valzer nostrano (bellissima "La mosca nel bicchiere", dalla visionarietà poetica di un Capossela). Soprattutto all'Irlanda di sempre. La musica folk irlandese è rimasta viva e intatta fino a oggi senza seguire le sorti di molte altre forme musicali tradizionali che sono state contaminate e modernizzate dal pop. Anzi, si può dire che al contrario molte forme di musica sono state influenzate dal folk irlandese, dal country al rock… A cosa si deve il vostro amore per l'Irlanda e per la sua musica?
 
MCR
Folgorati tutti sulla via di Galway ormai da così tanto tempo che riassumere in poche parole diventa difficile. Diciamo che l'Irlanda e la sua musica che abbiamo conosciuto noi ormai tanti anni fa, era vera, fatta da gente vera?  La musica rispecchia la sua gente. Dura, vera, genuina, tagliente. Per niente ruffiana, a volte "caciarona" al bisogno, a volte lenta e riflessiva. Musica di tutti, per tutti. Un po' come Bach per la musica classica. Non bisogna "conoscere" per apprezzare, basta saper "ascoltare".
 
Davide
La biografia dei Modena City Ramblers è molto intensa, ricca di incontri con belle personalità della cultura e dell'impegno sociale. Non sfugge, nel booklet, che per un mondo migliore sostenete Libera, Amnesty International, Emergency, Kabara Lagdaf (associazione che porta sostegno al popolo saharawi), Oxfam Italia, organizzazione non governativa impegnata nella lotta alla povertà e all'ingiustizia… e ancora Rock No War!, Creativi della Notte – Music for peace (che ha l'obiettivo di utilizzare la discoteca e lo svago anche come momenti di riflessione e di impegno concreto) e Fondazione Fossoli/ex Campo, attiva nel recupero e nella valorizzazione della memoria storica dei campi di concentramento…
Quali più grandi risultati o soddisfazioni abbiate raccolto in questo senso negli anni è forse troppo lunga a dirsi, ma ve ne chiedo comunque una sintesi, oltre al domandarvi che cosa vorreste perseguire per il futuro?
 
MCR
I risultati più belli non si vedono mai, perché molto speso queste persone che noi aiutiamo ad aiutare gli altri, non finiscono  in TV o sui giornali. Ma ricordo con molta emozione quando in Palestina inaugurammo una cisterna per l'acqua con i proventi di Gocce, progetto realizzato in collaborazione con la Coop. Poi il viaggio nel deserto vivendo a stretto contatto col popolo Saharawi. Ma te ne potrei citare tante altre, tutte con lo stesso livello di emozione, anche vicino a casa nostra, come il tour con Libera sui terreni confiscati alla mafia. Per il futuro non abbiamo ancora nulla in cantiere, ma sicuramente continueremo a sostenere queste realtà.
 
Davide
Torniamo alla copertina per un attimo… è così bella che il suo teaser l'ho messo come sfondo sul desktop… La terra su cui siede la rana rievoca un sole che si leva all'alba sull'orizzonte e i raggi che ne dipartono un po' rimandano alla bandiera del Sol Levante, quella interdetta nel 1945 dopo la sconfitta del Giappone e poi reintrodotta solo per la Marina. Insomma, è l'auspicio dell'alba di un nuovo mondo, mentre oggi si parla soprattutto di un'odissea all'alba… Il che non fa ben presagire, se dall'alba al tramonto e alla notte e all'indomani di un nuovo giorno c'è tutta una lunga giornata… Altro evento di questi mesi, giorni… Le rivolte del mondo arabo, dalla Tunisia all'Egitto, la Libia e ora anche lo Yemen… Mu'ammar Gheddafi  torna in Italia nel 2009 e nel 2010, riverito dalle massime autorità italiane, mentre oggi partono anche i nostri Tornado...  Ovvero un'altra guerra alle porte di casa nostra come già è stato nell'ex Jugoslavia e la solita rassicurazione che la guerra non è proprio una guerra, che i civili saranno risparmiati (salvo poi la realtà…) Qual è la vostra idea al riguardo?
 
