KULT Underground

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Intervista con i MODENA CITY RAMBLERS

23 min read

 

MESCAL PRESENTA 

SUL TETTO DEL MONDO

Modena City Ramblers

 
È il dodicesimo capitolo discografico della saga ventennaledei Ramblers, formatisi nel 1991. Ed è anche l’ultimo disco inciso nellastorica sala di registrazione dell’Esagono di Rubiera (RE), che col 2011 chiudei battenti e presso la quale la band ha realizzato gran parte dei suoi dischi.Registrato con Carloenrico Pinna, presente da sempre allo Studio Esagono, trail novembre e il dicembre dell’anno passato, “Sul Tetto del Mondo” vive delsuono degli ambienti dello studio, con incisioni volutamente mirate a catturareil respiro degli strumenti acustici di tradizione folk e il battito combat-folkdella sezione ritmica nella sala di ripresa esagonale. Senza alcun ricorso aeffetti e “trucchi” di studio.  La produzione, così come la scrittura el’arrangiamento dei tredici brani presenti, è stata curata interamente dallaband, come già per il disco passato, mentre tra i pochi ospiti presenti spiccala figura del percussionista Tony Esposito, che impreziosisce con le sueritmiche “¡Que Viva Tortuga!”.
Rispetto ai precedenti lavori, in questo disco i MCR nonrincorrono alcun progetto concettuale ai quali legare le canzoni. Esse vivonodi vita propria e coesistono in un album dedicato a gran parte dei temi che,sia a livello di sonorità che di liriche, da sempre popolano il cosiddetto”universo Ramblers”. Ci sono canzoni aggressive, dove il violino, lafisarmonica e il flauto si rincorrono nel classico stile della band, e branipiù lenti dove la voce si stende melodicamente su paesaggi di chiara matriceballad-folk. In generale, musicalmente, si riconosce chiaramente un largospazio dei suoni di natura acustica rispetto a quelli elettrici.
Il titolo del disco prende spunto da una delle sue canzoni,la sognante “Seduto sul Tetto del Mondo”, piccolo affresco intimista intriso dispiritualità celtica. 
Nei testi, a fianco di liriche ispirate e influenzate dagliaccadimenti del mondo attuale (“AltrItalia”, “I Giorni della Crisi”), siassiste al ritorno anche di tematiche più introspettive, fino ad entrare, in”Tra Nuvole e Terra” e la conclusiva “Specchio dei Miei Sogni” (impreziositadalle  sonorità degli archi del quartetto Archimia) nel territorio dellacanzone d’amore. Come in quasi tutti i precedenti dischi, accanto all’italiano,compare anche il dialetto emiliano, come nella cavalcata “S’ciop e Picòun”e nel ritornello della trasognata “Camminare”.
Nella folkeggiante “Il Posto dell’Airone” i MCR, infine,ricordano il luogo in cui sono nate molte delle loro canzoni, con un poeticoaffresco di molti personaggi che hanno legato la loro storia a quella dellostudio Esagono.
Alla voce solista in tutti i brani del disco, Davide “Dudu”Morandi, è assecondato dagli storici componenti Franco D’Aniello ai flauti,Massimo “Ice” Ghiacci al basso, Francesco “Fry” Moneti al violino e ai plettri,Roberto Zeno alla batteria e percussioni. Come già nel precedente disco, LeoSgavetti, ormai da tre anni in formazione, si occupa della fisarmonica e delletastiere, mentre alla chitarra acustica debutta, dopo un anno di concerti dalvivo, Luca Serio Bertolini, già tecnico al seguito dei live della band eautore, come solista, di due album a suo nome. Infine, al banjo e al bouzouki,si segnala il ritorno dello storico membro fondatore Luciano Gaetani, rientratoin pianta stabile.
L’originale grafica è stata curata, come già per ilprecedente disco, dalla stessa band che, ispirata dalla costante visione di unaranocchia giocattolo posizionata proprio al centro del mixer nella sala regiadello studio, ha ben pensato di inserirla come figura protagonista di un discoche, più che gracchiare, vuole soprattutto balzare in cima agli amori musicalidei tanti fans in attesa…
Da marzo 2011 i MCR porteranno in tour le nuove canzoni,assieme ovviamente a vecchi successi e cavalli di battaglia.
 
Modena City Ramblers / Sul Tetto del Mondo
 
MESCAL/MCRecords (distribuzione Universal)
 
