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Intervista con Rino De Patre

11 min read

Dopo essere stato anticipato da due singoli, dal giorno 08/04/26 è disponibile sulle principali piattaforme digitali DI SERA, il nuovo album di RINO DE PATRE, edito da Abeat Records su CD e distribuito nei migliori negozi specializzati. Per il disco fisico: Abeat Records

DI SERA è il terzo capitolo a proprio nome del chitarrista e compositore Rino De Patre, dopo The Dawn From My Heart (2010) in solo e Sound Of The Rainbow (2021) con la collaborazione di Dominic Miller (chitarrista, compositore e collaboratore di

Sting). In questa occasione ad affiancarlo sono Alfredo Paixão al basso, Pasquale Fiore alla batteria e percussioni e due ospiti speciali: Bob Sheppard al sax soprano e Luca Aquino al flicorno e tromba.

La nuova raccolta rappresenta un’evoluzione naturale del mondo musicale di Rino De Patre che amplia i suoi orizzonti sonori spaziando fra jazz contemporaneo e world music, con la chitarra ancora una volta protagonista. Le atmosfere cinematiche, ricche di colori timbrici, ne suggeriscono un utilizzo anche per colonne sonore a corredo di immagini filmiche o documentaristiche.

Tutti i brani sono composti ed arrangiati da Rino De Patre, tranne una rivisitazione

del Notturno op.9 n.2 di Fryderyk Chopin.

“DI SERA è pensare liberamente. Un’espressione calda e magica che ti fa viaggiare. Ripercorri mentalmente la giornata trascorsa, può sembrare una routine, ma è semplicemente tornare a casa, guardare fuori dalla finestra e provare un po’ di nostalgia. Il tramonto è unico ogni sera e diventa un momento di intima solitudine di fronte all’infinito.” Rino De Patre

DI SERA IL PROGETTO

C’è una dimensione profondamente organica che attraversa tutto il lavoro: il vento, il respiro, la luce, il ritmo naturale delle stagioni diventano metafore del movimento interiore. L’ascolto si trasforma così in un’esperienza immersiva, capace di evocare spazi aperti e silenzi carichi di significato. Allo stesso tempo, l’album custodisce un’anima intima e autobiografica. Affetti,

radici e ricordi emergono con autenticità, senza retorica, restituendo un senso di calore e appartenenza. È una musica che non alza la voce, ma sceglie la profondità. L’intero progetto si sviluppa come un percorso: dall’osservazione del mondo esterno si passa alla consapevolezza interiore, fino a ritrovare un equilibrio nuovo, più maturo e sereno. La scrittura musicale appare coerente e riconoscibile, capace di tenere insieme suggestioni contemporanee e sensibilità classica.

Ne risulta un lavoro elegante e sincero, che invita ad ascoltare con attenzione e a concedersi tempo. Un album che non impone, ma accompagna; che non descrive, ma evoca; che non corre, ma respira.

Formazione:

Rino De Patre – composizione, arrangiamenti, chitarra, percussioni, tastiere.

Alfredo Paixão – basso

Pasquale Fiore – batteria e percussioni.

Stefano Amerio – tastiere

Bob Sheppard – sax soprano.

Luca Aquino – flicorno e tromba.

www.rinodepatre.com https://www.rinodepatre.com

https://www.youtube.com/watch?v=UlMoex8Qchs

https://www.abeatrecords.com/music/tag-prodotto/rino-de-patre/

Paola Tieppo

I N F I N I T E V I B E S
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Intervista

Davide

Buongiorno Rino. “Di sera” è il tuo terzo album. Cosa continua e cosa cambia?

Rino

Ciò che continua è senz’altro la musica, continua la mia necessità di esprimere ciò che ho dentro come persona cercando sempre di migliorare me stesso in un mondo come quello di oggi. Secondo me non cambia nulla ma si evolve, la mia vena creativa o la mia ispirazione a seconda dei casi muta in base a ciò che voglio dire, secondo il messaggio che voglio propagare anche attraverso le sfumature dei suoni, può essere uno stato d’animo, qualsiasi sensazione, un sapore, o la descrizione di una brezza che accompagna la primavera.

