
Un concept album di Aner Andros che trasforma la ricerca spirituale in un’esperienza musicale immersiva tra sound healing, world music e composizione contemporanea.
Dal 15 giugno 2026, The Chakra Symphony è disponibile in formato fisico e acquistabile online tramite Blue Seal Dmwg.
“Se la materia è energia e l’energia è vibrazione, il suono diventa una chiave per entrare in relazione con la nostra realtà più profonda.” – Aner Andros
Da questa visione nasce The Chakra Symphony, concept album di Andrea Romanazzo, in arte Aner Andros, musicista, compositore, liutaio e ricercatore spirituale. Registrato a Roma presso La Strada Recording Studio, l’album si sviluppa come un viaggio attraverso i sette chakra, in cui armonie musicali, frequenze legate al sound healing, world music e composizione contemporanea si fondono in un linguaggio organico, immersivo e spirituale..
Attraverso la sua esperienza di musicista e artigiano del suono, Aner Andros traduce l’invisibile in musica, dando forma a un’opera in cui ogni composizione evoca un centro energetico del corpo e accompagna l’ascoltatore in un percorso di ascolto, consapevolezza e trasformazione interiore.
IL CONCEPT:
Il progetto affonda le radici nella lunga esperienza di Andrea Romanazzo come musicista, ricercatore sonoro e liutaio. Il suo rapporto con il legno, la risonanza, la vibrazione e il silenzio gli ha permesso di osservare da vicino come il suono possa plasmare la materia fisica e dialogare con la percezione.
In The Chakra Symphony, questa ricerca si sposta sul piano umano e interiore. L’album si sviluppa in sette movimenti principali, ognuno dedicato a un chakra, seguiti da una coda conclusiva. Ogni scelta compositiva contribuisce a costruire un arco narrativo preciso: tonalità, ritmo, risonanze acustiche, intrecci vocali e frequenze del sound healing diventano parte di un unico corpo sonoro.
Secondo la visione dell’artista:
“I chakra sono vortici di energia che collegano il corpo fisico al nostro campo energetico e sono correlati a ogni aspetto del nostro essere. Essi mantengono il loro equilibrio e funzionano correttamente solo quando i nostri organi, le nostre energie e le nostre attitudini mentali sono in salute; ecco perché, per molti versi, possono essere considerati le chiavi del nostro risveglio spirituale.”
— Aner Andros
Più che una tradizionale raccolta di brani, l’opera è concepita come un viaggio continuo: un percorso simbolico che parte dal radicamento e attraversa emozione, trasformazione, compassione, comunicazione, intuizione e trascendenza.
L’ascolto si trasforma così in un rito contemporaneo, dove il linguaggio della composizione incontra la dimensione meditativa del sound healing.
“Muladhara”: il punto di partenza del viaggio
Il percorso si apre con “Muladhara”, brano dedicato al Chakra della Radice e focus track del progetto.
Costruito su pulsazioni profonde, frequenze basse, percussioni ancestrali e suggestioni rituali, “Muladhara” stabilisce la base fisica e istintiva dell’intero viaggio. Il suono richiama il battito, la terra, il corpo e il bisogno primario di radicamento.
Attraverso l’uso del didgeridoo e di una scrittura ritmica dal carattere ipnotico, il brano invita l’ascoltatore a riconnettersi con le proprie radici simboliche e con quella dimensione primordiale da cui ha inizio ogni percorso di trasformazione.
Un’esperienza sonora collettiva
The Chakra Symphony nasce come opera corale e coinvolge un ensemble di musicisti e interpreti che contribuiscono alla costruzione del suo universo sonoro.
Accanto ad Aner Andros, che firma concept, composizioni, arrangiamenti e gran parte della ricerca timbrica, troviamo Gaia Possenti al pianoforte e voce, Jacopo Barbato alle chitarre e voce, Chiara Santoro all’arpa sinfonica e Marina De Sanctis alla voce solista femminile, oltre a musicisti e sound practitioners legati a percussioni, gong, campane, didgeridoo, sintetizzatori e vocalità rituali.
