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Prey Another Day

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gioco per 2-5 persone

Autori: Matthew Dunstan e Brett J. Gilbert

Editore: Pegasus Spiele (www. pegasus.de)

Tra le varie meccaniche che possono essere utilizzate dai giochi da tavolo, quella della scelta simultanea è presente in diversi titoli, soprattutto in quelli con aste: c’è una determinata posta in palio, e i giocatori decidono simultaneamente e in segreto (nella mano chiusa o dietro uno schermo) quanto puntare per averla, si rivelano le puntate e chi ha fatto l’offerta più alta si aggiudica la posta (di solito è l’unico che paga quanto offerto, ma ci possono essere variazioni sul tema). In alternativa abbiamo giochi dove ognuno sceglie una carta dalla propria mano, e vengono rivelate simultaneamente, questo meccanismo si trova sia in giochi complessi (per scegliere ad esempio le tattiche nei combattimenti) sia in giochi più semplici. E proprio nella categoria dei giochi semplici fa parte questo “Prey Another Day”, un gioco competitivo che utilizza la scelta simultanea come unico meccanismo; ma vediamo nel dettaglio come è stato implementato il tutto…

La scatola è molto compatta (rettangolare, poco più grande di quelle per due mazzi di carte), e contiene:

– un mazzo di carte,

– segnalini di cartoncino,

– il regolamento (in inglese).

I materiali (anche se pochi) sono buoni, le carte sono di grande formato e molto spesse, si possono usare anche senza imbustarle (con l’accortezza di giocare con le mani pulite), la grafica è molto caratteristica, con colori decisamente accesi e immagini degli animali un po’ inquietanti (specie l’orso, ed anche il fungo, dotato di braccia e gambe, sui segnalini non è molto rassicurante); anche il regolamento ha gli stessi colori fluorescenti (e non sempre semplice da leggere, specie il paragrafo in bianco su arancione). A parte il nome di ogni animale non ci sono scritte sulle carte, per cui si può giocare con qualunque edizione, in ogni caso se volete avere il regolamento in italiano c’è la versione pubblicata da MS Edizioni, che, con una buona dose di ironia, è stata intitolata “Mangia Preda Chiama”.

La preparazione è praticamente istantanea, ogni giocatore prende un mazzetto di cinque carte, e una carta riassuntiva (che elenca i nomi degli animali), e si può iniziare.

Una partita si articola su più round e ogni round è composto da una a tre fasi (ognuna è definita una “caccia”). I giocatori scelgono una carta dal proprio mazzetto, e la tiene coperta davanti a sé; il giocatore più giovane inizia chiamando il primo animale (seguendo l’ordine sulla carta riassuntiva), ovvero l’Orso, e chi lo ha scelto dovrà rivelarlo, ora si possono verificare tre situazioni:

– nessuno lo ha scelto: si procede chiamando l’animale successivo,

– lo hanno scelto in due o più giocatori: si procede anche in questo caso chiamando l’animale successivo (nella narrazione del gioco i due o più orsi fanno troppo rumore e tutte le loro prede potenziali scappano o si nascondono),

– lo ha scelto un solo giocatore, che può andare a caccia: dovrà nominare uno degli altri animali (con un valore successivo), tutti i giocatori che hanno scelto questa preda dovranno scartare la carta a faccia in giù e saranno fuori dal round (il loro animale è stato catturato, mangiato e digerito).

Ora il giocatore che ha iniziato chiamerà il secondo animale (il lupo) e così via per tutti gli altri, con le stesse modalità usate per l’orso. Se alla fine della caccia c’è un solo sopravvissuto, egli riceverà due gettoni cibo, se invece i sopravvissuti sono più di uno, si proseguirà con una nuova caccia (ma solo con i giocatori sopravvissuti, che potranno usare solo le carte rimaste nel loro mazzetto); il round termina alla fine della terza caccia, oppure quando rimane solo un giocatore. Se rimane in gioco più di un giocatore, allora si va a sommare il valore delle tre carte animale che ognuno ha utilizzato:

– chi ha il totale più alto riceve due gettoni cibo (anche in caso di parità),

– tutti gli altri (solo i sopravvissuti) ricevono un gettone cibo.

Ora si gioca un nuovo round, con tutti che rientrano in gioco e riprendono tutte le loro carte; se alla fine di un round un giocatore ha cinque o più gettoni cibo, allora la partita termina e viene dichiarato vincitore; se più giocatori sono alla parti, allora si continuerà a giocare fino a quando non si arriverà ad un singolo vincitore (oppure, vi consiglio, condividete la vittoria e giocate una nuova partita).

Regole molto semplici, materiali ottimi, prezzo contenuto, si spiega in pochi minuti (e in ogni caso basta una caccia per dissipare tutti i dubbi), ed è altrettanto rapido da giocare, una caccia si svolge in due-tre minuti e una partita intera si risolve in un quarto d’ora. Questo lo rende un gioco adatto a tutti, e funziona bene con qualunque numero di giocatori; naturalmente vista la meccanica non sono presenti le regole per il solitario, ma rende bene anche in due o in tre, numeri non sempre facili da gestire. Naturalmente bisogna mettere in conto una sostanziosa dose di fortuna, anche se man mano che procedono le cacce si può fare qualche calcolo in base alle carte già utilizzate: infatti se all’inizio si deve andare ad intuito (“Giocheranno l’orso? Magari lo pensano tutti, e allora giocheranno tutti i lupo. Allora l’orso lo gioco io, ma se tutti fanno lo stesso ragionamento?” e così via), successivamente, in base alle carte rimaste in mano, si potrà giocare in modo più tattico, anche considerando che alla terza caccia valgono i valori delle carte usate (gli animali più piccoli valgono di più). Poi è vero che ad ogni round si riparte da zero, ma magari si può fare un ragionamento su come una persona ha giocato in precedenza, ma anche qui, come tutti i giochi in cui bisogna leggere l’avversario, c’è sempre spazio per il bluff.

In ogni caso si tratta di un simpatico filler che si gioca sempre volentieri, e che, grazie alla sua meccanica, fa sempre provare un pizzico di adrenalina quando viene fatta la chiamata e la propria scelta viene messa alla prova, e si esulta quando si è fatta la scelta “giusta” e si brontola quando tutti hanno scelto lo stesso animale (o si brontola di più quando si viene scelti come piatto del giorno). Del resto, là fuori (e sul tavolo) è una giungla, chi topo si fa, il gufo se lo mangia.

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