Gennaio 2011 
 

MODENACITY RAMBLERS

BIOGRAFIA                                                                       

 
I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folkirlandese, innamorati della musica e delle tradizioni dell’isola di Smeraldo.Dopo lo storico demotape  COMBAT FOLK (MCR, 1993), nel 1994 esce il primoalbum, RIPORTANDO TUTTO A CASA. Pubblicato dapprima per l’etichettaindipendente Helter Skelter, il disco diventa un piccolo caso per il suosuccesso a livello underground e, dopo pochi mesi, viene ripubblicato dallaBlackout/Mercury. È un disco con cui i Ramblers rivendicano la loro identitàmeticcia, fatta di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla Resistenza e deglianni Settanta, di viaggi e di lotte. Nel 1996 arriva nei negozi un secondolavoro, LA GRANDE FAMIGLIA (Black Out/ Mercury). Il suono comincia a cambiare eil folk (fin dall’inizio suonato con attitudine punk) a indurirsi,contaminandosi col rock. Terzo capitolo discografico nel 1997: esce TERRA ELIBERTÀ (Black Out/ Mercury), fortemente influenzato dai viaggi nel continentelatino-americano, dalla lettura e dalla frequentazione di molti scrittori diquelle terre. Il combat folk si arricchisce di suggestioni letterarie e suonipiù elettrici. Con collaborazioni di prestigio quali quelle con Bob Geldof,Paolo Rossi, Paco Taibo II e Luis Sepulveda, la band si attesta come una importanterealtà artistica nel panorama musicale italiano, ma è grazie soprattutto allesue infuocate esibizioni live che si costruisce un solido consenso di pubblico.
Nel 1998, dopo tre dischi e cinquecento concerti, iRamblers realizzano RACCOLTI (Black Out/ Mercury), album dal vivo registrato inun pub irlandese d’Emilia, completamente acustico e con un pubblico composto dapochi amici.
Dopo un prestigioso tour nei teatri, il gruppo si reca inIrlanda per la pre-produzione del nuovo album in studio, FUORI CAMPO (BlackOut/ Universal), ultimato come i precedenti all’Esagono di Rubiera (RE) epubblicato nel 1999, con il nuovo marchio Universal che si sostituisce alvecchio PolyGram. Nelle sue canzoni convivono l’amore per l’Irlanda e i suonidel folk irlandese degli esordi, le suggestioni africane e balcaniche, ilrecupero della tradizione popolare italiana e la nuova ricerca espressiva più”contaminata”.
Poco dopo viene pubblicata la prima vera biografia deiRamblers, Combat Folk: l’Italia ai tempi dei Modena City Ramblers, scritta daPaolo Ferrari e Paolo Verri (Giunti editore).
La band si conferma nella sua vocazione live. Dalle piazzeitaliane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dai campi Saharawinel deserto con esibizioni solidali, dalla Bolivia e al Sudafrica all’internodi importanti festival, i Modena City Ramblers macinano chilometri e impegni,proponendosi come fenomeno non solo italiano. FUORI CAMPO viene pubblicatoanche in Giappone, per la locale consociata Universal.
Divergenze artistiche e scelte personali portano duecomponenti storici della band, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica,all’abbandono. I rimanenti membri integrano nella formazione Kaba Cavazzuti, dasempre dietro alla consolle nei dischi del gruppo in qualità di produttore. Ilcantante Cisco Bellotti realizza proprio con Kaba la produzione dell’albumd’esordio di un gruppo da sempre affine e amico, gli aretini “La Casa del Vento”:  900 esce nel febbraio 2001 per l’etichetta Mescal.
Dopo un’importante e da tempo desiderata tournée”resistente” realizzata assieme ai Gang col nome di “Gang City Ramblers” ed unaintensa serie di concerti estivi, i MCR vanno in quel di Napoli perintraprendere le registrazioni del nuovo album. Per la prima volta, la regiaviene affidata ad un produttore esterno: Enzo “Soulfingers” Rizzo, scelto peri  lavori fatti, tra gli altri, coi Mano Negra e Les Negresses Vertes.
RADIO REBELDE esce nel febbraio 2002 per la Blackout/Universal. Nelle sue tracce il punk, l’elettronica, il dub, il reggae, i ritmiafricani, latini e balcanici s’innestano nella originaria componente folk epopolare in maniera personale ed innovativa. Sulla scia dell’esperienzaproduttiva di Cisco con “La Casa del Vento”, il gruppo inaugura una propriaetichetta di produzione discografica: la Modena City Records. Il primo titolo pubblicato dalla MCRecords nel febbraio del 2002 è PAZIENZA SANTA dei “Paulem”,folk band dell’Appennino modenese.
La tournée di RADIO REBELDE dura un anno e mezzo: iRamblers si confermano senza dubbio come una delle più importanti realtà liveitaliane. Dal tour invernale che precede il viaggio in Chiapas e Guatemalaall’inizio 2003, nella formazione è nel frattempo entrato Luca Giacometti,soprannominato per le sue origini genovesi “Gabibbo”, esperto di plettri ecultura irlandese. Nel giugno 2003, viene pubblicato il mini-cd MODENA CITYREMIX (Black Out/ Mercury), un progetto per i dancefloor  con remix di artistie dj particolarmente apprezzati per il loro stile dai Ramblers, come (tra glialtri)  i britannici Transglobal Underground e  i Feel Good Productions.
Sul finire dell’anno comincia anche la collaborazione tra iModena City Ramblers  e la Coop, che li sceglie quali testimonial  per la sua campagna  di solidarietà internazionale “Acqua per la Pace”. In esclusiva per i supermercati della cooperativa, nel dicembre 2003 viene pubblicatoil mini-cd GOCCE, i cui proventi vanno a finanziare i progetti sostenuti dalla campagna.
Il nuovo album ¡VIVA LA VIDA, MUERA LA MUERTE! Viene dato alle stampe nel gennaio 2004, sempre per la Blackout-Mercury/Universal.  I temi e le sonorità di RADIO REBELDE trovano qui ulterioresviluppo e maturazione, grazie all’attenta produzione di Max Casacci(Subsonica),  in cabina di regia durante le registrazioni del disco, protrattesiper tutto l’autunno 2003 tra Rubiera (un ritorno allo studio Esagono) e Cittàdi Castello. I Ramblers riprendono quindi i concerti con il nuovo tour che vedela band esibirsi in oltre cento date in Italia e proporsi in prestigiosi club efestival europei.
Nel 2004 viene anche pubblicato il primo DVD ufficialedella band: CLAN BANLIEUE: 1992-2004, la Grande Famiglia in Movimento (Universal/ Black Out) che sale ai primi posti nelle venditeitaliane di questo tipo di supporto.
A tour appena concluso, i Ramblers si rimettono all’operasu un nuovo progetto discografico: l’idea è quella di lavorare a un “corpus” dicanzoni, tra alcune del repertorio della band e altre appartenenti ad autoridiversi, accomunate dall’essere legate o ispirate al periodo della SecondaGuerra Mondiale e della Lotta di Resistenza. La produzione del disco, seguitadirettamente dai Ramblers, si svolge nei primi mesi del 2005 e vede, tra letantissime collaborazioni di prestigio, la partecipazione di Francesco Guccini,Moni Ovadia, Piero Pelù, Goran Bregovic e la sua Wedding and Funeral Band e ilbritannico Billy Bragg. Durante due pause delle sessions di registrazione, iRamblers trovano il tempo per un importante viaggio in Palestina, dove lacollaborazione come testimonial di “Acqua per la Pace” con la  Coop  e l’o.n.g. toscana UCODEP permette al gruppo di inaugurare una cisternad’acqua presso un villaggio palestinese, realizzata grazie all’intero ricavatodelle vendite di “GOCCE”, nonché di una parte di “¡VIVA LA VIDA!” e del tour seguente.