Il risultato è un profondo bagno di suono, pensato per essere vissuto sia come esperienza d’ascolto sia come supporto ideale per meditazione, yoga, pratiche interiori e momenti di immersione personale.
https://bluesealrecords.com/TheChakraSymphony.html
Bio Aner Andros:
Dietro il progetto c’è Aner Andros, nome artistico di Andrea Romanazzo, musicista polistrumentista, compositore, liutaio e ricercatore sonoro la cui visione esplora il punto d’incontro tra musica, spiritualità e percezione.
Il suo rapporto con la musica inizia all’età di cinque anni, quando si avvicina per la prima volta all’organo elettrico. In seguito studia pianoforte classico, chitarra e contrabbasso, approfondendo poi il proprio percorso presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, dove consegue i diplomi in contrabbasso classico e jazz, seguiti da un Master in Jazz.
Nel corso degli anni, la sua carriera attraversa jazz, rock, fusion, attività live, televisione e lavoro in studio. Parallelamente sviluppa un profondo interesse per lo yoga, la meditazione, il Reiki, la cristalloterapia e il sistema energetico dei sette chakra.
Nel 2016, dopo anni di pratica nei bagni di suono, Andros inizia a immaginare un progetto in cui composizione originale e sound healing possano incontrarsi con un’unica intenzione: guidare l’ascoltatore in un’esperienza immersiva, spirituale e trasformativa.
Da oltre quindici anni si dedica inoltre alla liuteria, con particolare attenzione alla costruzione e al restauro di contrabbassi. Questo rapporto intimo con il legno, la risonanza, la vibrazione e il silenzio è diventato una parte essenziale della sua identità artistica.
“Come musicista, ho sperimentato come la melodia e l’armonia abbiano il potere di risvegliare emozioni profonde; come ricercatore, ho compreso che la nostra evoluzione e il nostro risveglio non possono essere separati dal nostro equilibrio interiore.”
— Aner Andros
Con The Chakra Symphony, Aner Andros porta questa ricerca in una dimensione artistica più ampia, dove spiritualità, artigianato sonoro e scrittura musicale si incontrano in un’opera pensata come esperienza di ascolto profonda, meditativa e trasformativa.
Tracklist
Muladhara – Root Chakra / Swadhisthana – Sacral Chakra / Manipura – Solar Plexus Chakra Anahata – Heart Chakra / Vishuddha – Throat Chakra / Ajna – Third Eye Chakra / Sahasrara – Crown Chakra / A New World
Hanno Registrato:
Aner Andros: basso fretless, voce solista maschile, cori, arpa tubolare, percussioni, tastiere, campane tibetane e di cristallo / Gaia Possenti: pianoforte, voce / Jacopo Barbato: chitarre, voce / Chiara Santoro: arpa sinfonica / Marina De Sanctis: voce solista femminile, cori / Eva Sarzi Puttini: gong, percussioni, campane, voce / Luca Bernardini: sintetizzatori analogici / Karen Gomez: percussioni, voce / Ambrogio Feudi: didgeridoo, percussioni
Andy Bartolucci: batteria, percussioni, voce / Santo Tringali: voce
CREDITI
Concept Album di: Aner Andros
Composizione, arrangiamenti, testi: Aner Andros
Sound Engineering, Recording, Editing: Mario Tuccimei
Mix & Master: Enrico Furzi
Studio di Registrazione: La Strada Recording Studio, Roma

Intervista
Davide
Ciao Andrea. La tua biografia racconta che l’idea di questo progetto ha iniziato a prendere forma nel 2016, dopo anni di pratica nella terapia del suono. Qual è stata l’intuizione o la consapevolezza maturata in quel momento, l’origine della visione che ti ha spinto a unire la composizione originale al sound healing?
Andrea
Come ricercatore spirituale compio un percorso attraverso il quale le energie sottili sono stimolate da varie discipline, tra cui lo yoga, la meditazione, la cristalloterapia, il reiki, la pranoterapia e l’agopuntura.
La terapia del suono ha avuto un impatto importante su di me e l’ho integrata immediatamente nel percorso evolutivo personale, avendo con la vibrazione sonora un rapporto preferenziale. Quello che ho sentito di poter fare, attraverso la mia formazione musicale, era di portare in questo contesto le capacità emozionali, evocative e suggestive di musica appositamente composta, arrangiata e performata a questo fine, che sono sicuramente le più elevate che questa arte possa avere.
