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Intervista con Scalas Big 9

7 min read
scalas big 9 cover
 
 
Nascono nel 2003dalle ceneri dei Kulatta Daskuatta, gruppo ska-core del piacentino. L’arrivo di1 tastiera e il raddoppio dei fiati (da 2 a 4) portano il gruppo verso sonoritàpiù vicine alla Jamaica delle dancehall.In poco tempo (circa 1 anno) esceRunaway, il primo lavoro discografico autoprodotto del gruppo. Grazie a questodisco e con 1000 copie vendute la band suona per circa 2 anni nel nord-italia,con gruppi tra i quali Vallanzaska, Statuto, Skawar (Francia), Kalleskaviar(Svizzera), Rotterdam Ska Jazz Foundation (Olanda) , Ganjamama, Mr. T-Bone , MellowMood ecc. Nel 2007 cambiano line up aggiungendo una chitarra, rinnovano inparte la sezione fiati e cambiano il cantante.Suonano circa un anno perristabilire l’armonia tra i vari strumenti e nel dicembre del 2008 decidono difare un nuovo disco. Per questo progetto si arricchiscono di una vocefemminile. Durante la registrazione Badchili Records si interessa al gruppo, enasce una collaborazione. Il 18 maggio esce “the Scalas’ Big 9 ” , albumomonimo della band, registrato in presa diretta. Nel disco il gruppo proponepezzi della Jamaica degli anni 60,ma con una sonorità che guarda al presente.
 
Giuliano Cassanelli – voce
Chiara Cesura – voce
Carlo Tumscitz – chitarra
Marco DePaolis – chitarra
Simone Rimondi – tromba
Alessandro Marceddu – sax tenore
Simone Montanari – sax baritono
Giovanni Sgorbati – trombone
Michele Serpesi – basso
Andrea Cigalla- batteria
Fabrizio Delledonne – tastiere
 
Ilcd “The Scalas big 9”, omonimo del gruppo, nasce spontaneamente, all’insegnadell’amicizia e da una forte ricerca di conferme di quel “groove” musicaleallegro, melodico, scandito da quell’instancabile levare che ha fatto epoca eche il gruppo stava modellando già da tempo. La prova del nove di un soundvoluto e trovato dopo aver “viaggiato” verso la magica essenza del primo e veroska-rocksteady degli anni 60. Strada facendo si è anche materializzata unabellissima parentesi reggae. Dopo un’attenta scelta dei brani, legata allavolontà di proporre prevalentemente alcune perle di quel passato musicalerocksteady ‘60 forse meno conosciuto dalla massa ma tanto bello, il gruppo halavorato sodo per trovare e trasformare in musica il fantastico clima di unafesta jamaicana in riva al mare. Dalla sala prove al Mofo studio di San Bonico(PC) dove con lo splendido lavoro di sound engineering di Marco Gandolfi è nato”The Scalas big 9″. I lavori sono iniziati nell’inverno del 2008. terminati amarzo 2009, a maggio il disco è presentato ufficialmente al “Baciccia” diPiacenza in una serata memorabile. Il resto è storia ma il viaggio degli”Scalas” è appena iniziato.
 
Un grazie aValentina Rossetti
 
 
Davide
Ciao.Un disco fresco, divertente (ma anche un po’ nostalgico), energico e stimolante,ben suonato. Cominciamo subito spiegando il vostro nome “Scalas Big 9”?Sicuramente c’entra lo ska… Poi però non siete 9, ma 11. Forse c’entra JudgeDread?
 
ScalasBig 9
Neglianni 60 in Jamaica artisti come Alton Ellis e Jakie Opel venivano accompagnatidalle band dei produttori, primi fra tutti Coxone Dodd e Duke Reid.
Ilnome degli artisti bastava già da sé, ma quando le collaborazioni si facevanocontinuative capitava che nascesse una vera e propria band che riportava ilnome dell’artista nel nome della band. Questo è successo ancora oggi, adesempio Dr. Ring-Ding , artista completo in quanto cantante e trombonista,suona nei Senior All Star. Quando abbiamo cominciato il nostro primo cantantesi chiamava Mosè scalas, noi musicisti eravamo in 9 e quindi sono nati ithe Scalas’ big 9, ovvero i grandi 9 di Scalas. Dopo il cambio di line upabbiamo deciso di tenere il nome, perchè le origini sono le origini, e lamusica che portiamo è sempre la stessa.
E comunque Big Up! per Judge Dread!!!
 
Davide
DaPiacenza alla Giamaica. Cosa cercate nella musica giamaicana? Da cosa nascequesta scelta ben precisa di fare ska e rocksteady anni ’60? Come influenza nonsolo le vostre scelte musicali, ma cosa vi apporta anche nel pensiero o neimomenti di vita quotidiana? Ottimismo, speranza di una vita migliore per gliitaliani come già fu speranza di vita migliore per il popolo giamaicano?
 
ScalasBig 9
Laprima cosa che ci ha spinto verso la musica jamaicana è che che è un genere digusto. Gli strumenti si incastrano perfettamente uno dentro l’altro generandoun groove che accompagna la melodia. In tutti gli altri generi senti in ognimomento le diverse parti che ogni strumento sta suonando. Nel rock-steady devifarci caso, tutto si mischia come colla generando una sorta di loop dovenessuno spicca.
Laseconda cosa è che è divertente, e gli italiani hanno bisogno di divertirsi, soprattuttoin questo momento…
 
Davide
Loska fu l’inizio di tutto; poi si originarono il rocksteady e il reggae. Ma loska derivava a sua volta da generi locali come il mento, il calypso, il”drumming & dancing” dei riti della Jamaican Pocomania… mescolati conR&B di New Orleans, big band swing, jump blues etc. Insomma, negli annid’oro dello ska, c’era un rapporto molto dinamico di compenetrazione trageneri. Cosa ne pensate del fatto che oggi è divenuto invece un genere musicalestandard?
 