Mentre quest’ultimo cd diventa disco d’oro, superando lequarantamila copie vendute, APPUNTI PARTIGIANI (Mescal/ MCRecords) vieneultimato per essere pubblicato nell’aprile 2005, in coincidenza con ilsessantesimo anniversario della Liberazione.
Il disco è il primo nella storia dei Ramblers a esserepubblicato dalla Mescal, fino a questo momento management e booking agency delgruppo, seppure con distribuzione Universal. Come già i precedenti due cd,RADIO REBELDE e ¡VIVA LA VIDA!, l’album arriva nella Top Ten italiana divendite discografiche, diventa disco d’oro e si accompagna ad un ennesimo tourche porta la band in giro per l’Italia.
Nel frattempo, la canzone “Ebano” vince il prestigiosopremio “Amnesty – Voci per la libertà”, come esempio di brano impegnatonell’ambito delle tematiche dei diritti umani.
Nel novembre 2005, in un momento di pausa nell’attività delgruppo, arriva l’abbandono del cantante Stefano “Cisco” Bellotti. Dopoquattordici anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili soddisfazioni, Ciscocompie una scelta che, come in precedenza per altri abbandoni (AlbertoMorselli, cantante assieme a Cisco nel primo album, Luciano Gaetani e MarcoMichelini, musicisti nei primi due dischi della band), è figlia soprattutto diesigenze personali ed è compiuta con grande serenità e senza dissapori.
Il gruppo decide di mettersi subito al lavoro per tornareal più presto a suonare dal vivo e per cominciare a preparare un nuovo disco.Per il ruolo canoro si decide di tornare, dopo tanti anni, a un’originaleformazione con doppio vocalist, come accadeva agli inizi.
I nuovi elementi provengono dalla cerchia di amici ecompagni di strada dei Ramblers: Davide “Dudu” Morandi, cantante deiconterranei “Mocogno Rovers”, fin dagli esordi dei Ramblers amico e ospite allavoce in varie occasioni (compare anche nella copertina di GRANDE FAMIGLIA) e,prima presenza femminile stabile nel gruppo, la cantante e attrice BettyVezzani, già impegnata sia in varie collaborazioni musicali di matrice folk e rockche, sul set, con Guido Chiesa nel film-documentario “Partigiani”.
A marzo 2006 i Ramblers si presentano con la nuovaformazione dal vivo, dapprima nei club, poi nelle piazze italiane. Tra glieventi più prestigiosi, l’ennesima apparizione sul palco del concertone romanodel 1° Maggio, dove, probabilmente per l’ultima volta (e dopo non averlasuonata e cantata per molti anni), eseguono “Contessa” di P. Pietrangelimodificandone alcune strofe. La risposta del pubblico a questo nuovo tour ècome sempre calorosa ed entusiasta e, convinti che nonostante l’abbandono diuna figura importante quale quella del frontman il gruppo conservi inalteratoil legame coi propri fans, i Ramblers iniziano a lavorare a un nuovo disco. Lapre-produzione avviene a Rubiera nel maggio 2006: i Ramblers scelgono dilavorare su un consistente numero di canzoni scritte in gran parte tra laconclusione del tour di APPUNTI PARTIGIANI e l’ultimo mese.  
Per la produzione artistica del disco la band chiama ilnoto produttore inglese Peter Walsh, già collaboratore, tra gli altri, diSimple Minds e Peter Gabriel.
Tutto il lavoro viene realizzato presso l’ormai classica”casa” dello studio Esagono. Tra gli ospiti di rilievo che partecipano alleregistrazioni la brass band macedone Original Kocani Orkestar ed il famosomusicista irlandese Terry Woods, membro dei Pogues e tra i principali esponentidel folk irlandese dagli anni ‘70 ad oggi. 
A estate conclusa e disco finito, la band rimane in studiocon Terry Woods per iniziare le registrazioni di un futuro progetto”internazionale”. Coprodotto dal musicista irlandese, il lavoro prevederiletture di classici del repertorio MCR, alcuni dei quali trasposti ininglese, che andranno a comporre un disco pensato e proposto per il mercatostraniero. Le sessions di registrazione si prolungano per due settimane allostudio Bunker di Rubiera (RE), altro classico luogo di “frequentazione” dellaband.
DOPO IL LUNGO INVERNO (Mescal/MCRecords) viene pubblicatonel novembre 2006 ed entra immediatamente in classifica all’undicesimo posto.In dicembre il gruppo  parte quindi con il nuovo tour che lo riporta nei club enelle piazze d’Italia, con la sola pausa in febbraio, dedicata al ritorno instudio con Terry Woods per concludere le registrazioni del disco “internazionale”.Il tour di DOPO IL LUNGO INVERNO prosegue per tutta la primavera e l’estate del2007, con quasi cento tappe e una stima di oltre duecentomila presenze. In unmomento di crisi del settore, i Ramblers appaiono sempre più come una realtàparticolare, e felice, nel panorama musicale italiano.
A tour appena concluso, il 6 ottobre giunge inaspettata ecrudele la tragica notizia della scomparsa, in seguito ad un incidentestradale, di Luca “Gabibbo” Giacometti, mandolinista e bouzoukista nella band dal2002.  I Ramblers e Cisco lo piangono assieme a migliaia di fans giunti datutta Italia nella cerimonia funebre che si tiene a Correggio (RE), dove “Gaby”aveva vissuto i suoi anni emiliani.
Col nuovo anno è pronto il disco “internazionale”: BELLACIAO, (in copertina, al titolo è abbinata una dicitura che vuole essere unsimpatico manifesto d’intenti, nonché una presentazione della musica deiRamblers: “Combat Folk for the Masses”) viene inizialmente pubblicato nelgennaio 2008 dalla MESCAL/MCRecords in Italia e successivamente anche inGermania, Olanda e Svizzera. Il disco contiene alcune delle canzoni piùsignificative dello stile e del percorso musicale dei Ramblers “rilette” conl’aiuto di Terry Woods, nonché alcuni inediti tradizionali incisi per l’occasione.
I Ramblers per tutto l’inverno, la primavera e l’estate del2008 s’imbarcano quindi in un nuovo tour di presentazione del disco che li vedeparticolarmente impegnati all’estero, con concerti in club e festival.  Diproposito la band sceglie di non sostituire sul palco il compianto LucaGiacometti.
In seno ai Ramblers fin dal 2003 si alternano, comunque,anche diverse collaborazioni con fisarmonicisti e tastieristi che partecipanoai tour e alle registrazioni: Daniele Contardo, Franco Borghi, MassimilianoFabianelli e, in questa nuova serie di concerti, Leonardo Sgavetti. 
Nel novembre 2008, Massimo “Ice” Ghiacci, storico bassistadella band, pubblica per la Mescal/MCRecords il suo cd d’esordio solista COMEUN MANTRA LUMINOSO, registrato l’anno precedente durante i mesi di pausa deltour. L’album si caratterizza per essere il primo disco “parallelo” al percorsodella band licenziato da un membro che rimane a pieno titolo nella formazione.
Nello stesso periodo gli MCR tornano tra le mura amiche dellostudio Esagono. Le registrazioni impegnano il gruppo fino agli inizi di gennaio2009. La produzione torna a essere curata direttamente dai Ramblers, chescrivono e arrangiano tutte le dodici canzoni del disco, molte delle qualilegate al concetto di libertà, in tutte le sue diverse declinazioni personali esociali.
ONDA LIBERA (Mescal/ MCRecords) è l’undicesimo album neisedici anni di attività discografica della band e viene pubblicato nell’aprile2009, preceduto da una serie di concerti nei principali club della penisola.
 