Davide
Nella musicoterapia il rapporto tra suono e chakra si basa sul principio della risonanza simpatica e delle frequenze vibrazionali, secondo cui ogni centro energetico risponde a specifiche onde sonore utili per il suo riequilibrio e la meditazione. Quando un chakra è bloccato o “scordato”, l’ascolto di determinate frequenze acustiche agisce come una guida per riportarlo alla sua corretta vibrazione naturale. Perché hai scelto proprio i sette chakra come fulcro del progetto e in che modo – tra intonazione, tonalità, scelta degli strumenti, ma anche attraverso lo sviluppo di armonia, melodia – li hai “messi in musica”?
Andrea
Ho scelto di dedicare questo progetto ai 7 chakra perché sono senza dubbio le chiavi di apertura del nostro sé verso la nostra evoluzione, crescere spiritualmente, stare bene fisicamente, evolvere, dare un senso alla nostra esistenza, non può essere separato da un lavoro, più o meno consapevole, su questi centri energetici, che sono il fulcro di scambio della nostra energia interna con quella esterna.
Non è facile in poche parole spiegare l’ispirazione e la visione che ha permesso di realizzare le singole tracce, perché è maggiormente frutto di un lavoro intimo;
Dal principio sono partito dalla nota di appartenenza al chakra, sulla quale tonalità ho composto i brani. Per questo la loro appartenenza tonale è rigida, ogni brano non esce mai dalla sua tonalità, e tutto quello che mi ha ispirato a livello ritmico, armonico, melodico, timbrico e sonoro proviene dal chakra, dalle sue caratteristiche e correlazioni che ha con ogni aspetto del nostro essere e della vita che ci gira intorno, mettere tutto ciò in musica è stato sicuramente un lavoro intimo, in parte intuitivo, basato maggiormente sulla mia esperienza ed il sentire riguardante il mondo dei chakra.
Davide
L’uso del didgeridoo in Muladhara introduce un forte elemento terapeutico legato alla tradizione olistica e aborigena del massaggio sonoro. Guardando all’intero album, con quali criteri o intuizioni curative hai selezionato i vari strumenti tradizionali e storicamente terapeutici inseriti nelle diverse tracce, e attraverso quali regole acustiche o tecniche di produzione li hai amalgamati alle sonorità elettriche ed elettroniche del disco? La stessa scelta di utilizzare sintetizzatori analogici risponde a un preciso nesso terapeutico e frequenziale in questo processo di fusione?”
Andrea
Le intuizioni curative utilizzate sono coerenti a quello detto nella precedente domanda; per esempio il didjeridoo è vibrazione del legno tramite respirazione circolare, e si suona appoggiandolo per terra, per queste qualità è chiaramente uno strumento che stimola maggiormente i chakra inferiori.
in Muladhara poi, la nota emessa dal didjeridoo è il Do, fondamentale della sua tonalità e nota base del chakra 1.
Per quanto riguarda l’uso di sintetizzatori ho maggiormente dato spazio a quelli analogici e quelli in sintesi FM come Dx7 ed Sy77 della Yamaha, strumenti di vecchia generazione basati su una sintesi “fisica” fatta di oscillatori e modulazioni di frequenze, che sono più “reali”, più ricchi di armoniche, e con un potere stimolante a livello vibrazionale che i synth digitali, per loro natura, non hanno.
In tutto questo è stato spontaneo per me fondere strumenti acustici con quelli elettrici in una forma di linguaggio propria della world music.
Davide
La tracklist segue l’ascesa dei sette centri energetici, da Muladhara (il chakra della radice situato alla base della colonna vertebrale in corrispondenza del perineo) fino a Sahasrara (il Chakra della Corona, il settimo e ultimo dei centri energetici principali secondo la tradizione dello yoga e della filosofia orientale, simbolo di coscienza pura, illuminazione e connessione spirituale infinita). Come hai gestito acusticamente questo progressivo alleggerimento della materia per chiuderti poi nell’ottava e ultima traccia, “A New World”? E verso quale “Nuovo Mondo” ideale vuole traghettarci questo finale?
Andrea
Come ho già detto sopra, è stata la natura stessa dei chakra ad ispirarmi affinché la natura dei brani fosse coerente ai vortici di appartenenza, e , se questo scopo è stato raggiunto, le tracce stesse dovrebbero bastare per rispondere.