Davide

Fin dal suo titolo, “Di sera”, il disco si preannuncia come un lavoro dalle atmosfere crepuscolari e notturne, riflesso in una sensibilità musicale caratterizzata da toni sommessi, nostalgici, intimi e “delle piccole cose” e in uno stile che preferisce il tono minore, la delicatezza e il ripiegamento emotivo, introspettivo. Perché dunque “Di sera”?

Rino

“Di Sera” è un’espressione che mi piaciuta molto da subito, mi piace anche perché non è mai stato utilizzata come titolo di un album. Come ho scritto sul booklet per me Di Sera è una parola calda e magica che mi fa viaggiare, ripenso alla giornata passata, in essa c’è il respiro della coscienza. E’ tornare a casa in un luogo che non cambieresti con nessun altro, guardare fuori dalla finestra e pensare con nostalgia.

Sia d’estate che in inverno, il tramonto è unico ogni sera e può essere un momento di intima solitudine verso l’infinito.

Davide

Il lavoro include 12 brani in cui la chitarra funge da “voce narrante” attraverso paesaggi sonori eleganti e meditativi. Come sono nate queste nuove composizioni, intorno a quali idee e meditazioni portanti e a quale momento della tua vita e del tuo percorso creativo e musicale?

Rino

Innanzitutto devo dire che la vena creativa non mi ha mai abbandonato finora, grazie al cielo.

Le composizioni sono recenti ma anche di qualche anno fa. Non essendoci una regola, già dopo l’uscita del mio secondo album “Sound of the Rainbow” del 2021, ho iniziato a pensare e progettare il terzo album “Di Sera”. E’ stato un processo laborioso che ha incluso arrangiamenti fatti da me, la scelta dei musicisti, la scelta dei solisti, la scelta dello studio di registrazione ecc… un’esperienza incredibile. Tornando alle composizioni, queste sono legate sia al mio passato che al mio presente. Esse rispecchiano il mio essere fatto di cose semplici e pratiche, come andare in bicicletta o fare una corsetta nel parco; nascono attraverso stati d’animo a volte bizzarri come in “The Minstrel”, o ispirazioni, attraversando paesaggi meravigliosi come in “Landscape”. Nascono anche in periodi di decisioni da prendere, come nel brano “The Choice”, o in atti di amore come in “Regina”, dedicata a mia nonna materna. Ci sono anche composizioni ispirate alla spensieratezza stessa come “Easy” e composizioni legate alle stagioni come “Spring Wind”.

Davide

L’album rappresenta un’evoluzione della tua visione artistica, fondendo jazz contemporaneo, world music e sonorità mediterranee in un linguaggio che è stato descritto anche cinematico. La fusione è un’evoluzione culturale che rispecchia la globalizzazione e la continua voglia di innovazione degli artisti, rendendo la musica un linguaggio sempre più fluido e privo di etichette rigide. Cosa significa per te questa particolare ibridazione di generi o linguaggi e come vi sei arrivato?

Rino

Partendo dal fatto che ho intrapreso e concluso il percorso classico, ho sempre affrontato concretamente diversi stili partendo dalle sale da ballo, passando per le feste di piazza e infine approdando alle sale da concerto. Questo vuol dire che ciò che faccio musicalmente è la vera

fusione di tutto il mio percorso fino ad oggi, per citare alcuni generi o linguaggi importanti questi sono: la rigidità classica, il folklore, il jazz, funky, blues, latin, musica orientale, ..musiche del mondo. Alcune volte mi chiedono che genere faccio, non sapendo rispondere dico: “sui generis” anche perché ho collaborato non solo con musicisti italiani ma di varie nazionalità e quindi le influenze sono tantissime.

Davide

Alla realizzazione del disco hanno preso parte musicisti di rilievo come Alfredo Paixão (basso), Pasquale Fiore (batteria), Luca Aquino (tromba) e Bob Sheppard (sax soprano). Un gruppo coeso si identifica fortemente con l’idea progettuale. Come hai condiviso questo disco con gli altri musicisti presenti nel disco, attraverso quale approccio strutturato e quale idea progettuale condivisa?