A un mese dalla pubblicazione del disco Ramblers e LIBERA,l’associazione di cooperative creata da Don Luigi Ciotti, portano in giro perl’Italia “Onda Libera in Libera Terra”, un tour particolare che vede la band,assieme ad una serie di numerosi ospiti (fra i quali Dario Fo, Marco Paolini,Ned Ludd, A67, Casa del Vento),  esibirsi presso i beni confiscati alle mafiesui quali operano le cooperative di LIBERA. Da questa bellissima e originaleesperienza Libera, in collaborazione col gruppo Abele, realizza un Dvd, editoda Giunti, dal titolo “Onda Libera”, che ben documenta i giorni della carovana.
Dopo un’intensa estate di concerti, come di consuetocaratterizzati da un ottimo riscontro di pubblico, arriva la notiziadell’abbandono della band da parte di Kaba Cavazzuti e Betty Vezzani. Perentrambi la decisione è dettata da scelte di vita strettamente personali.
Nel mese di novembre, a 15 anni dall’esordio discografico, prende il via il tour celebrativo di “Riportando Tutto a Casa”, che vede laband riproporre fedelmente il live set del 1994. Per l’occasione, fa il suoingresso nella formazione il chitarrista Luca Serio Bertolini, cantautore etecnico al seguito della band da diversi anni, mentre nel ruolo di suonatore dibouzouki, banjo e altri strumenti tradizionali ritorna per l’ennesima voltaLuciano Gaetani.
Con questa formazione, i Modena City Ramblers nel 2010proseguono nell’intensa attività live che li porta ad essere protagonisti primain Europa, con un intenso tour che li vede “rimbalzare” da una capitale europeaall’altra riempiendo ogni volta i club ospitanti, poi con un’ennesima estate diconcerti su  e giù per la penisola.
Terminata la lunga serie di live, l’autunno vede il gruppoconcentrarsi dapprima nella realizzazione e presentazione di uno spettacoloteatrale che da tempo era nel cassetto: “SALA D’ASPETTO – Storie e musiche diviaggiatori di terza classe”, prodotto assieme all’attore Bruno Cappagli e allacompagnia bolognese La Baracca. Lo spettacolo ripercorre gli ultimisessant’anni di storia del nostro Paese, attraverso le musiche dei MCR, mentrea Novembre e Dicembre la band si chiude tra le consuete mura dello studioEsagono di Rubiera (RE) per la registrazione del nuovo disco. 
 
