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Votes for Women

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gioco per 1-4 persone

Autore: Tory Brown

Editore: Fort Circle Games (www.fortcircle.com)

Il suffragio universale, e nello specifico il voto alle donne, è stato adottato praticamente in tutto il mondo nella prima metà del ventesimo secolo, in diversi momenti nei differenti stati (prima in USA, UK e Russia, dopo in Francia e Italia), ma in pratica dopo la fine della Seconda guerra mondiale era diventato per le democrazie un principio universale. Ma il percorso per arrivare a questa conquista, che oggi ci può sembrare scontata, è stato a volte lungo e tortuoso: questo gioco racconta quanto è avvenuto negli Stati Uniti, ideato e realizzato in occasione del centenario della ratifica del diciannovesimo emendamento della costituzione degli Stati Uniti, avvenuta nel 1920 e che decretava: “Il diritto di voto dei cittadini degli Stati Uniti non può essere negato o ridotto dagli Stati Uniti o da alcuno Stato a causa del sesso”. In realtà la costituzione non stabiliva una regola precisa, ma lasciava ai singoli stati la libertà su come attribuire il diritto di voto, quindi era necessario un emendamento, e gli emendamenti non sono semplici da attuare, in questo gioco tale meccanismo è ben rappresentato sotto forma di due passaggi rigorosi: perché un emendamento venga approvato bisogna prima ottenere la maggioranza di due terzi dei voti al congresso (quindi sia camera che senato), e successivamente deve essere ratificato dai tre quarti degli stati (ovvero trentasei sui quarantotto dell’epoca), e a volte nella storia sono passati anni prima che il processo fosse stato completato.

Ma non si parla solo di processo legislativo, in questo caso il gioco stesso riporta che il movimento sia iniziato ben prima del 1920, infatti il sottotitolo sulla scatola è “Join the American women’s suffrage movement 1848-1920”, citando la conferenza di Seneca Falls (New York) sui diritti delle donne svoltasi nel 1848. Nel dettaglio il gioco mette di fronte due fazioni: le suffragiste contro gli oppositori, fazioni che possono essere rappresentate ognuna da uno o due giocatori, ed è anche possibile giocare in solitario, contro un oppositore che muove secondo regole automatiche (un “oppobot”); questo gioco è stato pubblicato attraverso due campagne di raccolta fondi su Kickstarter, dalle quali sono stati raccolti quasi 250.000$ da parte di 2.688 sostenitori, ma vediamo nel dettaglio come è stato realizzato il tutto…

La scatola è di dimensioni standard (rettangolare, come quella di “Pandemic”) e contiene:

– la plancia con la mappa degli Stati Uniti (con 48 stati distribuiti in sei regioni),

– vari mazzi di carte,

– cubetti di legno,

– segnalini in legno di varie forme,

– dischetti di cartoncino,

– diversi dadi a 6, 8 e 12 facce, non standard,

– varie riproduzioni di documenti storici,

– il regolamento (in inglese) e un libretto informativo.

I materiali sono molto buoni, il cartoncino della plancia e dei dischetti è spesso, i segnalini in legno sono sagomati e semplici da individuare e gestire, i dadi sono pesanti e con i numeri incavati, le carte sono, per la maggior parte, illustrate con disegni, stampe e quadri dell’epoca (cosa che aiuta a calarsi nell’ambientazione), e un testo descrittivo spiega il retroscena storico relativo all’effetto della carta. Le carte sono telate, per cui con un po’ di attenzione si può giocare senza imbustarle; ma dato che contengono tutte del testo in lingua è necessario che tutti i giocatori conoscano l’inglese. Notare che nel gioco sono presenti anche diverse riproduzione di giornali, volantini e altro materiale promozionale dell’epoca, tutto descritto in un libretto: si tratta di materiali che non vengono utilizzati nel gioco, ma è materiale interessante da consultare per gli appassionati di storia e per chi vuole conoscere qualcosa di più su un argomento che in pratica è stato presente per ottant’anni nella vita degli americani.

