:: Home » Numeri » #169 » LETTERATURA » Pro/Testo Versi - AA.VV.
2009
20
Ago

Pro/Testo Versi - AA.VV.

media 3.13 dopo 148 voti
Commenti () - Page hits: 3900
a cura di Luca Ariano e Luca Paci
Introduzione di Mimmo Cangiano
Copertina di Elvira Pagliuca
Fara Editore
Poesia
Pagg. 229
ISBN: 9788895139630
Prezzo: € 16,50

Si ripete fino alla noia che oggi, assai più di ieri, la poesia non ha mercato, ed è pur strano, considerando l'entità numerica, veramente rilevante, degli autori italiani.
Come per qualsiasi prodotto questi non trova compratori se non rappresenta ciò che essi chiedono e in effetti, dopo l'aureo periodo dell'ermetismo, si assiste a un'involuzione della poesia, frutto di un soggettivismo esasperato, di un pernicioso solipsismo che porta a creazioni di versi che non sono più versi, di idee che non lo sono e di nessuna comunicatività, se non per lo sfrenato egotismo degli autori.
Quanto sopra ha tuttavia rare eccezioni, ma proprio perché mosche bianche nello squallido grigiore della pretesa arte poetica non riescono a emergere, apparendo come voci del tutto fuori dal coro.
Si è dimenticata anche una funzione essenziale della poesia, comune peraltro a tutti quelli che si professano letterati, vale a dire ricorrere alla propria arte per comunicare al mondo, all'umanità stati di disagio di cui molti sono vittime inconsapevoli, abbrutimenti derivanti da un servaggio strisciante che si traduce in un eterno scontento, in un'insoddisfazione i cui motivi la maggior parte non sa riconoscere o comprendere.
Ben vengano perciò opere poetiche di vera e propria protesta, come queste raccolta intitolala Pro/Testo, di chiara matrice anarchica e quindi non artefatta o piegata a esigenze di carattere commerciale, ma frutto di una fede di natura filosofica, laddove il concetto di libertà è quanto di massimo possa essere espresso, perché della libertà naturale innata di ogni individuo è qui che si tratta e non di quei concetti retorici così strombazzati nell'attuale decadente società occidentale.
 
Vito ex partigiano – già allora lo chiamavano
il terun – ha combattuto
nei GAP ma ora vive col respiratore dieci ore al giorno:
non ci sta più con la testa e ti racconta
che lui lì era di casa…quelli sì sono bravi ragazzi
-              - non sa di baci e strette di mano cose loro -.
Suo figlio s'è bruciato i polmoni d'Eternit
………
    

(da Calendario oltre il tempo, di Luca Ariano)

Oppure

Cos'altro ancora la mia parola
se non arma
coltello e lama
penna iniettata di veleno,
di sudore?
Contro lo sciacallaggio dell'ottimismo
nella cecità mediale
compito e dovere
portare letizia e rivolta
carezza e scompiglio
nel torpore.

………

(da Rosso Levante, di Natàlia Castaldi)

O anche

Il Mondo è Morto, non senti l'odore?
Si sente odore d'incenso e idrocarburi,
di eroina e trasmissioni elettorali.
……

(da Il mondo è morto, di Simone Molinaroli)

 
E potrei continuare, ma le opere sono molte e tutte meritevoli di citazione, tant'è che mi scuso con gli autori che non ho nominato esclusivamente per il fatto che l'articolo diventerebbe eccessivamente lungo e finirebbe anche con il perdersi il filo del discorso.
Già immagino che qualcuno, anzi molti diranno che queste non sono poesie, perché di poesie vedono solo quelle da loro concepite, in un discorso astratto che raramente lambisce la verità, finendo per divenire una sorta di autonomo compiacimento nel tessere la trama di un lavoro che ha solo come finalità se stesso.
Della funzione sociale della poesia, come da me definita, i pochi versi che ho riportato, scritti da Natàlia Castaldi, riflettono bene questa concetto del "protestare", non del "contestare", perché il sistema imperante è un moloch che divora anche se stesso e quindi è giusto il richiamo a un ritorno a una naturale originaria libertà che l'interesse di pochi ha nel tempo soffocato fino al punto che i sudditi ignorano questo dono innato.
Quindi, ben venga la protesta, affinché i versi non siano costruzioni astruse, incomprensibili e asfittiche, ma rappresentino con la loro forza un segnale, una voce chiara nel deserto dell'indifferenza.

E' per questo e per la qualità e i contenuti che la lettura di questo libro è certamente raccomandabile.

Gli autori

Luca Ariano, Marco Bini, Dome Bulfaro, Natàlia Castaldi, Enrico Cerquiglini, Carmine De Falco, Salvatore Della Capa, Chiara De Luca, Fabio Donalisio, Matteo Fantuzzi, Fabio Franzin, Marco Giovenale, Lorenzo Mari, Faraòn Meteosès, Simone Molinaroli, Fabio Orecchini, Luca Paci, Massimo Palme, Rossella Renzi, Eleonora Pinzuti, Alessandro Seri, Tito Truglia, Dale Zaccaria.
 
:: Vota
Vota questo articolo: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 (1 = scarso - 5 = ottimo)
 
:: Renzo Montagnoli
Nasce a Mantova l’8 maggio 1947. Laureato in economia e commercio, dopo aver lavorato per lungo tempo presso un’azienda di credito ora è in pensione e vive con la moglie Svetlana a Virgilio (MN). Ha vinto con la poesia Senza tempo il premio Alois Braga edizione 2006 e con il racconto I silenzi sospesi il Concorso Les Nouvelles edizione 2006. Sue poesie e racconti sono pubblicati sulle riviste Carmina, Isola Nera, Prospektiva e Writers Magazine Italia, oltre a essere presenti in antologie collettive e in e-book. Ha pubblicato le sillogi poetiche Canti celtici (Il Foglio, 2007) e Il cerchio infinito (Il Foglio, 2008). E’ il dominus del sito culturale Arteinsieme (www.arteinsieme.net)
MAIL: rmontagnoli@alice.it
WEB:
http://larmoniadelleparole.blogspot.com/
 
:: Automatic tags
 
:: Articoli recenti
 
KULT Virtual Press e KULT Underground sono iniziative amatoriali no-profit - per gli e-book e per gli articoli fare riferimento alla sezione Copyright
Webmaster: Marco Giorgini - e-mail: marco @ kultunderground.org - Per segnalazioni o commenti inviare una e-mail a: info @ kultunderground.org
Questo sito è ospitato su server ONE.COM

pagina generata in 2152 millisecondi