SUL TETTO DEL MONDO è stato pubblicato da MESCAL/MCRecords(con distribuzione Universal) il 15 Marzo 2011 anticipato dal singolo “DieciVolte”.
È questo il dodicesimo capitolo della vicenda artisticadella band, nata esattamente vent’anni prima. Tredici sono le canzoni del CD;tutte scritte, arrangiate e prodotte dai MCR stessi. Tra gli amici musicistiospiti nelle canzoni, spicca il nome di Tony Esposito, storico percussionistanapoletano.
 
I MODENA CITY RAMBLERS SONO:
Luca Serio Bertolini: chitarra acustica, cori
Franco D’Aniello: tin whistle, flauto, sax, tromba, cori
Luciano Gaetani: banjo, bouzouki, mandolino
Massimo “Ice” Ghiacci: basso, chitarra, cori
Francesco “Fry” Moneti: chitarra elettrica, violino,plettri vari, cori
Davide “Dudu” Morandi: voce
Leonardo Sgavetti: fisarmonica e tastiere
Roberto Zeno: batteria, percussioni, cori
 
INTERVISTA
(conFranco D’Aniello) 

Davide
Ciao MCR. Questo è un disco dei Modena City Ramblersed è intitolato Sul Tetto del Mondo…
Bellacopertina, bella musica, bei suoni, bei testi… Ma cominciamo dal titolo e dallacopertina. Il tetto del mondo è notoriamente l’Himalaya; l’arancione dellosfondo, simbolobuddhista del punto di equilibrio tra spirito e fisicità, ricorda, insiemeal porpora, quello dei monaci tibetani (colore addirittura censurato dalla Cinanell’ultimo motomondiale); la rana medita nella postura perfetta del Siddhâsana, adattaalla contemplazione e a una perfetta padronanza della mente… La rana, infine, èsimbolo in Giappone di buona fortuna… La parola “rana” in giapponese sipronuncia come la parola “ritorno“… Ma l’arancione, il verde dellaranocchia e il bianco del titolo rimandano certo anche ai colori della bandierairlandese…
Perché avete scelto questo titolo e questi riferimenti? 

MCR
Pertutte le cose che hai detto tu. A parte gli scherzi, ti ringraziamo di averfatto dei riferimenti così belli, in realtà volevamo una copertina che desse ilsenso al titolo ma allo stesso tempo lasciasse un po’ spazio all’immaginazione.La rana è arrivata un po’ per caso ma ricollegando i fili ci siamo detti cheera un simbolo abbastanza forte del posto dove per quindici anni abbiamoregistrato. La posizione zen è perché in quella posizione, sul tetto di unmondo immaginario, si vedono bene le cose con calma. I colori poi, danno unsenso di allegria e di pace al tempo stesso.

