
Frammenti di vita, storie che spaziano tra astrologia e romanticismo che approfondiscono temi come l’amore e la sensualità. Sono questi gli ingredienti principali del nuovo disco della cantante Lucia Dall’Olio intitolato Soste di Venere uscito il 16 gennaio 2026 per l’etichetta Emme Record Label. Un lavoro in cui jazz e cantautorato si fondono perfettamente grazie alla voce incantatrice di una artista che trova nell’ukulele il suo strumento ideale per creare suggestioni. I testi dei brani trasudano ironia ma sono caratterizzati da una velata magia che è sempre presente nelle composizioni, sempre nate in momenti di necessità espressiva. Le parole, dunque, diventano musica attraverso lo strumento del canto e dell’ukulele che l’autrice privilegia per la sua semplicità ed intimità.
Ad accompagnarla in questa avventura ci sono Gianluca Lione al contrabbasso e Margherita Parenti alla batteria e percussioni che contribuiscono a creare atmosfere in cui la musica si accorda alle parole e all’intensità dei sentimenti espressi.
Il concept dell’album si muove attorno all’amore e all’astrologia, due fil rouge che si intrecciano disegnando racconti in cui vengono spesso narrati temi attuali come la sessualità e problemi di coppia. Luna e Saturno racconta velatamente una specifica configurazione astrologica negativa che si è riflessa in una relazione tossica in cui i due pianeti si trovavano in quadratura l’uno con l’altro portando instabilità emotiva all’interno della coppia. Mosaico è invece un brano vago e quasi introduttivo all’album, in cui il tema centrale è l’affetto che se vissuto positivamente può rimanere piacevolmente in memoria, nonostante tutto. Elena è una dedica a una ragazza che Lucia Dall’Olio ha frequentato, un racconto intimo quasi onirico che parla di una relazione semplice ma allo stesso tempo profonda. Ma tu non hai fatto terapia narra invece di come si è sfaldata una coppia con ottime premesse a causa di una cura psicologica mancata da parte di una delle partner.
https://www.emmerecordlabel.it/release/soste-di-venere/
Intervista
Davide
Buongiorno Lucia. Iniziamo dalla tua formazione. So che hai studiato canto jazz e che ti sei esibita in molti luoghi e locali con diverse formazioni. Come è nato il tuo interesse per il canto e la musica e come è cresciuta la tua spinta interiore alla scrittura di tue canzoni fino a questo esordio cantautorale?
Lucia
Ho scoperto grazie a un signore che dirigeva la musica a messa di avere del talento musicale e ho iniziato ad esibirmi in quel contesto all’età di 12 anni. Da quel momento ho cominciato gli studi privati per poi arrivare a scoprire un’attitudine per il jazz che mi ha spinto a studiare in conservatorio. Contemporaneamente in quegli anni bolognesi prendevo lezioni di musica brasiliana da Cristina Renzetti, un genere che mi ha preso forse più del jazz e che continuo ad approfondire. Gli studi continuano tutt’oggi con il maestro di bel canto Miguel Curti grazie al quale ho trovato un nuovo modo di cantare che mi ha fatto lavorare su di me non solo come cantante ma anche come persona. Tutte queste esperienze mi hanno portata a scrivere di me, conoscermi e trovarmi.
Davide
L’ukulele ha un timbro caratteristico, spesso associato a un’atmosfera gioiosa e rilassata. La sua accordatura particolare (re-entrant), dove la corda superiore è più acuta di quelle centrali, crea un effetto sonoro “plinky” unico che non si ottiene con la chitarra. A parte questo, perché hai scelto l’ukulele per accompagnare e interpretare le tue canzoni?
Lucia
Banalmente penso che l’ukulele era lo strumento giusto, nel posto giusto, al momento giusto: ho iniziato a scrivere queste canzoni in delle sere solitarie in cui tornavo a casa e l’unico strumento che avevo in cucina era proprio lui, l’ukulele. Quindi banalmente risponderei: perché lui c’era. Nella sua intimità ho trovato l’accompagnamento dolce e delicato che si sposava perfettamente con le mie confessioni musicali.
Davide
Ad accompagnarti nel disco, oltre al tuo ukulele, ci sono anche Gianluca Lione al contrabbasso e Margherita Parenti alla batteria e percussioni. Questa combinazione di strumenti definisce un ensemble acustico versatile, la cui forza risiede nel contrasto tra le frequenze alte e brillanti dell’ukulele e quelle profonde del contrabbasso, supportate da una sezione ritmica dinamica. Com’è nata dunque questa combinazione e con quale obiettivo artistico ed estetico?