Rino

Prima di tutto ne approfitto per dire che è stata un’esperienza meravigliosa poter condividere la mia musica con i musicisti incredibili che hai citato.

Avevo già le idee chiare su come dovesse suonare l’album: con influenze europee, italiane, mediterranee, orientali, brasiliane e americane; a parte la stima profonda che nutro per ognuno di loro ho davvero scelto con cura “la loro presenza” sul mio progetto discografico.

A parte Pasquale Fiore, grande musicista nonché batterista incredibile che milita già nel mio progetto nei live e naturalmente ha partecipato al disco, ho voluto riflettere molto sulla scelta del sax soprano e quindi a quale musicista affidare questo ruolo. Inizialmente avevo pensato ad un sassofonista residente in Europa ma non abbiamo concluso, comunque io avevo già in mente sin dall’inizio Bob Sheppard ma credevo fosse inarrivabile. Un giorno poi chiesi consigli un po’ preoccupato ad Alfredo Paixão, bassista che ho sempre adorato e che già avevo ingaggiato per questo album e lui mi disse che poteva darmi il suo contatto poichè avevano lavorato già insieme. Bob, dopo aver ascoltato i miei brani sui quali avrebbe poi dato il suo contributo, accettò di far parte del progetto soprattutto perchè gli erano piaciute le mie composizioni.

La mia felicità era andata alle stelle.

La scelta di Luca Aquino alla tromba e flicorno è stata netta e decisa sin da subito, adoro il suo suono e la sua musicalità, avevamo già collaborato in precedenza nella registrazione di altri album, uno dal titolo “Gadara” in Giordania con la Jordanian National Orchestra (dove tra l’altro ho curato gli arrangiamenti dell’intero progetto) uscendo per la Bonsai music e l’altro album “Italian Songbook” per l’etichetta tedesca ACT.

Davide

La chitarra è uno degli strumenti più versatili al mondo, capace di evolversi da piccola orchestra solista a icona della cultura moderna. Artisticamente, è considerata un ponte tra la tradizione popolare e la musica colta, un’estensione dell’anima del musicista che unisce geometria costruttiva ed espressione emotiva. Qual è la tua visione artistico-musicale della chitarra?

Rino

Premetto che per me la chitarra è uno strumento così comune che sarebbe superflua ogni definizione, perché l’ho praticamente sempre tenuta in mano sin da piccolino, pur avendo iniziato più tardi a prendere lezioni. Diciamo che é passata direttamente da giocattolo a strumento vero e proprio. Avendo a disposizione sia la chitarra che dei giocattoli, preferivo sempre la chitarra che poggiavo sulle ginocchia cercando per ore il suo funzionamento, ero curiosissimo. Io trovo che la chitarra sia uno strumento relativamente giovane e a livello globale c’è moltissimo ancora da fare; ha bisogno di interpreti, di innovatori e anche di compositori.

Davide

Quali sono stati e sono i chitarristi da te più amati e studiati?

Rino

Ne cito uno che amo e studio tuttora ed è J.S. Bach che non è stato un chitarrista, ma ha scritto le migliori musiche in assoluto per tutti gli strumenti della sua epoca. Ha scritto le opere per liuto che sono dei veri e propri capolavori trascritti poi per chitarra.

Davide

Tue tutte le composizioni, a parte il ” Notturno op.9 n.2″ di Fryderyk Chopin. uno dei brani per pianoforte più iconici del periodo romantico, scritto quando il compositore aveva circa vent’anni. La sua melodia dolce e sognante è ispirata allo stile del bel canto operistico. Un brano pianistico non difficile da eseguire, ma che richiede una grande sensibilità espressiva e il controllo del tocco per rendere al meglio il legato e le dinamiche delicate. Perché questa scelta, virandolo con la tua chitarra verso il jazz?