ScalasBig 9
Mancala voglia di ricercare il proprio suono. Molti gruppi sono convinti che bastiuna chitarra in levare per fare ska, ma non è così. Come in origine è nato come”interpretazione” della musica che arrivava dagli USA allapopolazione jamaicana  (e quindi tutto quello che hai scritto tu), anche oggideve subire le stesse influenze. La chitarra è sincopata, ilbasso fa dei giri blues o jazz, la batteria è swingata… questi sono gliingredienti e come vedi c’è dentro un pò di tutto.
 
Davide
Unainteressante versione ska de “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli. Perchéavete scelto questo brano in particolare?
 
ScalasBig 9
Unpò per gioco, cantando in inglese molte persone che ci vengono a vedereballano, non cantano e non capiscono quello che stai dicendo. Quindi ci siamodetti: perchè non provare a fare una canzone in italiano e vedere che succede? Abbiamofatto una prova e il risultato è stato ottimo. Abbiamo scelto il cielo in unastanza perchè è una bellissima canzone che tutti conoscono, e perchè la melodiasi prestava bene per il rock-stady mode.
 
Davide
Miha piacevolmente colpito la cover ska/rocksteady di “Personality” di Lloyd Price tradotta però in italiano. Un’operazione che non si fa più dagli anni ’60,quando era consuetudine cantare, anche dallo stesso artista, la propria canzonein più lingue; e l’italiano era considerato d’obbligo anche per i cantanti dilingua inglese. L’Italia dunque aveva o imponeva un certo potere in questosenso… Quali aggettivi usereste o hanno usato per descrivere la  personalità oindividualità musicale del vostro gruppo?
 
ScalasBig 9
Lacosa più bella che hanno scritto su di noi è che la nostra musica si presentacome del burro spalmato su una fetta di pane caldo, e fa piacere perchè èquello che volevamo trasmettere con questo disco. La nostra musica deve esserevista si come musica da ballare e far casino ai concerti, ma è anche adatta adun ascolto più “easy” in poltrona con camino acceso e un bicchiere digutturnio…
 
Davide
Glianni ’60 molte colonie africane ottengono l’indipendenza (diciassette solo nel1960, anno di nascita dello ska). La storia dello ska è intimamente collegataalla indipendenza della Giamaica, alla fine del colonialismo inglese avvenutapoi nel 1962. Dall’indipendenza delle colonie alla dipendenza globalizzata… Comevi suona?  
 
ScalasBig 9
Pernoi l’unico significato che può avere la parola globalizzazione è che tutti sianocittadini del mondo, senza dogane, pregiudizi, isterismi, insofferenze esfruttamento. A me sembra che più di globalizzare stiano dividendo…
 
Davide
Voiforse non ve ne ricordate, ma lo ska in Italia fu fatto conoscere non dai variDerrick Morgan, Prince Buster, Toots & The Maytals, Lascelles Perkins e viadicendo, cioè dall’importazione dei diretti interessati, ma da un 45 giri disuccesso di Giuseppe Faiella, alias Peppino Di Capri! Si intitolava “OperazioneSole”, di recente rifatto da Gli Arpioni… Era il 1966 e da bambino mi facevaimpazzire. Possiedo ancora quel 45 giri, l’ho riascoltato per l’occasione edevo dire che non è affatto male anche 44 anni dopo.. Chi sono i vostri”progenitori comuni”, in senso musicale ovviamente?
 
ScalasBig 9
Ipiù datati sono sicuramente Alton Allis, Jackie Opel, Prince Buster e LaurelAitken. Sotto l’aspetto musicale sicuramente gli Skatalites. Più recentiSlackers, Hepcat e Senior Allstar.
 
Davide
Ècurioso conoscere come lo ska rallentò nel rocksteady, poi ulteriormente nelreggae. Nel 1966 (l’anno appunto di Rock Steady di Alton Ellis, canzone chediede il nome poi all’intero genere) ci fu un’estate particolarmente calda, lagente cominciò a lamentarsi del troppo sudare ballando lo ska, troppo energicoe veloce. Rallentò la musica e i testi si fecero di conseguenza più riflessivi,più maturi socialmente e politicamente. Veniamo a voi. Quali aspettativeriponete nel vostro disco, nella vostra musica, che tipo di feedback più visoddisfa?
 
ScalasBig 9
AltonEllis ha anche detto che se vai più lento puoi fare più note… A noi piace chela gente si diverta. Un concerto degli Scalas è un momento di festa in cuitutti lasciano i problemi a casa e si lasciano andare ondeggiati dal groove.Questa è la cosa più importante, sapere che per poco puoi fare star meglio lepersone.
 
Davide
Zioncity… In accordo con la tradizione Etiopica, raccolta nel KebraNagast, i Rastafariani credono che l’Etiopia sia la Nuova Israele, la Nazioneeletta alla custodia della Cristianità nei tempi della frammentazione e dellafalsificazione, sino all’avvento secondo di Cristo, compiutosi in HailéSelassié I. Quando ricantate la parola “Zion”, cosa significa per voi?
 
ScalasBig 9
Immaginadi stare in un posto dove si è veramente liberi, senza dover pensare al lavoro,alle bollette, al mutuo, alla crisi o a qualsiasi altra cosa che ti fa girarele palle… Quello è Zion, e chi non ci vorrebbe andare?
 
Davide
Cosafarete ora per promuovere il vostro buon disco?
 
ScalasBig 9
Sispera tanti tanti concerti, e tanta tanta baldoria.
 
Davide
Graziee… à suivre.
 
ScalasBig 9
Bless!
 

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