La preparazione è semplice, in pratica si tratta di disporre i materiali intorno alla plancia (notare che attivisti e cubetti per i Suffragisti sono in due colori, per indicare che c’erano inizialmente due movimenti distinti che avevano quell’obbiettivo), poi si piazza il segnaturni sulla casella iniziale e si preparano i due mazzi di pesca: ogni giocatore riceve la carta di partenza del proprio mazzo, poi ognuno separa le carte nei tre periodi, mischia separatamente i tre mazzetti, e poi li impila in ordine, in modo che entrino in gioco prima le carte iniziali, poi quelle intermedie, e poi quelle finali; successivamente si mischia il mazzo delle carte Stato e se ne dispongono nove a faccia in su sul tavolo (le altre non verranno usate), poi si mischia il mazzo delle carte Strategia e se ne dispongono tre a faccia in su sul tavolo, e si può iniziare.

Una partita si svolge sull’arco di sei turni, ognuno dei quali suddiviso in quattro fasi:

– Pianificazione: ogni giocatore pesca sei carte e le aggiunge alla carta conservata dal turno precedente.

– Strategia (non si esegue nel primo turno, dato che nessuno ha dischetti a disposizione): in questa asta il Suffragista decide quanti dischetti puntare (anche zero), l’Oppositore decide se rinunciare, pareggiare la puntata o puntare un dischetto in più: nel primo caso il Suffragista scarta i dischetti puntati e sceglie una carta Strategia, nel caso di parità entrambi scartano i dischetti puntati e nessuno sceglie una carta, nel terzo caso entrambi scartano i dischetti puntati e l’Oppositore sceglie una carta Strategia. Al termine di questa fase se rimangono solo due carte se ne pesca una nuova da mettere a faccia in su sul tavolo.

– Operazioni: questa fase è composta da sei round, in ogni round il Suffragista sceglie e gioca una carta dalla propria mano, eventualmente può giocare una carta Strategia o Stato che ha a disposizione, e l’Oppositore fa altrettanto. Al termine di questa fase entrambi rimarranno con una sola carta in mano.

– Pulizia: vengono scartate le carte che hanno avuto effetto nel turno e si fa avanzare il segnaturni alla casella successiva.

Nella fase delle Operazioni le carte possono essere utilizzate in quattro modi differenti:

– Evento: si attiva l’effetto descritto sulla carta, eventualmente pagandone il costo o tirando un dado; se l’effetto è persistente (o attivo per tutto il round) la carta andrà piazzata sulla plancia.

– Campagna elettorale: il giocatore lancia tanti dadi blu quante pedine Attivista ha in plancia (può spendere un dischetto per rilanciarli tutti), poi assegna ogni dado a ogni Attivista e piazza quel numero di cubetti negli stati della regione in cui si trova (può spendere un dischetto per spostarlo in un’altra regione).

– Azione organizzativa: il giocatore prende un numero di dischetti pari agli Attivisti che ha in plancia.

– Azione di lobby: il giocatore tira un numero di dadi rossi per ogni Attivista che ha in plancia, per ogni risultato di “6” può piazzare o rimuovere un segnalino nel Congresso.

Come funziona il piazzamento dei cubetti? In uno stato possono esserci cubetti di un solo colore, se è vuoto o contiene già cubetti di quel colore non c’è problema, nel momento in cui si deve piazzare un cubetto di un colore in uno stato con cubetti del colore avversario, al posto di piazzarlo se ne rimuove uno.

Come funziona il congresso? Fino a quando ci sono meno di sei segnalini nel congresso, i cubetti vengono piazzati normalmente negli stati; quando viene piazzato il sesto segnalino allora l’emendamento è stato approvato (non verranno più piazzati segnalini nel congresso) e in tutti gli stati in cui sono presenti quattro o più cubetti questi vengono tolti e viene piazzato un segnalino spunta verde o croce rossa (a seconda della fazione), questo corrisponde alla ratifica o al rifiuto dell’emendamento in quello stato (non verranno più piazzati cubetti in quello stato).

Nel momento in cui viene piazzato il trentaseiesimo segnalino spunta verde la partita termina immediatamente con una vittoria dei Suffragisti, mentre termina immediatamente con una vittoria degli Oppositori quando viene piazzata la tredicesima croce rossa. La partita continua fino alla fine del sesto turno: se l’emendamento non è ancora passato al congresso, c’è una vittoria degli Oppositori, altrimenti si passa ad una fase finale di votazioni.

