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Astrazioni Sociali – Dario Pellegrino

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Astrazioni Sociali: poesia in equilibrio tra distanza e presenza

Nel panorama della poesia emergente, Astrazioni Sociali di Dario Pellegrino si muove con una certa consapevolezza lungo un territorio non semplice: quello in cui la parola poetica prova ancora a interrogare il presente senza trasformarsi né in esercizio estetico né in dichiarazione programmatica.

Il titolo potrebbe trarre in inganno, suggerendo una distanza dal reale. In realtà, accade quasi il contrario: l’astrazione qui funziona come filtro, come lente attraverso cui osservare una realtà che resta costantemente sullo sfondo, ma che non smette mai di esercitare pressione. Non siamo davanti a una poesia evasiva, ma a una scrittura che sembra voler trattenere qualcosa — un’immagine, una percezione, un dubbio — prima che si dissolva.

La raccolta non segue un’unica linea stilistica. Alterna momenti più densi, quasi saturi di immagini, ad altri in cui il verso si accorcia, si spezza, cerca un punto di equilibrio più fragile. Questa oscillazione restituisce bene una sensazione di instabilità che attraversa l’intero libro: non tanto come tema dichiarato, quanto come condizione di fondo.

Più che raccontare, Pellegrino osserva. E lo fa senza costruire una distanza di sicurezza: nei testi si avverte una partecipazione trattenuta, una tensione che non esplode mai del tutto ma rimane in sospensione. È proprio in questa sospensione che la raccolta trova una sua identità, evitando sia l’enfasi sia il minimalismo più prevedibile.

Interessante anche il modo in cui il libro si sposta, progressivamente, verso una dimensione meno simbolica e più concreta. Senza forzature, il linguaggio si avvicina a una materia più riconoscibile, più esposta. Il passaggio non è netto, ma percepibile: come se la scrittura, a un certo punto, decidesse di rinunciare a una parte della sua distanza per misurarsi più direttamente con ciò che resta.

Astrazioni Sociali non è un libro che cerca di impressionare. Piuttosto, lavora per accumulo lento, per ritorni, per variazioni minime. Non tutto è risolto, e probabilmente non vuole esserlo. Ma proprio in questa scelta — nel non chiudere, nel non semplificare — si intravede una direzione interessante: quella di una poesia che resta in ascolto, senza pretendere di avere l’ultima parola.

Dario Pellegrino nasce a Scorrano nel 1987 e vive a Maglie, nel Salento. Diplomato in Gestione Aziendale con indirizzo turistico, lavora come Front Desk Manager in un hotel a Otranto, esperienza che lo pone quotidianamente a contatto con persone, storie e culture diverse. Il viaggio, la natura e l’osservazione della realtà contemporanea rappresentano i principali riferimenti della sua scrittura. Parla inglese, francese, spagnolo e russo; nel tempo libero si dedica alla lettura, alla scrittura e allo sport, con particolare interesse per basket e scacchi. Nel 2025 ha ricevuto il Premio della Giuria al Premio Milano International, mentre una sua poesia è stata selezionata per l’Antologia del Premio Salvatore Quasimodo 2026.

Scheda del libro

Titolo: Astrazioni Sociali
Autore: Dario Pellegrino
Genere: Poesia contemporanea
Editore: Edizioni Albatros Il Filo
Anno di pubblicazione: 2025
Pagine: 60
ISBN: 979-12-236-0975-0
Link editore: https://www.gruppoalbatros.com/prodotti/astrazioni-sociali-dario-pellegrino/

 

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