Davide
Lamusica attinge all’Irlanda, ai Balcani, al Messico dei mariachis… ma anche unpo’ al valzer nostrano (bellissima “La mosca nel bicchiere“, dalla visionarietàpoetica di un Capossela).Soprattuttoall’Irlanda di sempre. La musica folk irlandese è rimasta viva e intatta fino aoggi senza seguire le sorti di molte altre forme musicali tradizionali che sonostate contaminate e modernizzate dal pop. Anzi, si può dire che al contrariomolte forme di musica sono state influenzate dal folk irlandese, dal country alrock… A cosa si deve il vostro amore per l’Irlanda e per la sua musica?
 
MCR
Folgoratitutti sulla via di Galway ormai da così tanto tempo che riassumere in pocheparole diventa difficile. Diciamo che l’Irlanda e la sua musica che abbiamoconosciuto noi ormai tanti anni fa, era vera, fatta da gente vera?  La musicarispecchia la sua gente. Dura, vera, genuina, tagliente. Per niente ruffiana, avolte “caciarona” al bisogno, a volte lenta e riflessiva. Musica di tutti, pertutti. Un po’ come Bach per la musica classica. Non bisogna “conoscere” perapprezzare, basta saper “ascoltare”.
 
Davide
Labiografia dei Modena City Ramblers è molto intensa, ricca di incontri con bellepersonalità della cultura e dell’impegno sociale. Non sfugge, nel booklet, cheper un mondo migliore sostenete Libera, Amnesty International, Emergency,Kabara Lagdaf (associazione che porta sostegno al popolo saharawi), OxfamItalia,organizzazione non governativa impegnata nella lotta alla povertà eall’ingiustizia…e ancora Rock No War!, Creativi della Notte – Music for peace (che ha l’obiettivodi utilizzare la discoteca e lo svago anche come momenti di riflessione e diimpegno concreto) eFondazione Fossoli/ex Campo, attiva nel recupero e nella valorizzazione dellamemoria storica dei campi di concentramento…
Qualipiù grandi risultati o soddisfazioni abbiate raccolto in questo senso neglianni è forse troppo lunga a dirsi, ma ve ne chiedo comunque una sintesi, oltreal domandarvi che cosa vorreste perseguire per il futuro?
 
MCR
Irisultati più belli non si vedono mai, perché molto speso queste persone che noiaiutiamo ad aiutare gli altri, non finiscono  in TV o sui giornali. Ma ricordocon molta emozione quando in Palestina inaugurammo una cisterna per l’acqua coni proventi di Gocce, progetto realizzato in collaborazione con la Coop. Poi il viaggio nel deserto vivendo a stretto contatto col popolo Saharawi. Ma te nepotrei citare tante altre, tutte con lo stesso livello di emozione, anchevicino a casa nostra, come il tour con Libera sui terreni confiscati allamafia. Per il futuro non abbiamo ancora nulla in cantiere, ma sicuramentecontinueremo a sostenere queste realtà.
 
Davide
Torniamoalla copertina per un attimo… è così bella che il suo teaser l’ho messocome sfondo sul desktop… La terra su cui siede la rana rievoca un sole che sileva all’alba sull’orizzonte e i raggi che ne dipartono un po’ rimandano allabandiera del Sol Levante, quella interdetta nel 1945 dopo la sconfitta delGiappone e poi reintrodotta solo per la Marina. Insomma, è l’auspicio dell’alba di un nuovo mondo, mentre oggi si parla soprattuttodi un’odissea all’alba… Il che non fa ben presagire, se dall’alba altramonto e alla notte e all’indomani di un nuovo giorno c’è tutta una lungagiornata… Altro evento di questi mesi, giorni… Le rivolte del mondo arabo,dalla Tunisia all’Egitto, la Libia e ora anche lo Yemen… Mu’ammar Gheddafi torna in Italia nel 2009 e nel 2010, riverito dalle massime autorità italiane,mentre oggi partono anche i nostri Tornado…  Ovvero un’altra guerra alleporte di casa nostra come già è stato nell’ex Jugoslavia e la solitarassicurazione che la guerra non è proprio una guerra, che i civili sarannorisparmiati (salvo poi la realtà…) Qual è la vostra idea al riguardo?
 
MCR
Rubo,permettimi, parole a Gramellini :”Non ci capisco niente”! …o meglio, capisceeccome e anche io, ma la realtà sta superando talmente tanto la fantasia chenon riesci più a distinguerle. Sicuramente Gheddafi è un tiranno dittatoresotto il quale, io, da uomo libero (diciamo libero in confronto ai libici o aitunisini prima della rivoluzione; non vorrei scatenare dibattiti sui massimisistemi: se si è più liberi in anarchia o sotto al comunismo sovietico) nonvorrei mai vivere. Ma se si prescinde da questo aspetto squisitamente”romantico ” della questione, direi che la coerenza non sta più di casa innessun uomo politico di questa terra. Quando c’è stata la guerra civile inRuanda quanti aerei si sono levati in volo per dare una mano al popolooppresso? ” No Oil, no party”.  E allora io, personalmente, non ci sto abombardare nessuno, tantomeno dietro balle colossali di operazioni umanitarie.Vorrei che Berlusconi se ne andasse? Certo, ma non vorrei che i francesi cibombardassero per questo. Se si vogliono trovare, le soluzioni politiche cisono eccome.
 
