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2009
14
Lug

Gli agenti segreti non piangono - Paolo Roversi

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Mursia Tascabili – PP. 125 – euro 3,90
 
La Casa Editrice Mursia da tempo si lascia sedurre dal giallo, ma adesso si lancia nell'avventura del supertascabile in doppia edizione - integrale e facilitata - per sperimentare una novità capace di avvicinare i giovani alla lettura. Il racconto di Paolo Roversi è l'ideale, perché usa in maniera intelligente molti elementi tipici del mondo giovanile. Il giornalista Enrico Radeschi a bordo del suo vespino 50 - con la compagnia del cane Buck e del poliziotto Loris Sebastiani - resta il protagonista della serie, ma questa volta il mistero è risolto grazie all'aiuto di Diego e Maggie, due ragazzini di dodici anni coinvolti nell'indagine sulla rapina all'ufficio postale.
Roversi è molto abile a maneggiare la materia del giallo, non perde tempo in disquisizioni letterarie e va subito al sodo, giocando tutto su azione e dialogo serrato. Abbiamo letto Blue Tango (Stampa Alternativa), La mano sinistra del diavolo (Mursia) e Niente baci alla francese (Mursia) - romanzi di ben altro spessore presto tradotti in Spagna - e lo sappiamo. Questa volta la novità letteraria viene dal mondo giovanile, da una narrazione interrotta da e-mail, dalla presenza della PSP, dei video registrati con il cellulare, del gergo tipico degli SMS, in una parola dal tentativo di avvicinare i ragazzini al mondo della narrativa. Roversi lo fa su un piano più alto di Federico Moccia (pure se a un certo punto cita un suo libro), ma strizza l'occhio al giovanilismo con una struttura da telefilm d'azione e con due personaggi presi dal mondo degli adolescenti. Il meccanismo del giallo ricorda i Dieci piccoli Indiani di Agata Christie, perché il colpevole va cercato all'interno di una scuola, tra una serie di possibili sospettati inquadrati dalla ripresa amatoriale sul telefonino. Il colpo di scena finale è assicurato. Roversi scrive molto bene e sa come avvincere il lettore. Ho impiegato un'ora scarsa per leggere il racconto, tra l'altro comodamente seduto in spiaggia. Gli agenti segreti non piangono è una perfetta lettura da ombrellone, che gli amanti del giallo non devono lasciarsi sfuggire.
 
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:: Gordiano Lupi
Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel (A.Car., 2008) e Il mio nome è Che Guevara (Il Foglio, 2008). I suoi lavori più recenti di argomento cubano sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Avana Killing (Sered, 2008), Mi Cuba (Mediane, 2008) e Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009).
MAIL: lupi@infol.it
WEB:
www.infol.it/lupi
 
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