Rino

Questa scelta è stata dettata dal mio istinto, realizzando che questa composizione ha del “chitarristico” ho sempre adorato questo brano e poi perché F. Chopin, oltre alla sua grandezza come compositore, in alcuni punti di questo notturno mi ha fatto pensare al celebre pianista compositore jazz Bill Evans.

Davide

Il potere e il dovere della musica rappresentano un binomio antico e profondo, che oscilla tra la capacità di influenzare direttamente l’animo umano e la responsabilità sociale ed etica di chi la crea e la diffonde. Quali sono dunque per te il potere e il dovere della musica?

Rino

Il potere é ciò che di vero dice la musica e il dovere richiede verità, sacrificio e umiltà.

Per me una musica che funzioni sia tecnicamente che emotivamente deve avere questi requisiti.

Davide

Cosa seguirà?

Rino

Ciò che seguirà lo lascio ogni volta decidere alla mia ispirazione, ma sto già pensando al prossimo album: ho già alcune composizioni in cantiere, alcune finite ed altre da sviluppare.

Davide

Grazie e à suivre…

Biografia Rino De Patre

Chitarrista e compositore, Rino De Patre si accosta alla chitarra per una serie di casualità che contribuiscono a formare fin da bambino la sua conoscenza e sensibilità verso lo strumento.

Da sempre attirato da questa possibilità espressiva, si dedica poi a uno studio più codificato e assiduo, per diplomarsi nel 2002 in Chitarra presso il conservatorio

“A.Casella” di L’Aquila. È solo l’inizio di un percorso di formazione ed esperienze lavorative che lo portano ad esibirsi in molte città italiane, europee, ed extraeuropee, svolgendo un’intensa

attività come solista e turnista in formazioni jazz, rock, pop, in ambito live e in studio di registrazione, dove partecipa a vari progetti come musicista, arrangiatore o

compositore. La vena compositiva è da sempre presente e si concretizza dopo il trasferimento a

Milano. Nel 2010 esce il primo album a proprio nome “The Dawn From My Heart”, che ha

raccolto numerosi consensi da critici musicali di riviste specializzate e web, oltre che

da compositori e musicisti di livello internazionale, come Giorgio Gaslini e Paolo Fresu. Nel 2021 vede la luce la seconda raccolta, “Sound of The Rainbow”, con la partecipazione di Dominic Miller (chitarrista, compositore e collaboratore di Sting). Nel 2026 il terzo progetto da leader è “Di Sera”, con Alfredo Paixão al basso, Pasquale Fiore alla batteria e percussioni più due ospiti speciali: Bob Sheppard al sax soprano e Luca Aquino al flicorno e tromba. Come compositore, musicista e arrangiatore Rino De Patre ha contribuito a numerosi album, tra cui “Suite for Motian” (2014), “Italian Songbook” (2019) e “Gadara” (2022), oltre a Melodia (2018) con Alchimia Trio. Nel corso degli anni ha collaborato con grandi musicisti quali Bob Sheppard, Alfredo Paixão, Luca Aquino, Javier Girotto, a conferma di una visione artistica di respiro internazionale. Le sue composizioni evocano atmosfere che parlano a un pubblico ampio, colto e sensibile, attento alla qualità e all’originalità.

Altre collaborazioni con: Dominic Miller, Karl Potter, Antonio Fusco, Matteo Rebulla, Luca Bulgarelli, Pasquale Fiore, Carlo Bavetta, Fabio Giachino, Simona Severini, Danilo Minotti, Massimiliano Coclite, Bruno Marcozzi, Alex Orciari, Stefano India, Giuseppe Urso, Humam Eid, Basem Aljaber, Nicolas Fiszman, Guo Yue, Miles Bould, Jordanian National Orchestra, Mario Castelnuovo, Gio’ Di Tonno, Phillys Bradford, Harsh&Mellow, Hiroshima MonAmour, Romans, Goran Cuzminac e molti altri.

Etichette: ACT, Dodicilune, Abeat, Parco Della Musica Records, Musicab,

Musicamorfosi, Step Musique, Bonsai Music.

 

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