L’ispirazione per il brano “a new world” viene dalla sensazione che un nuovo mondo è possibile, ed è dentro di noi, un mondo in cui esseri evoluti, con i chakra aperti ed allineati, sono consapevoli di essere in comunione con il tutto e con la vita stessa. se sono un sognatore o un visionario sono sicuro di non essere il solo, anzi siamo sempre di piu, per questo sento che un nuovo mondo non soltanto è possibile, ma è già alle porte.
Davide
Oltre agli strumenti etnici, l’album vede un massiccio uso della voce umana attraverso un ricco ensemble di interpreti (Marina De Sanctis, Gaia Possenti, Jacopo Barbato, Eva Sarzi Puttini, Karen Gomez, Andy Bartolucci, Santo Tringali e te stesso). In che modo hai lavorato sulla voce come vero e proprio strumento di guarigione e vibrazione profonda, e quali criteri o intuizioni curative hanno guidato la scrittura e l’uso terapeutico dei testi all’interno del disco?
Andrea
Non sono un cantante, e per riuscire a stare al passo con questo progetto sto studiando più possibile la tecnica vocale, e lavorando per diventare un interprete piu completo. La voce in effetti è lo strumento piu potente a livello terapeutico proprio perché non c’è tramite tra noi e lo strumento, che è il corpo stesso, ed è per questo che la sua espressività è ineguagliabile. Crescere da questo punto di vista credo che sia il percorso di una vita, e ci sono dentro, spinto dal voler interpretare testi che sento profondamente miei.
I contenuti vengono sicuramente da un percorso individuale che trova riscontro nelle grandi filosofie e scuole spirituali ed esoteriche proprie di tutte le culture, uniti ad argomenti che sono relativi ai singoli chakra di appartenenza.
In questa visione la presenza di testi può arricchire la musica con messaggi, pensieri e suggestioni proprie del linguaggio della parola, che oltretutto ha un potere creativo enorme.
Davide
Hai una solida formazione in contrabbasso classico e jazz al Conservatorio Santa Cecilia, ma in questo album hai scelto di registrare con il basso fretless. In che modo il suono continuo, “liquido” e privo di tasti, potenzialmente microtonale, del fretless si sposa con l’intento fluido e meditativo di The Chakra Symphony?
Andrea
Difficile rispondere a questa domanda, il basso fretless è sempre stato per me un grande amore, cosi lo ho vissuto dall’inizio, è un po come fosse una sintesi perfetta tra il contrabbasso e il basso elettrico, e sicuramente la sua grande capacità espressiva ed il suono più simile ad uno strumento a fiato lo rendono a mio avviso molto adatto a questo progetto musicale.
Davide
Dall’origine del tutto un’unica vibrazione sacra risuona nel cosmo, manifestandosi come la Parola creatrice della tradizione biblica e il suono primordiale dell’Om nella visione vedica. Nel tuo percorso personale convivono lo studio di strumenti tradizionali e discipline energetiche come Reiki, cristalloterapia e yoga. Come si riflettono, a livello pratico e di intenzione, queste conoscenze nella scrittura e nella scelta dei suoni, delle frequenze e delle note dei tuoi brani? A cosa vuole riconnetterci, in ultima analisi, la tua musica?
Andrea
Questa domanda mi sembra che si risponda da sola, se parlo una certa lingua e mi esprimo in un certo modo, tutto ciò è frutto del mio essere, del mio esperienziato, della mia cultura, del mio ambiente.
Questo è vero anche se compongo musica, la quale sarà il risultato della mia conoscenza e formazione, ma anche espressione del mio sentire, spinta dalla voglia di condivisione, di dare il proprio apporto alla vita, Voglia che credo sia in ognuno di noi.
L’intenzione che si mette nelle cose credo poi sia alla base della loro riuscita, e questo è vero in maniera assoluta se entriamo nella sfera del sound healing; il suono di per sé ha un grande potere, ma l’intenzione che si mette alla sua radice forse di più.
Vedo il percorso spirituale come un processo di riconnessione con il nostro sé superiore, e credo e spero, senza presunzione che questo lavoro musicale possa essere, anche in minima parte, di supporto ad esso.
