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2008
11
Giu

Fiori di serra - Miriam Ballerini

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Prefazione dell'autore
In copertina immagine di Aldo Colnago
Serel International – EEditrice.com
Narrativa romanzo
Pagg. 228
ISBN: 978-88-89401-12-5
Prezzo: € 13,00
 
La vita carceraria, ma anche le finalità della reclusione sono un tema che è sempre stato oggetto di ampi dibattiti. In buona sostanza ci si domanda se una pena detentiva sia finalizzata al recupero del reo, oppure se si tratti di una semplice vendetta della società nei confronti di chi non ne accetti le regole, oppure ancora, nella migliore delle ipotesi, se si intenda perseguire l'una e l'altra strada.
Resta comunque un fatto: quello che succede al di là del muro, dietro le inferriate, quale sia la vita che là si conduce è quasi sempre ignoto ai più, proprio perché la reclusione rappresenta una parentesi di isolamento dal mondo esterno, una sorta di "altro mondo" di cui sappiamo l'esistenza, ma che confiniamo in una zona di disinteresse mentale.
Miriam Ballerini si deve essere posta questo problema se al riguardo ha deciso di scrivere addirittura un libro che ha intitolato assai bene Fiori di serra, perché al pari dei fiori che possono nascere liberamente o possono essere coltivati sotto strutture artificiali (e sempre fiori restano), ci sono uomini che vivono liberamente e altri invece che sono detenuti nelle carceri. Anche in questo caso sempre uomini restano, con la loro personalità, i loro affetti, le angosce e le gioie che si portano dentro.
Ecco, mi sembra che con questo libro l'autrice comasca abbia inteso sollevare quel velo di ipocrisia che sommerge la pietà, una virtù ormai rara, quasi dimenticata, ma che consente di comprendere anche chi sbaglia e, fermo restando che le leggi devono essere rispettate, questo non toglie tuttavia che chi ha commesso un reato debba conservare la sua dignità anche durante l'espiazione della colpa.
Quello che più mi ha colpito in questo lavoro è stata la struttura dello stesso, perché Miriam Ballerini aveva di fronte a sé due strade: quella del romanzo di ambientazione carceraria e quella dell'indagine giornalistica.
Ha fatto, però, una scelta che mi ha stupito e che, secondo me, si è rivelata molto oculata, perché riesce ad avvincere il lettore.
In pratica ha percorso sia l'una che l'altra strada e così troviamo un romanzo certamente di fantasia e anche un'inchiesta giornalistica, ma non mescolate, bensì presenti su due piani sovrapposti, di cui il primo discendente e il secondo invece progressivamente emergente, con il risultato che alla fine vengono a fondersi.
L'aspetto di indagine, frutto di un'esperienza diretta che l'ha portata a ottenere di visitare la Casa Circondariale "Il Bassone" di Como, integra così e approfondisce le problematiche che vanno emergendo nella narrazione di fantasia.
In tal modo si vengono a creare dei momenti di riflessione a cui il lettore viene naturalmente condotto, una tecnica molto proficua e  che mantiene viva l'attenzione dalla prima all'ultima pagina, a cui si giunge più consapevoli di quel che accade al di là del muro, con il risultato che riscopriamo anche noi che i reclusi non sono ombre, ma semplicemente esseri umani che stanno espiando le colpe per cui sono stati giudicati.
Miriam Ballerini ha maturato un'esperienza per certi versi sconvolgente quando è stata a tu per tu con la realtà carceraria, ma è riuscita a trasfonderla in modo assai convincente in questo libro, al punto che chi legge riesce ad avvertire le stesse sensazioni e i medesimi timori.
Onde evitare equivoci, l'ho detto prima e lo ripeto, perché è importante: con Fiori di serra l'autrice non si pone il problema della detenzione, cioè se sia una pena più o meno giusta, ma intende ridare a chi ha sbagliato la dignità di essere umano e questo mi sembra veramente importante.
Sono sicuro che, chiuso il libro, vedrete in modo diverso, ma soprattutto non superficiale, quei nostri simili che se ne stanno dietro le sbarre.
E' superfluo che dica che ne raccomando vivamente la lettura.  
 
Miriam Ballerini è nata a Como il 28 ottobre 1970.
Ha pubblicato i romanzi Il giardino dei maggiolini (EEditrice.com – Serel International, 2002), Dietro il sorriso del clown (EEditrice.com – Serel International, 2003), La casa degli specchi (Otma Edizioni, 2004), vincitore del premio internazionale Michelangelo, e la raccolta di racconti e poesie Bassa Marea (EEditrice.com – Serel International, 2005).
Ha ottenuto ottimi risultati in diversi concorsi letterari nazionali e internazionali, collabora con riviste culturali e siti Internet.
 
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:: Renzo Montagnoli
Nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Ha vinto con la poesia Senza tempo il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto I silenzi sospesi il Concorso Les Nouvelles edizione 2006. Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Carmina, Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book. Ha pubblicato le sillogi poetiche Canti celtici (Il Foglio, 2007) e Il cerchio infinito (Il Foglio, 2008). E’ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net)
MAIL: rmontagnoli@alice.it
WEB:
http://larmoniadelleparole.blogspot.com/
 
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