MCR
Rubo, permettimi, parole a Gramellini :"Non ci capisco niente"! …o meglio, capisce eccome e anche io, ma la realtà sta superando talmente tanto la fantasia che non riesci più a distinguerle. Sicuramente Gheddafi è un tiranno dittatore sotto il quale, io, da uomo libero (diciamo libero in confronto ai libici o ai tunisini prima della rivoluzione; non vorrei scatenare dibattiti sui massimi sistemi: se si è più liberi in anarchia o sotto al comunismo sovietico) non vorrei mai vivere. Ma se si prescinde da questo aspetto squisitamente "romantico " della questione, direi che la coerenza non sta più di casa in nessun uomo politico di questa terra. Quando c'è stata la guerra civile in Ruanda quanti aerei si sono levati in volo per dare una mano al popolo oppresso? " No Oil, no party".  E allora io, personalmente, non ci sto a bombardare nessuno, tantomeno dietro balle colossali di operazioni umanitarie. Vorrei che Berlusconi se ne andasse? Certo, ma non vorrei che i francesi ci bombardassero per questo. Se si vogliono trovare, le soluzioni politiche ci sono eccome.
 
Davide
A proposito di Giappone e della volontà di ritorno in Italia al nucleare?
 
MCR
Sono per il no, incondizionatamente. Nessuno mi potrà mai convincere della sicurezza di una centrale nucleare e tremo solo all'idea addirittura di una mano della mafia che per risparmiare sul calcestruzzo costruisce una centrale di cartongesso. È un'iperbole, ovviamente, ma solo per dire che sono contrario in toto. Ma questo è un parere personale.
 
Davide
Ma torniamo alla musica. In questo disco avete suonato strumenti musicali di varia provenienza, dal bozouki (Grecia) alla balalaika (Russia), dalla tammorra del Sud Italia al saz della Turchia, dagli immancabili strumenti irlandesi come il tin whistle e le Uillean pipes al darbouka del Nord Africa… più tutto il resto. Sono davvero molti gli strumenti che utilizzate.
Oggi, nella musica, si fa un uso assai esteso di strumenti, sonorità e stili che derivano da ogni parte del mondo. Quanto meno chi fa musica ha capito che la bellezza dell'umanità sta nel mettere insieme tutta la sua ricchezza di belle diversità? O può essere anche questa una forma di globalizzazione che può da una parte arricchire a valle, dall'altra impoverire le origini a monte?
 
MCR
Se l'origine è salda e le radici ramificate e intatte, non credo che questa forma di globalizzazione possa impoverire le origini. Gli incroci genetici, in natura, rafforzano la specie. Così credo anche nella musica. Il bouzouki, di origine greca, orami è diventato, nella sua forma a fondo piatto, tipico della musica irlandese senza che l'originale greco fosse intaccato nella sua "onorabilità". 
 
Davide
Perché la sala di registrazione dell'Esagono di Rubiera chiude i battenti col 2011?
 
MCR
Perché la crisi che ha investito la società è ancora più grave nel mondo della musica e l'accesso alle tecnologie per tutti ha tagliato fuori dall'economia gli studi di registrazione più "grossi". Purtroppo!
 
Davide
Camminare camminare, senza fretta di arrivare… naso al vento come un cane… In tutti questi anni avete portato la vostra musica in moltissime parti del mondo. Quali sono i paesi che vi hanno lasciato il miglior ricordo… oltre, suppongo, all'Irlanda?
 
MCR
Se scindiamo il discorso musicale da quello della solidarietà uno dei più bei ricordi li ho collegati al concerto in Sud Africa del 2000, dove suonammo in un festival in mezzo ad un parco naturale. Con l'Olanda poi abbiamo un feeling particolare, abbiamo fatto bei concerti davanti a tanta gente. E anche un festival a Norimberga lo ricordo con molta passione.
 