Davide
Il suono è un’onda meccanica che ha bisogno di materia – come l’aria, l’acqua o altri elementi – per viaggiare, tant’è che la mancanza di particelle nello spazio impedisce alle vibrazioni di propagarsi. Ti dedichi da oltre quindici anni alla liuteria. In che modo il contatto fisico con la risonanza del legno, della materia intesa come linfa della vita, e la dimensione del silenzio si traspongono all’interno del disco?
Andrea
Questa domanda è ancor più difficile ed articolata della precedente, mi chiedi in che modo avviene tutto questo, probabilmente non lo so, e forse non devo neanche saperlo, le cose che accadono sono sempre la conseguenza di qualcos’altro che veniva prima…
Davide
Nell’album convivono mondi apparentemente distanti: la classicità del pianoforte di Gaia Possenti e dell’arpa sinfonica di Chiara Santoro, la modernità della batteria di Andy Bartolucci, l’elettronica dei sintetizzatori analogici di Luca Bernardini e la ritualità dei gong di Eva Sarzi Puttini. Tu stesso, oltre a comporre e arrangiare, hai suonato moltissimi strumenti. Qual è stata la chiave per fondere elementi acustici, elettronici e sacri in un unico corpo sonoro? A livello umano e spirituale, che tipo di esperienza e di sintonizzazione profonda si è creata tra di voi attraverso il suono durante le registrazioni? E come sei riuscito a bilanciare la tua massiccia presenza polistrumentale con la direzione di un ensemble così ricco di talenti e sfumature diverse?
Andrea
Non saprei, la chiave è sicuramente dentro di me, e sicuramente trova radici nella mia sensibilità, formazione e soprattutto nell’ideale estetico personale, che è proprio di ogni compositore e produttore.
Durante la fase di realizzazione non c’è stato un lavoro di ensemble, in quanto, come maggiormente avviene, le registrazioni si sono svolte coi singoli strumenti separatamente, a fronte di un lavoro impegnativo di pre produzione. La fase di coesione dell’organico è alle porte e si realizzerà nella produzione del live.
Bilanciare le mie capacità in fase di produzione poi direi che è stato assolutamente spontaneo, viene da sé che ognuno mette in campo quello che può o che deve mettere a disposizione.
Davide
L’album è ora disponibile in formato fisico tramite Blue Seal Dmwg. Per un artista che cura l’artigianato e la materia attraverso la liuteria, che valore assume il fatto che l’ascoltatore possa stringere tra le mani un oggetto reale per fruire di questo viaggio sonoro?
Andrea
Volendo fare il nostalgico ti direi che avrei voluto registrare tutto in analogico e fare uscire il lavoro su vinile…
Purtroppo bisogna essere pratici, stare al passo coi tempi e guardare in faccia alla realtà, nonché alle economie.
Un disco stampato su cd oggi giorno rischia comunque di essere obsoleto, ma comunque è bello che ci sia, che si possa volendo ancora sfogliare un booklet con i testi, per altro arricchito da contenuti sui chakra e spiegazione delle tracce.
Davide
Carlos Santana disse che la musica è una forza per il cambiamento, una forza per il bene. Cos’è per te la musica e che valore assume in questa precisa epoca storica, così frenetica e frammentata?
Andrea
La musica è definita l’arte suprema, questo sicuramente perchè non si basa su concetti che siano imitativi di qualcosa, o che vengano da forme di comunicazione di linguaggi limitati dalla comprensione, ed è per questo che è universale, il suo potere assoluto credo che stia alla base della vibrazione sonora di cui è fatta, in principio era il verbo per la religione di casa nostra si traduce nell’ohm, il suono generatore della realtà, per le filosofie orientali.
La musica, come tutte le forme di espressione artistica, è sempre stata riflesso dei tempi, e credo mai come adesso sia tempo di risveglio.
Davide
Cosa seguirà?
Andrea
Cosa seguirà?
Vedremo, sicuramente sto pensando all’allestimento live di questo lavoro, che probabilmente sarà tanto impegnativo quanto è ambizioso il progetto.
Nel frattempo sto scrivendo altro materiale musicale per un progetto, sempre di matrice spirituale, che non ha proprio un focus definito ma che semplicemente vuole essere un inno, un tributo alla vita.
Davide
Grazie e à suivre…