Lucia
Nella mia testa li immaginavo proprio eseguiti in una formazione standard di trio, qualche linea di basso a bilanciare il piccolo ukulele e una batteria che potesse far viaggiare il ritmo sottostante, mantenendo chiaramente un’idea sul genere jazzistico. La sezione ritmica mi ha aiutato a sostenere il tiro e ad arrangiare ogni canzone (soprattutto nella dimensione live dove eseguiamo diversi altri miei brani).
Davide
In quali momenti di necessità espressiva sono nate queste sei canzoni e cosa raccontano tutte insieme? Cosa di unificante le attraversa e le lega?
Lucia
Sono nate in un momento di sofferenza e solitudine dopo una rottura importante, si inizia spesso così, no? Mi ritrovavo carica di cose da trasmettere, sola nella mia cucina e le parole sono uscite da sole. Altre cose sono successe e la vena artistica era ormai aperta, quindi ho continuato a scrivere e riflettere sul tema delle relazioni e dell’astrologia (che uso da tempo per capire la vita e i sui andamenti).
Davide
“Soste di Venere” allude ai periodi in cui il pianeta Venere rallenta o appare stazionario prima di cambiare moto (diretto o retrogrado), influenzando le relazioni e i sentimenti secondo le credenze del settore? Cosa sono nel titolo del tuo disco?
Lucia
Sono proprio delle fotografie di alcune soste d’amore che ho vissuto: ho cercato di fotografare momenti romantici e sognanti (come nel brano “Elena”), di riflessione astrologica e non rispetto alla coppia (“Sinastria”, “Luna e Saturno”, “Ma tu non hai fatto terapia”, “Mosaico”) e infine ho voluto fare un tributo a un affetto che ho trovato durante un bellissimo seminario con Marco Pesatori e i miei compagni di corso in un periodo in cui cominciavo a sentirmi meglio (“Pesaro”).
Davide
L’astrologia nella musica non è solo una tendenza moderna, ma affonda le radici in una convinzione millenaria: l’esistenza di un ordine matematico e spirituale che unisce il cosmo alle note musicali. Perché l’astrologia come tema estetico e linguaggio per narrare frammenti di vita vissuta?
Lucia
Perché dopo anni di studio ho verificato che questa materia mi suggerisce delle verità e soprattutto mi aiuta a conoscere più in profondità me stessa e gli altri. L’astrologia mi accompagna da molto tempo, quasi mi ritrovo a ragionare in termini di simboli ed energie planetarie nel quotidiano. A volte rido e mi dico che d’altronde questo è tipico del mio segno, i Pesci.
Davide
Quali cantanti ti hanno più influenzata, sia nell’approcciarti inizialmente al canto, sia nell’approfondirlo in seguito?
Lucia
Sicuramente l’ascolto di cantanti brasiliani come Caetano Veloso, Gal Costa e altri mi ha segnato in positivo, la delicatezza della bossanova mi è molto cara e l’ho ritrovata anche nella musica classica con lo studio del bel canto che porto avanti ormai da diversi anni; credo siano questi i modelli che ho trovato nell’esperienza di questi ultimi periodi di ricerca.
Davide
Voce, parole e canto sono i tre pilastri della comunicazione musicale e umana, ognuno con un ruolo che va dalla pura fisica del suono all’espressione più profonda dell’anima. Cosa sono per te e, in quanto pilastri della tua identità artistica, cosa sostengono verso l’alto e cosa trasferiscono verso le fondazioni? Come reggono il peso del significato più profondo del tuo lavoro?
Lucia
Credo che la parola sia importantissima perché in grado di creare immagini, idee, pensieri e racconti. Mi sono ritrovata a riportare semplicemente scene della mia vita (“Elena”), giocare con suggestioni che mi arrivavano immaginandomi come il frutto delle diverse esperienze che ho vissuto (“Mosaico”) e riflettendo sulla bellezza dell’amore che nonostante tutto ci lascia sempre qualcosa che vale la pena attraversare. La voce e il canto sono altrettanto importanti: dico sempre che sono il riflesso dell’interno, quindi chiaramente il massimo dell’espressione per me.
Davide
Cosa seguirà?
Lucia
Credo che prossimamente farò una nuova pubblicazione contenente i restanti brani che ho scritto, in totale sono una quindicina circa. Sto riflettendo sul tipo di arrangiamento e sul tipo di suono da dare al nuovo album, per ora lascio decantare aspettando come sempre che sia il momento giusto a chiamarmi.
Davide
Grazie e à suivre…