In questa fase finale i giocatori, a turno (inizia il Suffragista), scelgono uno stato e tirano un dado rosso a testa, aggiungendo al risultato il numero di cubetti (si può spendere un dischetto per rilanciare il dado), chi ottiene il valore più alto piazza un suo segnalino (in caso di parità vince l’Oppositore, a meno che non sia stato giocato un particolare evento). Si prosegue in questo modo fino a quando una delle due fazioni non vince piazzando l’ultimo suo segnalino.

La meccanica di base di questo gioco è quella “card driven”, ovvero una meccanica spesso utilizzata nei giochi che simulano eventi storici, in cui le particolarità degli accadimenti non sono realizzate attraverso regole ma sono rappresentati da singole carte, ognuna delle quali con un effetto relativo all’evento, come ad esempio “Twilight Struggle”, un gioco che mette anch’esso uno contro l’altro due giocatori (USA contro URSS) sul teatro mondiale della guerra fredda. In questo titolo una partita si svolge in modo abbastanza lineare: la mano di carte determina le azioni a nostra disposizione, ma abbiamo una grande libertà di scelta su come utilizzarle e dovremo decidere carta per carta quale sarà il modo per ottenere la massima efficacia, con lo scopo iniziale di ottenere l’approvazione del Congresso (o evitare che l’avversario la ottenga) per poi raggiungere i quattro cubetti nel maggior numero di stati (senza sprecare inutilmente risorse per farlo); e giocando si vede come si ripresentino dinamiche avvenute storicamente, come la forte opposizione negli stati del sud o la precoce approvazione nel nord-est.

Il titolo è stato chiaramente realizzato per due giocatori, ma è possibile giocare due contro uno o in due squadre di due persone, suddividendosi carte in mano e turni da giocare (tre a testa in entrambi i casi). Ed è presente anche una modalità in solitario, come Suffragista contro un Oppositore, le cui mosse sono dettate da lanci di dado e dalla pesca di carte da un mazzo apposito (ed è anche possibile giocare in due persone contro l’Oppositore automatico, in una modalità collaborativa); notare che c’è anche un secondo livello di difficoltà, nel quale l’Oppositore usa i dadi neri (che hanno numeri più alti dei dadi standard), ma potrebbe non essere abbastanza per rigiocare questa modalità con costanza, è vero che dal mazzo vengono eliminate ad ogni partita alcune carte (quindi non si può essere certi che un evento particolare si verifichi e quindi c’è un po’ di variabilità), ma l’Oppositore automatico non avrà mai la capacità di reazione precisa a determinate mosse o ad una determinata strategia che può avere un avversario umano.

Difetti? Non c’è casualità nella preparazione o scenari alternativi, quindi c’è poca variabilità nelle partite (al di là dell’ordine con cui compaiono le carte); secondariamente la casualità è molto presente, sia nelle azioni (quella di Lobby, essenziale per avanzare nel Congresso, è decisa da un tiro di dado) e la votazione finale (che spesso decide la partita) si gioca a suon di lanci di dadi contrapposti; è anche vero che quest’ultima può essere decisa anche da aver giocato carte che permettono di usare un dado a otto facce anziché sei e cambiare la fazione che vince i pareggi, ma è chiaro che è praticamente obbligatorio giocare queste carte, se si vuole evitare una sconfitta assicurata.

Questo gioco non ha avuto la diffusione degli altri titoli “card driven”, probabilmente per le piccole dimensioni della casa editrice (cosa che ha limitato la tiratura) e/o il limitato interesse (al di fuori degli USA) sul tema trattato. Ma se state cercando un gioco che tratta con meccaniche classiche (e ottimi materiali) un argomento originale, questo è sicuramente un gioco consigliato; anche perché vi darà l’occasione sia per scoprire i retroscena avvenuti in quasi un secolo di storia americana (nell’arco di una partita che difficilmente potrà superare l’ora e mezza di durata), sia per capire come mai siano stati così pochi gli emendamenti alla costituzione USA.

 

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