Davide
Aproposito di Giappone e della volontà di ritorno in Italia al nucleare?
 
MCR
Sonoper il no, incondizionatamente. Nessuno mi potrà mai convincere della sicurezzadi una centrale nucleare e tremo solo all’idea addirittura di una mano dellamafia che per risparmiare sul calcestruzzo costruisce una centrale dicartongesso. È un’iperbole, ovviamente, ma solo per dire che sono contrario intoto. Ma questo è un parere personale.
 
Davide
Matorniamo alla musica. In questo disco avete suonato strumenti musicali di variaprovenienza, dal bozouki (Grecia) alla balalaika (Russia), dalla tammorra delSud Italia al saz della Turchia, dagli immancabili strumenti irlandesi come iltin whistle e le Uillean pipes al darbouka del Nord Africa… più tutto il resto.Sono davvero molti gli strumenti che utilizzate.
Oggi,nella musica, si fa un uso assai esteso di strumenti, sonorità e stili chederivano da ogni parte del mondo. Quanto meno chi fa musica ha capito che labellezza dell’umanità sta nel mettere insieme tutta la sua ricchezza di bellediversità? O può essere anche questa una forma di globalizzazione che può dauna parte arricchire a valle, dall’altra impoverire le origini a monte?
 
MCR
Sel’origine è salda e le radici ramificate e intatte, non credo che questa formadi globalizzazione possa impoverire le origini. Gli incroci genetici, innatura, rafforzano la specie. Così credo anche nella musica. Il bouzouki, diorigine greca, orami è diventato, nella sua forma a fondo piatto, tipico dellamusica irlandese senza che l’originale greco fosse intaccato nella sua”onorabilità”. 
 
Davide
Perchéla sala di registrazione dell’Esagono di Rubiera chiude i battenti col 2011?
 
MCR
Perchéla crisi che ha investito la società è ancora più grave nel mondo della musicae l’accesso alle tecnologie per tutti ha tagliato fuori dall’economia gli studidi registrazione più “grossi”. Purtroppo!
 
Davide
Camminarecamminare, senza fretta di arrivare… naso al vento come un cane… In tutti questianni avete portato la vostra musica in moltissime parti del mondo. Quali sono ipaesi che vi hanno lasciato il miglior ricordo… oltre, suppongo, all’Irlanda?
 
MCR
Sescindiamo il discorso musicale da quello della solidarietà uno dei più beiricordi li ho collegati al concerto in Sud Africa del 2000, dove suonammo in unfestival in mezzo ad un parco naturale. Con l’Olanda poi abbiamo un feelingparticolare, abbiamo fatto bei concerti davanti a tanta gente. E anche unfestival a Norimberga lo ricordo con molta passione.
 
Davide
“¡Que Viva Tortuga!”, ospite il grande Tony Esposito, è unomaggio a Edoardo Bennato. Un altro grande da omaggiare è il fratello Eugenio enondimeno lo è Giorgio Zito, oltre che per le sue qualità musicali… perchéscelse il cognome della madre per non sfruttare la fama dei fratelli (che toccodi classe raro in Italia…). Dunque, per tornare alla domanda, perché questovostro pensiero per Edoardo?
 
MCR
Mah,perché ci piaceva l’idea di omaggiare un musicista con cui siamo cresciuti. Tral’altro le sue canzoni sono di un’attualità sconvolgente; forse uno dei pochiad aver visto lungo oltre ad aver fatto canzoni meravigliose.
 
Davide
PapeSatan, Pape Satan Aleppe… Fatti non foste  a viver come bruti, ma a viver comebruti vi siete abituati… Povero Diavolo dimenticato, povero diavolodisoccupato… Ma forse ogni cosa che testé vi ho raccontato è l’ennesimo mioinganno…” Quante cose si possono leggere tra le righe, inclusi i nuoviposti di lavoro promessi a ogni campagna elettorale… In Italia cresce il numerodi poveri diavoli dimenticati e disoccupati… e cresce anche l’Italia delcosiddetto italiano medio che non può più seguire l’esempio di virtute ecanoscenza, ma si abitua sempre più all’abbruttimento culturale… Unacanzone con le terzine dantesche in un momento in cui la cultura, a detta diqualcuno dall’alto, non riempie la pance, è chiaramente una denuncia su unaItalia (proprio l’Italia!) che non investe nella cultura… 
 
MCR
L’Italianon solo non investe, ma dis-investe. La Germania non solo non ha tagliato fondi all’istruzione e alla cultura, ma li ha addirittura aumentati. Le lobbypolitiche sono in favore dell’ignoranza, così si controllano meglio le menti eci si può abituare ad avere una velina che diventa ministro. È questo, quelloche vogliono, non è questione di soldi. La crisi è solo la classica “palla al balzo”che colgono al volo “Eeeh, c’è la crisi, dobbiamo tagliare… o volete cheaumentiamo la benzina?” Siamo costantemente sotto ricatto.
 