Davide
"Que Viva Tortuga!", ospite il grande Tony Esposito, è un omaggio a Edoardo Bennato. Un altro grande da omaggiare è il fratello Eugenio e nondimeno lo è Giorgio Zito, oltre che per le sue qualità musicali… perché scelse il cognome della madre per non sfruttare la fama dei fratelli (che tocco di classe raro in Italia…). Dunque, per tornare alla domanda, perché questo vostro pensiero per Edoardo?
 
MCR
Mah, perché ci piaceva l'idea di omaggiare un musicista con cui siamo cresciuti. Tra l'altro le sue canzoni sono di un'attualità sconvolgente; forse uno dei pochi ad aver visto lungo oltre ad aver fatto canzoni meravigliose.
 
Davide
"Pape Satan, Pape Satan Aleppe… Fatti non foste  a viver come bruti, ma a viver come bruti vi siete abituati… Povero Diavolo dimenticato, povero diavolo disoccupato… Ma forse ogni cosa che testé vi ho raccontato è l'ennesimo mio inganno…" Quante cose si possono leggere tra le righe, inclusi i nuovi posti di lavoro promessi a ogni campagna elettorale… In Italia cresce il numero di poveri diavoli dimenticati e disoccupati… e cresce anche l'Italia del cosiddetto italiano medio che non può più seguire l'esempio di virtute e canoscenza, ma si abitua sempre più all'abbruttimento culturale… Una canzone con le terzine dantesche in un momento in cui la cultura, a detta di qualcuno dall'alto, non riempie la pance, è chiaramente una denuncia su una Italia (proprio l'Italia!) che non investe nella cultura… 
 
MCR
L'Italia non solo non investe, ma dis-investe. La Germania non solo non ha tagliato fondi all'istruzione e alla cultura, ma li ha addirittura aumentati. Le lobby politiche sono in favore dell'ignoranza, così si controllano meglio le menti e ci si può abituare ad avere una velina che diventa ministro. È questo, quello che vogliono, non è questione di soldi. La crisi è solo la classica "palla al balzo" che colgono al volo "Eeeh, c'è la crisi, dobbiamo tagliare… o volete che aumentiamo la benzina?" Siamo costantemente sotto ricatto.
 
Davide
"I giorni della crisi"… Giorni allo spiedo strappati coi denti, giorni che a volte era dura anche cominciare… La crisi è un problema che può divenire opportunità? Quali auspicate?
 
MCR
L'opportunità è quella forse di riuscire a capire che si può vivere felici senza dover per forza fare debiti. Già capire questo, e apprezzare anche il sobrio, potrebbe essere un'uscita  dignitosa dal sentirsi in crisi. Questo ovviamente in linea filosofica. Per quella del mangiare tutti i giorni e potersi permettere un affitto invece, la strada è molto più tortuosa. La precarietà, purtroppo, genera frustrazione profonda e a volte vergogna.  Ci auspichiamo ovviamente, come tutti, una ripresa dell'economia ma non sarà così facile come vogliono farci credere. E comunque il lavoro precario non diminuirà di certo.
 
Davide
Il 17 marzo 2011 è appena trascorso… Italia e AltrItalia…
Lasciamo stare i nostri politici (mi riferisco a una puntata de "Le Iene"), che non sapevano il perché di questa data… Proprio in Emilia, per altro, è nato il nostro tricolore, a Reggio Emilia per esattezza. Come avete trascorso voi il 17 marzo e cosa augurate al nostro paese?
 
MCR
Noi l'abbiamo trascorso come al solito, ovvero suonando in concerto, essendo il 17 marzo il S. Patrick Day, festa irlandese per antonomasia. Abbiamo festeggiato doppiamente anche se per noi la vera data importante resta il 25 Aprile. I partigiani e le forze alleate ci hanno liberato dai nazi-fascisti. Ora non ci resta che unificare davvero l'italia.
 
Davide
È già iniziata la presentazione del vostro disco in giro per l'Italia e dal 17 anche la vostra tournée… Molte buone ragioni per cercare di esserci e di ascoltarvi. Cosa vorreste dire o lasciare a chi non potrà?
 
