
A Villa Franceschi, in una Riccione che si sta muovendo verso l’estate, appena visitata la mostra di uno degli artisti moderni di maggior spessore, Chiesi, la tentazione di conoscere dall’interno per la prima volta la Biblioteca Civica è forte. Ché in questi luoghi so bene che la meraviglia è sempre assicurata. Allora raggiungo con buona facilità lo spazio.
Ed ecco, appunto, le scoperte.
Intanto l’opera prima del poeta e performer torinese Max Ponte (’77). “In Eyeliner la parola, gettata gettata nella quotidianità, non si arrende al grigiore antieroico – che attanaglia la letteratura – ma trasvola, plana nella notte, fonda partiti autocratici, in una mimesi ironica mescola, intenziona oggetti del controdolore, favorisce il deflusso delle scorie in apposite feste alfabetiche”, scrive in sede di prefazione la precisa Alice King. La raccolta presenta, nel vero dire dei termini, una pubblicazione sperimentale. Un libretto che fra le sue sezioni vede intervalli di senso e grafia rimandanti ad anni addietro; più una poesia scritta, effettivamente, al contrario.
“Lamette violacee punture di insetti
foglie di alluminio in fase di addormentarsi
su di me sul pavimento della cucina
briciole capelli tracce di saliva
emorragie nasali mettendo
la mano nella pancia del frigo
sul suo petto ghiacciato
d’animale polarizzato
posso immaginare finalmente
il colore del freddo elettrico
un colore da eschimese ubriaco
che si è bevuto l’aurora boreale
un colore blu scuro indicibile
e un retrogusto di ghiacciolo all’anire (…)”
Così parte l’avventura, fra materia e natura della materia. Dentro questo elemento. Passando per “senzacasadimoramiscompongofrazione (…)”. Ma il massimo è qui:
“Sono fili di rame
che mi germogliano
nella schiena”.
Fra le altre cose, il libro aumenta con contributi multimediali rintracciabili sul sito dell’autore, www.maxponte.com.

E i due libri di Giancarlo Pontiggia, “Bosco del tempo” e “La materia del contendere”, assecondano la mia intenzione di frequentare un po’ meglio i classici italiani in vita.
Il più datato si apre con l’invito a lettrice e lettore, al centro delle “ore tristi”, e per le “stanze chiuse, di rame”. Il poeta Giuseppe Conte presenta il libro come un’opera buona per il mondo divino, di quando il mondo era divino, un mondo che passa, che passerà. Ma che entra ancora in quella Grecia di fu, per dire.
Poi nel libro più recente, davvero molto meditativo, anzi molto più meditativo anche di tanti altri che sono proposti malamente con questa formula.
“Una pioggia bruiva,
tra un arco e l’altro dei tuoi occhi,
bruiva”
Davvero questi versi rumoreggiano. D’amori adottati in chiave di lettere.
“Ricordo la dalia di allora, a un passo dalle cose
e un’anima che stride”.
Oltre che essere medidativa, qui la parola di Pontiggia si illumina fra uno tempo e un altro, ieri di sospensione, di pause, adesso di stravolgimento della pressione di un presente indagato con piccoli singulti.

Il poeta e critico Plinio Perilli, classe 1955, posso considerarlo, serenamente, e senza timori di smentita, un amico; tanto che dopo una ventina di anni almeno di conoscenza e scambi epistolari e ‘diretti’, mi ha dedicato una nuova sua valutazione, un regalo per me, alla mia poesia. Detto ciò, e me ne scuso, è chiaro che trovare fra i tanti testi d’altri questo del mio caro Plinio, “Ragazze italiane”, è stato un enorme regalo. Un’opera che può fregiarsi della nota di accompagnamento di Rosita Copioli, per dire. Ma lo faccio parlare. Punto.
“Corte d’Amore
a Ivana
Ti dichiaro il mio sguardo: due occhi, non li fa chiari
il colore: né simpatia deriva, s’affida a un sorriso.
Conta semmai l’amore – profonda vale la gloria!
Che in un’occhiata trascende il mondo, con un gesto
riassume, dona a ciascuno il Tutto: ambasciatrice
si fa della speranza. Così purezza non è solo l’azzurro ,
iride verde o cilestrina: ma anima densa, rosa pulsante.”.
“Eyeliner”, di Max Ponte, introduzione di Alice King, Bastogi (Foggia, 2009), pag. 68, euro 8.00;
“Bosco del tempo”, di Giancarlo Pontiggia, introduzione di Giuseppe Conte, Guanda (Parma, 2005), pag. 139, euro 12.00;
“La materia del contendere”, Garzanti (Milano, 2025), pag. 97, euro 18.00;
“Ragazze italiane. Ritratti e racconti in versi 1975-1990”, di Plinio Perilli, Sansoni (Salerno, 1990), pag. 158, lire 20.000.