Davide
Igiorni della crisi“… Giorni allo spiedo strappati coi denti, giorni chea volte era dura anche cominciare… La crisi è un problema che può divenireopportunità? Quali auspicate?
 
MCR
L’opportunitàè quella forse di riuscire a capire che si può vivere felici senza dover perforza fare debiti. Già capire questo, e apprezzare anche il sobrio, potrebbeessere un’uscita  dignitosa dal sentirsi in crisi. Questo ovviamente in lineafilosofica. Per quella del mangiare tutti i giorni e potersi permettere unaffitto invece, la strada è molto più tortuosa. La precarietà, purtroppo,genera frustrazione profonda e a volte vergogna.  Ci auspichiamo ovviamente,come tutti, una ripresa dell’economia ma non sarà così facile come voglionofarci credere. E comunque il lavoro precario non diminuirà di certo.
 
Davide
Il17 marzo 2011 è appena trascorso… Italia e AltrItalia…
Lasciamostare i nostri politici (mi riferisco a una puntata de “Le Iene”), che nonsapevano il perché di questa data… Proprio in Emilia, per altro, è nato ilnostro tricolore, a Reggio Emilia per esattezza. Come avete trascorso voi il 17marzo e cosa augurate al nostro paese?
 
MCR
Noil’abbiamo trascorso come al solito, ovvero suonando in concerto, essendo il 17marzo il S. Patrick Day, festa irlandese per antonomasia. Abbiamo festeggiatodoppiamente anche se per noi la vera data importante resta il 25 Aprile. I partigianie le forze alleate ci hanno liberato dai nazi-fascisti. Ora non ci resta cheunificare davvero l’italia.
 
Davide
Ègià iniziata la presentazione del vostro disco in giro per l’Italia e dal 17anche la vostra tournée… Molte buone ragioni per cercare di esserci e diascoltarvi. Cosa vorreste dire o lasciare a chi non potrà?
 
MCR
Chesperiamo invece che prima o poi ci si possa trovare dopo un concerto a farequattro chiacchiere e a bere un bicchiere di birra assieme. O di acqua, nelcaso qualcuno fosse astemio.
 
Davide
Graziedal cuore e… à suivre.
 
Graziea te…
Franco
 
 
Dal15 Marzo i
MODENACITY RAMBLERS
viinvitano a guardare il nostro pianeta salendo con loro
SULTETTO DEL MONDO
12dischi in 20 anni di musica, coerenza e tanti concerti d’averne perso il conto,
conun nuovo Tour che riparte Giovedì17 Marzo dal BlueMoon Music Hall di Genova(Piazzale Marassi)
nella datada sempre consacrato al SaintPatrick’s Day e quest’anno celebrata anche per i 150 Anni d’Unità d’Italia!
 
L’album verràinoltre presentato in Fnac e Feltrinelli. Questi gli appuntamenti:
 
17-03FNAC / GENOVA h.17.00 – Via XX Settembre 46/ R
19-03FELTRINELLI / BOLOGNAh.16.00 / Piazza Ravegnana 1/Galleria Acquaderni
21-03FNAC / VERONA h.18.00 / Via Cappello 24 – Verona
22-03 FELTRINELLI / MODENA h.18.00 / Via Cesare Battisti 17 – Modena
23-03FNAC / TORINO h.18.30 / c/o Shopville Le Gru – Via Crea 10 – Grugliasco (TO)
26-03TOSI DISCHI / REGGIO EMILIA h.17.00 / Via Emilia San Pietro 
02-04FNAC / FIRENZE h.16.00 c/o Centro Commerciale I Gigli – Via San Quirico 165 –
CampiBisenzio (FI)
07-04FELTRINELLI / MILANOh.18.30 / Piazza Piemonte 2
 
Leprime date del Sul Tetto Del Mondo Tour le trovate a finecomunicato!
 
MODENACITY RAMBLERS – SUL TETTO DEL MONDO
 
 
MCR – SUL TETTO DEL MONDO TOUR 
 
17-03-2011 GENOVA –Blue Moon
18-03-2011FONTANETO D’AGOGNA (NO) – Palaphenomenon
19-03-2011 BOLOGNA- Estragon @ Irlanda in Festa 
25-03-2011 BRESCIA– Latte + Live
02-04-2011 FIRENZE- Auditorium Flog 
08-04-2011 SANVITTORE DI CESENA (FC) – Vidia Club 
09-04-2011 MILANO -Alcatraz
15-04-2011 ROMA -Stazione Birra
16-04-2011SENIGALLIA (AN) – Mamamia 
23-04-2011 OLIVONE(Canton Ticino – SVIZZERA) – Polisport Olivone
29-04-2011 TANETODI GATTATICO (RE) – Fuori Orario
30-04-2011 MARGHERA(VE) – Centro Sociale Rivolta
05-05-2011BARCELLONA (SPAGNA) – Sala Apolo 2
06-05-2011 MADRID(SPAGNA) – Sala Caracol
12-05-2011 TORINO -Hiroshima Mon Amour  
13-05-2011CASALROMANO (MN) – Teatro Tenda
 
 Ufficio StampaMescal: Manuela Longhi 

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