MCR
Che speriamo invece che prima o poi ci si possa trovare dopo un concerto a fare quattro chiacchiere e a bere un bicchiere di birra assieme. O di acqua, nel caso qualcuno fosse astemio.
 
Davide
Grazie dal cuore e… à suivre.
 
Grazie a te…
Franco
 
 
Dal 15 Marzo i
MODENA CITY RAMBLERS
vi invitano a guardare il nostro pianeta salendo con loro
SUL TETTO DEL MONDO
12 dischi in 20 anni di musica, coerenza e tanti concerti d'averne perso il conto,
con un nuovo Tour che riparte Giovedì 17 Marzo dal Blue Moon Music Hall di Genova (Piazzale Marassi)
nella data da sempre consacrato al Saint Patrick's Day e quest'anno celebrata anche per i 150 Anni d'Unità d'Italia!
 
L'album verrà inoltre presentato in Fnac e Feltrinelli. Questi gli appuntamenti:
 
17-03 FNAC / GENOVA h. 17.00 - Via XX Settembre 46/ R
19-03 FELTRINELLI / BOLOGNA h.16.00 / Piazza Ravegnana 1/Galleria Acquaderni
21-03 FNAC / VERONA h. 18.00 / Via Cappello 24 - Verona
22-03 FELTRINELLI / MODENA h. 18.00 / Via Cesare Battisti 17 - Modena
23-03 FNAC / TORINO h. 18.30 / c/o Shopville Le Gru - Via Crea 10 - Grugliasco (TO)
26-03 TOSI DISCHI / REGGIO EMILIA h.17.00 / Via Emilia San Pietro 
02-04 FNAC / FIRENZE h. 16.00 c/o Centro Commerciale I Gigli - Via San Quirico 165 –
Campi Bisenzio (FI)
07-04 FELTRINELLI / MILANO h.18.30 / Piazza Piemonte 2
 
Le prime date del Sul Tetto Del Mondo Tour le trovate a fine comunicato!
 
MODENA CITY RAMBLERS – SUL TETTO DEL MONDO
 
 
MCR – SUL TETTO DEL MONDO TOUR 
 
17-03-2011 GENOVA – Blue Moon
18-03-2011 FONTANETO D'AGOGNA (NO) - Palaphenomenon
19-03-2011 BOLOGNA - Estragon @ Irlanda in Festa 
25-03-2011 BRESCIA – Latte + Live
02-04-2011 FIRENZE - Auditorium Flog 
08-04-2011 SAN VITTORE DI CESENA (FC) - Vidia Club 
09-04-2011 MILANO - Alcatraz
15-04-2011 ROMA - Stazione Birra
16-04-2011 SENIGALLIA (AN) - Mamamia 
23-04-2011 OLIVONE (Canton Ticino – SVIZZERA) – Polisport Olivone
29-04-2011 TANETO DI GATTATICO (RE) - Fuori Orario
30-04-2011 MARGHERA (VE) - Centro Sociale Rivolta
05-05-2011 BARCELLONA (SPAGNA) - Sala Apolo 2
06-05-2011 MADRID (SPAGNA) - Sala Caracol
12-05-2011 TORINO - Hiroshima Mon Amour  
13-05-2011 CASALROMANO (MN) - Teatro Tenda
 
 Ufficio Stampa Mescal: Manuela Longhi 
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Davide Riccio
Davide Riccio, di Torino, educatore, musicista polistrumentista, compositore e giornalista. Ha collaborato con molti musicisti italiani e internazionali. Ha scritto poesie, racconti e saggi, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi (tra le ultime opere pubblicate “Il Musico David Rizzio” (biografia, ebook, 2006), “Povertssiment” (Genesi 2006), “Sversi” (Libellula, 2008), Neumi, cantus volat signa manent – La musica che lascia il segno (con cd di autori vari, Genesi-Into my Bed-Unamusica 2011). Dal 1998 è stato inquirente e articolista ufologo, copywriter in pubblicità e giornalista (il settimanale La Val Susa, il quotidiano Torino Sera, e il mensile Oblò di Livorno) occupandosi di cultura in genere e divulgazione.
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 114 millisecondi