Carabba (Lanciano, 2026)
pag. 96
euro 19.00

Prima di tutto l’autore. Marino Magliani è un classico contemporaneo. Un narratore fra i migliori italiani in assoluto. Prima di tutto la direttrice di collana: Angela Bubba; una scrittrice talentuosa che oramai da tempo conosciamo, e che adesso sceglie di ospitare questa nuova creatura del nostro Magliani nello spazio che dirige per le edizioni lancianesi Carabba. Questo nuovo racconto lungo di Magliani comincia con la parola “nausea”, resa più importante dalla versione in dialetto ligure ponentino: anguscia. Nel mentre che vediamo come “il fondovalle era il marsupio” e “il marsupio era il fondovalle”. E forse ancora più del solito, quest’opera di Magliani ci ricorda il Biamonti. Il paesaggio è più che umano. Ed è vissuto come e più di una ragione di adesione allo stesso mondo di elementi naturali. “La notte assomigliava a una camera”, è una delle sublimazioni dell’autore. “Avrei fatto il mozzo, un lavoro piuttosto semplice, pare, durante il giorno occorreva lavare i corridoi e i cessi, andare a prendere i piatti di alluminio di portata in cucina, portarli in sala mensa e servire le pietanze all’equipaggio. Poi lavare le stoviglie e riportare in cucina i piatti di alluminio. Non era faticoso ma dopo un po’ di riposo mi ritoccarono pulizie di scale e paratie, e nel frattempo apparve la Corsica”. Il protagonista del lavoro interessa ben poco. Forse di più a lui interessa conoscere lo “scrittore di frontiera”, per avere consigli, per scrivere, per scrivere meglio. Ma almeno intanto si vede la Corsica, l’isola che attira. Il realismo rurale della valle, credeva di descrivere. Ancora echi di Francesco Biamonti. Ma poi tutto il giro del mondo che può fare un ragazzo. Con in tasca e in testa i libri. Ad alimentare la voglia di scrivere. Il giovane, come pensiamo il giovane Marino, si muove in tante nazioni. Spesso mantenendosi come lavapiatti. Assommando incontri, conoscenze. Pause dalla scrittura, perfino. Insomma non è proprio un perdigiorno, il protagonista della storia. Il fatto è che lavora giusto per pagarsi le spese quotidiane dei viaggi. E in uno di questi viaggi, e in uno di questi incontri, ecco il colpo di scena. Un luogo da cercare. Forse immaginario. Oppure immaginato. Che noi cerchiamo con lui, quindi. Marino Magliani è nato in una valle ligure, a Dolcedo, ha trascorso gran parte della vita fuori dall’Italia. Oggi vive tra la sua Liguria e la costa olandese, dove scrive e traduce. È autore di numerosi libri tra cui ricordiamo: Quella notte a Dolcedo (Longanesi 2008), L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi (Exòrma 2017) e Prima che te lo dicano altri (Chiarelettere 2018). Ha lavorato per vent’anni al romanzo Il cannocchiale del tenente Dumont, con il quale è entrato nella dozzina dello Strega.